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28/06/2010

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CAMPAGNA ABBOPNAMENTI
E' aperta la campagna abbonamenti, per ora presso il club ritiriamo le prelazioni di Nord e contestualmente i fogli per la tessera del tifoso.
Fino a venerdì 2, tutti i giorni presso il Club orario 18.00-22.00.
In seguito indicheremo gli orari. Ti aspettiamo
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Catania-GENOA 1-0 |
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GENOA-Milan 1-0 |
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BARI-GENOA 3-0
Il Genoa non prenderà parte alla prossima edizione dell'Europa League. Dopo la sconfitta rimediata al 'San Nicola', i rossoblù hanno matematicamente detto addio alle posizioni che conducono in Europa. I goal di Meggiorini, Castillo e Barreto, tutti realizzati nella ripresa, hanno permesso al Bari di ritornare al successo conquistando un rotondo 3-0 e salendo a quota 46 in classifica, affiancando Parma e Fiorentina.
Ventura schiera la migliore formazione possibile, un 4-4-2 con Barreto e Meggiorini coppia d’attacco. Assente il solito Ranocchia così come Allegretti, ancora out. In casa Genoa invece, Gasperini senza gli squalificati Palacio e Bocchetti, presenta la consueta difesa a tre composta oggi da Tomovic, Papastathopoulos e Criscito. In avanti, consueto tridente d’attacco con Acquafresca centrale e Sculli e Palladino sugli esterni.
Per una l'obiettivo è stato ampiamente conseguito già da qualche partita. Per l'altra invece, l'obiettivo è stato accarezzato, sfiorato a lungo e alla fine, a meno di clamorosi ribaltoni, abbandonato. Bari e Genoa, che si ritrovano l'una di fronte all'altra al San Nicola, a questo campionato non hanno ormai più nulla da chiedere. La gara comincia con il freno a mano tirato e nessuna delle due squadre si rende pericolosa in avanti. Il primo sussulto arriva dopo dieci minuti: dopo una bella combinazione con Meggiorini, Barreto serve in profondità Almiron che, a tu per tu con Scarpi, calcia alto sopra la traversa. Il Bari fa girare bene palla, il Genoa invece morde poco e si rende pericoloso solo con Acquafresca, il cui colpo di testa su un cross dalla destra di Sculli sfiora la traversa e termina appena alto. Al San Nicola il caldo fa da padrone, e i pugliesi ci provano soprattutto con un paio di conclusioni dalla distanza del solito Almiron che non impensieriscono tuttavia l’estremo difensore ospite. Alla mezz’ora grande chance ancora per la formazione di Ventura con Meggiorini, che sfiora il goal con un destro al volo dal limite che termina di poco a lato alla sinistra di Scarpi.
La ripresa parte senza cambi da ambo le parti e il Bari va subito vicinissimo al vantaggio: ottimo traversone dalla destra di Alvarez per Koman che, appostato sul secondo palo, scarica clamorosamente alto sopra la traversa. I padroni di casa sembrano crederci di più nel secondo tempo, e al 57’ passano con Meggiorini: Koman serve l’attaccante che si libera al limite e con il sinistro scarica un missile sotto la traversa per l’1-0. Gasperini prova a raddrizzare la partita, ma la panchina infarcita di giovani non da molte alternative al tecnico rossoblu che lancia nella mischia tre giovanissimi della formazione Primavera. I padroni di casa possono così controllare agevolmente il match fino all’85’ quando Castillo mette in cassaforte i tre punti: l’attaccante biancorosso entra in area, servito da Donati, e con un diagonale batte Scarpi sul palo più lontano. Il Genoa prova ad accorciare le distanze ma Gillet è strepitosa su una conclusione ravvicinata di Acquafresca, poi ci pensa Barreto a firmare il tris per il Bari con un preciso sinistro che fulmina Scarpi. I pugliesi tornano così alla vittoria dopo un mese, mentre i rossoblù, mai in partita, crollano nel finale e abbandonano ormai le speranze europee.
Le tantissime assenze in casa Genoa non consentono ai rossoblu di fare di più di quello che hanno fatto.
Con i tre punti conquistati contro il Genoa, il Bari interrompe la striscia negativa di quattro sconfitte consecutive e centra un successo che mancava dal 24 marzo scorso, 2-1 in casa sulla Sampdoria.
Tutti promossi nel Bari di Ventura. Su tutti però, da segnalare la prestazione di Meggiorini che ha sigillato con un goal il ritorno in campo dopo un periodo d’assenza per infortunio. Prestazione da dimenticare invece per il Genoa di Gasperini, mai pericoloso e ancora sconfitto lontano da Marassi.
IL TABELLINO
BARI-GENOA 3-0
MARCATORI: 57’ Meggiorini, 85’ Castillo, 88’ Barreto
BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Belmonte 6, A. Masiello 6.5, Bonucci 6, S. Masiello 6; Alvarez 6, Almiron 6 (76’ Donati 6), Gazzi 6, Koman 5.5 (78’ Parisi s.v.); Barreto 6.5, Meggiorini 7(81’ Castillo 6.5). A disposizione: Padelli, Stellini, Pisano, Kamata. All. Ventura 6.5
GENOA (3-4-3): Scarpi 6; Tomovic 5.5, Papastathopoulos 5, Criscito 5.5; Mesto 5, Zapater 5 (64’ Cofie 5.5), Milanetto 5.5, Juric 5.5; Sculli 5 (70’ Boakye s.v.), Palladino 5 (70’ El Shaarawi 6), Acquafresca 5.5. A disposizione: Amelia, Fatic, Terigi, Lazarevic. All. Gasperini 5.5
ARBITRO: Tommasi 6
AMMONITI: Meggiorini (B); Juric, El Shaarawi (G)
ESPULSO: Gasperini (G)
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GENOA-LAZIO 1-2
Il sogno Europa League da una parte, quello salvezza dall’altra. Genoa – Lazio è tutta in queste motivazioni e a vincere tra le due è stata la voglia di Serie A della squadra di Edy Reja. Il Genoa, subito in vantaggio con Palacio, è sembrato rinunciatario e svogliato, soprattutto in alcuni protagonisti annunciati come Palladino e Acquafresca. Grande reazione della squadra capitolina con un mostruoso Andrè Dias che realizza il goal del pareggio e annulla gli avanti avversari, poi con il grande ex Floccari che non perdona mai dentro l’area di rigore. La ripresa è un continuo tentativo dei grifoni di arrivare al pareggio ma, tra imprecisione ed espulsione di Bocchetti, il goal non arriva. Tre punti pesantissimi per la Lazio che può quasi festeggiare la salvezza, ennesima delusione per un Genoa poco propenso a fare il salto di qualità.
Gianpiero Gasperini deve rinunciare agli infortunati Rossi, Suazo e Jankovic e allo squalificato Dainelli. L’allenatore di Grugliasco è alle prese con la roulette dei ballottaggi, Scarpi batte Amelia, Tomovic ha la meglio su Mesto e Palladino ruba il posto a Beppe Sculli. Edy Reja ha decisamente meno fortuna del collega ligure, il giudice sportivo toglie Ledesma e Kolarov mentre l’infermeria registra il tutto esaurito con Matuzalem, Cruz e Stendardo oltre ai soliti Meghni, Bizzarri e Makinwa. Spazio al 3-5-2 classico, davanti Rocchi affianca lo shockato Floccari e Del Nero si piazza a sinistra.
Primi minuti di gioco con la Lazio che dà l’impressione di avere il pallino del gioco e su azione di calcio d’angolo sfiora subito il vantaggio con Dias. Al primo guizzo passano però i grifoni; punizione dal limite per fallo di Radu, biancocelesti tutti fermi a discutere, palla a Palacio che da fuori area indovina il diagonale killer che fredda Muslera, è 1-0. Doccia gelata, ma la squadra di Reja c’è. Prima è Floccari a sfiorare il goal di testa, poi Mauri conclude una splendida discesa di Radu con un sinistro al volo che fa la barba all’incrocio dei pali. Al 25’ la spinta laziale viene premiata, corner di Baronio e stacco imperioso di Dias che sovrasta Criscito e insacca in rete il goal dell’ 1-1. Gasperini è una furia e ne ha ben donde. Al 32’ il neo entrato Mesto si addormenta e offre palla in area a Floccari, controllo e esterno destro dell’attaccante che piazza la classica zampata dell’ex e fa 1-2. La reazione dei rossoblu è affidata a Palacio, troppo discontinuo, una sua giocata propizia la sponda di Acquafresca per Palladino che calcia a botta sicura ma trova la risposta d’istinto di Muslera. Sul ribaltamento di fronte è Del Nero ad offrire una magia sulla fascia che lancia Floccari, taglio perfetto del bomber che appoggia per Rocchi, destro a colpo sicuro del veneziano e palla che si stampa sull’incrocio dei pali! Nell’ultimo minuto di gioco Mesto commette l’ennesimo erroraccio, Floccari ne approfitta ma tarda la conclusione sulla quale Scarpi riesce a rispondere efficacemente.
Ripresa senza cambiamenti. Il Genoa prova a riorganizzare le idee ma la manovra è lenta e gli interpreti appannati. Palladino arricchisce la personale compilation di fischi con un continuo caracollare che lo porta al cambio, l’unico che prova a inventare qualcosa è Palacio ma non viene seguito da nessuno. La Lazio aspetta intelligentemente e prova a ripartire in contropiede. Le uniche occasioni per i grifoni arrivano da un sinistro con poche pretese di Fatic e un colpo di testa di Criscito che da centro area consegna la palla alle braccia di Muslera. L’ultima occasione della sterile reazione genoana arriva da una sponda involontaria di Morganti che “serve” Palacio, palla per Sculli che al volo calcia però altissimo. Non succede più nulla complice anche la giusta espulsione di Bocchetti, vittoria meritata per la compagine capitolina.
La differente solidità difensiva delle due squadre determina il risultato finale. Il tridente Palacio – Acquafresca – Palladino sbatte sempre contro il muro laziale, mentre la coppia Floccari – Rocchi, ben supportata da Mauri, trova sempre spazio tra le maglie rossoblu e tiene alta la squadra.
Nonostante l’inferiorità numerica finale, il Genoa si ritrova improvvisamente di nuovo in undici contro undici. In una delle concitate azioni nel finale è infatti Morganti a stoppare il rilancio di Biava e servire Palacio per il quasi goal del 2-2. Ovviamente involontario, chissà cosa sarebbe successo se Sculli avesse segnato…
Nel Genoa si salvano un tosto Papastathopoulos e un poco preciso ma vivace Palacio. Male il resto della difesa, Palladino irritante, Mesto spaesato. Negli ospiti grandissima prestazione di Andrè Dias, Floccari si conferma bomber di razza anche a Marassi. Muslera riscatta la poca reattività sul goal di Palacio con due ottime parate, Zarate trova pochi spunti nella mezzoretta scarsa concessagli da Reja.
IL TABELLINO
GENOA-LAZIO 1-2
MARCATORI: 8’ Palacio (G), 25’ Dias (L), 32’ Floccari (L)
GENOA (3-4-3): Scarpi 5; Papastathopoulos 6, Moretti 5.5 (26’ Mesto 4.5), Bocchetti 4.5; Tomovic 5 (51’ Fatic 6), Juric 6, Milanetto 5.5, Criscito 5.5; Palladino 4 (61’ Sculli 6), Acquafresca 5, Palacio 6.5. A disposizione: Amelia, Zapater, Gucher, Boakye. All. Gasperini 5
LAZIO (3-5-2): Muslera 6.5; Biava 6.5, Dias 7.5, Radu 7; Lichtsteiner 6, Brocchi 6.5, Baronio 6.5, Mauri 6.5, Del Nero 6.5 (91’ Siviglia s.v.); Rocchi 6 (65’ Zarate 5.5), Floccari 7 (75’ Cruz s.v.). A disposizione: Berni, Diakitè, Scaloni, Hitzlsperger. All. Reja 7
ARBITRO: Morganti 7
AMMONITI: Bocchetti, Palacio (G); Lichtsteiner, Del Nero, Radu, Zarate (L)
ESPULSI: Bocchetti (G); Reja (L)
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PARMA-GENOA 2-3
Vince il Genoa una partita tiratissima, nella quale i grifoni si erano fatti male da soli. Emiliani sconfitti con onore, e sorpassati in classifica.
Guidolin è costretto ad aguzzare l'ingegno, per costruire un Parma competitivo anche questa domenica: la sua soluzione è quella di scegliere un 4-5-1, con Crespo unica punta, e due ali molto diverse come Lanzafame (a destra) e Antonelli (sulla sinistra). Gasperini non è tormentato dai medesimi problemi, e può perciò ricorrere al solito 3-4-3, scegliendo in attacco il trio Palacio-Acquafresca-Palladino.
Un grandissimo equilibrio caratterizza la maggior parte della prima fase. Le due squadre, simili per ambizioni, sono separate tuttavia da uno iato incolmabile, per quel che riguarda il modulo di gioco: nel Genoa si cerca di fare “la partita di rugby”, salendo in blocco, e provando a sviluppare il gioco soprattutto attraverso i cambi di fronte. Al contrario, la strategia del Parma è più pragmatica, le azioni si sviluppano con scambi veloci e per vie centrali, sfruttando soprattutto la grandissima intelligenza tattica di Crespo. Inizialmente, la tattica vincente sembra quella del Parma, mentre i grifoni stentano, forse pretendendo un po' troppo; poi però, tutto comincia a funzionare nella squadra di Gasperini, ed il “cervello” Milanetto inizia a mandare gli input giusti a Tomovic, Palladino e Palacio. Quest'ultimo in particolare raggiunge il gol al 33esimo, sfruttando lo spazio creatosi dall'infiltrazione di Palladino nella retroguardia emiliana, e superando Mirante mediante un bel destro a giro da fuori. Così, si inaugura un quarto d'ora tutto a favore dei grifoni, sempre in attacco, sempre pericolosi, e questo nonostante il buon lavoro della difesa gialloblu. La prima frazione di gioco si chiude perciò con il Parma in svantaggio, benchè gli emiliani abbiano giocato la loro gara, come dimostrano le due ottime occasioni a firma Galloppa (suo il colpo di testa che, al minuto 17, costringe Scarpi al miracolo) e Zaccardo (che al 29esimo si trasforma il centravanti, e tra lo stop di schiena ed il palleggio salta due uomini, concludendo di poco sopra la traversa).
Il secondo tempo è una girandola di emozioni incredibili, dove il risultato viene stravolto continuamente, prima di assestarsi sul definito 3 a 2; ed il merito è tutto di Guidolin, capace di infondere la giusta fiducia nei suoi. Meno rilevante, invece, il fatto che il Parma, al rientro, sia schierato con un 4-4-2, dove Bojinov e Crespo sono le due punte. Il raddoppio del Genoa, firmato da Palacio, arriva già al 51', e nasce dal contropiede conseguente al tiro (da posizione ravvicinata) di Bojinov; qui è Palladino a fare tutto il lavoro, mentre Palacio si accontenta di ribadire in rete una conclusione orgogliosamente respinta da Mirante. Al minuto 59, però, ecco che cominciano i 5 minuti di follia dei rossoblu: Scarpi commette un leggero errore, non uscendo in seguito alla punizione di Jimenez, e così Zaccardo di testa manda il pallone in rete, senza venir ostacolato dall'estremo difensore. Al 63', ad insaccare il pallone nella porta difesa da Scarpi è addirittura un compagno di reparto del portiere, (Bocchetti) resosi autore di un clamoroso autogol. La dinamica è la seguente: Bojinov riceve un pallone, tira bene, ma Scarpi devia, e Bocchetti spazza in porta anziché in corner. L'ennesimo ribaltone è però nell'aria, e avviene subito dopo la rete: Guidolin, nel difendere la validità del gol dei suoi (su cui pesa il fatto che Lanzafame, a terra, chiedesse che il gioco fosse fermato), afferra per un braccio l'arbitro, il quale manda il coach in tribuna. A quel punto, il vantaggio tattico del Genoa è notevole, benchè non si traduca in una netta superiorità sul campo; tuttavia, Gasperini azzecca la mossa decisiva, mandando in campo Fatic al 72'. L'ala, infatti, supera Mirante già al 73', con un potente sinistro sul primo palo, che non lascia scampo al portiere gialloblu. Nei minuti seguenti si continua a giocare ad alto ritmo, le occasioni da gol fioccano, ad Acquafresca viene addirittura annullato un gol (per fuorigioco dubbio di Sculli); ormai però il più è fatto, e lentamente le energie abbandonano i giocatori emiliani, finchè il fischio finale non sancisce la vittoria della squadra ligure.
Tomovic e Milanetto: uno corre, l'altro ragiona e fa viaggiare la palla, l'effetto è il caos nella retroguardia gialloblu.
Palacio. Apre le danze con un gol fantastico, e raddoppia facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Se il suo difetto è il poco feeling con il gol, beh, questa volta non ci si può proprio lamentare.
In una partita dove, nonostante i 5 gol segnati, anche i portieri figurano tra i migliori della gara...è possibile che nessuno abbia mancato di dare il proprio contributo. Un po' in ombra, ma solo se confrontato ai compagni di reparto, il centravanti Robert Acquafresca. Nel Parma impressionano in particolare Mirante, il solito Crespo e Lanzafame.
IL TABELLINO
PARMA-GENOA 2-3
MARCATORI: 33' Palacio (G), 51' Palacio (G), 59' Zaccardo (P), 63' aut. Bocchetti (P), 73' Fatic (G)
PARMA (4-3-1-2): Mirante 6.5; Zaccardo 6.5, Paci 5.5, Dellafiore 6, Lucarelli 5.5; Lanzafame 6.5 (86' Dzemaili s.v.), Jimenez 6, Galloppa 6.5, Lunardini 6 (45' Bojinov 6), Antonelli 6.5 (80' Pasi s.v); Crespo 6.5. A disposizione: Pavarini, Gigli, Castellini, Baccolo. All. Guidolin 6
GENOA (3-4-3): Scarpi 7; Papasthatopoulos 6, Dainelli 6, Bocchetti 5.5; Mesto 6 (72' Fatic 6), Milanetto 7, Zapater 6, Tomovic 7; Palacio 7 (86' Lazarevi s.v.), Acquafresca 6, Palladino 6.5 (56' Sculli 6.5). A Disposizione: Amelia, Terigi, Gucher, Boakye. All. Gasperini 6.5
ARBITRO: Banti 6.5
AMMONITI: Lucarelli (P)
ESPULSO: Guidolin (P)
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sampdoria-GENOA 1-0
Il centoduesimo derby della Lanterna vede prevalere la tattica e la tensione su bel gioco e spettacolo. Sampdoria e Genoa danno vita ad una gara estremamente equilibrata, con poche occasioni da gol. La vittoria sorride però ai doriani grazie all’opportunismo di Fantantonio Cassano, che con un colpo di testa dà alla propria squadra la trentacinquesima vittoria nella sfida stracittadina e le consente di raggiungere il Palermo al quarto posto in classifica con 54 punti, mantenendo inalterate le speranze di qualificazione alla prossima Champions League. Il Genoa, decimo, si giocherà nelle ultime cinque gare le sue possibilità di qualificazione in Europa League.
Delneri e Gasperini mandano in campo le due squadre con i loro classici moduli. Samp schierata “all’italiana” dal tecnico friulano con il 4-4-2, con Semioli e Guberti a presidiare le fasce a centrocampo e Cassano e Pazzini in avanti. Genoa con il 3-4-3. Fra i rossoblù Scarpi è preferito tra i pali ad Amelia e il tridente offensivo è composto da Palacio, Sculli e Palladino. Gasperini recupera all’ultimo anche Robert Acquafresca e Dario Dainelli, che vanno a sedersi in panchina.
La gara inizia alle 21, con un quarto d’ora di ritardo, perché le squadre raggiungono all’ultimo lo stadio Ferraris a causa del traffico del capoluogo ligure. C’è subito molto nervosismo fra i 22 in campo, con gioco spezzettato a causa dei numerosi falli. La Sampdoria si rende pericolosa in due occasioni, prima con un colpo di testa di Gastaldello su angolo di Ziegler, finito alto sopra la traversa, poi con un tiro al volo di Guberti da fuori area deviato in corner da Scarpi. Il Genoa risponde con un diagonale di Mesto, servito da Papastathopoulos, che finisce di poco a lato della porta difesa da Storari. A questo punto entra in partita Antonio Cassano. Il barese, qualche minuto prima falciato da Mesto, porta in vantaggio i blucerchiati al 23’. Su punizione dalla destra di Palombo, Lucchini fa la torre per il fuoriclasse di Bari vecchia, che, partito in sospetto fuorigioco, di testa anticipa il suo marcatore Moretti e mette dentro battendo Scarp i. Dopo il gol Fantantonio subisce un altro duro intervento da Papastathopoulos e si rende nuovamente pericoloso al 32’, quando, lanciato a rete da Poli, è anticipato da Scarpi in uscita. Il Genoa non riesce mai a penetrare nell’area blucerchiata. Gli unici pericoli per la Sampdoria arrivano da una punizione a giro di Palacio che finisce alta sopra la traversa e da un tiro dalla distanza di Mesto, con Storari che devia in angolo con la punta delle dita. Al 44’ Sculli mette dentro al volo, ma Tagliavento aveva già fischiato il fuorigioco dell’attaccante rossoblù. Le due squadre vanno così a riposo sull’1-0 per la Sampdoria.
Nella ripresa Cassano entra in campo zoppicante dopo le botte ricevute nel primo tempo, ma prova a stringere i denti. Al 51’ palla-gol per Sculli su errore nel controllo di Ziegler, ma l’attaccante genoano non inquadra lo specchio della porta. Poi inizia la girandola dei cambi. Gasperini prova a dare maggior peso al suo attacco e manda in campo Acquafresca per un evanescente Palladino. Risponde Delneri, che sostituisce Guberti con un altro esterno, Mannini. Al 58’ Cassano non c’è la fa più, e il tecnico friulano mette in campo la punta serba Scepovic. Per Fantantonio c’è la standing ovation dei tifosi doriani. Passa un minuto e arriva anche il secondo cambio genoano. Gasperini toglie Moretti e manda in campo Zapater per dare più consistenza al centrocampo, con il capitano Marco Rossi arretrato sulla linea dei difensori. Al 64’ il terzo cambio dei blucerchiati: fuori l’esausto Poli per l’argentino Tissone. Per il Genoa entra anche Dainelli, schierato per l’occasione centravanti aggiunto, al posto del capitano Marco Rossi. Proprio il difensore sfiora il gol con un colpo di testa all’89’. Nonostante le mosse tattiche dei due tecnici, la partita scivola via senza altre emozioni. Finisce allora 1-0 per la Sampdoria, con la rete decisiva di Antonio Cassano nel primo tempo.
L’attacco genoano è troppo evanescente e non riesce a pungere la solida difesa doriana schierata da Delneri. Cassano è invece molto opportunista, e riesce a trasformare in goal l’unica occasione pericolosa che gli capita nel corso della partita.
Con questa vittoria la Sampdoria spezza il filotto di tre successi consecutivi ottenuti dal Genoa nel derby.
Nella Sampdoria spicca la concretezza di Antonio Cassano, abile ad anticipare Moretti e a segnare di testa il gol partita. Nel Genoa brutte prove degli esterni offensivi Palacio e Palladino, che quasi mai riescono a impensierire la difesa blucerchiata.
IL TABELLINO
sampdoria-GENOA 1-0
MARCATORI: 23’ Cassano
sampdoria (4-4-2): Storari 6; Zauri 6, Gastaldello 6,5, Lucchini 6,5, Ziegler 6; Semioli 6, Palombo 6,5, Poli 6,5 (64’ Tissone), Guberti 6,5 (54’ Mannini 6); A. Cassano 7 (58’ Scepovic 6), Pazzini 6. A disposizione: Guardalben, D. Franceschini, Rossi, Padalino. All. Del Neri 6,5
GENOA (3-4-3): Scarpi 6; Papastathopoulos 5,5, Moretti 5 (59’ Zapater 5,5), Bocchetti 6; Mesto 6, Marco Rossi 6 (86’ Dainelli 6), Milanetto 5, Criscito 6,5; Palacio 5, Sculli 5,5, Palladino 5 (52’ Acquafresca 5,5). A disposizione: Amelia, Tomovic, Lazarevic, A. Esposito. All. Gasperini 5,5
ARBITRO: Tagliavento 6,5
AMMONITI: Sculli, Mesto, Papastathopoulos, Palladino, Marco Rossi, Criscito (G), Gastaldello e Mannini (S).
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GENOA-LIVORNO 1-1
Fra l'emergenza condita da tensioni pre-derby e la disperazione da ultima spiaggia vince solo il rimpianto. 1-1 il risultato finale con un punticino a testa che non serve a raggiungere nessuno dei rispettivi obiettivi. Le reti maturano nella ripresa: Boakye in apertura, Tavano in chiusura. Gara che finisce tra i fischi della maggioranza dello stadio e i cori di stima da parte dei tifosi della Nord.
Consueto 3-4-3 per Gasperini che, con un'infermeria affollatissima, lancia in difesa Fatic tenendo in panchina Bocchetti, sistema Rossi interno mediano accanto a Milanetto mentre Suazo, unica punta centrale disponibile, viene schierato con Palladino e Palacio a supporto.
3-4-2-1 per il Livorno di Cosmi che recupera in extremis Rivas e Diniz piazzati in difesa insieme a Knezevic; in mezzo, con il confermatissimo Mozart, Prutsch viene preferito a Bergvold, davanti Pieri e Tavano giocano alle spalle di Lucarelli. Rubinho si presenta per la prima volta da avversario nello stadio che l'ha lanciato nel calcio italiano.
Al 9' Suazo e Palacio si smarriscono nei sedici metri. Nella circostanza l'honduregno si infortuna e viene sostituito dal diciassettenne Boakye. Il Livorno prova a sorprendere Amelia con una punizione di Rivas fuori misura. La gara si trascina fra molte imprecisioni. Padroni di casa più volenterosi ma in difficoltà a sviluppare il proprio gioco, ospiti che evidenziano i soliti problemi di manovra rifugiandosi spesso nel compito di ricacciare indietro gli avversari. Al 44' Boakye, destro a fil di palo, crea l'occasione più pericolosa dei rossoblù.
Ripresa senza novità fra i 22 ma con un'inversione di posizione tra Rossi e Fatic nello schieramento genoano. Dentro Bergvold per Prutsch. Al 50' Mesto crossa in area dalla destra dove l'esordiente Boakye controlla e batte al volo Rubinho siglando l'1-0. Con il vantaggio acquisito Gasperini rinforza il centrocampo inserendo Zapater per Palacio. Proprio Bergvold, al 56', non riesce ad approfittare di un incredibile regalo della difesa genoana consentendo ad Amelia di allontanare. Cosmi richiama il fantasma di Lucarelli per inserire Danilevicius. Si vede Tavano al 65', conclusione alta. Al 68' un suo corner insidioso dalla sinistra costringe Amelia a salvarsi non senza difficoltà. Ora il Livorno gioca prettamente in attacco con il Genoa ad agire di rimessa. Altro cambio fra gli ospiti: Bellucci per Moro. Al 75' Mozart offre un rasoterra debole, seguito da una rovesciata fuori misura di dell'ex-doriano. Il Genoa è in evidente crisi d'ossigeno e, all'88', il Livorno agguanta il pari con un tocco da pochi passi di Tavano su assist di Danilevicius. In pieno recupero Amelia rinvia addosso a Pieri con la palla che esce, l'ultima chance è per Palladino che spreca tra le braccia di Rubinho.
Il Livorno ha il merito di non mollare riuscendo ad approfittare del calo di energie e di idee del Genoa. Centrocampo che, dopo lo svantaggio, diventa padrone del campo.
Ricezione, controllo e tiro preciso con lacrime di gioia a incorniciare l'azione: si presenta così Richmond Boakye.
Boakye esordisce con una rete preziosissima e con una prova molto positiva. Esce accompagnato da una standing ovation. Dall'altra parte Tavano gira al Grifone lo schiaffo ricevuto in settimana da un ultrà: suo il goal del pari. Pericolosi eccessi di confidenza per Knezevic. Lucarelli anticipa la scampagnata fuori porta passeggiando sul prato del Ferraris per meno di un'ora. Poi va a riposarsi in panchina.
TABELLINO
GENOA-LIVORNO 1-1
MARCATORI: 50' Boakye (G), 88' Tavano (L)
GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Papastathopoulos 6, Moretti 6.5, Fatic 5.5; Mesto 6, Rossi 6.5, Milanetto 6.5, Criscito 6.5; Palacio 6 (55' Zapater 6), Suazo s.v. (11' Boakye 7.5, 81' Lazarevic s.v.), Palladino 6. A disposizione: Scarpi, Bocchetti, Terigi, El Shaarawy. All. Gasperini 5.5
LIVORNO (3-4-2-1): Rubinho 6; Rivas 6.5, Diniz 6, Knezevic 5.5; Raimondi 6.5, Moro 6 (70' Bellucci s.v.), Mozart 6.5, Pieri 6.5; Prutsch 6 (49' Bergvold 6), Tavano 7; Lucarelli 5 (58' Danilevicius 6.5). A disposizione: De Lucia, Galante, Marchini, Pulzetti. All. Cosmi 6.5
ARBITRO: Trefoloni 6
AMMONITI: Boakye, Amelia, Criscito (G); Bellucci, Mozart, Bellucci (L)
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SIENA-GENOA 2-2
Siena e Genoa non vanno oltre lo 0-0 e ottengono il famoso punto punto a testa che non serve a nessuno. Il primo tempo è divertente a tratti, il secondo è da crepacuore: le squadre avrebbero potuto segnare, ma un po’ di precisione e due gran prestazioni dei portieri fermano le squadre sul pareggio. Nonostante una bella partita le squadre escono tra i fischi: il Genoa continua a non vincere il trasferta, il Siena per salvarsi ha bisogno di un mezzo miracolo. Ma la speranza, si sa, è l'ultima a morire.
Il Siena ha trovato una sua identità tattica che Malesani non vuole intaccare: sempre 4-1-4-1, c’è Tziolis nel ruolo di Ekdal e Reginaldo più Ghezzal sulle fasce, a sostegno di Big Mac. Gasperini sceglie un tridente veloce con Suazo punta centrale e Sculli-Palacio ai lati.
Nei primi 10’ le squadre si studiano, ma il Genoa sembra avere le idee più chiare e prende controllo del possesso palla. La prima occasione è per i rossoblù, con Marco Rossi che costringe Curci a una super parata. Fino al 25’ i ritmi sono bassi, le squadre non si pungono e il Siena pare piuttosto intimorito ma non concede grandi chance. Appena si sbilancia, però, rischia: Palacio sbaglia un passaggio facile facile per Sculli tutto solo, niente di fatto. Il Genoa cresce. Alla mezzora Criscito è protagonista di uno slalom speciale nell’area senese ma il suo destro diretto in porta deve fare i conti con un Curci prodigioso. Il Siena dopo lo spavento si sveglia e negli ultimi 5 minuti fa venire i brividi a Gasperini: Ghezzal prende la traversa di testa e poi segna, ma è in fuorigioco. A fine primo tempo è 0-0.
La seconda frazione parte con un vortice di emozioni e per una ventina di minuti è spettacolo puro. Gasp fa 3 cambi: fuori Palacio, Suazo e uno Kharja, tutti insufficienti, e punta su Mesto, Palladino e Zapater, sperando in una scossa. L’inizio del Siena infatti è pazzesco: Amelia deve opporsi prima a Tziolis –destro violento- e poi a Ghezzal, che dopo poco si divora due reti in serie. E la splendida rovesciata con cui segna a gioco fermo non vale. Manca ancora mezzora. Il Genoa si risveglia sull’onda dei cambi, e due volte Marco Rossi sfiora il goal. Poi 10’ di tranquillità prima del rush finale: Palladino in acrobazia costringe Curci a una bella parata d’istinto, prima che Ghezzal manchi ancora un controllo che poteva trasformare in qualcosa di più. Alla fine la stanchezza prevale, anche se corrono tutti fino al 94'.
Le due squadre se la giocano, soprattutto nel secondo tempo, a viso aperto: le sostituzioni di Gasperini danno al Genoa il ritmo forsennato del Siena, che nel secondo tempo ci prova in tutti i modi. I rossoblù in quanto a pericolosità non sono da meno, anche se spesso non tirano quando dovrebbero. Ma la differenza da un possibile 3-3 la fanno i portieri.
La parata di Curci sulla sforbiciata di Palladino al 78’ è la giocata da incorniciare di questa partita: “Aladino” fa una magia, sbucando dietro a un difensore e coordinandosi come alla playstation, ma l’ex portiere della Roma non ci sta e si oppone alla grande. Come nel primo tempo su Criscito.
Ghezzal sbaglia l’impossibile, Maccarone in mezzo all’attacco non riesce a creare pericoli. Tziolis è un pilastro in mezzo al campo. Nel Genoa male il tridente titolare, Palladino ha una marcia in più. Menzione anche per Marco Rossi, pericoloso e grintoso come il migliore dei capitani.
IL TABELLINO
SIENA-GENOA 0-0
SIENA (4-1-4-1): Curci 7.5; Rosi 5.5, Cribari 6.5, Pratali 6.5, Del Grosso 5.5; Tziolis 6.5; Reginaldo 5 (90’ Calaiò s.v.), Jarolim 5.5 (71’ Larrondo s.v.), Vergassola 6, Ghezzal 5; Maccarone 5. A disposizione: Pegolo, Odibe, Fini, Malagò. All. Malesani 6
GENOA (3-4-3): Amelia 7; Papastathopoulos 6, Bocchetti 6, Moretti 6; M. Rossi 7, Kharja 5 (54' Zapater 6), Juric 6.5, Criscito 6; Palacio 5 (52’ Mesto 5.5), Suazo 5 (46’ Palladino 6.5), Sculli 5. A disposizione: Scarpi, Fatic, Lazarevic, Boakye. All. Gasperini 6
ARBITRO: Orsato
AMMONITI: Juric, Suazo, Sculli, Mesto (G)
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GENOA-PALERMO 2-2
Un rigore trasformato da Kharja al 97' salva il Genoa da una sconfitta ingiusta per l'impegno profuso ma quasi pronta per essere scritta negli almanacchi. 2-2 il risultato finale di una gara vibrante, decisa dalle reti di Hernandez (34'), Bocchetti (75') e Pastore (78'). Siciliani che chiudono in nove uomini per l'espulsione di Kjaer e l'infortunio di Balzaretti quando Delio Rossi aveva già effettuato tutti i cambi a sua disposizione.
Entrambe le compagini si affrontano in piena emergenza infortunati. Gasperini è fedele al 3-4-3 proponendo Tomovic sulla linea arretrata con il recuperato Rossi in panchina per ogni evenienza. In mediana Milanetto regista con Zapater al fianco. Davanti tridente con Palacio e Palladino a supporto di Sculli. Delio Rossi propone un 4-3-1-2 con Goian a far diga dietro insieme a Kjaer mentre Bovo dà forfait durante il riscaldamento. Nel reparto centrale Bertolo viene preferito a Blasi. In attacco, con Pastore dietro le due punte, davanti la coppia uruguaiana Cavani-Hernandez e Miccoli accomodato in panca.
Si lotta su ogni pallone, anche con interventi sopra le righe. Nei primi 8' Valeri sventola il giallo al diffidato Milanetto e a Kjaer. Il Genoa costruisce occasioni importanti ma poi si smarrisce al momento di concretizzarle. Se l'incornata a fil di palo di Bocchetti dopo 10' può annoverarsi tra i casi fortunati, non altrettanto può sostenersi per il tiro a lato di Palladino al 18' e i due di Sculli a metà tempo. I rosanero sono sornioni e si rendono pericolosi per la prima volta al 27' quando Amelia rinvia maldestramente su Pastore, tiro di prima intenzione su cui il portiere mette una pezza. Nulla invece può al 34' quando, insieme a Criscito e Tomovic, è protagonista di un altro pasticciaccio difensivo con Hernandez che sguscia fra tutti come un'anguilla per poi depositare in rete un delizioso rasoterra. Milanetto prova a riacciuffare il pari ma conclude troppo centralmente. Sono così gli ospiti, al 40' ad andare vicinissimi al raddoppio con Cavani lesto a prendere in velocità la retroguardia di casa, Amelia gli sbatte la porta in faccia.
In avvio di ripresa il Genoa attacca a testa bassa ma senza lucidità. Palladino, al 50' cerca fortuna invano dai sedici metri. Altri cinque minuti e Gasperini cambia: fuori Mesto e Zapater per Rossi e Suazo a formare un 4-2-4. Al 65' Cassani ha sul destro il match-ball trovando solo l'esterno della rete. Dentro anche Kharja per l'acciaccato Tomovic. Al 67' Sculli non trova la deviazione vincente da due passi. Delio Rossi risponde inserendo uno scalpitante Miccoli per Hernandez. Al 75' il Genoa pareggia: corner dalla destra di Palacio e incornata di Bocchetti nell'angolino sinistro che rende vano il tuffo di Sirigu. Neppure il tempo di riorganizzare l'assalto finale che, tre minuti più tardi, Pastore riporta avanti gli ospiti con un destro sottomisura. Gli ospiti sembrano poter controllare ma all'88' Kjaer viene espulso per doppio giallo. Pochi attimi e una punizione di Milanetto viene alzata oltre la traversa da un prodigio di Sirigu. La sfortuna ora sembra accanirsi sul Palermo che, in fase di recupero resta in 9 dopo che Balzaretti è costretto ad uscire per infortunio. E, come nei più perfetti dei thriller, l'ultimo secondo offre il colpo di scena: Sirigu atterra Criscito penetrato in area e dal dischetto Kharja sigilla il 2-2 con una botta centrale.
Il Genoa si perde in ostinati ricami attorno all'area avversaria neutralizzati dall'accorta tattica ospite che schiera sempre almeno 7 ordinatissime pedine dietro la linea della palla per poi lanciare come fionde i i tre elementi più offensivi.
Il goal di Abel Hernandez, giocatore seguito a lungo da Preziosi, è bellissimo per tecnica e ostinazione. E' anche un po' merito dell'uruguaiano se nella circostanza i difensori genoani perdono l'orientamento facendo una figura non proprio eccelsa.
Davanti il trio Pastore-Cavani-Hernandez, fa letteralmente ammattire una retroguardia genoana che fatica dannatamente a prendere le giuste misure. Sculli è l'anima di una squadra a cui cuore e impegno non difettano di certo, Kharja il cecchino dai nervi saldissimi.
IL TABELLINO
GENOA-PALERMO 2-2
MARCATORI: 34' Hernandez (P), 75' Bocchetti (G), 78' Pastore (P), 95' rig. Kharja (G)
GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Tomovic 6 (66' Kharja 6.5), Bocchetti 7, Moretti 6; Mesto 6 (55' Rossi 6), Milanetto 6.5, Zapater 6 (55' Suazo 6), Criscito 7; Palacio 7, Sculli 7, Palladino 6.5. A disposizione: Scarpi, Fatic, Aleksic, Lazarevic. All. Gasperini 6.5
PALERMO(4-3-1-2): Sirigu 6; Cassani 6, Kjaer 6.5, Goian 6.5, Balzaretti 6.5; Migliaccio 7, Nocerino 6.5 (86' Blasi s.v.), Bertolo 6.5 (82' Tedesco s.v.); Pastore 7.5; Cavani 7, Hernandez 7.5 (68' Miccoli s.v.). A disposizione: Benussi, Celutska, Bovo, Morganella. All. Rossi 6.5
ARBITRO: Valeri 6
AMMONITI: Milanetto, Bocchetti (G); Cavani, Balzaretti (P)
ESPULSI: Kjaer (P)
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24/03/2010

