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28/06/2010

 

CAMPAGNA ABBOPNAMENTI

E' aperta la campagna abbonamenti, per ora presso il club ritiriamo le prelazioni di Nord e contestualmente i fogli per la tessera del tifoso. Fino a venerdì 2, tutti i giorni presso il Club orario 18.00-22.00. In seguito indicheremo gli orari. Ti aspettiamo

 

Catania-GENOA 1-0

 

GENOA-Milan 1-0

 

 

BARI-GENOA 3-0

Il Genoa non prenderà parte alla prossima edizione dell'Europa League. Dopo la sconfitta rimediata al 'San Nicola', i rossoblù hanno matematicamente detto addio alle posizioni che conducono in Europa. I goal di Meggiorini, Castillo e Barreto, tutti realizzati nella ripresa, hanno permesso al Bari di ritornare al successo conquistando un rotondo 3-0 e salendo a quota 46 in classifica, affiancando Parma e Fiorentina. Ventura schiera la migliore formazione possibile, un 4-4-2 con Barreto e Meggiorini coppia d’attacco. Assente il solito Ranocchia così come Allegretti, ancora out. In casa Genoa invece, Gasperini senza gli squalificati Palacio e Bocchetti, presenta la consueta difesa a tre composta oggi da Tomovic, Papastathopoulos e Criscito. In avanti, consueto tridente d’attacco con Acquafresca centrale e Sculli e Palladino sugli esterni. Per una l'obiettivo è stato ampiamente conseguito già da qualche partita. Per l'altra invece, l'obiettivo è stato accarezzato, sfiorato a lungo e alla fine, a meno di clamorosi ribaltoni, abbandonato. Bari e Genoa, che si ritrovano l'una di fronte all'altra al San Nicola, a questo campionato non hanno ormai più nulla da chiedere. La gara comincia con il freno a mano tirato e nessuna delle due squadre si rende pericolosa in avanti. Il primo sussulto arriva dopo dieci minuti: dopo una bella combinazione con Meggiorini, Barreto serve in profondità Almiron che, a tu per tu con Scarpi, calcia alto sopra la traversa. Il Bari fa girare bene palla, il Genoa invece morde poco e si rende pericoloso solo con Acquafresca, il cui colpo di testa su un cross dalla destra di Sculli sfiora la traversa e termina appena alto. Al San Nicola il caldo fa da padrone, e i pugliesi ci provano soprattutto con un paio di conclusioni dalla distanza del solito Almiron che non impensieriscono tuttavia l’estremo difensore ospite. Alla mezz’ora grande chance ancora per la formazione di Ventura con Meggiorini, che sfiora il goal con un destro al volo dal limite che termina di poco a lato alla sinistra di Scarpi. La ripresa parte senza cambi da ambo le parti e il Bari va subito vicinissimo al vantaggio: ottimo traversone dalla destra di Alvarez per Koman che, appostato sul secondo palo, scarica clamorosamente alto sopra la traversa. I padroni di casa sembrano crederci di più nel secondo tempo, e al 57’ passano con Meggiorini: Koman serve l’attaccante che si libera al limite e con il sinistro scarica un missile sotto la traversa per l’1-0. Gasperini prova a raddrizzare la partita, ma la panchina infarcita di giovani non da molte alternative al tecnico rossoblu che lancia nella mischia tre giovanissimi della formazione Primavera. I padroni di casa possono così controllare agevolmente il match fino all’85’ quando Castillo mette in cassaforte i tre punti: l’attaccante biancorosso entra in area, servito da Donati, e con un diagonale batte Scarpi sul palo più lontano. Il Genoa prova ad accorciare le distanze ma Gillet è strepitosa su una conclusione ravvicinata di Acquafresca, poi ci pensa Barreto a firmare il tris per il Bari con un preciso sinistro che fulmina Scarpi. I pugliesi tornano così alla vittoria dopo un mese, mentre i rossoblù, mai in partita, crollano nel finale e abbandonano ormai le speranze europee. Le tantissime assenze in casa Genoa non consentono ai rossoblu di fare di più di quello che hanno fatto. Con i tre punti conquistati contro il Genoa, il Bari interrompe la striscia negativa di quattro sconfitte consecutive e centra un successo che mancava dal 24 marzo scorso, 2-1 in casa sulla Sampdoria. Tutti promossi nel Bari di Ventura. Su tutti però, da segnalare la prestazione di Meggiorini che ha sigillato con un goal il ritorno in campo dopo un periodo d’assenza per infortunio. Prestazione da dimenticare invece per il Genoa di Gasperini, mai pericoloso e ancora sconfitto lontano da Marassi. IL TABELLINO BARI-GENOA 3-0 MARCATORI: 57’ Meggiorini, 85’ Castillo, 88’ Barreto BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Belmonte 6, A. Masiello 6.5, Bonucci 6, S. Masiello 6; Alvarez 6, Almiron 6 (76’ Donati 6), Gazzi 6, Koman 5.5 (78’ Parisi s.v.); Barreto 6.5, Meggiorini 7(81’ Castillo 6.5). A disposizione: Padelli, Stellini, Pisano, Kamata. All. Ventura 6.5 GENOA (3-4-3): Scarpi 6; Tomovic 5.5, Papastathopoulos 5, Criscito 5.5; Mesto 5, Zapater 5 (64’ Cofie 5.5), Milanetto 5.5, Juric 5.5; Sculli 5 (70’ Boakye s.v.), Palladino 5 (70’ El Shaarawi 6), Acquafresca 5.5. A disposizione: Amelia, Fatic, Terigi, Lazarevic. All. Gasperini 5.5 ARBITRO: Tommasi 6 AMMONITI: Meggiorini (B); Juric, El Shaarawi (G) ESPULSO: Gasperini (G)