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Fiorentina-GENOA 3-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=mg-1-KGT2lM
Al Franchi va di scena il primo
anticipo della 29’ gara di Campionato. Un vero e proprio scontro
diretto per l’accesso alla prossima Europa League. La gara (sulla
carta) promette spettacolo, ma in realtà a dare spettacolo saranno
solamente i viola che liquideranno il Genoa con un secco 3-0. Adesso
la squadra di Prandelli incalza ad un solo punto di distanza dal
Genoa.
Prandelli recupera Natali e schiera Comotto e Pasqual sulle fasce
con Gobbi avanzato a centrocampo. In attacco confermato il tridente
Jovetic-Gilardino-Santana. Per il Genoa classico 3-4-3 con Suazo
(acciaccato) in panchina. Dainelli non recupera ed assiste alla gara
dalla tribuna evitando così di affrontare la sua ex squadra.
Pronti via, Fiorentina subito all’attacco. Bastano 4’ ai viola per
andare in vantaggio con Santana che raccoglie un assist di Gobbi e
di tacco mette in rete. Al 9’ Jovetic prova dalla distanza un tiro
che lambisce la traversa. Quattro minuti più tardi è sempre la
Fiorentina a costruire un’occasione da goal con Montolivo che
dribbla due giocatori e lancia Gobbi, quest’ultimo però crossa male
al centro. Al 20’ i viola reclamano un calcio di rigore con Jovetic
protagonista, l’arbitro però fischia fallo contro il montenegrino.
Genoa che stenta a reagire con i viola che cercano di gestire il
possesso palla. Jovetic è scatenato ed al 33’ prova nuovamente
l’azione personale ma trova la respinta di Amelia che para in due
tempi. Un minuto dopo ci prova anche Montolivo ma il suo tiro è
alto. Sul finale di primo tempo il Genoa sembra svegliarsi ma è
sempre la Fiorentina a fare possesso palla nei dintorni della porta
difesa da Amelia. Al 43’ bel triangolo Pasqual-Montolivo con il
terzino viola che da due passi calcia fuori. Il primo tempo si
conclude senza recupero con i padroni di casa in vantaggio per 1-0.
Nella ripresa Prandelli manda in campo Donadel al posto di Zanetti
che ancora non è al 100%. I viola si rendono subito pericolosi con
un cross di Gilardino che Gobbi non riesce a sfruttare seppur da
ottima posizione. Il Genoa inizia a fare capolino nell’area viola ma
senza mettere troppo in difficoltà Natali & Company. Al 61’
Palladino si beve Donadel e calcia da fuori sfiorando la rete. Un
minuto più tardi la Fiorentina ci prova con Gobbi che un po’
egoisticamente calcia a rete con Gilardino al suo fianco tutto solo,
Amelia salva in corner. Prandelli si copre inserendo De Silvestri al
posto di Santana. Il Genoa prova a spingere ma la Fiorentina
colpisce in contropiede, Jovetic lanciato a rete viene steso da
Amelia, l’arbitro questa volta assegna calcio di rigore per i viola.
Gilardino dal dischetto non sbaglia e partita sul due a zero. Il
Genoa è stordito ed all’85 Papastathopulos regala palla al neo
entrato Babacar che di piatto realizza il suo primo goal in serie A
e chiude definitivamente il conto. Finisce 3-0 per la Fiorentina,
risultato pienamente meritato dai viola.
La splendida forma della Fiorentina abbinata ad una giornata no
della squadra di Gasperini la dicono lunga sul risultato. Gli ospiti
non inquadrano mai lo specchio della porta e forse pagano anche
l’assenza di Acquafresca in attacco. I viola invece giocano e danno
spettacolo, meritando a pieno il secco 3-0 con cui si conclude la
gara.
Due chicche all’interno della gara. La principale riguarda il
siparietto tra Jovetic e Gila per chi batterà il calcio di rigore,
dalla panchina Mister Prandelli indica chiaramente il montenegrino
ma il bomber viola non ne vuole sapere e calcia lui trasformando.
Jovetic lo abbraccerà comunque subito dopo il goal. La seconda
riguarda un simpatico striscione apparso in curva: “18-3-10,
complimenti… Avete preso un bel Full-Ham d’assi”. Il riferimento è
chiaro verso i rivali bianconeri.
Montolivo gladiatore a centrocampo, Jovetic fa impazzire la difesa
ospite. Nel Genoa male Papastathopolus e tutto il reparto offensivo.
Vita davvero facile per Natali e Kroldrup. Babacar entra e segna il
suo primo goal in serie A.
IL TABELLINO
FIORENTINA-GENOA 3-0
MARCATORI: 5’ Santana, 72’ Gilardino, 85’ Babacar
FIORENTINA (4-3-3): Frey 6; Comotto 6, Kroldrup 7, Natali 6, Pasqual
6; Zanetti 6 (45’ Donadel 6), Montolivo 7.5, Gobbi 7; Jovetic 7,
Gilardino 7 (79’ Babacar 7), Santana 7.5 (63’ De Silvestri 6.5). A
disposizione: Avramov, Ljajic, Bolatti, Kerrison. All. Prandelli 7
GENOA (3-4-3): Amelia 6; Papastathopulos 4.5, Moretti 5, Bocchetti
5; Mesto 5.5 (57’ Suazo 5.5), Milanetto 5 (54’ Juric 5), Zapater
5.5, Criscito 5.5; Palacio 5, Palladino 6 (75’ Tomovic s.v.), Sculli
5.5. A disposizione: Scarpi, Kharja, Fatic, Lazarevic. All.
Gasperini 5
ARBITRO: Russo 6
AMMONITI: Santana, Pasqual (F); Juric, Papastathopulos (G)
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14/03/2010

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GENOA-Cagliari 5-3
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=VK1Nv3zTyOM
Finisce 5-3 lo spareggio dei
sogni europei rossoblù tra Genoa e Cagliari. I padroni di casa
mettono le basi per il pokerissimo con un primo tempo devastante: 4
reti di Zapater, Palacio, Sculli e Rossi e 3 legni colpiti da Sculli,
Bocchetti e l'immancabile Rossi. A mitigare il passivo ospite hanno
pensato Dessena e Conti. Nella ripresa Matri e Milanetto sigillano
il risultato al termine di una gara bellissima.
In campo – 3-4-3 per Gasperini che, nell'immediata vigilia, perde
per infortunio anche Suazo. Linea difensiva con Bocchetti centrale;
centrocampo con Rossi e Criscito a spingere sugli esterni con il
compito di rientrare e Milanetto in regia; davanti Sculli supportato
da Palacio e Palladino. Assenze importanti anche per Allegri che
schiera un 4-3-1-2. In difesa recupera Ariaudo piazzato a fare
coppia centrale con Astori; in mediana Dessena e Biondini si
sistemano alle spalle di Cossu che fa da cerniera con gli attaccanti
Larrivey e Matri.
Genoa determinatissimo sin dall'avvio. All'8' solo il palo alla sua
destra salva Marchetti da una girata rasoterra di Sculli all'altezza
dei sedici metri. Al quarto d'ora un altro legno, stavolta la
traversa, nega ai padroni di casa il vantaggio su missile di
Bocchetti suggerito da una punizione accarezzata da Zapater. A
sorpresa è invece il Cagliari a passare. Lo fa al primo tentativo:
Baracani di Firenze non si avvede dell'uscita dal campo di un
pallone che Matri, dalla sinistra, mette in mezzo per Dessena lesto
a correggere in rete. La gara si innervosisce e ne fanno le spese il
diffidato Rossi, Conti e Cossu che rimediano il giallo nel giro di
pochi minuti. Al 31' Palacio può colpire centralmente ma il suo
debole tocco è preda del portiere. Al 33' Rossi scheggia il terzo
palo di giornata ma poco dopo Astori, già ammonito, atterra Palacio
all'altezza del dischetto. E' un rigore che Zapater trasforma
centralmente: 1-1. Il Genoa prosegue a manovrare in maniera efficace
e compie il sorpasso al 39' con Palacio che, sulla linea bianca,
finalizza un ottimo lavoro di Palladino. Ma i Grifoni non hanno
neppure il tempo di gioire perché gli ospiti confezionano il 2-2
pochi secondi dopo grazie a una botta centrale di Conti. Non
trascorrono neppure due giri di lancetta che il Genoa si riporta
avanti con un colpo di testa di Sculli che elude l'intervento di
Marchetti e marca il 3-2. Prima dell'intervallo c'è anche tempo per
assistere al poker di Rossi autore di una girata pregevole.
La ripresa comincia con Barone al posto dell'incerto Ariaudo. Ma è
il Genoa, al 54' a sfiorare ancora una volta il gol con Palladino
con ravvicinata deviazione di testa. Sul rovesciamento di fronte
Bocchetti è ingenuo a spingere Cossu in area. L'arbitro decreta la
massima punizione che Matri realizza spiazzando Amelia sulla sua
sinistra. Al 56' Sculli sembra poter colpire in maniera letale,
Marchetti respinge sulla linea. Gasperini cambia Moretti con Mesto
al 57'. Il festival del gol regala emozioni al 59' quando Palacio
serve una palla d'oro a Milanetto che, per la quinta volta, buca il
portiere con un destro secco. Il Genoa ora inserisce un guerriero
puro, Juric, al posto del positivo Zapater. Allegri cerca energie
nuove e al 67' sostituisce Larrivey con Jeda. Non ci sono pause.
Trascorrono un paio di minuti e Sculli incorna sotto la traversa,
Marchetti stavolta è strepitoso. All'82' Barone, di testa, impegna
Amelia. Sempre il portiere genoano è chiamato all'intervento all'88'
su rovesciata di Conti e in pieno recupero su stilettata di Barone.
Spingere forsennatamente con il tridente offensivo sorretto da una
linea mediana dedicata a tenere più in alto possibile il baricentro.
Così il Genoa trasforma l'area del Cagliari in un set per la
riedizione dell'assalto a Fort Apache.
Palladino conquista palla all'altezza del vertice destro dell'area
piccola avversaria, gioca a fare Houdini con un Marzoratti in preda
a totale confusione, per poi servire Palacio dall'altra parte.
L'argentino controlla per poi infilare di tacco il 3-2.
Sulla fascia Palladino e Palacio sembrano scugnizzi in sella a
motorini truccati. Ideale supporto per uno Sculli che, appena
oltrepassa la metà campo sarda, ringhia come il più feroce dei
mastini. Ottimi anche Milanetto e il solito incontenibile Marco
Rossi. Dall'altra parte Cossu è una spina che punge quasi ogni volta
che la palla arriva dalle sue parti. Bene anche Matri che però ha il
difetto di ostinarsi a cercare troppo l'uno-contro-uno invece che
smistare la palla a compagni più liberi. Negativa invece la
prestazione della difesa isolana nel suo complesso: concedere agli
avversari 3 pali e 4 goal in 45' non è certo indice di saldezza.
IL TABELLINO
GENOA-CAGLIARI 5-3
MARCATORI: 16' Dessena (C), 35' rig. Zapater (G), 39' Palacio (G),
41' Conti (C), 42' Sculli (G), 45' Rossi (G), 55' rig. Matri (C),
59' Milanetto (G)
GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Papastathopoulos 7, Bocchetti 6.5,
Moretti 6 (57' Mesto 6.5); Rossi 7.5, Milanetto 7, Zapater 7 (61'
Juric 6.5), Criscito 6.5; Palacio 8, Sculli 7, Palladino 7.5 (77'
Kharja s.v.). A disposizione: Scarpi, Tomovic, Aleksic, Lazarevic.
All. Gasperini 7
CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 5; Marzoratti 5, Ariaudo 5.5 (46'
Barone 6.5), Astori 5.5, Agostini 6; Dessena 7, Conti 6.5, Biondini
6; Cossu 6.5; Larrivey 6.5 (67' Jeda s.v.), Matri 6.5 (78' Nenè
s.v.). A disposizione: Lupatelli, Di Laura, Nainggolan, Ragatzu.
All. Allegri 6.5
ARBITRO: Baracani 6
AMMONITI: Rossi, Bocchetti, Papastathopoulos (G); Conti, Cossu,
Astori (C)
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07/03/2010

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Inter-GENOA 0-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=df3nN9V0ecw
Niente allungo in classifica,
quarto pareggio nelle ultime cinque gare in campionato (recupero col
Parma compreso), terzo 0-0 nell'ultimo mese. L'Inter non trova la
fuga, resta a +4 sul Milan, il Genoa la ferma in un pareggio senza
gol e la squadra di Mourinho non può avere nemmeno troppi rimpianti.
Per oltre 70' infatti Balotelli e compagni giocano al piccolo
trotto, senza riuscire mai a creare superiorità in attacco o a fare
paura ad Amelia. La scossa arriva nel finale, in cui i rossoblù
arretrano e l'Inter sale di intensità. Manca però la stoccata
vincente, anche per la buona prestazione difensiva della squadra di
Gasperini.Due gli uomini della settimana: il primo è Milito, che
gioca per la prima volta contro la squadra che lo ha lanciato. Il
Principe ha poche palle giocabili, ne doma alcune a centrocampo,
provando a far partire la squadra, mentre è costantemente anticipato
nell'area di rigore. Non trova il gol, e questa è già una notizia.
L'altro uomo sotto i riflettori era Balotelli, nella settimana delle
pressioni su Lippi per una sua convocazione al Mondiale. Mario fa
poco per supportare la sua candidatura: salta poco l'uomo, cade
molto (spesso a sproposito), è protagonista di alcuni siparietti in
cui mostra il solito malumore, ostentato con camminate in mezzo al
campo. Nel complesso, una gara sotto i suoi livelli, pare anche per
qualche linea di febbre. Mourinho, che sconta la seconda giornata di
squalifica nello skybox di Moratti e poi dal più vicino terrazzino
delal tribuna vip, sceglie, forzato dalle assenze di Motta e
cambiasso e dall'arretramento di Zanetti, di continuare col 4-2-31:
nonostante l'assetto offensivo, i nerazzurri faticano ad aggredire
l'avversario e produrre gioco. Balotelli partendo dal 1' non ha
l'impatto di quando entra a gara in corsa, Pandev, preferito ad Eto'o,
incappa in una delle sue peggiori "recite" da quando è approdato a
Milano. Stankovic e Muntari (che uscirà infuriato dando una manata a
un uomo dello staff) frangono i flutti, ma non riescono a
indirizzare la barca interista: così in tuto il primo tempo Amelia
dorme sogni abbastanza tranquilli, chiamato in causa soloda un tiro
da lontano di Stankovic. La sveglia arriva nell'ultimo quarto d'ora,
quando Zanetti torna a centrocampo, quando Quaresma dà soluzioni a
sinistra, quando Maicon in inizia a salire con continuità e quando
in generale tutta la squadra aumenta l'intensità del gioco. Il 3-4-3
di Gasperini è più coperto di quanto non dicano i numeri: squadra
corta ed attenta, con ripartenze affidate solo a lanci per Suazo. Il
genoa tiene il pallino del gioco più degli avversari, ma raramente
riesce a completare l'ultimo passaggio. Nei primi 45' solo Mesto con
un tiro da fuori impegna Julio Cesar, mentre Bocchetti mette la
museruola a Milito, e Rossi e Criscito sono abili a rientrare e a
coprire. I cambi (Jankovic entra ed esce presto per infortunio) non
cambiano la squadra, che continua a giocare una intelligente gara
tattica, anche se nell'ultimo quarto d'ora arretra troppo. Davanti
non convinvcono Mesto e Sculli, che dovrebbero garantire qualche
discesa sulle fasce e qualche pericolo per la difesa nerazzurra. Ok,
la squadra non gioca il solito calcio, ma il pareggio di San Siro è
meglio del 5-0 dell'andata. O no?
TABELINO
INTER (4-2-3-1)
Julio Cesar 6.5; Maicon 6, Lucio 6.5, Samuel 6, Zanetti 5.5;
Stankovic 5.5 (dal 30’ s.t. Quaresma sv), Muntari 5 (dal 13’ s.t.
Cordoba 5.5); Balotelli 5, Sneijder 6, Pandev 5.5 (dal 13’ s.t. Eto’o
6); Milito 6 (Toldo, Materazzi, Mariga, Arnautovic ). All. Mourinho
GENOA (5-4-1) Amelia 6; Rossi 6.5,
Papastathopoulos 6, Bocchetti 7.5, Moretti 6.5, Criscito 6; Mesto 6,
Zapater 5.5, Milanetto 6, Sculli 5 (dal 17’ s.t. Palacio 5.5); Suazo
5 (dall’8’ s.t. Jankovic sv, dal 23’ Palladino 6). (Scarpi, Tomovic,
Juric, Kharja). All. Gasperini.
ARBITRO: Banti
di Livorno.
NOTE: ammoniti Samuel e Balotelli per
proteste, Criscito per gioco scorretto. Tiri in porta 3-3. Tiri
fuori 8-2. Angoli 3-2. In fuorigioco 3-1. Recuperi 3’ pt, 4’ st.
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28/02/2010

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GENOA-Bologna 3-4
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=Woik-cTKdLs
Il Bologna vince 4-3 a Genova
contro i rossoblù di Gasperini al termine di una gara spettacolare e
rocambolesca. Partenza sprint per il Genoa: All'8' conclusione
ravvicinata di Dainelli respinta sulla linea da Viviano. Sulla palla
arrivava Suazo che con un tocco vincente sbloccava il punteggio.
Nonostante la forte pioggia il gioco era molto veloce e piacevole.
All'11' il pareggio degli emiliani con la conclusione ravvicinata di
Buscè che non dava scampo a Viviano. Al 19' il raddoppio del Genoa:
fuga sulla destra di Palacio e assist per l'accorrente Sculli, bravo
ad anticipare un difensore avversario ed a beffare Viviano.
Al 28' nuovo pareggio del Bologna: errore di Dainelli e fuga di
Adailton verso il portiere emiliano. Il brasiliano (ex di turno) a
tu per tu con Viviano non falliva il 2-2. Al 34' scambio veloce
Suazo-Sculli sulla sinistra e cross al centro per Palacio che da
buona posizione alzava sopra la traversa. Al 37' nuovo vantaggio per
la squadra di Gasperini: incursione centrale di Suazo che davanti a
Viviano spediva la palla in fondo al sacco. Nella ripresa, al 6',
Suazo dal limite dell'area tardava a concludere consentendo il
recupero di Dainelli. All'8' Genoa vicino al quarto gol: Zapater
calciava a girare dalla distanza con palla che centrava la traversa.
La pioggia non concedeva tregua ma il gioco in campo era sempre
spettacolare. Al 12' il Bologna siglava la terza rete: Adailton
riceveva palla dentro l'area emiliana e firmava la doppietta.
Al 13' Palacio calciava alto da buona posizone e un minuto dopo
colpo di testa di Sculli deviato da Guana sul palo. Al 21' splendido
sinistro di Zalayeta alto sopra la traversa. Al 32' contropiede
Bologna con Zalayeta che calciava a botta sicura ma trovava la
respinta di Amelia. Sulla palla arrivava Adailton che subiva fallo
sulla linea che delimita l'area. L'arbitro Damato concedeva il
penalty agli emiliani e dal dischetto Adailton non falliva il tris.
Tre punti preziosi per la squadra di Colomba, vittoria importante in
chiave-salvezza; passo falso per il Genoa che rallenta la corsa
verso l'Europa.
TABELLINO
Genoa-Bologna 3-4
8' e 38' Suazo (G), 11' Busce (B), 18' Sculli (G), 28', 56' e 79'
rig. Adailton (G)
Genoa: Amelia;
Papastathopolos, Dainelli (34' st Jankovic), Moretti; Mesto, Rossi,
Zapater (30' st Bocchetti), Criscito (26' st Milanetto); Palacio,
Suazo, Sculli. All: Damato
Bologna: Viviano;
Zenoni, Portanova, Moras, Lanna; Buscè, Mudingayi, Guana, Mingazzini
(31' st Casarini); Adailton (39' st Gimenez); Zalayeta (35' st
Succi). All: Colomba
Arbitro: Damato.
Ammoniti: Zapater
(G), Lanna (B).
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20/02/2010
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GENOA-Udinese 3-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=6Q0mj2JIP2g
Il Genoa di Gasperini riscatta
la sconfitta sul campo della Juventus battendo senza faticare troppo
l’Udinese di De Biasi. E’ Acquafresca il protagonista assoluto della
gara con un gol per tempo e tanto movimento per scardinare la difesa
bianconera.
Alla mezzora il vantaggio: Sculli, ottima la sua prova, ceve in area
spalle alla porta e si gira bene, Handanovic fa il miracolo ma sulla
ribattuta arriva Acquafresca che mette dentro il suo primo gol in
questo campionato con la maglia del Grifone. L’Udinese dopo un buon
avvio accusa il colpo e va vicino al raddoppio con una fucilata di
Zapater dalla distanza, ma il risultato non cambia.
Nella ripresa è ancora l’ex bomber del Cagliari ad esser
protagonista, al 53′ su calcio d’angolo conquista il calcio di
rigore e lo trasforma per il doppio vantaggio. Appena tre minuti
dopo si chiude la partita con l’Udinese che perde Zapata, espulso
dal fiscale Rosetti per proteste.
Arriva il sigillo di Palacio a suggellare il ritorno al quarto posto
della squadra di Gasperini, ancora cross di Sculli e l’argentino in
tuffo di testa archivia il match.
TABELLINO
GENOA – UDINESE: 3-0 30° Acquafresca, 7° Acquafresca (R), 18° s.t.
Palacio
Genoa (3-4-3): 32 Amelia, 15 Papastathopoulos, 3 Dainelli, 24
Moretti (16° s.t. Bocchetti), 20 Mesto, 7 Rossi, 21 Zapater, 4
Criscito, 8 Palacio (26° s.t. Jankovic), 9 Acquafresca (28° s.t.
Suazo), 14 Sculli. (73 Scarpi, 26 Bocchetti, 40 Tomovic, 22 Gucher,
13 Fatic, 17 Jankovic, 19 Suazo). All. Gasperini.
Udinese (4-4-2): 22 Handanovic, 4 Cuadrado, 13 Coda, 2 Zapata, 24
Lukovic, 7, 11 Sanchez (20° s.t. Ferronetti), 88 Inler (23° s.t.
Lodi), 20 Asamoah, 26 Pasquale (1° s.t. Pepe), 83 Floro Flores, 10
Di Natale. (6 Belardi, 32 Ferronetti, 7 Pepe, 19 Badu, 84 Lodi, 14
Sammarco, 27 Geijo). All. De Biasi.
Arbitro: Rosetti Ammoniti: 25° M. Rossi, 38° Pasquale, 4° s.t.
Papastathopoulos, 7° s.t. Coda Espulsi:11°s.t.Zapata
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14/02/2010
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Juventus-GENOA 3-2
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=iHkigl-kAjs
Il finale è incandescente, non per gli
incidenti (sfiorati e temuti dopo la battaglia a colpi di petardi
tra le opposte tifoserie: poco importa chi ha iniziato, il pericolo
creato è stato enorme, adesso il rischio è quello di un giro di vite
sulle trasferte dei tifosi di Gednoa e Juve, oltre a quelli di
Napoli, Udinese, Lazio dopo gli incidenti della settimana. Poco
importa perché è “curioso” che si parli di controlli e tornelli,
vengano sequestrati i contenitori di estathe mentre poi dentro lo
stadio, in alcuni stadi, sembra di essere a una festa di Capodanno.
Il finale è incandescente per le polemiche. Gasperini parla di una
furbata di Del Piero che si offende (ma nel tunnel si era scusato
con i rossoblù) , sull’azione incui ha cercato il rigore, ottenuto,
con un fallo che, discutibile, è stato commesso comunque fuori area.
Zaccheroni di fronte alle immagini ammette: ilrigore non c’era, ma
in campo è difficile giudicare. Mazzoleni ride mentre fischia e
Sokratis si dispera. Aveva già annullato qualche gol a Milito
(rossoblù) per fuorigioco, ne aveva cancellato uno alla Samp conil
Parma. Malafede? No, ma un errore, certo e clamoroso. ma commesso
con aria irridente ed è quello che ha esplodere la polemica e i
cattivi pensieri dei tifosi. Qualcuno prima della partita suggeriva
che più di Del Piero era da “marcare” l’arbitro. E qualche altra
stanza del potere del calcio. Visto che c’è anche la Lazio che
rischia grosso in coda e qualche anno fa venne inventato lo
spalmadebiti per salvarla.
Peccato perché una gara che avrebbe visto il Genoa recriminare
qualcosa anche con il 2-2 (la Juve tiri diretti in porta ne ha fatti
pochini, le conclusioni sono arrivate da calci piazzati) poteva
chiudersi senza strascichi. E il solito striscione polemico dei
tifosi beffati: Vecchia Signora, soliti furti
TABELLINO
JUVENTUS-GENOA 3-2
MARCATORI: Rossi (G) AL 16′, Amauri (J) al 42′ p.t.; Del Piero (J)
al 16′ e 33′ su rigore, Rossi (G) al 18′ s.t.
JUVENTUS (3-4-1-2): Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres,
Sissoko, Candreva (21′ s.t. Marchisio), De Ceglie; Diego (35′ s.t.
Salihamidzic); Del Piero, Amauri (47′ s.t. Giovinco). (Manninger,
Grygera, Grosso, Paolucci). All. Zaccheroni.
GENOA (4-4-2): Amelia; Papastathopoulos, Dainelli, Bocchetti,
Criscito (44′ s.t. Aleksic); Mesto, Rossi, Zapater, Sculli;
Acquafresca (1′ s.t. Fatic), Suazo (22′ s.t. El Sharaawi). (Scarpi,
Polenta, Gucher, Milanetto). All. Gasperini.
ARBITRO: Mazzoleni.
NOTE: spettatori 20.000 circa. Ammoniti: Bocchetti, Rossi, Candreva,
Acquafresca, Amauri, Zebina, Mesto, Papastathopoulos, Salihamidzic.
Recupero: 2′ p.t., 3′ s.t..
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07/02/2010

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GENOA-Chievo 1-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=PrnDXclDSXE&feature=related
GENOVA - Di buono ci sono i tre
punti, per il Genoa. E anche un'indicazione di lavoro per Gasperini:
bisogna prepararsi meglio ad avversari tatticamente vicini alla
perfezione come il Chievo, che fino al gol-prodezza di Marco Rossi
ha fatto vedere i sorci verdi a tutta la squadra: sia in difesa, con
le ripartenze veloci dei vari Luciano e Pellissier; sia in fase di
costruzione e finalizzazione, con un pressing asfissiante in ogni
zona del campo. Si parte secondo copione: il Genoa che fa la
partita, il Chievo rintanato in attesa di ripartire negli spazi
inevitabilmente lasciati liberi dai rossoblù. Così è vero che dopo
una decina di minuti matura l'occasione di Acquafresca sull'asse
Palacio-Sculli (Sorrentino battuto, salva Mandelli); ma è
altrettanto vero che il Chievo in contropiede fa la fotocopia e
mette Luciano nelle condizioni di tentare il diagonale da destra a
tu per tu con Amelia, il quale gli chiude lo specchio e respinge. E
poi è ancora Luciano a smarcare Pellissier, nuovo tiro e nuova
respinta di Amelia. Così gli ospiti iniziano a guadagnare campo e a
pressare più alto, creando evidenti difficoltà al Genoa in fase di
costruzione del gioco. E mai rinunciando alla propria specialità,
cioè le ripartenze veloci. Grande equilibrio, insomma, e un po' di
nervosismo nel finale di tempo, quando iniziano a fioccare i
cartellini nonostante l'arbitraggio all'inglese di Ciampi, complice
la caduta in area di Palacio (rigore negato per i rossoblù,
simulazione per gli ospiti).
Si riparte e il copione resta lo stesso: Genoa in attacco (subito
un'occasione per Dainelli su corner: testa troppo centrale), Chievo
bene organizzato in difesa e che ogni tanto riparte con qualche
brivido per i rossoblù. Luciano è una spina nel fianco per la difesa
genoana, l'apprensione arriva periodicamente e la partita sembra
avviata sullo 0-0. Serve un episodio, oppure una prodezza. Ed è la
seconda, ad arrivare, quando Rossi riceve in area sulla destra, si
gira e mette in rete sul secondo palo un splendido diagonale. A quel
punto le strategie del Chievo saltano, e si rivede il Genoa
debordante di inizio stagione: sono gli ospiti a lasciare spazi
aperti, e i genoani a sfruttarli. Una situazione che culmina nel
gran tiro di Milanetto dalla distanza che colpisce in pieno la
traversa e dunque non chiude la partita. Il campanello d'allarme per
il Chievo funziona, perché grazie anche ai cambi qualche pericolo
alla porta genoana torna ad arrivare, soprattutto con Pellissier. Ma
nonostante 5 minuti di recupero i rossoblù riescono a portare ai
casa i tre punti.
TABELLINO
GENOA-CHIEVO 1-0
GENOA (3-4-3): Amelia; Sokratis, Dainelli, Moretti;
Mesto, Milanetto, Juric (15' st Fatic), Rossi; Palacio (21' st
Bocchetti 6), Acquafresca 6,5, Sculli 6 (30' st Palladino sv). (Scarpi,
Suazo, Zapater, Tomovic). All.: Gasperini.
CHIEVO
(4-3-2-1): Sorrentino; Sardo, Mandelli, Jepes, Mantovani; Luciano,
Rigoni (26' st Bentivoglio), Marcolini (33' st Ariatti), Pinzi,
Bodgani (23' st Abbruscato), Pellissier. (Squizzi, 2 Morero, 21 Frey,
83 De Paula). All.: Di Carlo.
ARBITRO: Ciampi
di Roma.
MARCATORE: 18'
st Rossi
AMMONITIi: Yepes
(C), Sorrentino (C), Palacio(G), Moretti (G), Luciano (C),
Marcolini (C).
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30/01/2010

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Napoli-GENOA 0-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=kDKPQ2RHiVw
Una traversa clamorosa, un
rigore reclamato e una partita molto grintosa non sono bastate al
Napoli per conquistare altri tre punti preziosi nella sua rincorsa,
per ora comunque felice, alla zona Champions League. Un Genoa più
attento in difesa rispetto al solito, sacrificando qualcosa come
spinta in avanti, è riuscito a chiudere indenne e portare a casa un
punto prezioso. Ora gli uomini di Mazzarri hanno agganciato la Roma
al terzo posto (38 punti contro i 40 del Milan appena sopra) ma con
una gara in più. Il Genoa invece è salito a 32 lunghezze, una in
meno della Juventus (che domani sfida la Lazio).Il Napoli si è
presentato nella formazione attesa, con Denis al posto
dell'infortunato Lavezzi (che ha rinnovato il contratto fino al
2015). Nel Genoa il greco Papastathopoulos va in campo al posto di
Juric. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, ricco
soprattutto di contrasti duri a centrocampo su un terreno allentato
dalla pioggia di ieri e reso peggiore da un fitto acquazzone nei
primi 20 minuti. Però le squadre hanno lottato senza risparmiarsi,
non riuscendo però a produrre grosse occasioni. L'emozione più
grande è arrivata al 44' grazie a una percussione di Cannavaro che,
chiuso un triangolo, ha sprato un destro violento dal limite contro
la traversa. La ripresa è molto più vivace. Subito due occasioni per
il Napoli (che perde Maggio infortunato, sostituito da Zuniga): una
con Denis (para Amelia) e una con Hamsik (palo sfiorato). Poi
Gasperini effettua un doppio cambio facendo entare Acquafresca e
Sculli per Suazo e Palacio. Mazzarri risponde con Dossena per
Grava.E l'equilibrio sembra ricomposto. Finchè al 19' c'è un
episodio discusso: Hamsik crossa da sinistra e Dainelli tocca con
una mano. Grandi proteste ma Morganti fa proseguire. La parte finale
della gara è confusa: gli azzurri ci provano di più, il Genoa tenta
qualche affondo velenoso.
TABELLINO
Napoli-Genoa 0-0
NAPOLI (3-4-3):
26 De Sanctis; 14 Campagnaro, 28 Cannavaro, 2 Grava (16’s.t. A.
Dossena); 11 Maggio (5’s.t. Zuniga), 23 Gargano, 21 Cigarini, 6
Aronica; 17 Hamsik, 19 Denis (36’s.t. Bogliacino), 27 Quagliarella.
(A disposizione: 1 Iezzo, 77 Rinaudo, 33 Rullo, 91 Insigne). All.
Mazzarri
GENOA (3-4-3):
32 Amelia; 25 Biava, 3 Dainelli, 24 Moretti; 7 Rossi, 77 Milanetto,
15 Papastathopoulos, 4 Criscito; 20 Mesto (21’s.t. Juric), 19 Suazo
(12’s.t. Acquafresca), 8 Palacio (12’s.t. Sculli). (A disposizione:
73 Scarpi, 40 Tomovic, 26 Bocchetti, 21 Zapater, 10 Palladino).
All. Gasperini
ARBITRO: Emidio
Morganti di Ascoli Piceno (Niccolai-Papi. IV uomo: Giannoccaro)
Ammoniti:
Aronica (Nap), Quagliarella (Nap), Suazo (Gen), Acquafresca (Gen),
P.Cannavaro (Nap), A. Dossena (Nap), Criscito (Gen)
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24/01/2010

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GENOA-Atalanta 2-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=rBTqukw0V2k
GENOVA - Gasperini schiera
Crespo e Palacio dal primo minuto, un po’ a sorpresa. Sono proprio i
due argentini a segnare le reti che permettono al Grifone di vincere
una bella partita, senza un attimo di tregua. Nel primo tempo Genoa
superiore tatticamente e più aggressivo. Nella seconda frazione
Grifoni attenti in difesa non sbagliano e fermano tutti gli assalti
dell’Atalanta. Migliori in campo proprio i due marcatori, Palacio e
Crespo. Anche Mesto e il solito, infaticabile, Rossi, autori di
un’ottima prova. Gasperini schiera i più in forma, e dimostra che il
suo “patentino” ha ancora una volta ragione.
Crespo al 90’, uomo partita Sky: « Avevo voglia di dimostrare la mia
allegria, sono contento. Questa è una vittoria importante, ma di
Europa non voglio ancora parlare: il nostro obiettivo è stare nella
parte sinistra della classifica. L’arrivo di Acquafresca? Io
continuo a fare il mio, indipendentemente da chi resta e chi va».
TABELLINO
Genoa-Atalanta 2-0
Reti: 18’ Palacio, 42’ pt Crespo
Genoa (3-4-3): Amelia, Biava, Dainelli, Moretti, Rossi, Milanetto
(25’ st Juric), Zapater, Criscito, Mesto, Crespo (25’ st Suazo),
Palacio (32’ st Sculli).
In panchina: Scarpi, Tomovic, Fatic, Polenta. All. Gasperini
Atalanta (4-4-1-1): Coppola, Capelli (8’ st Valdes), Talamonti,
Manfredini, Bellini, Ferreira Pinto, Guarente, Zanetti (8’ st
Chevanton), Padoin, Doni, Tiribocchi (19’ st Acquafresca).
In panchina: Consigli, Garics, Peluso, Ceravolo. All. Mutti
Arbitro: Giannoccaro di Lecce
Note: ammoniti Doni per proteste, Moretti, Chevanton per
comportamento non regolamentare, Guarente, Dainelli, Biava per gioco
scorretto; recupero 0’ e 4’; paganti 1.586 (incasso 42.435 euro)
abbonati 24.289 (quota gara 324.353 euro); corner 5-1 per
l’Atalanta.
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20/01/2010

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GENOA-Bari 1-1
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=HYAZ8x8hEaM
GENOVA - Barreto fulmina Amelia al 3’
del pt, ma il gol è viziato da un fallo di mano (con le conseguenti
vibranti proteste prima della squadra, poi di Preziosi). Nella
ripresa il Genoa pareggia con la punizione di Milanetto deviata da
Almiron. Buona partita da parte delle due difese, ma il Grifone non
ritrova il suo gioco spumeggiante.I Galletti baresi segnano subito,
poi subiscono il lungo assedio rossblù che perdono nel finale
Dainelli e Sculli. Milanetto super su punizione, deviata, agguanta
il pari e Gillet gli nega poi un altro gol. Gasperini: «Soddisfatto
anche se non siamo ancora tornati ai nostri livelli».Infermeria:
Dainelli lombalgia «che lo affliggeva già a Firenze» dice Gasperini
nel dopo partita, Sculli un risentimento muscolare. Grave
l’infortunio del barese Parisi: rotto il crociato secondo la prima
valutazione dei medici.
TABELLINO
Genoa
(3-4-3): Amelia, Sokratis (45’ pt Crespo), Dainelli (17’
st Biava), Bocchetti, Rossi, Milanetto, Juric, Criscito, Mesto,
Suazo, Sculli (28’ st Moretti). In panchina: Scarpi, Biava, Moretti,
Zapater, Tomovic, Crespo, Ragusa. AlL. Gasperini
Bari (4-4-2): Gillet,
Belmonte, A. Masiello, Bonucci, Parisi (13’ pt S. Masiello), Alvarez
(15’ st Kamata), Gazzi, Almiron, Koman, Meggiorini (26’ st Castillo),
Barreto. In panchina: Padelli, Diamoutene, S. Masiello, Donati,
Allegretti, Kamata, Castillo. All. Ventura
Arbitro: Saccani di
Mantova
Ammoniti: Gazzi, Belmonte, Barreto, Masiello, Bonucci
(Bari)
Sculli, Dainelli, Rossi, Bocchetti
(Genoa)
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17/01/2010

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Roma-GENOA 3-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=Neut-SQPjoM
Pesante sconfitta per il Genoa
contro la Roma: 3-0 in una partita senza storia. I giallorossi vanno
in vantaggio al 17’ del pt con un gol di Perrotta. Al 26’ Sculli
rimane a terra dopo un contrasto con Juan. Esce zoppicando dal
campo, poi sembra riprendersi, ma Gasperini è costretto all prima
sostituzione. Al 30’ entra Fatic. Al 33’ Luca Toni sbaglia il gol
del raddoppio. Al 39’ grande parata di Amelia sempre su tiro di Luca
Toni al centro della porta. Ma al 45’ Toni non sbaglia e segna la
rete del raddoppio.Il Genoa va negli spogliatoi sotto di due reti.
Formazioni invariate all’inizio della ripresa con un Genoa che
sembra più deciso. Al 10’ il Genoa spreca un’occasione con Fatic che
tira male. Al 14’ è ancora una volta la Roma a concludere sempre con
Toni: 3-0. Trentacinquesimo gol subito dal Genoa in campionato. Per
i rossoblù un paio di occasioni con Crespo entrato al 19’ del st al
posto di Suazo. Vince la rassegnazione. Finale 3-0 per la Roma e
grandi applausi per Luca Toni
TABELLINO
ROMA (4-2-3-1) J. Sergio, Cassetti, Burdisso, Juan, Riise,;
Brighi, Pizarro; Taddei, Perrotta, Vucinic (Menez 44’st); Toni (Baptista
44’ st). A disp.:
Lobont, Motta, Menez, De Rossi, Cerci, Menz, Baptista.
Allenatore: Ranieri.
GENOA (4-3-3) Amelia; Biava, Dainelli, Bocchetti, Criscito;
Rossi, Milanetto, Juric; Mesto (tomovic 26’ st), Suazo (Crespo 19’
st), Sculli (Fatic 30’ pt). A
disp.: Scarpi, Moretti, Sokratis, Modesto,Tomovic, Fatic,
Zapater, Crespo. Allenatore:
Gasperini.
ARBITRO: Andrea Romeo di Verona (Ayroldi, Ghianda; IV Uomo
Rizzoli)
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13/01/2010
Coppa Italia

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GENOA-Catania 1-2
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=h4ZRh7OtnI8
Gianvito Plasmati è quasi
ufficialmente sul mercato, per questa sessione invernale. Il
centravanti dovrebbe scendere di categoria, dopo aver trovato poco
spazio al Catania. Ma il suo regalo di commiato sono i quarti di
Coppa Italia, e la sfida contro la Roma. Decide lui, infatti, nel
giro di tre minuti, l'ottavo di finale contro il Genoa. In sette
minuti la partita è praticamente chiusa: due volte servito in area,
prima da Ledesma, poi da Mascara, batte Scarpi prima di sinistro e
poi di destro, al 4' e al 7'. Tanti saluti a un Genoa piuttosto
spento (si accende solo quando crede di aver subito un torto), che
non ripete contro i siciliani la vittoria 2-0 di domenica in
campionato. Non basta il gol di Marco Rossi a inizio ripresa, perché
subito dopo aver riaperto la partita, il Genoa la richiude,
facendosi cacciare due uomini in un minuto.
Il gol del 2-1 arriva al 13' della ripresa, quando Suazo difende
palla e appoggia per l'accorrente Rossi: il tiro è una bomba che
finisce in rete. Tutto riaperto? Macché, perché sull'azione
successiva Papastathopoulos, in tackle ferma la palla con la mano.
Secondo giallo e enormi proteste da tutti i rossoblù: eccede Marco
Rossi, cacciato a sua volta. In nove il gol di svantaggio è ostacolo
insormontabile, col Catania che fa possesso palla. Ma soprattutto la
partita diventa una "crisi di nervi" con proteste continue e il
pubblico del Ferraris che si accalca tutto in tribuna, sopra al
tunnel che porta agli spogliatoi. Aspettano l'arbitro, in molti
sulla balaustra, e arrivano oggetti in campo. Non succederà nulla di
grave, ma il Genoa è fuori.
La coppa Italia, si sa, in questa fase è teatro di esperimenti e
turnover: Gasperini prova un 4-4-2 che dovrebbe dare più sicurezze
difensive: in realtà in mezzo è tutto un buco, in cui va a nozze
Plasmati. Il doppio vantaggio quasi immediato costringe a qualche
cambio in corsa in chiave offensiva, con Fatic che si allarga nel
tridente offensivo e Modesto che avanza spesso sulla linea dei
centrocampisti. Il ritorno "all'ovile" del 3-4-3 diventa ufficiale
nel secondo tempo, quando Suazo rileva il difensore Esposito,
riproponendo il tridente puro. La cosa serve funzionare, ma solo
fino a quando la squadra di Gasperini non resta in nove. Poi solo
nel recupero, con Crespo, si va vicino al pari. A proposito di
esperimenti, Mihajlovic si sbilancia decisamente, con Plasmati
centravanti, Mascara e Morimoto ai suoi lati, e Ricchiuti ad
innescarli. Il Catania sfrutta così le debolezze difensive del Genoa
(con Ricchiuti bravo a sdoppiarsi), ma è difficile dire se si potrà
ripetere questo assetto. La gara infatti viene messa due volte in
discesa, prima dal doppio vantaggio immediato, poi dai due uomini in
più, appena il Genoa accorcia. La colpa del Catania è non chiudere
la partita, con Morimoto, Plasmati e Mascara che in tre contro uno
si passano la palla a ripetizione aspettando troppo a tirare. Se lo
rifanno contro la Roma ai quarti, Mihajlovic se li mangia.
TABELLINO
Genoa-Catania 1-2 (4', 7'
Plasmati, 58' Rossi)
Genoa: Scarpi, Esposito (46' Suazo), Sokratis, Tomovic, Fatic (62'
Fatic), Modesto, Zapater (54' Milanetto), Juric, Mesto, Sculli,
Crespo
A disposizione: Amelia, Criscito, Bocchetti, Moretti, Milanetto,
Rossi, Suazo
Catania: Campagnolo, Augustyn, Bellusci, Terlizzi (46' Spolli),
Capuano, Moretti (62' Carboni) , Izco, Ledesma, Ricchiuti, Plasmati,
Mascara
A disposizione: Andujar, Alvarez, Potenza, Silvestri, Biagianti,
Llama, Moretti, Morimoto, Martinez
Note: Espulso al 59' Papastathopoulos (G) per somma di ammonizioni.
Espulso Rossi (G) al 60' per proteste.
Arbitro: Velotto di Grosseto
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10/01/2010

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GENOA-Catania 2-0
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=ZrqkEym1j-E
Una
rete per tempo di Mesto e Sculli consentono al Genoa di battere per
2-0 un buon Catania. Il successo pieno gli mancava dallo scorso 28
novembre quando trionfò nel derby con la Sampdoria. Etnei in
inferiorità numerica dal 28' per l'espulsione di Bellusci. Gara
agonisticamente intensa con l'inerzia a favore dei padroni di casa
soprattutto nella ripresa quando la squadra di casa ritrova
concentrazione e intensità di manovra.
Assente per squalifica Rossi, il 3-4-3 di Gasperini ritrova Sokratis
e Bocchetti in difesa con Biava in mezzo. Centrocampo senza sorprese
nel quale a Milanetto e Juric si aggiungono gli esterni Mesto e
Criscito, nel reparto offensivo c'è il debutto al Ferraris di Suazo
supportato sulle fasce da Palacio e Sculli. Il dirimpettaio
Mihajlovic propone lo stesso undici vincente contro il Bologna ad
eccezione di Spolli fermato dal giudice sportivo. Al suo posto, nel
4-3-3, c'è Bellusci. Davanti Mascara viene preferito a Morimoto, in
panchina insieme all'altro elemento in ballottaggio, Ledesma.
Dopo 10 secondi Llama prova a sorprendere Amelia con una palombella
in area che sorvola la traversa. In questa fase, complici gli ultimi
risultati, l''approccio mentale al match è diametralmente opposto:
padroni di casa contratti e ospiti più sciolti. Ma la svolta è
imprevedibile: al 28' Suazo salta Bellusci che, già ammonito al 9',
non può fare a meno di atterrarlo. Immediata la mossa di Mihajlovic:
dentro Mascara per Terlizzi. Quasi altrettanto immediata è però la
graffiata del Grifo. E' il 36' quando Criscito dalla sinistra crossa
sul secondo palo per la testa di Mesto che rende vano il tuffo di
Andujar. Prima dello scadere Palacio viene sostituito da Zapater.
Ripresa senza ulteriori novità negli schieramenti. Il Genoa appare
intenzionato a mettere in ghiaccio il risultato imbastendo in
maniera costante azioni attorno ai sedici metri etnei. Ma è in
contropiede, al 54', che ipotrebbero raddoppiare: Suazo serve il
liberissimo Milanetto che, invece di concludere, mette in mezzo per
Sculli anticipato. Poco dopo il calabrese arriva in ritardo alla
deviazione vincente a porta vuota su tiro di Bocchetti. Quando poi
nell'azione successiva calcia è Andujar a respingere. Al 60'
Mihailovic prova ad allentare la pressione inserendo Plasmati per
Biagianti. Al 72' Sculli viene atterrato appena dentro l'area da
Alvarez, Rosetti concede solo una punizione sulla linea bianca. Al
69' un destro dalla distanza di Zapater sfiora il montante destro.
E' il preludio al 2-0 siglato di testa dallo scatenato Sculli su
traversone dalla destra di Mesto. Al 73' una girata di Suazo è
disinnescata da Andujar. Il Genoa ora gioca sul velluto. Si vedono
in campo anche Morimoto, Crespo e Tomovic al posto di Llama, Mesto e
Suazo. Prima del triplice fischio Mihajlovic viene espulso per
proteste. In pieno recupero Terlizzi salva sulla linea un tiro di
Sculli.
Chiusure difensive puntuali, pressing alto e ripartenze ficcanti. I
compiti che Sinisa dà ai suoi vengono svolti con meticolosità. E per
il Genoa è notte fonda per quasi mezz'ora. Poi Bellusci, già
ammonito, atterra Suazo che gli sfugge come un'anguilla. Espulsione
sacrosanta e Catania travolto dalla voglia di vittoria del Genoa.
I ripetuti dribbling di Suazo fra i difensori ospiti sono da
strabuzzarsi gli occhi.
Suazo si presenta con personalità e con le caratteristiche che ne
hanno fatto un campione: tecnica sopraffina e rapidità di movimenti.
Gli manca solo il gol, più per eccesso di altruismo che per
demeriti. Mesto goleador e assistman in occasione del raddoppio
messo a segno da Sculli. Due gemme in una gara giocata in costante
movimento. Martinez è volenteroso ma quello che costruisce lo
sperpera al momento di trasformarlo in oro sonante. Bellusci,
lasciare la propria squadra in inferiorità numerica dopo neppure
mezz'ora di gioco è peccato gravissimo.
TABELLINO
GENOA-CATANIA 2-0
MARCATORI: 36' Mesto, 71' Sculli
GENOA (3-4-3): Amelia 6; Sokratis 6.5, Biava 6, Bocchetti 6; Mesto 7
(77' Crespo sv), Milanetto 7, Juric 7, Criscito 7; Palacio 6 (43'
Zapater 6.5), Suazo 7.5 (83' Tomovic s.v.), Sculli 7. A
disposizione: Scarpi, Esposito, Moretti, Modesto. All. Gasperini 7
CATANIA (4-3-3): Andujar 6; Alvarez 6, Silvestre 5.5, Bellusci 5,
Capuano 5.5; Carboni 6, Biagianti 6 (60' Plasmati 6), Llama 6.5 (75'
Morimoto sv); Izco 6, Martinez 6.5, Mascara 6.5 (31' Terlizzi 6). A
disposizione: Campagnolo, Potenza, Ledesma, Moretti. All. Mihajlovic
6.5
ARBITRO: Rosetti 6
AMMONITI: Sculli, Milanetto, Criscito, Suazo (G); Carboni (C)
ESPULSI: Bellusci (C), Mihajlovic (C)
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06/01/2010

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Milan-GENOA 5-2
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=E8Z7saF6T1M
Milan superstar nella prima gara
del suo 2010. I rossoneri "regolano" il Genoa a San Siro con un
netto 5-2 nel posticipo della diciottesima giornata confermando di
avere quanto meno i mezzi per insidiare in classifica lo strapotere
della capolista Inter.Ma tutto ciò è stato possibile al Diavolo
rossonero perché il Genoa e Gasperini si sono vestiti da Befana,
brutti nell’aspetto e bravi nel portare doni ai rossoneri.
Partita subito in salita per il Grifo, ma Amelia al rientro di
esaltava parando un rigore a Ronaldinho.
Il Genoa prendeva le contromisure ai rossoneri, li faceva soffrire
sulle corsie laterali e trovava il gol del vantaggio con Sculli.
Non male l’approccio per Gaspe contro un Milan inedito e
ridisegnato da Leonardo con l’arrivo di Beckam alla sua corte.
Probabilmente anche nel Genoa 2010 il “fato” voleva metterci lo
zampino, e l’uscita di Moretti al 35’del primo tempo ha contribuito
al patatrac rossoblu.
Gasperini in conferenza stampa ha detto che il Grifo aveva troppe
difficoltà dietro con il solo Biava come difensore puro.
Su questa considerazione del tecnico rossoblu non mi trovo
d’accordo.
Nella panchina rossoblu vi erano Tomovic ed Esposito ed aver
rivoluzionato il suo gioco con l’accentramento di Criscito nel ruolo
di difensore centrale mi ha lasciato perplesso.
Gasperini non si fidava di Tomovic e di Esposito, ma doveva farli
giocare per dare seguito al tema della sua conferenza stampa
finale, e se i due avessero nuovamente fallito, le parole del
Gaspe avrebbero avuto un significato, un senso : “utile incassare il
risultato di 5 a 2 , aiutando a recuperare la propria dimensione”.
Senza l’utilizzo di Tomovic ed Esposito rimangono dubbi !
Già in partenza la mossa di Rossi in marcatura alla “Gentile modello
mundial 1982” su Rona, lasciava perplessi,avendo i due difensori in
panchina.
Rossi bravissimo ad annullare Ronaldinho, ma la sua spinta a
centrocampo e le sue folate e sovrapposizioni sulle corsie laterali
e le sue diagonali a sventare minacce per la difesa sono mancate.
Altro errore tattico dopo l’uscita di Moretti, l’entrata di Modesto
sulla corsia di sinistra che oltre ad andare raddoppiare la
giornata no di Mesto sulla destra, permetteva la conquista delle
corsie laterali al Milan con Abate e Antonini, nati esterni di
centrocampo, e trasformati terzini dal bravo Leonardo.
Per tanti il Genoa sta soffrendo la capacità di tenere certi ritmi
con il suo centrocampo datato con Milanetto e Juric, ma la partita
di S.Siro non ha detto questo: Milanetto ha giostrato alla pari con
Pirlo, e Juric si è annullato con Gattuso.
La debolezza nel centrocampo rossoblu era Mesto, uno che corsa né ha
da vendere, che ha perso sistematicamente Ambrosini propiziatore
di 2 rigori a favore del Diavolo rossonero.
Ed anche su questa marcatura Mesto /Ambrosini , nasce spontanea
un’altra domanda: perché utilizzare Mesto centrocampista con Zapater
in panchina ?
Bisognava abiurare il 3 4 3 ? Qualche volta può anche servire !
Adesso è importante per ripartire per tutto il Genoa e non solo
Gasperini e la squadra.
I difetti del Grifo a S.Siro sono emersi, non per il risultato,
bugiardo per alcuni episodi arbitrali, ma che non cambiano la
sostanza della realtà, perché la spina dorsale del Vecchio Balordo
doveva, essere raddrizzata già prima delle festività Natalizie,
adesso deve e dovrà essere rimpolpata subito con nuovi innesti.
La difesa rossoblu è imbarazzante contro qualsiasi avversario e
dovrà essere la priorità di mercato di Preziosi che oggi rientrerà
da Dubai.
Chiunque viene chiamato a fare il centrale difensivo dei calciatori
a disposizione del tecnico rossoblu, buca la partita: Moretti lo
abbiamo visto, Biava da centrale è la reclam, non per colpa sua,
del rigore quando viene puntato,e a Criscito,non piace più il
ruolo.
Nella lista dei difensori mancano gli assenti di S.Siro ma
Bocchetti, deve ritrovare subito la “cazzimma” e Sokratis, neanche
nominato dal Gaspe tra gli assenti della contesa alla Scala del
calcio.
Adesso non c’è più tempo il Grifo ha bisogno di rinforzi
indipendentemente dalla telenovela Menegazzo.
Il Genoa ha bisogno de due elementi mancanti: un difensore ed
centrocampista di qualità, non per fare voli pindarici in classifica
ma per stazionare nella parte destra della classifica.
Dimenticavo Suazo al suo esordio in rossoblu.
Mai servito l’honduregno dai compagni per sfruttarne le sue
caratteristiche, per far gol ha fatto tutto da solo, rubando un
pallone a Nesta ,involandosi verso Dida e punendolo con un bel
tiro.
Il gol di Suazo un’altra foto di Milan Genoa: Vecchio Balordo si
poteva dare e fare di più.
Oggi dovrebbe essere la giornata della risposta su Menegazzo, ma
potrebbe essere la Befana per la difesa rossoblu.
TABELLINO
MILAN - GENOA 5-2 (2-1)
RETI: 25' Sculli(G), 31' rig. Ronaldinho, 38' Thiago Silva, 48' e
61' Borriello, 74' rig. Huntelaar, 79' Suazo(G)
MILAN: Dida, Nesta, Thiago Silva, Abate, Ambrosini, Beckham (76'
Jankulovski), Gattuso, Antonini, Pirlo (65' Flamini), Ronaldinho,
Borriello (67' Huntelaar). A disp.: Storari, Kaladze, Favalli,
Inzaghi. All.: Leonardo
GENOA: Amelia, Mesto (62' Zapater), Biava, Criscito, Moretti (31'
Modesto), Juric, Rossi, Milanetto, Sculli, Suazo (82' Crespo),
Palacio. A disp.: Scarpi, Esposito, Fatic, Tomovic. All.: Gasperini
ARBITRO: Orsato di Schio
NOTE: al 13' Amelia neutralizza un calcio di rigore a Ronaldinho.
Ammoniti Ambrosini(M) Amelia, Juric, Rossi(G)
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20/12/2009

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GENOA-Bari
RINVIATA
Genoa-Bari rinviata a data da
destinarsi. Lo ha ufficializzato la Lega calcio dopo il parere
negativo della Questura di Genova. La Lega ha 'preso atto del
perdurare dell'eccezionale ondata di maltempo che ha colpito Genova'
sulla base di quanto fatto sapere in merito all''l'assenza delle
condizioni minime di sicurezza per l'agibilita' degli impianti'. E'
la quarta partita della 17/a giornata di serie A che salta dopo
Bologna-Atalanta, Fiorentina-Milan e Udinese-Cagliari.
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17/12/2009

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GENOA-Valencia 1-2
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=tg8cyInj1kI&feature=related
GENOVA, 17 dicembre 2009 - Il
Genoa esce dall'Europa League. A testa alta, ma non basta. Con una
sconfitta, 1-2, maturata al 95', contro un buon Valencia: il danno
era stato fatto prima, la prestazione di stasera era l'ultima
occasione, ma non era mica facile da cogliere. Soprattutto perché i
rossoblù hanno regalato un tempo e un gol di vantaggio a Villa e
compagni, che nei primi 45' hanno giocato con autorità, trovando la
rete con Bruno. Poi nella ripresa la squadra di Gasperini ha alzato
il ritmo e il baricentro, trovando il pari con Crespo e mantenendo
la gara in bilico fino alla fine. Gli spagnoli però hanno tenuto,
respingendo gli attacchi continui ma non sempre lucidi del Grifone,
e legittimando il risultato, che li promuove ai sedicesimi di coppa,
con un rigore calciato a lato da Villa. Che nel recupero ha regalato
addirittura il successo agli spagnoli.
Nel primo tempo meglio il Valencia. Che parte forte, nonostante agli
spagnoli basti un pari per andare avanti, e sulla carta Villa, unica
punta, dovrebbe soffrire di solitudine lì davanti. E invece basta e
avanza per far girare la testa alla difesa rossoblù, pericoloso due
volte, in area e dalla distanza. Il Genoa fatica a prendere le
misure agli ospiti: la gara è fisica, più che geometrica, e i
rossoblù faticano ad allargare il gioco, come loro consuetudine. E
l'assenza di Milanetto, annunciato in formazione e costretto invece
al forfeit dopo il riscaldamento, priva la squadra di Gasperini di
un playmaker di personalità. Palladino esce prima della mezz'ora per
un fastidio al ginocchio sinistro. Al suo posto Sculli. Ma è ancora
il Valencia a farsi pericoloso, il "cavallone" Joaquin di esterno
destro mette a lato solo davanti a Scarpi. Nel finale di tempo,
però, il Genoa cresce, e si rende pericoloso con un pallonetto di
Crespo, fuori. Ma nel momento migliore dei rossoblù, il Valencia
passa in vantaggio. Con un colpo di testa vincente di Bruno, il
terzino sinistro, che corregge una punizione scodellata a centroarea,
sorprendendo Scarpi, fuori posizione. Al'intervallo Valencia avanti,
e Genoa costretto alla vittoria per proseguire il cammino in Europa:
il Lilla sta vincendo.
Il Genoa rientra in campo con un'altro volto. Più convinto, quasi
rabbioso. E cambia marcia, facendo a volte confusione, ma mettendo
alle corde la compassata difesa spagnola. Che al 6' si perde Crespo
e viene subito punita. Arriva infatti il pari di Valdanito, che se
ne va sul filo del fuorigioco e trafigge Moya sotto le gambe, dopo
un bel controllo acrobatico. L'argentino festeggia con gol la 400ª
partita per squadre italiane. Il Genoa ora insiste. Attacca a
folate, mette in fila angoli uno dietro l'altro. E ogni mischia è un
brivido, grazie al supporto vocale del Ferraris, che diventa una
bolgia. Ma non sfonda.
Prima manca un rigore, causato da Bocchetti: spinta su Joaquin.
L'attaccante calcia a lato. Ma poi non può che scartare il regalo
natalizio di Scarpi, che trasforma un rinvio in un assist, al 5' di
recupero. L'attaccante delle Furie Rosse segna il 2-1 finale per i
suoi, che conquistano così anche il primo posto nel girone B di
Europa League. Che boccia il Genoa.
TABELLINO
Genoa-Valencia 1-2
45' pt Bruno Saltor; 6' st Crespo, 49' st Villa
Genoa (3-4-3): Scarpi,
Biava, Moretti, Bocchetti, Rossi, Zapater (37' st Floccari), Juric,
Criscito, Palacio, Crespo, Palladino (29' pt Sculli). All.:
Gasperini.
Valencia (4-4-1-1):
Moya, Miguel, Navarro, Alexis, Bruno Saltor, Joaquin (47' st Alba),
Albelda, Marchena (32' pt Maduro), Mata (33' st Pablo Hernandez),
Banega, Villa. All.: Emery.
Arbitro: Kelly
(Irlanda)
Note: al 40' Villa
calcia fuori un rigore
Ammoniti: Banega,
Juric, Bruno, Sculli, Bocchetti, Albelba, Moya
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13/12/2009
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Lazio-GENOA 1-0
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=aKzdW5x0Z5c
Roma - Enrico Preziosi, in tribuna, più d'una volta ha storto il
naso per quel che stava succedendo in campo e poi, al 28' della
ripresa, ha lasciato l'Olimpico. Da poco l'arbitro Celi aveva
ignorato il tocco di mano di Kolarov su colpo di testa di Biava e
decretato l'espulsione di Bocchetti. Due degli episodi, tra i tanti
di ieri, che hanno fatto infuriare Gian Piero Gasperini. Nel finale,
ancata di Del Nero a Palacio che fuggiva via a destra e cenno di
proseguire da parte del direttore di gara di Campobasso.
Il tecnico rossoblù al culmine della rabbia, si va a sedere in
panchina dove arriva il quarto uomo Pinzani a redarguirlo. Poi, nel
dopopartita, l'accusa dell'allenatore: «Gol evitabile, siamo stati
fragili nell'occasione. Ma ancora una volta abbiamo dovuto giocare
in inferiorità e per me l'espulsione non c'era. Mentre c'era il
rigore sul colpo di testa di Biava: una parata, un colpo di
pallavolo. Troppi gialli ingiustificati, come quelli a Biava e
Criscito. Insomma, tanti episodi, che nelle ultime due giornate
hanno rallentato la nostra corsa. C'è stata non applicazione del
regolamento». Quindi l'affondo: «Più che un arbitraggio è stata una
direzione... E quando è così diventa difficile recuperare le
partite».
Il Genoa è andato vicino alla rimonta con il palo colpito da Juric,
però nel complesso non è riuscito a creare molti pericoli a Muslera,
contro una Lazio ridotta ai minimi termini soprattutto a
centrocampo. «Il Genoa altre volte ha giocato meglio? Può anche
essere condivisibile, ma oggi (ieri, ndr) non meritava di perdere.
Già col Parma c'erano un gol regolare e un rigore che non ci è stato
assegnato». Rete annullata a Milanetto e colpo di mano di Lucarelli
su cross di Tomovic. Il tecnico prosegue: «Con la Lazio la partita è
stata direzionata in occasione di ammonizioni, espulsione e rigore
non dato. Con questi carichi da novanta diventa difficile fare
risultato».
Alla fine, più che sul penalty negato per tocco di mano di Kolarov
in area, Gasperini si concentra su altre situazioni: «Non sono
d'accordo sulle troppe polemiche per un rigore o per un fuorigioco
di pochi centimetri, bisogna guardare di più alla globalità della
gestione della gara. E la gestione dei cartellini è stata sbagliata,
episodi troppo pesanti, che mi sembrano evidenti e che evidenzio». A
sostegno della sua tesi l'allenatore cita alcuni momenti chiave:
«Emblematica la simulazione di Rocchi, già ammonito, nel finale, che
non è stata sanzionata. Invece Biava è entrato sul pallone e ha
preso il giallo, un'ammonizione che prepara per, che dà un
indirizzo. Per me Bocchetti non era da rosso diretto, magari da
ammonizione. Ma in trasferta ci succede spesso così, troppe volte
finiamo in inferiorità numerica, ormai non so neanche più quante».
Inoltre l'allenatore del Genoa sottolinea come le decisioni di Celi
abbiano poi influito, insieme all'infortunio di Milanetto, sulle
sostituzioni: «Perché non hanno giocato Floccari o Crespo? Senza
l'infortunio di Milanetto e l'espulsione di Bocchetti avrei messo
uno dei due o magari entrambi. Invece siamo rimasti in dieci e nel
finale addirittura in nove, si è infortunato anche Sokratis». Va
detto che il Grifone ci ha messo del suo, con molti sbagli,
imprecisioni, carenze di lucidità. «Ci siamo complicati la vita con
il gol subito, evitabile, nato da un nostro errore. Ma poi potevamo
raddrizzarla, invece...». Gasperini torna a Celi, a ciò che
definisce «una direzione» (con un senso favorito) anziché «un
arbitraggio». E auspica un trattamento diverso in Europa League,
giovedì, nella partitissima con il Valencia: «In Europa forse avremo
qualche attenzione in più».
TABELLINO
Rete: 40' Kolarov.
Lazio: Muslera; Siviglia, Stendardo, Radu; Lichtsteiner (85'
Scaloni), Brocchi (18' Del Nero), Firmani, Kolarov; Meghni; Zarate,
Rocchi. (Berni, Diakite, Eliseu, Foggia, Makinwa). All.: Ballardini.
Genoa: Scarpi; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Juric, Milanetto
(33' Zapater), Criscito; Mesto (46' Palacio), Sculli, Palladino (65'
Papastathopoulos). (Amelia, Fatic, Floccari, Crespo). All.:
Gasperini.
Arbitro: Celi di Campobasso
Ammoniti: Siviglia, Zarate, Rocchi (L), Juric, Milanetto, Criscito,
Biava, Moretti (G).
Espulso: 66' Bocchetti (G).
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06/12/2009

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GENOA-Parma 2-2
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=wYd5FVbI5Aw
Uno spot per il giuoco del
calcio, partita giocata a ritmo indiavolato.
Bravi Gasperini e Gudolin a sistemare tatticamente le proprie
squadre, ma sentire in Tribuna stampa, che il Parma ha buone
possibilità per stazionare in Zona Champions, fino alla fine del
campionato , è una bestemmia.
Il Genoa contro il Parma è piaciuto di più , anche se non ha
raggiunto la quarta posizione in classifica e non ha superato la
Samp in graduatoria. Questi obiettivi rossoblu alla 15ma giornata di
Campionato, lasciavano e lasciano il tempo che trovano.
I conti Bisogna farli nelle ultime tre giornate di campionato.
Il Genoa pur giocando l’E.L. è sembrato più in forma dei ducali.
A tratti il grifo ha dominato il giuoco e le corsie laterali e
alla fine può recriminare di aversi trovato di fronte un Super
Mirante che ha permesso al Parma di fare la sua partita all’antica:
giocare in contropiede.
Il Genoa ai punti avrebbe sicuramente meritato di vincere : 4 palle
gol nitide sono state sprecate dagli avanti rossoblu, un rigore di
Lucarelli per fallo di mano non concesso e il terzo gol annullato
dall’assistente Carrer sono a testimoniarlo.
Il Parma oltre i due gol ha sbagliato un gol fatto con Antonelli.
Le differenze tra il Genoa e il Parma sono che i giocatori del
Genoa conoscono le tecniche del giuoco collettivo del pressing
offensivo e applicano anche e bene i raddoppi, le diagonali (non
solo difensive) basta vedere il movimento della squadra rossoblu.
Il Parma di Guidolin invece conosce bene il pressing, corre tanto,
ma utilizza sempre 9 giocatori dietro la linea del pallone ma
sfrutta solamente il contropiede, e quando è in fase offensiva
rimane sempre coperta con 4 giocatori in difesa.Tutto ciò non vuol
dire giocare bene al calcio , anche se la classifica attualmente
dà ragione agli emiliani.
Il Genoa ha provato a fare la partita ma è stato fregato dalla
voglia del gol di Palladino che si è divorato nel primo tempo due
rigori in movimento, non utilizzando una delle sue caratteristiche
principali l’assist per due compagni meglio piazzati, e dagli
errori della sua difesa, mal piazzata nei centrali difensivi sui
contropiedi che hanno portato al gol i ducali.
Questi due ulteriori gol incassati dal Genoa probabilmente faranno
ragionare la Dirigenza e l’allenatore sulla prossima campagna
acquisti invernale del Grifone, dove andare a cercare rinforzi.
Il terzo tempo al Ferraris non c’è stato: in tribuna d’onore una
lite tra Preziosi e Ghirardi(Presidente del Parma), con Preziosi che
ha minacciato il collega di prenderlo a calci nel sedere per una
vecchia lite di calciomercato. Oggetto della discussione il
cartellino di Troest.
La lite continuata fuori dagli spogliatoi tra Panucci e Preziosi.
Parole grosse e scene da Bar, da mercato, con Panucci sicuramente
non un signore per le parole dette al Joker .
Avviso a qualche cronista di Sky, troppo bombarolo e troppo
portato a fare scoop: pregasi lasciare in pace il Genoa, Preziosi e
Gasperini.Inventarsi una discussione sul contratto del tecnico
rossoblu questa mattina nel ritiro rossoblu è stata una “bufala”
smentita dagli interessati e da altri testimoni .
TABELLINO
Genoa:Scarpi, Rossi (c), Moretti, Bocchetti, Mesto, Milanetto, Juric,
Criscito, Sculli, Palacio, Palladino. A disposizione: Amelia,
Tomovic, Fatic, Modesto, Zapater, Crespo, Floccari
Allenatore: Gasperini
ParmaMirante, Zaccardo, Panucci, Lucarelli, Paci, Antonelli, Morrone(c),
Dzemaili, Galloppa, Lanzafame, Biabiany. A disposizione: Pavarini,
Castellini, Dellafiore, Zenoni, Budel, Lunardini, Amoruso
Allenatore: Guidolin
Arbitro e assistenti: Brighi; Carrer e Passeri. Gallione quarto
uomo.
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02/12/2009
Europa League
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Slavia Praga-GENOA 0-0
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=okGOowgqazs
PRAGA - il Genoa soffre, ma a
Praga conquista un punto importante. Finisce 0-0 la sfida in casa
dello Slavia, per i cechi un risultato che significa eliminazione
con un turno d'anticipo, per i rossoblu' un pareggio che lascia
aperto ogni discorso qualificazione. Il Grifone si giochera' tutto
negli ultimi 90 minuti casalinghi contro il Valencia che oggi ha
battuto 3-1 il Lilla scavalcando i francesi e portandosi al primo
posto. Spagnoli a quota 9, Genoa e transalpini a 7, in tre in corsa
per i due posti che valgono i sedicesimi di Europa League. Gasperini
voleva la vittoria e per questo resta fedele al 3-4-3, ma questa
volta sceglie un tridente "pesante" con Floccari e Crespo insieme
dal primo minuto e Mesto, sulla destra, a dare una mano ai due
centravanti. Per lo Slavia 4-4-2 e assoluta necessita' di vincere
per continuare a sperare nella qualificazione. Partono bene i cechi
che al 4' con Vlcek vanno vicini al vantaggio, ma la deviazione in
acrobazia dell'attaccante e' respinta sulla linea da
Papastathopoulos. La replica rossoblu' e' immediata: al 5' punizione
di Zapater, al 6' tiro-cross di Mesto, in entrambe le occasioni e'
bravo Romanovs. Partita equilibrata, al 25' gran numero di Crespo,
controllo e dribbling di destro e conclusione di sinistro deviata in
angolo dal portiere. Al 29' annullato, per un millmetrico off-side,
il gol di Vlcek. Al 44' Scarpi e' bravissimo sul sinistro di Hlousek,
poi, sulla respinta, lo grazia Vlcek. Nella ripresa, al 7',
Gasperini inserisce Sculli e Criscito per Juric e Crespo, ma e' lo
Slavia Praga a giocare meglio e a rendersi pericoloso: al 12'
Grajciar prende la traversa su punizione, poi e' Scarpi a salvare il
Grifone: al 19' respinge il destro al volo di Vlcek, al 27' il
sinistro ravvicinato di Kores. Il Genoa soffre, al 92' annullato un
gol ai cechi per una carica su Scarpi. Finisce 0-0, Slavia Praga
eliminato, i rossoblu' si giocheranno tutto negli ultimi 90' con il
Valencia.
TABELLINO
Slavia Praga (4-4-2): Romanovs, Krajcik, Celutska, Suchy,
Hubacek, Grajciar, Belaid (26' st Kores), Ragued, Trubila (35' st
Mares), Hlousek, Vlcek (43' st Naumov). All.: Jarolim
Genoa (3-4-3): Scarpi,
Sokratis, Biava, Bocchetti, Tomovic, Zapater, Juric (7' st Criscito),
Modesto, Mesto (32' st Palladino), Crespo (7' st Sculli), Floccari.
All.: Gasperini
Arbitro: Kircher
(Germania)
Ammoniti: Palladino
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28/11/2009
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GENOA-Sampdoria 3-0
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=1-0kSw3ojEY&feature=related
GENOVA - Il verdetto della
stracittadina genovese regala ai colori rossoblu un successo tanto
netto quanto meritato. Non voglio togliere al Genoa i propri meriti,
ma la prestazione della Sampdoria ha perfino sminuito lo
straordinario successo rossoblu. Credo che il Genoa abbia di fatto
giocato contro nessuno. Non me ne vogliano i sostenitori
blucerchiati, ma il Genoa ha vinto senza di fatto avere di fronte
alcun avversario. La Sampdoria non è esistita, non è mai entrata in
campo, non ha mai costituito una benché minima preoccupazione agli
avversari. Oltre ai 3 gol segnati il Genoa ha colpito un palo, una
traversa, Sculli si è mangiato un gol davanti al portiere,
Castellazzi ha negato 2 occasioni da rete. Ai punti poteva finire
7-0, forse anche 8-0.
È questa l'unica nota positiva della Sampdoria, che deve ringraziare
la dea bendata per non aver concluso la partita con un passivo
tennistico. Mi aspettavo un bel derby, in grado di regalare
spettacolo all'Italia del pallone. Lo spettacolo è stato deludente,
per colpa soprattutto di una Sampdoria stralunata e assente. Il
Genoa, alla fin fine, non è che abbia fatto una prova di grande
spettacolo, ma il netto e meritato successo affonda le radici nei
demeriti della peggior Sampdoria degli ultimi anni. Troppo brutta
per essere vera.
Amelia, portiere rossoblu, è stato inoperoso. Il grifone avrebbe
potuto sostituire il proprio portiere con uno qualsiasi degli
spettatori presenti al Ferraris: l'esito del match non sarebbe
cambiato. La Sampdoria deve piangere sulle proprie colpe. A mia
memoria personale, non ricordo circostanza nella quale il buon Beppe
Marotta non sia sceso in sala stampa al triplice fischio finale. Il
Direttore Generale blucerchiato è sempre stato presente nella buona
e nella cattiva sorte. Dopo il rovescio patito dalla Samp, neppure
Marotta ha saputo trovare la forza di dire qualcosa ai microfoni.
Questo la dice lunga sugli umori dello spogliatoio. Antonio Cassano,
ancora una volta, ha mostrato i propri limiti caratteriali. Prima
del fischio d'avvio eccolo provare a scherzare con un Beppe Sculli
troppo concentro per degnarlo di attenzione. Poi per quasi un tempo
eccolo a suscitare le ire di uno stadio intero, con prolungati
quanto fastidiosi piagnistei.
Mentre i giocatori blucerchiati sprecavano energie lamentando chissà
quale diritto, i giocatori rossoblu moltiplicavano i loro sforzi
tattici e agonistici per scardinare l'inesistente retroguardia
blucerchiata anche in inferiorità numerica. Luigi Del Neri ci ha
messo del suo in questa disfatta storica. In primis scegliendo una
formazione incomprensibile. La scelta di dare spazio a Marco Rossi e
a Cacciatore sfugge ad ogni più logica ragione. I due giovanissimi
difensori non hanno certo l'esperienza per poter giocare sfide di
questo tipo. Accetto personalmente la strategia societaria di voler
valorizzare i propri giovani, ma non condivido la scelta di mandare
al macello i vitellini blucerchiati. Cacciatore e Marco Rossi,
peraltro espulsi dal campo, sono usciti ridicolizzati dalla sfida
contro il Genoa. Questo non significa valorizzarli e farli crescere.
Quanto di buono avevano fatto sin qui, è stato vanificato da una
prova disastrosa e raccapricciante.
Il Genoa di Gasperini non ha soltanto stravinto il derby, ma ha
messo a nudo i limiti tecnici e caratteriali di una squadra - la
Sampdoria - che non ha dimostrato di meritare il quarto posto in
classifica. Qualunque cosa si possa pensare, Antonio Cassano ha
dimostrato ancora una volta di non essere in grado di essere
incisivo e determinante nelle partite che contano. Spenta la luce di
Cassano, ecco sparire dal campo quegli elementi che sin qui avevano
fatto benissimo. Mannini non ha visto palla, Pazzini non ha toccato
boccia, Palombo è stato disastroso.
Per non parlare di uno Ziegler sciagurato che ha causato 2 calci di
rigore, ha rischiato una clamorosa autorete, e ha rischiato
addirittura l'espulsione. Del Neri, oltre alla formazione scellerata
che ha messo in campo, ha anche sbagliato i tempi dei possibili
accorgimenti tattici. Sul punteggio di 1-0 e con l'inferiorità
numerica del Genoa a seguito dell'espulsione di Biava, la Sampdoria
aveva l'obbligo di premere sull'acceleratore cambiando qualcosa.
Mi aspettavo l'inserimento di Accardi e Tissone sull' 1-0 per il
Genoa, invece la doppia sostituzione è avvenuta sul passivo di 2-0.
Tanti, troppo errori da parte di una Sampdoria che è stata
improponibile e impresentabile.Tra gli spunti della stracittadina
non va dimenticato il gesto brutto di un Palladino che esulta sotto
la gradinata sud. Comprendo l'entusiasmo del giocatore, comprendo lo
sfogo di un uomo beccato dalla tifoseria avversa. Ma non posso
condividere il gesto di un professionista che doveva limitare la sua
esultanza spostandosi di 20 metri. Raffaele Palladino è ragazzo di
spessore e di garbatezza assoluta. Gli sarebbe bastato scusarsi a
fine gara e chiudere la vicenda. Giustificarsi o cadere dalle nuvole
non ha fatto altro che alimentare e condire le polemiche del
dopo-partita. Anche la reazione di Palombo è stata a mio avviso
esagerata, ma condivido le sue parole al triplice fischio, quando ha
riflettuto che certi atteggiamenti possono causare incidenti tra i
tifosi. Chiudo con una riflessione sull'arbitro Rosetti, per la
designazione del quale c'erano state tante perplessità. Rosetti mi è
piaciuto molto: ha avuto coraggio di assegnare 2 rigori (peraltro
sacrosanti) e ha applicato il regolamento in occasione delle
espulsioni di Biava, Rossi e Cacciatore. Poi ha usato il metodo del
"buon padre di famiglia" , quando in un finale burrascoso e
squallido ha saputo sedare i bollenti spiriti.
Il derby va in archivio. Ora tocca ai commenti del giorno dopo, con
i tifosi genoani legittimati a sfottere i cugini blucerchiati,
battuti per 3 volte consecutivi e annientati davanti ad una squadra
che si è dimostrata nettamente superiore.
TABELLINO
Genoa (3-4-3): Amelia, Biava,
Moretti, Bocchetti, Rossi I, Juric, Milanetto, Criscito, Palacio (Sokratis
44’ pt), Sculli (Floccari 25’ st), Palladino ( Crespo 35’ st) . A
disposizione: Scarpi, Sokratis, Tomovic, Modesto, Zapater, Floccari,
Crespo. Allenatore: Gasperini.
Sampdoria (4-4-2): Castellazzi, Cacciatore, Gastaldello, Rossi II,
Ziegler, Padalino (Tissone 9’ st), Poli (Accardi 13’ st), Palombo,
Mannini (Pozzi 9’ st), Cassano, Pazzini. A disposizione: Fiorillo,
Lucchini, Accardi, Stankevicius, Tissone, Bellucci, Pozzi.
Allenatore: Del Neri
Arbitro: Rosetti di Torino.
Reti: 10' Milanetto (r), 53' Rossi, 75' Palladino (r)
Espulsi Biava del Genoa al 44'pt e Rossi della Samp al 21'st per
doppia ammonizione. Al 43'st espulsione diretta per Cacciatore
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22/11/2009
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Livorno-GENOA 2-1
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=EY3swX0ttKQ
Una partita nata male e finita
peggio. Gasperini rimane come sempre lucido. Cambi e scelte tattiche
e qualche preoccupazione perché, dice, siamo rabberciati. E sul
derby non alza i toni, stesso stile dello scorso anno.
Gasperini cerca di mitigare e di nascondere la sua delusione per una
partita persa e per due punti gettati al vento quando il pari era o
appriva consolidato.
Non parla dei singoli, giudica in modo non del tutto negativo la
prestazione del Genoa ma si dice un po’ preoccupato per la
situazione infortuni che rende il Genoa “rabberciato”.
Una prestazione opaca, condita da una sconfitta arrivata in pieno
recupero. Non è stato un bel ritorno al campionato per il Genoa di
Gasperini, che torna con zero punti dalla trasferta di Livorno dove
era andato sotto di un gol ma aveva avuto la forza di rimontare
salvo poi arrendersi davanti alla rete di Pulzetti. «Nel secondo
tempo abbiamo raddrizzato l’incontro e creato i presupposti per
vincere - racconta il tecnico genoano Gasperini -, poi è arrivata la
beffa finale». Gasperini, pur ammettendo che il suo Genoa «ha
faticato a trovare i giusti equilibri nella prima parte di gara»,
sottolinea che col passare dei minuti i suoi «sono cresciuti
diventando anche padroni del campo». A chi gli chiede della sua
scelta iniziale di schierare Palacio al posto di Sculli, il tecnico
risponde: «Abbiamo tanti giocatori che possono fare tutti bene. Il
derby? Adesso vedremo, recupereremo Milanetto e forse Juric,
speriamo Mesto. Sarà una gara a parte e ci penseremo subito, sarà
un’occasione di riscatto dopo l’amarezza di oggi».
TABELLINO
Livorno (3-5-1-1): De Lucia;
Diniz, Knezevic, Miglionico (Galante 31’ pt, Perticone 41’ st);
Filippini, Moro, Mozart (Vitale 26’ st), Bergdov, Pulzetti, Candreva;
Lucarelli.
A disposizione: Benussi, Galante, Perticone, Vitale, Marchini,
Danilevicius, Cellerino.
Allenatore: Cosmi.
Genoa (3-4-3):Amelia, Biava,
Moretti, Bocchetti, Rossi, Zapater, Modesto (Sculli 27’ pt),
Criscito, Palacio (Palladino 6’ st), Crespo (Floccari 23’ st),
Mesto.
A disposizione: .Scarpi, Tomovic, Terigi, Fatic, Sculli, Floccari,
Palladino
Allenatore: Gasperini.
Arbitro: Rizzoli di Bologna
Ammoniti: Criscito (G), Galante
(L), Mesto (G), Lucarelli (L)
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18/11/2009
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Elezione nuovo consiglio direttivo
In seguito alle elezioni, in data
12/11/2009, è stato eletto il nuovo consiglio direttivo.
Tutte le nuove cariche sociali
nella sezione "organigramma".
FORZA GENOA!!!
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16/11/2009
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CIAO "BOLLA"!
Il Genoa Club Rapallo, il consiglio
direttivo e tutti i soci salutano con affetto il socio e caro amico
Bolla.
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08/11/2009

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GENOA-Siena 4-2
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=A9bcsWI0_KA
GENOVA – Il Genoa ha battuto il Siena
col risultato di 4-2 nella 12esima giornata di Serie A. Match
entusiasmante, coi rossoblu avanti per 3-0 nel primo tempo. Avvio di
gara spettacolare della squadra di Gasperini, caratterizzato dalla
doppietta di Crespo e il gol di Palladino. Sembra fatta ed invece il
Siena torna in partita grazie alle reti di Paolucci e Maccarone
nella ripresa. Una reazione d’orgoglio dei toscani che però non
basta, anche perchè nel finale Floccari chiude i conti e cala il
poker. Il Grifone vola così a quota 20 punti, ad una sola lunghezza
dalla zona Champions. I toscani invece affondano sempre più in coda
alla classifica con solo 6 punti raccolti in 12 giornate.Vantaggio
del Genoa al 3′ minuto! Azione corale rossoblu, colpo di testa di
Palacio sul palo, arriva Crespo ed è 1-0! L’argentino si dimostra
ancora una volta decisivo. Ottimo avvio del Grifone, mentre per i
toscani la gara è già in salitaAl quarto d’ora arriva il raddoppio
rossoblu. Azione quasi fotocopia di quella precedente, Palacio tira,
respinge corto Curci e Crespo insacca in tap-in! 2-0 e doppietta del
‘Valdanito’Al 35′ è già tris Genoa! Ancora Palacio ad ispirare il
gol, passaggio filtrante per Palladino che trafigge Curci. C’è solo
una squadra in campo, Siena annichilito. Nel finale di primo tempo
Vergassola segna ma il suo gol viene annullato in netto
fuorigioco.In avvio di ripresa i giocatori del Siena non ci stanno e
la mettono sul piano fisico-psicologico. Ficagna e Marracone si
fanno ammonire tra falli e proteste, ma serve solo a legittimare il
largo vantaggio genoano. La squadra di Gasperini amministra il
vantaggio con tranquillità, dall’altra parte tentativi vani di
Vergassola e Maccarone.
A dieci minuti dal termine il Siena accorcia le distanze con
Paolucci, che era entrato poco prima per Codrea. Bel diagonale
dell’attaccante bianconero, sul quale ha qualche responsabilità
Scarpi. Sembra solo il gol della bandiera e invece un minuto dopo
Maccarone firma il 3-2: gran destro al volo e partita clamorosamente
riaperta. Ora il Genoa ha paura.Finale entusiasmante del match col
Siena che le tenta tutte per pareggiare. E’ il Genoa però a trovare
la via del gol: Milanetto serve Floccari e l’attaccante
trafigge Curci per il 4-2 che chiude definitivamente ogni discorso.
TABELLINO
Genoa (4-3-3): Scarpi 5; Rossi 5,5, Moretti 5,5,
Esposito 5,5, Criscito 6; Mesto 6,5 , Milanetto 6,5 , Modesto 6 ;
Palacio 7,5 (Floccari dal 33' st 6,5 ), Crespo 7,5 (Sculli dal 17'
st 6 ), Palladino 7 (Papastathopoulos dal 4' st 5,5 ). A
disposizione: Russo, Bocchetti, Tomovic, Zapater.
All. Gasperini
Siena (4-3-3): Curci 5,5 ; Rosi 5,5, Ficagna
5 , Brandao 5,5 , Del Grosso 5 ; Vergassola 6, Codrea 5 (Paolucci
dal 27' st 6,5 ) , Ekdal 6 (Fini dal 12' st 6) ; Jajalo 5 (Reginaldo
dal 1' st 5,5 ), Maccarone 6,5 , Ghezzal 5. A
disposizione: Pegolo, Terzi, Rossi, Jarolim.
All. Baroni
ARBITRO:
Baracani
MARCATORI:
Crespo 2' pt e
al 17' pt (G) Palladino 34' pt (G) Paolucci 34' st (S) Maccarone al
36' st (S) Floccari 45' st (G)
AMMONITI: Ficagna (S) Maccarone (S)
Scarpi (G) Papastathopulos (G) Rossi (G) Milanetto (G) Rosi (S) Del
Grosso (S)
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05/11/2009
Europa League
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GENOA-Lille 3-2
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=-tYmSXnC99k
GENOVA - Roba da coronarie a
pezzi. Palacio e Crespo accompagnano il Genoa verso il trionfo. Ma
il Lilla, più esperto e fortunato, riesce a cogliere il pari negli
ultimi minuti grazie a Frau e Gervinho, con le complicità di Scarpi
,che non trattiene, e Tomovic. Ma quando tutto sembra perduto,
Sculli raccoglie al 92' l'assist di uno splendido Palladino e batte
Landreau per il 3-2 finale. Tre punti fondamentali per restare in
corsa in Europa: ora i rossoblù con 6 punti inseguono in compagnia
del Valencia proprio il Lilla che guida con 7.
L'imprevedibile Gasperini non è mai banale. Il tecnico applica il
turnover, anche se si affida al 4-3-3. Le varianti? Tocca a Tomovic,
mentre Papastathopoulos si accomoda in panchina; alla sinistra di
Moretti gioca Modesto, con licenza di avanzare a centrocampo in fase
offensiva al fianco di Zapater e Rossi. Nel tridente Sculli cede
invece il posto a Palacio. Il Lilla è quello vista nella gara
d'andata; la stessa squadra molto tecnica e forte fisicamente che ha
rifilato un umiliante 3-0 ai rossoblù. Non a caso, nonostante la
pioggia fitta e un terreno di gioco ai minimi termini, i francesi
alzano subito la voce schiacciando il Genoa nella sua trequarti.
Soffre la squadra di Gasperini, anche se ha il pregio di non perdere
la testa. Vittek e Aubameyang sono pericoli costanti, ma funzionano
anche i raddoppi di marcatura. Lavoro duro per la difesa e
inevitabile l'arretramento di Modesto sulla fascia sinistra. Ma il
Genoa è imprevedibile e al 14' coglie il vantaggio. Il contropiede è
improvviso, come il lancio calibrato di Zapater per Palacio.
L'argentino riceve poco dentro l'area e di esterno destro batte
Landreau che devia appena. Il gol è la linea di confine, perché il
Genoa da quel momento controlla il gioco e sfiora a ripetizione il
raddoppio con i suoi argentini. Grande il lavoro del tridente, in
cui Palacio da una parte e Palladino dall'altra, trovano spazi utili
per fornire cross invitanti per Crespo. Straordinaria come sempre
l'opera di interdizione di Marco Rossi che festeggia la partita
numero 200 in rossoblù, ma le stellette se le merita anche Zapater,
spagnolo dall'assist facile con una grande visione di
gioco.Gasperini mantiene uomini e assetto anche alla partenza della
ripresa, rassicurato dalla condizione dei suoi. Il Genoa è abile a
far girare la palla e a contenere il Lilla che in verità fa meno
paura e fatica a contenere il contropiede rossoblù. L'assedio a dire
il vero è costante e al 13' produce il raddoppio di Crespo, al
termine di un'incredibile batti e ribatti nell'area piccola dei
francesi. Garcia non digerisce l'uno-due e inserisce Cabaye e
Gervinho per Aubameyang e Balmont, ma è il Genoa a mancare il 3-0
con una volée di Palacio che da posizione defilata sfiora il palo
opposto. A minare il cammino dei liguri in una partita ormai in
discesa, ci pensa al 31' Scarpi quando non trattiene un facile tocco
ravvicinato di Frau. Gasperini corre subito ai ripari: dentro
Papastathopoulos, Sculli e Figueroa per Modesto, Crespo e Palacio.
Ma il Lilla, più esperto in Europa, coglie lo spazio giusto, quello
lasciato libero dalla difesa di casa. Dove è appostato Gervinho che
infila, complice una deviazione di Tomovic. Marassi a pezzi, ma il
Genoa ha un grande cuore e Palladino, con l'ultimo straccio di
energia regala a Sculli la palla del trionfo. Marassi resuscita: il
Genoa non molla.
TABEELINO
Genoa (3-4-3): Scarpi; Biava,
Moretti, Bocchetti; Tomovic, Zapater, Rossi, Modesto (79’ Sokratis);
Palacio (83’ Figueroa), Crespo (81’ Sculli), Palladino. A
disposizione: Russo, Esposito, Sokratis, Milanetto, Mesto, Sculli,
Figueroa. All. Gasperini
Lille (4-2-3-1): Landreau,
Vandam, Rami, Beria, Emerson; Dumont, Balmont (62’ Cabaye);
Aubameyang (62’ Gervinho), Toure (73’ Frau), Obraniak; Vittek. A
disposizione : Butelle, Souare, Souquet, Salibur, Gervinho, Cabaye,
Frau. All. Garcia
Arbitro: Nijhuis (Olanda)
Ammoniti: Moretti (G), Zapater
(G), Vandam(L) Sculli (G)
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01/11/2009

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Palermo-GENOA 0-0
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=lG8hv8A9SQc
Partita a scacchi; non potrebbe
essere diversamente quando si fronteggiano squadre offensive come
Palermo e Genoa. Un mix di qualità e forza fisica, ritmo rutilante e
sacrificio. Walter Zenga, dopo i numeri di San Siro, torna al
3-4-1-2; mette Migliaccio in difesa e lancia in mezzo Nocerino,
mentre Pastore controlla Cavani e Miccoli. Gasperini muta squadra
col passare dei minuti e manifesta una certa prudenza, dopo la
valanga di gol subita nelle ultime uscite, anche perché i rossoblù
con 20 gol subiti sono la difesa più battuta del campionato. Parte
con il 3-4-3, ma poi passa al 4-3-3, con libertà di spingere a
Papastathopoulos, protetto da Biava. Non c'è Zapater, mentre nel
tridente Palladino gioca a destra.I rosanero lasciano il segno nella
prima parte del primo tempo. Miccoli è in serata di grazia. Da suoi
piedi partono le migliori iniziative e la grande occasione del 15',
interrotta dalla prodigiosa uscita di Scapri che impedisce al
leccese di aggirarlo e mettere in rete. E ha ragione al 40' quando
protesta con Brighi per un fallo subito in area, trasformato
dall'arbitro in una punizione dal limite. Pastore detta i tempi, ma
finisce spesso per schiacciare i piedi a Cassani. Il Genoa vince il
lungo assedio intorno alla mezzora e si affida ai piedi buoni di
Palladino, Mesto e Rossi che salgono in cattedra mettendo in affanno
i rosanero; soprattutto al 44', quando Sirigu, mette in mostra una
straordinaria abilità, respingendo i rasoterra potenti di Palladino
e Rossi.
Un primo tempo equilibrato e spettacolare lascia spazio a una
ripresa accorta e prudente, dove il Palermo sembra accusare un po'
di stanchezza. Il Genoa bada a rallentare il ritmo e a ripartite
sfruttando le fasce. Ma non basta. Gasperini rivolta l'attacco
inserendo Sculli e Crespo e per Palladino e Floccari. Zenga non ci
sta e rischia passando al 4-3-3. La mossa? Fuori Pastore, dentro
Hernandez. All'under 20 dell'Urugauy Zenga chiede penetrazione e
guizzo, ma a mancare è la spinta dei compagni in debito di ossigeno.
Il Genoa risponde col possesso palla e cross dalle fasce, ma senza
mai dare l'impressione di poter passare. Il Palermo invece si rivede
a sprazzi. Zenga aggiunge la dinamite di Budan per Cavani, fischiato
dal Barbera, ma è Simplico a scaldare le mani di Scarpi dal limite.
Nel Genoa Gasperini ha aggiunto anche Palacio (fuori Mesto), che ha
il pregio di regalare ordine e una buona dose di cross dalla destra.
L'ultimo quarto d'ora è a ruota libera. Hernendez con una rovesciata
ad effetto sfiora il primo palo, ma con Scarpi piazzato, mentre il
Genoa risponde con un rasoterra angolato di Crespo deviato da Sirigu.
Squadre lunghe insomma, dove le occasioni fioccano fra difese
esauste. Inevitabile, alla fine, lo 0-0. Quasi un non.sense per
Zenga dopo lo spettacolo di San Siro, più positivo per Gasperini che
finalmente non subisce gol.
TABELLINO
PALERMO (4-3-1-2) - Sirigu;
Cassani, Kjaer, Migliaccio, Bovo; Nocerino, Simplicio, Bresciano;
Pastore (dal 17’ s.t. Hernandez); Cavani (dal 33’ s.t. Budan),
Miccoli.
In panchina - Rubinho, Goian, Melinte, Blasi, Bertolo.
Allenatore - Zenga.
GENOA (4-3-3) - Scarpi; Papastathopoulos, Biava, Moretti, Bocchetti;
Rossi, Milanetto, Modesto; Palladino (dal 13’ s.t. Sculli), Floccari
(dal 13’ s.t. Crespo), Mesto (dal 30’ s.t. Palacio).
In panchina - Russo, Esposito, Tomovic, Zapater.
Allenatore - Gasperini.
ARBITRO - Brighi.
NOTE - Ammoniti Biava, Mesto, Papastathopoulos, Miccoli. Angoli 6-7.
Recuperi: p.t. 0'; s.t. 5'. Spettatori 26mila circa.
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28/10/2009

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GENOA-Fiorentina 2-1
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=f_yqoSqOezU
GENOVA - Dopo il 3-3 dello
scorso anno, Genoa e Fiorentina si ritrovano di fronte per una sfida
importante in ottica Champions League. Momento delicato per entrambe
le formazioni che vengono da due sconfitte. La Fiorentina gioca più
da squadra ma alla fine la spunterà il Genoa grazie alla rete del
solito Mesto.
Classico 3-4-3 per il Genoa di Gasperini che schiera Crespo al
centro dell’attacco al posto di Floccari. La Fiorentina risponde con
il tridente Jovetic.Gilardino-Mutu schierato per la prima volta in
stagione dal primo minuto. A centrocampo rifiata Zanetti per fare
spazio a Donadel.
Le due squadre si studiano nella fase iniziale senza però rendersi
molto pericolose. Il primo brivido arriva per la Fiorentina al sesto
con un colpo di testa di Sculli che termina fuori di poco. Al 13’
Gilardino reclama per un presunto fallo di Bocchetti ai suoi danni
in piena area di rigore. Passano due minuti e Montolivo conclude da
buona posizione al termine di una splendida azione, Amelia però
ribatte il tiro. Al 28’ Crespo scatta sul filo del fuorigioco e
mette in mezzo un pallone interessante senza che nessuno però riesca
nella deviazione vincente. La partita non decolla per quanto
riguarda lo spettacolo, intanto al 34’ ci prova anche Sculli con un
sinistro che lambisce il palo alla sinistra di Frey. Al 39’ Genoa
ancora pericoloso sugli sviluppi di un calcio di punizione che
smarca Palladino in area, destro del rossoblu ribattuto con i piedi
da Frey. La squadra di Gasperini ci crede ed al 43’ riesce a passare
con Palladino che sfrutta l’assist di Sculli ed insacca di tacco.
Genoa in vantaggio e primo tempo che si chiude sul risultato di 1-0
per i padroni di casa.
Nella ripresa le due squadre si presentano con i medesimi 11 ed il
Genoa gestisce la gara con lungo possesso di palla. Al 54’ Prandelli
manda in campo l’acciaccato Marchionni per Jovetic. Al 60’
grandissimo tiro di Montolivo che si stampa in pieno sulla traversa
ad Amelia battuto. L’azione continua con Montolivo che crossa al
centro per Gamberini che di testa prende il palo. Viola sfortunati
che non si danno per vinti ed al 62’ trovano il pareggio con una
discesa di Pasqual sulla sinistra che poi libera Marchionni al tiro,
conclusione che batte Amelia e che riporta in equilibrio la gara. La
Fiorentina si rintana nella propria metà campo ed il Genoa riesce a
tornare in vantaggio al 73’ con il neo-entrato Mesto che di destro
trafigge Frey. I viola reagiscono e con Dainelli vanno vicino al
pareggio ma Amelia si supera deviando il colpo di testa del
difensore viola. Montolivo è il migliore dei viola ed all’80’ ci
prova nuovamente dalla distanza trovando ancora l’attenta deviazione
di Amelia. Prandelli intanto manda in campo pure Nacho Castillo
(all’esordio stagionale in maglia viola) al posto di Pasqual.
L’argentino si rende subito insidioso con un bel colpo di testa che
termina alto di poco. I viola ci credono nel finale e con Mutu vanno
nuovamente vicino al pari ma il tiro del rumeno finisce a lato. La
partita termina dopo 4 minuti di recupero con il Genoa che torna
alla vittoria su di una Fiorentina che esce a testa alta.
Due pali e due super-parate di Amelia fanno la differenza a favore
di un Genoa comunque rivitalizzato dopo le tre sconfitte
consecutive. La Fiorentina a tratti sembra più squadra, ma non
riesce ad essere incisiva.
Il gol di Palladino vale il prezzo del biglietto, si presenta solo
davanti a Frey e si prende la responsabilità di batterlo di tacco.
Un gesto da campione.
IL TABELLINO
GENOA-FIORENTINA 2-1
MARCATORI: 42’ Palaldino (G), 62’ Marchionni (F), 72’ Mesto (G)
GENOA (3-4-3): Amelia 7; Sokratis 6, Biava 6, Bocchetti 5; M. Rossi
6.5, Zapater 5.5, Milanetto 5.5, Modesto 6 (79’ Esposito s.v.);
Palladino 7 (67’ Mesto 7), Crespo 5, Sculli 6 (71’ Palacio 6.5). A
disposizione: Russo, Tomovic, Raggio Garibaldi, Floccari. All.
Gasperini/Bruno Caneo in panchina 6.5
FIORENTINA (4-2-3-1): 1 Frey 6; Comotto 6, Gamberini 5.5, Dainelli
5.5, Pasqual 5.5 (82’ Castillo s.v.); Montolivo 7.5, Donadel 5.5
(60’ Zanetti 5.5); Jovetic 5 (54’ Marchionni 6.5), Mutu 5, Vargas 6;
Gilardino 5.5. A disposizione: Avramov, Kroldrup, De Silvestri,
Gobbi. All. Prandelli 6
ARBITRO: Saccani 5.5
AMMONITI: Biava (G), Jovetic (F), Bocchetti (G)
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25/10/2009

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Cagliari-GENOA 3-2
Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=-cFbIvmgzRM
Una
sconfitta arrivata nel finale dopo aver condotto a lungo la partita.
Due dei tre gol degli avversari viziati da gravi errori dell’arbitro
Gava, che in qualche modo ha influito anche sulla terza rete perché
a quel punto il Genoa era in dieci per l’espulsione di Moretti.
Difficile incassare un risultato del genere, oltretutto in un
momento in cui tutto gira storto. La fortuna ha girato dalla parte
del Genoa solo per 45 minuti, i primi, quando una deviazione di
Dessena su tiro di Mesto ha dato il vantaggio ai rossoblù e
l’incrocio dei pali ha salvato Amelia da una punizione di
impressionante potenza di Conti. Di contro, l’infortunio di Juric,
che avrebbe fatto comodo nel marasma finale.Ma nella ripresa tutto o
quasi è andato storto. Prima il gol di Biondini, viziato da un
fuorigioco iniziale di Agostini e forse anche da quello dello stesso
autore della rete, primo ad avventarsi sul tiro di Dessena respinto
dal palo. Nel mezzo il raddoppio di Floccari, bravo a punire un
errore di Lopez in disimpegno, su azione travolgente di Palladino.
Ma poi è arrivato il pareggio, grazie a un rigore concesso per un
fallo di mano di Biava su tiro di Cossu. Il replay non solo non
cancella tutti i dubbi sul fatto che la deviazione sia avvenuta con
il braccio, tenuto aperto dal giocatore che era in coordinazione
precaria, ma conferma che da quella distanza e con quella velocità
di palla, propendere per la volontarietà era davvero difficile.
Invece l’arbitro ha fischiato, Moretti ha protestato e - poiché già
ammonito - è stato espulso. Squadra in dieci, arrabbiata e poco
lucida e Cagliari che ci crede: così è arrivato il gol-beffa di
Lazzari e con lui una sconfitta immeritata e che non ci voleva.
TABELLINO
Cagliari (4-3-1-2): Marchetti,
Canini, Lopez, Astori, Agostini, Dessena, Conti, Biondini, Cossu,
Matri, Nenè. (Lupatelli,Brkljaca, Barone, Parola, Lazzari, Matri,
Larrivey). All. Allegri.
Genoa (4-3-3): Amelia, Biava,
Moretti, Bocchetti, Sokratis, Milanetto, Juric, Rossi, Mesto,
Floccari, Palladino. (Russo, Esposito, Modesto, Zapater, Crespo,
Palacio, Sculli). All. Gasperini.
Arbitro: Gava di Conegliano
Veneto
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22/10/2009
Europa League

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Lille-GENOA 3-0
Il Genoa parte bene, ma non riesce a
concludere. Il Lille all’inizio tentenna, ma poi il suo attacco si
fa pericoloso a più riprese con Aubameyang e Obraniak che al 38’
segna il gol dell’1-0. Al 44’ Criscito esce per dolori alla coscia
infortunata. Al 46’ Palacio tenta la conclusione che potrebbe
portare al pareggio ma la palla è fuori. Nel secondo tempo non c’è
storia. Il Lille è padrone del campo e il Genoa non riesce mai
veramente a rendersi pericoloso. Segnano prima Vittek, tra i
migliori in campo, e poi il giovanissimo Hazard autore di un’azione
solitaria per tutto il campo. Al 35’ fallo fischiato in area a
Palacio, ma per i rossoblù doveva essere rigore
TABELLINO
Lille (4-3-3): Butelle, Vandam, Rami, Chedjou, Emerson; Mavuba;
Aubameyang, Balmont, Obraniak (Hazard 28 st), Cabaye (Beria 36’ st);
Vittek. In panchina: Landreau, Beria, Dumont, Gervinho, Souquet,
Hazard, Frau. All. Garcia
Genoa (3-4-3): Amelia, Esposito (Palladino 1’ st), Moretti,
Bocchetti; Rossi, Milanetto, Juric, Criscito (Sculli 44’ pt);
Palacio (Figueroa 17’ st), Floccari, Mesto. In panchina: Scarpi,
Tomovic, Sokratis, Zapater, Figueroa, Palladino, Sculli. All.
Gasperini
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17/10/2009

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GENOA-Inter 0-5
Highlights:
http://www.youtube.com/watch?v=WDsPPYivnRE
Cambiasso che in girata segna
grazie a una deviazione di Modesto. Al 12’ Balotelli fa una entrata
molto dura su Moretti e viene ammonito tra le proteste dei genoani
che chiedono l’espulsione. L’Inter preme e costruisce due occasioni
nitide per il raddoppio che Stankovic sbaglia.
Il Genoa sbanda. La difesa fatica a tenere gli avversari che fanno
girare la testa a Moretti e Biava, il centrocampo non filtra.
Davanti, Palladino cerca dribbling impossibili e Floccari non ha
spazi. Quando i rossoblù iniziano a trovare un pò di organizzazione
arriva il 2-0: Zanetti ruba palla a un ingenuo Zapater e serve
Balotelli che tutto solo incrocia nell’angolo lontano. Nel recupero
l’incredibile gol di Stankovic. Mentre si va al riposo Scarpi dalla
panchina trov ail modo di colpire Maicon e si becca il rosso.
Nel secondo tempo, Gasperini mette Crespo e Palacio ma la gara non
cambia più. Il Genoa in campo non c’è e l’Inter controlla senza
affanni. Su contropiede è letale e segna altri due gol con Vieira e
Maicon (in sospetto fuorigioco). La disfatta del Genoa è totale e le
menti più agili ricordano un lontano 0-5 contro l’Udinese di Zico
alla prima di campionato.
Per Mourinho segnali importanti da Balotelli e soprattutto da
Sneijder, imprendibile inventore di gioco.Senza l’attacco titolare e
senza Thiago Motta, l’Inter sfodera una gara travolgente e grazie a
uno Sneijder superlativo e a un Balotelli micidiale rifila cinque
gol al temuto Genoa nel suo Ferraris. I nerazzurri conquistano senza
fatica 3 punti d’oro nel giorno del pari tra Juventus e Fiorentina e
allungano per il momento sulla Sampdoria che oggi pomeriggio va a
casa della Lazio.
La vittoria dell’Inter è netta contro un avversario di cui Mourinho
non si fidava e che in casa aveva fatto tremare la Juventus. Il
trionfo interista è impreziosito dalla perla di Stankovic che chiude
i giochi nel recupero del primo tempo segnando da circa 50 metri con
un esterno destro il 3-0: merito del rinvio sbagliato di Amelia che
mette la palla sui piedi dell’avversario lasciando la porta
sguarnita.
Il 5-0, che dà grande morale ai nerazzurri in vista della sfida di
Champions’ di martedì con la Dinamo Kiev, è figlia di una
prestazione notevole, per ritmo, precisione e organizzazione, ma è
anche merito della serata da cancellare dei rossoblù; gli uomini di
Gasperini riescono a regalare il primo vantaggio con una autorete di
Modesto su girata di Cambiasso, e preparano poi per gli avversari
(errori di Zapater e Amelia) le altre due occasioni che demoliscono
sogni di rimonta e speranze di acciuffare la capolista, ora distante
sei punti.
Il Genoa aveva fatto un pensierino alla vittoria prima della gara.
Sia perché in trasferta l’Inter non aveva ancora brillato, vedi
Cagliari (vittoria di Milito) e Genova (sconfitta con la Sampdoria),
sia perché la vittoria a Bologna aveva mostrato una squadra
brillante nonostante fatica e infortuni. Proprio gli infortuni
(ultimo Karjha) hanno mostrato che le seconde linee non sono state
all’altezza dei titolari.
Gasperini aveva fatto una scelta prudente mettendo un quarto
difensore, Sokratis a centrocampo, ma non è servito. Mourinho, anche
lui alle prese con assenze importanti come Milito e Etòo, mette
Balotelli unica punta e dietro a lui Sneijder e Stankovic. Prima
della gara i capitani Milanetto e Zanetti lanciano la campagna
mondiale contro la povertà.
Il Genoa illude con una partenza veloce e una occasione per Floccari,
che arriva in ritardo di un niente davanti a Julio Cesar. Sul primo
ribaltamento di fronte arriva invece subito il gol del vantaggio
interista. Balotelli conquista una punizione, Maicon fa sponda a
Cambiasso che in girata segna grazie a una deviazione di Modesto. Al
12’ Balotelli fa una entrata molto dura su Moretti e viene ammonito
tra le proteste dei genoani che chiedono l’espulsione. L’Inter preme
e costruisce due occasioni nitide per il raddoppio che Stankovic
sbaglia.
Il Genoa sbanda. La difesa fatica a tenere gli avversari che fanno
girare la testa a Moretti e Biava, il centrocampo non filtra.
Davanti, Palladino cerca dribbling impossibili e Floccari non ha
spazi. Quando i rossoblù iniziano a trovare un pò di organizzazione
arriva il 2-0: Zanetti ruba palla a un ingenuo Zapater e serve
Balotelli che tutto solo incrocia nell’angolo lontano. Nel recupero
l’incredibile gol di Stankovic. Mentre si va al riposo Scarpi dalla
panchina trov ail modo di colpire Maicon e si becca il rosso.
Nel secondo tempo, Gasperini mette Crespo e Palacio ma la gara non
cambia più. Il Genoa in campo non c’è e l’Inter controlla senza
affanni. Su contropiede è letale e segna altri due gol con Vieira e
Maicon (in sospetto fuorigioco). La disfatta del Genoa è totale e le
menti più agili ricordano un lontano 0-5 contro l’Udinese di Zico
alla prima di campionato.
Per Mourinho segnali importanti da Balotelli e soprattutto da
Sneijder, imprendibile inventore di gioco.
TABELLINO
GENOA (3-4-3): Amelia; Biava,
Moretti, Bocchetti; Papastathopoulos (69' Tomovic), Zapater,
Milanetto, Modesto; Sculli (62' Palacio), Floccari (62' Crespo),
Palladino (a disp. Scarpi, Rossi, Esposito, Raggio Garibaldi). All.
Gian Piero Gasperini
INTER (4-3-2-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (77' Cordoba),
Chivu; Zanetti, Cambiasso (46' Vieira), Muntari; Sneijder (73'
Mancini) Stankovic; Balotelli (a disp. Toldo, Santon, Suazo,
Arnautovic). All. José Mourinho.
Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno
Ammoniti: 12' Balotell, 23' Modesto, 24' Samuel, 46' Muntari, 72'
Milanetto
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09/10/2009
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Assemblea dei soci
Giovedi 12 novembre, si terrà presso
il club l'assemblea straordinaria dei soci con all'ordine del giorno
le elezioni del consiglio direttivo.
Accorrete numerosi!
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04/10/2009

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Bologna-GENOA 1-3
Doveva essere la festa del Bologna per
i cento anni della società e invece alla fine è il Genoa a
sorridere. La squadra di Gasperini passa al Dall’Ara per 3-1,
lasciando i padroni di casa a sei punti.
Parte forte il Bologna (in campo con una maglia che riprende la
prima casacca indossata nel lontano 1909 con tanto di bottoncini,
colletto da camicia e taschino) che schiera la coppia d’attacco Di
Vaio-Zalayeta. L’ex attaccante di Juventus e Napoli dimostra
aggressività fin dai primi minuti mettendo in difficoltà la
retroguardia ligure.
Nel Genoa c’è il tridente Sculli-Floccari-Palladino, che alla prima
occasione incide sul match: è il 10’ quando Floccari viene lanciato
in area, intervento scomposto di Portanova e rigore per gli ospiti
tra le proteste del pubblico del Dall’Ara. Sul dischetto va Kharja
che non sbaglia. Il gol rimette in carreggiata il Genoa che alza il
baricentro e si rende pericoloso dalle parti di Viviano.
Il Bologna cerca di riorganizzarsi, ma al 35’ Sculli piazza il colpo
del 2-0. Bella azione di Palladino, sul cui tiro interviene Sculli
lasciato solo dalla colpevole difesa bolognese. Al rientro Zalayeta,
in mischia, calcia a botta sicura, ma centrale e così Amelia nega il
gol al Bologna. Al 7’ Gervasoni si dimostra troppo severo ammonendo
per la seconda volta Mesto per un tocco di mano, così il Genoa resta
in dieci.
Il neo entrato Osvaldo si fa vedere in un paio di occasioni ma è Di
Vaio che al 18’ fa sperare i suoi: l’attaccante, lanciato in
profondità, supera con un tocco sotto Amelia ma il pallone si stampa
incredibilmente sul palo. Sulla ribattuta Osvaldo calcia alto tra la
disperazione dei trentamila del Dall’Ara. Papadopulo si sbraccia in
panchina ma i suoi ragazzi, nonostante un ripresa tutta pressing,
riescono a segnare solo su calcio di rigore al 40’ con Di Vaio. Il
penalty è concesso da Gervasoni per un fallo di Tomovic su Tedesco.
Il Bologna a questo punto ci crede, ma al 45’ ci pensa Zapater, in
contropiede, a mettere una pietra tombale sulla partita.
TABELLINO
Bologna (4-4-2): Viviano, Raggi, Portanova, Britos, Lanna, Vigiani
(Osvaldo 10’ st), Mingazzini (Valiani 25’ st), Guana (Mudingayi 30’
st), Tedesco, Di Vaio, Zalayeta. In panchina: Colombo, Zenoni, Moras,
Mudingayi, Valiani, Adailton, Osvaldo. All. Papadopulo
Genoa (3-4-3): Amelia, Esposito, Moretti, Bocchetti, Mesto, Kharja,
Milanetto, Modesto, Sculli (Tomovic 25’ st), Floccari (Zapater al
17’ st), Palladino (Palacio 5’ st). In panchina: Scarpi, Tomovic,
Grea, Zapater, Palacio, Crespo, Figueroa. All. Gasperini
Arbitro: Gervasoni di Mantova
Gol: Kharja (G) al 10’ su rigore, 35’ Sculli (G), Di Vaio 40’ st
(B), Zapater 45’ (G)
Ammoniti: Lanna (B), Tedesco (B), Mesto (G), Guana (B)
Espulso: Mesto (G)
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01/10/2009
Europa League

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Valencia-GENOA 3-2
Un Genoa meno brillante del solito non riesce nell'impresa di
espugnare il Mestalla e deve inchinarsi al Valencia. Villa e
compagni portano infatti a casa una vittoria fondamentale per il
discorso qualificazione. Per i rossoblù il rammarico di aver fatto a
meno di qualche uomo importante e la consapevolezza che è durissima
portare avanti due competizioni importanti come campionato e Europa
League.
Emery a sorpresa rinuncia a David Villa e si affida in avanti a
Nikola Zigic con David Silva e Mata pronti all'inserimento sia dalle
fasce che per vie centrali. A centrocampo le chiavi del gioco sono
affidate all'argentino Banega. Nel Genoa a differenza di quanto
prospettato all'inizio fuori Crespo e dentro Floccari con Tomovic e
Modesto ad agire sulle fasce mentre Palladino e Mesto operano ai
lati dell'unica punta.
Pronti via ed è subito Valencia. La formazione entra meglio in
campo, il Genoa sembra impaurito e Mata al 4' da ottima posizione a
tu per tu con Amelia mette clamorosamente al lato. La pressione
della squadra di Emery si fa sempre più pesante e nel giro di 5' tra
l'11' ed il 16' è Silva a redensi pericoloso in due occasioni, nella
seconda in particolare il centrocampista spagnolo sfiora la rete con
una bella conclusione da fuori sulla quale Amelia resta immobile. Il
Genoa fa grande fatica ad imporsi ma al 42' quando ormai il primo
tempo sembra destinato a concludersi in parità una zampata di
Floccari regala un vantaggio che arriva un po' a sorpresa.
L'attaccante ex Atalanta è bravissimo in spaccata a trovare la rete
sul filo del fuorigioco.
Nella ripresa è subito super-Valencia. La squadra iberica impone
ritmi e gioco e al 51' Silva servito da Banega mette alle spalle di
Amelia. 1' dopo ancora Banega è bravissimo ma la sua conclusione
finisce di poco alta sulla traversa. Al 55' la rete di Zigic: il
lungo attaccante serbo approfitta di un grande assist di Mata e
tutto solo realizza il 2-1. E' un momento terribile per il Genoa che
sembra vicino a capitolare, ma al 63' Papastathopoulos s'invola
verso l'area avversaria e viene abbattuto da Mathieu, rigore
indiscutibile. Dal dischetto Kharja sigla la rete del 2-2. Quando la
gara sembra entrata in una fase di stanca ecco il guizzo di David
Villa che si procura un calcio di rigore e lo realizza con
freddezza. E' la rete che piega le gambe al Genoa e che decide
l'incontro. Finisce 3-2 con il Valencia che nel finale sciupa
diverse occasioni per il 4-2.
Entra David Villa e il Valencia mette il turbo. L'attaccante
spagnolo è di un'altra categoria e si vede. Si procura il rigore, lo
realizza e tenta almeno altre tre sortite. Che giocatore!
La rete di Floccari è figlia di una giocata da grande attaccante.
L'ex atalantino si era visto poco nel primo tempo ma alla prima
palla buona in spaccata ha siglato la rete dell'1-0. Rapace.
Villa e Silva si dimostrano giocatori sopra la media. Nel Valencia
bene Banega e sempre insidioso Mata ma la difesa è da brividi. Il
Genoa è lontano parente di quello che siamo abituati a vedere. Male
Palladino che ha l'attenuante del rientro dopo tanto tempo, Mesto e
Modesto questa volta non cambiano marcia.
IL TABELLINO
VALENCIA-GENOA 3-2
MARCATORI: 42' Floccari (G), 51' Silva (V), 54' Zigic (S), 63' rig.
Kharja (G), 81' rig. Villa (V)
Valencia (4-2-3-1): César 6; Miguel 6,5, David Navarro 5,5, Dealbert
5, Mathieu 5; Pablo 6 (78' Joaquin 6), Albelda 5,5 (78' Maduro
s.v.), Banega 6,5, Mata 6,5; Silva 7, Zigic 6,5 (64' Villa 7,5). A
disposizione: Moya, Bruno, Miku, Michel Allenatore Emery 7
Genoa CFC (3-4-3): Amelia 6; Papastathopoulos 6 (74' Milanetto
s.v.), Moretti 5,5, Bocchetti 5,5, Tomovic 5 (57' Sculli 6); Zapater
5, Kharja 6, Modesto 5,5 (58' Esposito 5), Mesto 6; Floccari 6,5,
Palladino 5. A disposizione: Scarpi, Palacio. Allenatore: Gasperini
5,5
ARBITRO: Cakir 7
AMMONITI: Moretti (G), Mesto (G), Esposito (G), Banega (V)
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27/09/2009
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Udinese-GENOA 2-0
Una sconfitta che brucia per il Genoa,
che subisce gol quando la partita sembrava avviata verso il
pareggio, con un’azione molto bella del tandem Sanchez-Di Natale,
aiutato da un’ingenuità di Mesto e Moretti che si sono fatti
infilare da Di Natale in fase di impostazione, trenta metri prima.
Fino a quel momento, pur senza brillare come in altre occasioni,
erano stati i rossoblù a fare qualcosa in più per vincere
l’incontro, anche se le occasioni da rete non sono state molte. C’è
anche da dire che sullo 0-0 su un cross di Mesto, Domizzi ha colpito
la palla con la mano dentro l’area, ma l’arbitro e soprattutto il
suo collaboratore di destra hanno giudicato appena fuori
l’intervento .Gasperini non cerca scuse.
«Abbiamo fatto una buona partita, almeno fino all’1-0. Avevamo anche
da recriminare, il risultato poteva essere a nostro favore. C’è
stata un po’ di fatica nel finale, ma prima potevamo segnare, a
lunghi tratti abbiamo fatto un’ottima partita, non siamo stati
precisi nel concretizzare». Così Gianpiero Gasperini dopo la
sconfitta del Genoa a Udine. «Lo stadio di Marassi, l’ambiente, è
motivante per noi ma anche gli avversari - sottolinea il tecnico
parlando delle difficoltà dei rossoblù in trasferta -. Giocare la
domenica dopo il giovedì sera, dopo partite molto intense e
importanti, fa sì che non sempre riusciamo ad avere la stessa
intensità. Abbiamo fatto indubbiamente bene, seppure con qualche
fatica. Con più lucidità avremmo potuto andare in vantaggio. Non è
facile interpretare bene la gara a Udine. Giocare domenica dopo il
giovedì non è facile, e non è facile fare turn over. Dipende anche
dall’intensità delle gare che si giocano. La gara con la Juve ci ha
lasciato qualche strascico, non era facile recuperare, ma
globalmente anche a Udine abbiamo fatto bene. In trasferta è un
momento un pò così, ma la classifica è buona - conclude Gasperini -,
ho l’impressione che questi impegni ravvicinati dobbiamo gestirli
bene, dobbiamo pensare partita per partita».
TABELLINO
UDINESE (4-4-2): Handanovic,
Basta, Coda, Domizzi, Lukovic, Sanchez, Inler, D'Agostino, Pepe (46'
st Sammarco), Floro Flores (43' st Corradi), Di Natale (38' st Lodi)
(6 Belardi, 19 Felipe, 2 Zapata, 26 Pasquale). All: Marino
GENOA(3-4-3): Amelia, Biava (38' pt Esposito), Moretti, Bocchetti,
Mesto, Zapater, Milanetto, Criscito (34' pt Modesto), Palacio (17'
st Palladino), Crespo, Sculli (73 Scarpi, 15 Sokratis, 5 Kharja, 30
Figueroa). All: Gasperini
Arbitro: Trefoloni di Siena
Marcatori: 36' st Di Natale, 43' st Pepe
Ammoniti: Pepe e Mesto per gioco falloso, Domizzi e Floro Flores per
proteste.
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24/09/2009

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GENOA-Juventus 2-2
GENOVA - Finisce 2-2 il posticipo del
giovedì tra Genoa e Juventus dopo una gara spettacolare. I padroni
casa di tornano a fare una bella figura dopo la deludente sconfitta
contro il Chievo di domenica scorsa e i bianconeri pareggiano per la
prima volta in questo campionato dopo quattro vittorie consecutive.
Ferrara come previsto sceglie di lasciare in panchina Giovinco e
opta per Mauro Camoranesi nel ruolo di trequartista. Anche se
l’italo-argentino occupa la posizione in campo tra le due linee,
spesse volte scende a coprire anche sulla fascia destra da ala pura.
Gasperini per l’inizio preferisce un Floccari, autore di una prova
opaca, a Crespo che entrato nella ripresa si dimostrerà decisivo per
i rossoblu.
Dopo i primissimi minuti nei quali le squadre si studiano, i
bianconeri trovano il gol del vantaggio al sesto grazie al solito
Vincenzo Iaquinta. Il gol è frutto di un’azione corale degli ospiti;
Marchisio defilato sulla sinistra mette al centro un cross radente
per Camoranesi che fa velo e favorisce l’intervento di Iaquinta
accorrente alle sue spalle. Il calabrese non ci pensa su due volte e
da fuori area incrocia di destro sul secondo palo dove Amelia non
può arrivare. Il Genoa non crolla psicologicamente e si rende
pericoloso poco dopo con Mesto servito splendidamente da Milanetto,
ma la sua conclusione viene ribattuta in scivolata da Grygera.
La Juventus è pericolosa su calcio da fermo e il brasiliano Amauri
per due volte ha sulla testa la palla del 2-0 che in entrambe le
occasioni spreca malamente. Al 31′ arriva il pareggio dei grifoni
grazie ad un gran gol di testa di Mesto che, da centravanti puro, si
inserisce in area anticipando i difensori bianconeri e incrocia sul
primo palo lasciando Buffon fuori causa. A fine primo tempo i
bianconeri hanno una grande occasioni sul vertice destro dell’area
di rigore con Marchisio che si libera in area e avrebbe lo spazio
per calciare a rete, ma scivola nel momento decisivo favorendo il
lesto recupero di Bocchetti e Zapater.
Nella ripresa Gasperini capisce che qualcosa in avanti non va e
manda in campo Hernan Crespo al posto di Floccari. Partono meglio i
grifoni, ma la grande occasione capita ancora sui piedi di Iaquinta;
l’attaccante bianconero parte sul limite del fuorigioco, si ritrova
da solo in area di fronte ad Amelia, e dopo aver stoppato la palla
temporeggia troppo e spreca la grande occasione da gol. Gasperini
inserisce Papastathopoulos per dare maggiore fisicità alla difesa
mandandolo in campo al posto di Modesto. Al 28′ minuto c’è
l’episodio incriminato della partita; Grosso batte una punizione sul
vertice sinistro dell’area di rigore e pesca al centro Iaquinta che
di testa batte Amelia. Il guardalinee sbandiera e l’arbitro annulla,
ma la posizione dello juventino era regolare.
Passano appena due minuti dal gol annullato a Iaquinta ed Hernan
Crespo tira fuori dal cilindro un grandissimo gol che porta in
vantaggio i grifoni. Mesto vola sulla destra, mette al centro un
cross perfetto e l’attaccante argentino da vero fuoriclasse
dell’area di rigore, spinge in rete sul primo palo anticipando
Legrottaglie e Buffon. A questo punto Ferrara manda in campo prima
Giovinco al posto di Marchisio, uscito per problemi fisici, e David
Trezeguet al posto di Amauri autore di una prova mediocre. Al 39′
minuto Chiellini in sforbiciata mette ancora il pallone in rete, ma
la terna arbitrale, questa volta giustamente, annulla il gol ai
bianconeri per fuorigioco.
Dopo pochi minuti arriva il gol del 2-2 per la Juventus a firma del
neo entrato Trezeguet su calcio piazzato, il francese da attaccante
di scorta mette a segno la seconda marcatura stagionale. Grosso
batte un altro ottimo calcio di punizione dalla trequarti e il
francese sfrutta una torre di Chiellini per schiacciare da pochi
centimetri il pallone in porta. La Juventus avrebbe un’altra
occasione sempre su calcio piazzato a tempo scaduto ma Grosso questa
volta sceglie di non crossare in mezzo e di appoggiare il pallone a
Poulsen che sciupa l’ultima occasione utile. Il Genoa gioca una
partita maschia e porta a casa un punto meritato, mentre i
bianconeri, anche se con l’amaro in bocca, possono sorridere per un
punto importante conquistato su un campo molto difficile.
TABELLINO
Marcatori: 6′
pt Iaquinta, 31′ pt Mesto, 29′ st Crespo, 41′ Trezeguet
GENOA (3-4-3):
Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Zapater, Milanetto (22′ st
Kharja), Modesto (17′ st Papastathopoulos); Sculli, Floccari (1′ st
Crespo), Mesto. Allenatore: Gasperini.
JUVENTUS
(4-4-2): Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso;
Camoranesi, Felipe Melo, Marchisio (32′ st Giovinco), Poulsen;
Amauri (37′ st Trezeguet), Iaquinta. Allenatore: Ferrara.
Arbitro:
Saccani di Mantova.
Ammoniti:
Bocchetti, Melo, Rossi
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20/09/2009
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Chievo-GENOA 3-1
Verona - Spettacolo allo Stadio
Bentegodi tra Chievo e Genoa con la formazione gialloblu che
strapazza i liguri, stanchi dall’impegno di Europa League contro lo
Slavia Praga, e vince la sua seconda partita stagionale. Gasperini
opta per il turnover lasciando a riposo Moretti, Zapater e Rossi
sostituiti da Tomovic, Kharja e Fatic, mentre il suo collega Di
Carlo dispone delle formazione titolare anche grazie al recupero
dell’ultima ora di Sergio Pellissier. La partita incomincia subito
in salita per i rossoblu quando Bogdani cade in area per una
presunta spinta di Biava; l’arbitro Rocchi fischia il rigore e
ammonisce il difensore genoano.
Sul dischetto va il centrocampista Michele Marcolini che spiazza il
portiere avversario e porta in vantaggio la sua squadra. Dopo appena
due minuti arriva il raddoppio dei clivensi grazie a Bogdani che
realizza sotto misura un traversone basso di Luciano. Al 22′ minuto
ci sono grosse proteste dei rossoblu che chiedono un calcio di
rigore per fallo di mano di Morero che con un braccio devia un tiro
di Bocchetti da fuori area, l’arbitro Rocchi lascia proseguire.
All’inizio della ripresa Gasperini prova a correre ai ripari
inserendo Sculli per Fatic e Rossi per Tomovic.
Al 3′ minuto grande occasione ancora per i padroni di casa grazie ad
una combinazione tra Pinzi e Pellissier; l’attaccante lancia in area
per il laterale ex Udinese che viene anticipato da Amelia che non
trattiene in pallone e favorisce Rigoni fermato da un provvidenziale
rientro di Bocchetti che spazza via il pallone. Al 10′ si rivede il
Genoa in avanti con una conclusione di Sculli bloccata centralmente
da Sorrentino. Al 11′ terzo ed ultimo cambio ancora per i rossoblu
con inseriscono anche Raffaele Palladino al posto di Palacio per
tentare di cambiare volto alla partita.
Il Genoa non sembra comunque avere la forza di cambiare marcia, e ci
riesce solo grazie ad un provvidenziale errore di Yepes che colpisce
la palla di mano in area e fa assegnare un calcio di rigore agli
ospiti: Floccari realizza e accorcia le distanze. Al 29′ minuto
grossa occasione per il Genoa con una conclusione ancora una volta
di Bocchetti deviata in angolo con la coscia da Pinzi. Dopo appena
tre minuti, dal possibile gol del pareggio si passa a quello del
k.o. finale per i ragazzi di Gasperini che subiscono il terzo gol
della giornata ad opera di Sergio Pellissier che sfrutta lo
splendido ponte aereo di Granoche e sotto misura di testa mette in
rete.
A questo punto sembra davvero finita anche se il Genoa avrebbe
l’occasione di accorciare nuovamente le distanze ancora su rigore,
il terzo della giornata, ma Floccari questa volta si lascia
ipnotizzare da Sorrentino e sciupa l’occasione. La partita finisce
3-1 e il Chievo si mette in tasca tre punti meritati.
TABELLINO
MARCATORI: 5′pt Marcolini (rig), 7′pt Bogdani; 20’st Floccari (rig);
31’st Pellissier
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 7; Frey 6.5, Morero 6, Yepes 7,
Mantovani 6.5; Luciano 6, Rigoni 6.5, Marcolini 6.5(25’st
Bentivoglio 6); Pinzi 6.5; Bogdani 6.5 (18’st Granoche 6),
Pellissier 6.5 (34’st Ariatti 6). In panchina: Squizzi, Mandelli,
Sardo, Abbruscato. All.: Di Carlo
GENOA (3-4-3): Amelia 6.5; Papastathopoulos 5.5, Biava 5.5,
Bocchetti 6; Tomovic 5 (1’st Rossi 6), Milanetto 5.5, Kharja 5,
Fatic 5 (1’st Sculli 6); Mesto 6, Floccari 6, Palacio 5.5 (11’st
Palladino 6). (Scarpi, Esposito, Modesto, Crespo). All.: Gasperini
ARBITRO: Rocchi di Firenze
NOTE: Ammoniti: Biava, Tomovic, Kharja, Pinzi, Yepes. Al 47’st
Sorrentino para un rigore a Floccari. Angoli: 8-2 per il Genoa.
Recuperi: 2′; 4′.
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17/09/2009
Europa League
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GENOA-Slavia Praga 2-0
GENOVA - Partenza senza esitazioni
del Genoa nella prima partita della fase a gironi dell’Europa
League. Gasperini mette dentro Palacio per Mesto, Tomovic al posto
di Sokratis. Dentro Criscito e Rossi sulle ali, Zapater e Kharja a
centro campo con Crespo punta. Il risultato finale dà ragione al
lavoro rossoblù: vittoria e testa del girone.
Cinque minuti e proprio Zapater ricorda al mondo di essere l’uomo
delle punizioni. Tira una bomba da fuori area, leggermente sulla
sinistra. Traiettoria potente e a girare per l’esplosione del
Ferraris (20 mila persone sugli spalti). È uno straordinario bis al
gol segnato contro la Roma e i compagni lo abbracciano
dimostrandogli un’enorme gratitudine.
Gasperini non si rasserena e continua a dare disposizione ai
rossoblù. Anche perché i cechi dello Slavia Praga ci sono, impegnano
un paio di volte Amelia (sempre pronto) e sfruttano gli errori dei
padroni di casa. Nel momento di maggiore sofferenza, prima ci prova
Crespo, poi conclude Sculli al volo dall’area piccola su traversone
di Palacio (39’ pt). È la miglior combinazione che potesse capitare
ai Grifoni: gol a inizio e a fine primo tempo.Si va alla ripresa. Il
Genoa parte bene e cerca subito di chiudere la partita. Crespo
sfiora l’aggancio, al decimo, su suggerimento di Palacio. Sugli
sviluppi, corner di Moretti verso Zapater: traversa del difensore.
Ma lo Slavia non molla e prova più volte ad accorciare le distanze:
a dire il vero, la difesa rossoblù non soffre più di tanto e Amelia
respinge con sicurezza su due corner.Gasperini manda dentro Figueroa
per Crespo, Milanetto per Karhja e Mesto per Zapater. Si va verso il
finale con lo Slavia che cerca nel finale il gol, salva Amelia in
uscitaTre di recupero e Sculli crea una occasionissima sull’azione
Milanetto Sculli Palacio con palla in corner.Alla vittoria si unisce
la buona notizia del pari tra le rivali del Valencia (prossima
avversaria in Spagnia) e Lille: 1-1TABELLINO
TABELLINO
MARCATORI: 4' Zapater (G), 32'
Sculli (G).
GENOA: Amelia; Tomovic, Moretti, Bocchetti; Rossi, Kharja (dal 36′
s. t. Milanetto sv), Zapater (dal 38′ s. t. Mesto), Criscito; Sculli,
Crespo (dal 37′ s. t. Figueroa), Palacio. All.: Gasperini.
SLAVIA PRAGA: Vaniak; Krajcik, Suchy, Vomacka, Celustka; Vasiljevic
(dal 34′ s. t. Graicjar), Ragued, Janda, Belaid (dal 26′ s. t.
Volesak), Hlousek; Senkerik (dal 1′ s. t. Naumov). All.: Jarolim.
ARBITRO: Moreira de Sousa (Portogallo).
Ammoniti: nessuno
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13/09/2009

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GENOA-Napoli 4-1
GENOVA - Giornata decisamente da
dimenticare per gli arbitri della serie A. Dopo l’incomprensibile
decisione di Gervasoni che di fatto ha impedito alla Lazio di
realizzare un goal validissimo contro la Juventus, nel posticipo del
sabato, tocca a Tagliavento combinarne di tutti i colori. L’arbitro
di Terni scontenta sia Genoa che Napoli, macchiando una partita
giocata a viso aperto dalle due formazioni. Ad uscirne largamente
vittorioso è il Genoa di Gasperini, ormai una realtà consolidata del
nostro campionato. Da rivedere il Napoli di Donadoni che, pur non
meritando l’ampio passivo, ha mostrato limiti di personalità nei
momenti cruciali dell’incontro.
Nella prima mezz’ora di gioco ci provano ambedue le squadre in tre o
quattro occasioni a sbloccare il risultato. Dopo quasi 30 minuti
arriva il primo rosso della partita: Criscito viene ammonito per
fallo su Quagliarella, manda a quel paese l’arbitro da molti metri
di distanza, ma Tagliavento è inflessibile. Rosso e Genoa in dieci.
Ci mette poco il Napoli a passare in vantaggio grazie al solito
Hamsik che realizza un gran goal su assist di Quagliarella. Ma il
Genoa trova subito il pari con Floccari su rigore (molto generoso)
fischiato per presunto fallo di Campagnaro su Sculli. L’argentino
viene anche espulso per doppia ammonizioni, decisione che
ristabilisce la parità numerica.All’inizio del secondo tempo
Gasperini fa entrare Palacio al posto di Sculli. Contini viene
graziato da Tagliavento che gli risparmia il secondo giallo, pochi
minuti dopo Mesto trova un eurogoal da lunga distanza. Donadoni
prova a mescolare le carte e fa uscire Pià e Cigarini per Lavezzi e
Gargano. In casa rossoblu Crespo subentra Floccari ed è proprio il
bomber argentino a siglare il 3-1 colpendo il pallone con un preciso
interno destro che finisce dritto all’angolino superando De Sanctis.
Nei secondi finali Aronica commette fallo da rigore su Palacio e
Kharja trasforma per il definitivo 4-1. Tagliavento mette la
ciliegina sulla torta alla partita non concedendo nemmeno un minuto
di recupero.
TABELLINO
MARCATORI: Hamsik (N) al 42’ p.t., Floccari (G) su rigore al 51’
p.t., Mesto (G) al 10’ , Kharja (G) al 41’ s.t.
GENOA (3-4-3): Amelia; Biava, Moretti, Papastathopoulos; Rossi,
Milanetto (dal 32’ s.t. Kharja), Zapater, Criscito; Mesto, Floccari
(dal 13’ s.t. Crespo), Sculli (dal 1’ s.t. Palacio). (Scarpi,
Tomovic, Esposito, Fatic.). ALLENATORE: Gasperini
NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Contini; Maggio,
Pazienza, Cigarini (dal 13’ s.t. Gargano), Hamsik, Aronica;
Quagliarella, Pià (dal 13’ s.t. Lavezzi).(Iezzo, Grava, Rinaudo,
Bogliacino, Hoffer). ALLENATORE: Donadoni
ARBITRO: Tagliavento di Terni
NOTE - Spettatori paganti 7.945, incasso di 196.007 euro. Ammoniti
Contini, Cannavaro, Maggio per gioco scorretto. Espulsi Criscito
(rosso diretto) al 28’ p.t. per proteste, Campagnaro al 50’ p.t. per
doppia ammonizione, sempre per gioco scorretto, Aronica al 41’ s.t.
(rosso diretto) per fallo in chiara occasione da gol. Angoli 4-4.
Recuperi: 7’ p.t., 0’ s.t.
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08/09/2009
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GENOA
- Slavia Praga
Presso il club è aperta la raccolta
degli abbonamenti per la prelazione di coppa e per i biglietti di
domenica sera per la partita Genoa-Napoli.. Prezzi del
miniabbonamenti sul sito della società:
www.genoacfc.it
Gli abbonamenti saranno
riconsegnati da venerdì 11/08 orario 18-20
Forza Genoa |
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30/08/2009
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Atalanta-GENOA 0-1
Bergamo - Un gol di Moretti a fine
primo tempo decide a favore del Genoa la sfida dell'"Atleti Azzurri
d'Italia" contro l'Atalanta. Vittoria di misura per il Grifone, che
resta con Lazio, Juve e Samp nel gruppetto di testa a punteggio
pieno mentre i nerazzurri sono ancora alla ricerca dei primi punti
stagionali. Gregucci si affida a Barreto e Guarente in mezzo al
campo, Padoin e Valdes larghi e Doni a supporto di Acquafresca,
Gasperini risponde con il tridente formato da Palacio, Figueroa e
Mesto, con Rossi e Fatic sulle fasce e Zapater e Milanetto centrali.
Il Genoa parte bene, controllando la gara senza grossi patemi, ma
col passare dei minuti i nerazzurri crescono anche se poi il primo
pericolo, al 24', arriva per Consigli, con una carambola su Figueroa
che quasi beffa il portiere. La risposta atalantina e' in una bella
girata al 41' di Acquafresca che costringe Amelia alla parata in due
tempi ma quattro minuti dopo arriva il vantaggio rossoblu' con
Moretti, che su calcio d'angolo trova l'incornata vincente. Nella
ripresa, dopo pochi minuti, Gasperini inserisce Sculli per Figueroa
ma al 9' e' l'Atalanta ad andare vicina al pari, con Guarente che
spara alto da ottima posizione. Il Genoa regge, al 19' tocca a
Sculli andare vicinissimo al 2-0 ma sul cross di Mesto l'attaccante
calabrese manca di un soffio la deviazione vincente. Gregucci butta
dentro anche Tiribocchi per Valdes, il Genoa risponde con
Papasthatopoulos per Palacio ma la spinta dei nerazzurri va piano
piano perdendo d'intensita' e per i rossoblu' e' facile controllare
la gara con Fatic che alla mezz'ora sfiora ancora il gol
direttamente su punizione. Nel finale comincia anche ad affiorare la
stanchezza, Rossi fallisce l'ennesima occasione ma poco importa, per
l'undici di Gasperini arriva la seconda vittoria.
TABELLINO
ATALANTA: Consigli, Garics,
Talamonti, Manfredini, Bellini, Padoin, Barreto, Guarente (30′ st
Caserta), Valdes (14′ st Tiribocchi), Doni, Acquafresca. Al.:
Gregucci
GENOA: Amelia, Tomovic, Moretti,
Criscito, Rossi, Zapater (19′ st Biava, Milanetto, Fatic, Mesto,
Figueroa (7′ st Sculli), Palacio (27′ st Papasthopoulos). All.:
Gasperini
Arbitro: Saccani di Mantova
Marcatori: 5′ pt Moretti.
Ammoniti: Barreto, Tomovic, Mesto; Doni, Manfredini
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27/08/2009
Europa League

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Odense-GENOA 1-1
Odense -Al Genoa basta un 1-1
conquistato sul campo dell'Odense per superare il quarto turno
preliminare di Europa League e accedere alla fase a giorni. Gli
uomini di Gasperini possono brindare al ritorno del Grifone in
Europa dopo 17 anni in virtu' del 3-1 con cui avevano vinto la gara
d'andata. Gasperini al via del match deve rinunciare a Crespo, out
per un problema ai flessori, al suo posto Figueroa. In un avvio che
vede il forfait anche di Juric dopo un quarto d'ora (fuori dopo uno
scontro di gioco, al suo posto Milanetto) Djemba Djemba
impensierisce il Genoa ma poi e' Figueroa che si libera al limite e
calcia con l'esterno sinistro con palla al lato. Col passare dei
minuti i padroni di casa avanzano e si rendono insidiosi soprattutto
nelle ripartenze. Al 20' ci prova Ruud, con la palla deviata in
corner da Criscito. Al 37' pero' il Genoa torna a impensierire il
portiere avversario con Omar Milanetto che colpisce il palo.
In pieno recupero arriva il gol del vantaggio dei danesi: calcio
d'angolo per i padroni di casa, in area salta anche Figueroa che
dopo una deviazione di Andreasen devia involontariamente il pallone
nella propria porta. Nella ripresa il Genoa scende in campo piu'
tonico: Figueroa, lanciato in contropiede, viene anticipato di un
soffio da Carrol e all'8' arriva il pareggio dei liguri: Criscito
riceve palla sulla sinistra, entra in area e scaglia un sinistro
imparabile per il portiere dell'Odense. Al 21' Demba Nyren si libera
bene al limite dell'area ma il suo tiro ha potenza senza precisione.
La risposta degli uomini di Gasperini arriva con Mesto che alla
mezz'ora si vede deviare in angolo una conclusione giunta al termine
di un'azione di contropiede. Nel finale del match c'e' spazio
soltanto per un colpo di testa di Sculli finito fuori.
TABELLINO
ODENSE (4-4-2): 30 Carroll 2
Ruud 3 Håland 4 (81' 14 Hansen) Andreasen 5 Christensen 11
Absalonsen 15 C. Sørensen 17 Caca 19 Djemba-Djemba 21 Gislason 22
Demba-Nyrén (76' 6 Helveg) (a disp.: 1 Lindegaard 8 Hansen 10
Runström 13 Nielsen 25 Feldballe). All. Lars Olsen
GENOA (3-4-3): 32 Amelia; 4 Criscito 25 Biava 15 Papastathopoulos; 7
Rossi 30 Zapater 28 Juric (14' 77 Milanetto) 24 Moretti; 14 Sculli
30 Figueroa (83' 5Kharja) 20 Mesto (78' 8 Palacio) (a disp. 73
Scarpi 16 Esposito 23 Modesto 40 Tomovic). All. Gasperini
Arbitro: Kuipers (Olanda)
Marcatori: 45' Figueroa aut. (O)., 53' Criscito (G).
Ammoniti: 11' Djemba Djemba (O), 39' Caca' (O), 45' Biava (G), 77'
Papastathopoulos (G)
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23/08/2009

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GENOA-Roma 3-2
Genova - La prima di campionato
mette di fronte il Genoa, squadra rivelazione della scorsa stagione,
e la Roma, formazione alla ricerca di riscatto dopo la mancata
qualificazione in Champions League. L’incontro del Marassi regala
spettacolo e non deve ingannare il primo tempo senza reti, la
partita è frizzante e la ripresa lo prova ampiamente. Nella seconda
frazione i gol sono ben 5, i rossoblu ne fanno uno di più dei
giallorossi e confermano il loro valore nonostante le partenze
importanti di Milito e Tiago Motta.
Fin dal primo minuto è la squadra di casa a prendere in mano il
pallino del gioco, i ragazzi di Gasperini mettono in mostra una
grande condizione e il gioco è quello solito di marca genoana. La
Roma si difende come può, ottimo l’esordio da romanista di Burdisso,
e riesce a ribattere rendendosi pericolosa. Gli uomini di Spalletti
potrebbero anche andare a riposo in vantaggio se solo capitan Totti,
a tu per tu con Amelia, non sprecasse una clamorosa palla gol. Il
limite principale degli ospiti risiede nella manovra che risulta
spesso troppo macchinosa.
Il Genoa si presenta in campo con Criscito e Palacio al posto di
Mesto e Modesto. E’ proprio il difensore napoletano a siglare la
rete del vantaggio traendo il massimo profitto dal primo pallone che
tocca. La Roma non si deprime e trova il pareggio dopo soli cinque
minuti, l’autore è il brasiliano Taddei, svelta ribattuta di testa.
Il gol non sembra piegare le gambe ai grifoni che continuano ad
attaccare con convinzione grazie soprattutto ad un gioco sulle fasce
molto efficace. A passare però è ancora la Roma con Francesco Totti,
il capitano si inventa un esterno per correggere un tiro di Guberti
destinato a finire sul fondo, Amelia è sorpreso e non può evitare al
pallone di entrare in rete.
I padroni di casa però non ci stanno a lasciare l’intera posta in
palio agli avversari e reagiscono con decisione. Il pareggio porta
la firma del nuovo acquisto Zapater, splendido il suo calcio di
punizione dal limite. Il gol da tre punti lo segna invece il
centrale Biava lesto quanto basta a sfruttare una ribattuta di
Arthur su tiro al volo di Sculli. Spalletti prova a cambiare le
sorti dell’incontro inserendo Brighi, Riise e Cerci, ma la sua
squadra non sembra riuscire a trovare le idee giuste, così il Genoa
può concludere senza affanni la partita e conquistare i primi tre
punti di questa nuova stagione.
Troppo poco quello che ha messo in mostra la Roma, la squadra di
Spalletti dovrà lavorare ancora molto per riuscire a raggiungere un
livello consono alle aspettative di una piazza sempre molto
esigente. D’altra parte Gasperini può dormire sonni tranquilli, la
sua creatura non ha perso le ottime doti messe in mostra l’anno
scorso, le partenze eccellenti che hanno contraddistinto il mercato
genoano non sembrano aver cambiato la sostanza della squadra. I
tifosi rossoblu possono sognare, l’anno appena iniziato può
regalargli ancora nuove gioie.
TABELLINO
GENOA-ROMA 3-2 (0-0)
MARCATORI: Criscito (G) al 4′ s.t., Taddei (R) al 9′ s.t., Totti (R)
al 19′ s.t., Zapater (G) al 24′ s.t., Biava (G) al 38′ s.t.
GENOA: Amelia; Papastathopoulos, Biava, Moretti; Rossi, Zapater,
Juric, Modesto (1’st Palacio); Mesto (1’st Criscito), Crespo (25’st
Figueroa), Sculli. All.: Gasperini.
ROMA: Artur; Motta, Burdisso, Andreolli (31’st Riise), Cassetti; De
Rossi, Pizarro; Guberti (30’st Cerci), Menez, Taddei (25’st Brighi);
Totti. All.: Spalletti.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno.
NOTE: spettatori 40.000 circa. Ammoniti: Modesto, Zapater, Moretti,
Andreolli, Biava, Cassetti, Palacio.
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20/08/2009
Europa League

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GENOA-Odense 3-1
Genova - Dopo diciassette anni il
Genoa torna a respirare aria d'Europa. L'ultima volta di fronte
c'era l' Ajax; tutt'altra musica stavolta, si ricomincia dal basso:
c'è da superare l'Odense, rognosa compagine danese che qualche anno
fa conobbe il suo momento di gloria quando eliminò il Real Madrid
dalla Coppa Uefa.
Gasperini presenta il solito 3-4-3; Crespo non è pronto e al centro
del tridente c'è Figueroa, con Palacio e Sculli ai lati.
Solo nove minuti e Marassi può esplodere. Daniele Moretti si
presenta alla platea rossoblù con un'incursione in area che
costringe il difensore Sorensen all'autorete. Lungi dall'abbatersi,
idanesi si riversano in avanti e la difesa di casa sembra
scricchiolare. Nessun pericolo reale comunque fino all'intervallo.
Le ansie spariscono in avvio di: dopo 3 minuti Figueroa svetta in
area e devia in fondo al sacco una punizione di Juric. E poco dopo
l'argentino fa il bis: in mischia, Biava calcia a rete, il portiere
Carroll respinge quando il pallone forse ha già varcato la linea ma
ci pensa Figueroa a levare ogni dubbio. Sul 3-0 il Ferraris è tutto
un coro e il Grifone si siede un po', tanto che becca il gol di
Gislason, che riapre parzialmente il discorso-qualificazione. Anche
qui attribuzione incerta: forse l'ultimo tocco è di Mesto.
Finisce 3-1; in Danimarca non sarà facile. Ma questo Genoa può
andare avanti, e parecchio. Bentornato, Grifone.
TABELLINO
Reti: 9′
Moretti, 46′ e 56′ Figueroa, 58′ Gislason (O)
Genoa: Amelia, Criscito, Mesto, Moretti, Biava, Bocchetti (74′
Papastathopoulos), Juric, Figueroa (84′ Kharja), Milanetto (66′
Zapater), Palacio, Sculli.
OB Odense: Carroll, Ruud, Håland, Andreasen, Christensen, Helveg
(65′ Utaka), Absalonsen, Sørensen, Djemba-Djemba, Gislason,
Demba-Nyré (77′ Caca).
Ammoniti: Helveg, Biava, Bocchetti, Christensen, Sørensen, Utaka,
Djemba-Djemba.
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11/08/2009
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Inizio prevendita
Oggi parte la prevendita per i
biglietti per GENOA-Roma e GENOA-Odense.
Orari presso il Club.
FORZA GENOA!!!
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22/07/2009
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Campagna Abbonamenti
Dopo un po' di vacanza, riapre
anche il nostro sito internet, per la nuova stagione.
Da oggi aperta la campagna
abbonamenti, per ora solo gradinata nord. Passate in sede per gli
orari, per le prenotazioni e per la nuova tessera del club.
FORZA GENOA!!!
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