 

 

GENOA-LAZIO 1-2

Il sogno Europa League da una parte, quello salvezza dall’altra. Genoa – Lazio è tutta in queste motivazioni e a vincere tra le due è stata la voglia di Serie A della squadra di Edy Reja. Il Genoa, subito in vantaggio con Palacio, è sembrato rinunciatario e svogliato, soprattutto in alcuni protagonisti annunciati come Palladino e Acquafresca. Grande reazione della squadra capitolina con un mostruoso Andrè Dias che realizza il goal del pareggio e annulla gli avanti avversari, poi con il grande ex Floccari che non perdona mai dentro l’area di rigore. La ripresa è un continuo tentativo dei grifoni di arrivare al pareggio ma, tra imprecisione ed espulsione di Bocchetti, il goal non arriva. Tre punti pesantissimi per la Lazio che può quasi festeggiare la salvezza, ennesima delusione per un Genoa poco propenso a fare il salto di qualità. Gianpiero Gasperini deve rinunciare agli infortunati Rossi, Suazo e Jankovic e allo squalificato Dainelli. L’allenatore di Grugliasco è alle prese con la roulette dei ballottaggi, Scarpi batte Amelia, Tomovic ha la meglio su Mesto e Palladino ruba il posto a Beppe Sculli. Edy Reja ha decisamente meno fortuna del collega ligure, il giudice sportivo toglie Ledesma e Kolarov mentre l’infermeria registra il tutto esaurito con Matuzalem, Cruz e Stendardo oltre ai soliti Meghni, Bizzarri e Makinwa. Spazio al 3-5-2 classico, davanti Rocchi affianca lo shockato Floccari e Del Nero si piazza a sinistra. Primi minuti di gioco con la Lazio che dà l’impressione di avere il pallino del gioco e su azione di calcio d’angolo sfiora subito il vantaggio con Dias. Al primo guizzo passano però i grifoni; punizione dal limite per fallo di Radu, biancocelesti tutti fermi a discutere, palla a Palacio che da fuori area indovina il diagonale killer che fredda Muslera, è 1-0. Doccia gelata, ma la squadra di Reja c’è. Prima è Floccari a sfiorare il goal di testa, poi Mauri conclude una splendida discesa di Radu con un sinistro al volo che fa la barba all’incrocio dei pali. Al 25’ la spinta laziale viene premiata, corner di Baronio e stacco imperioso di Dias che sovrasta Criscito e insacca in rete il goal dell’ 1-1. Gasperini è una furia e ne ha ben donde. Al 32’ il neo entrato Mesto si addormenta e offre palla in area a Floccari, controllo e esterno destro dell’attaccante che piazza la classica zampata dell’ex e fa 1-2. La reazione dei rossoblu è affidata a Palacio, troppo discontinuo, una sua giocata propizia la sponda di Acquafresca per Palladino che calcia a botta sicura ma trova la risposta d’istinto di Muslera. Sul ribaltamento di fronte è Del Nero ad offrire una magia sulla fascia che lancia Floccari, taglio perfetto del bomber che appoggia per Rocchi, destro a colpo sicuro del veneziano e palla che si stampa sull’incrocio dei pali! Nell’ultimo minuto di gioco Mesto commette l’ennesimo erroraccio, Floccari ne approfitta ma tarda la conclusione sulla quale Scarpi riesce a rispondere efficacemente. Ripresa senza cambiamenti. Il Genoa prova a riorganizzare le idee ma la manovra è lenta e gli interpreti appannati. Palladino arricchisce la personale compilation di fischi con un continuo caracollare che lo porta al cambio, l’unico che prova a inventare qualcosa è Palacio ma non viene seguito da nessuno. La Lazio aspetta intelligentemente e prova a ripartire in contropiede. Le uniche occasioni per i grifoni arrivano da un sinistro con poche pretese di Fatic e un colpo di testa di Criscito che da centro area consegna la palla alle braccia di Muslera. L’ultima occasione della sterile reazione genoana arriva da una sponda involontaria di Morganti che “serve” Palacio, palla per Sculli che al volo calcia però altissimo. Non succede più nulla complice anche la giusta espulsione di Bocchetti, vittoria meritata per la compagine capitolina. La differente solidità difensiva delle due squadre determina il risultato finale. Il tridente Palacio – Acquafresca – Palladino sbatte sempre contro il muro laziale, mentre la coppia Floccari – Rocchi, ben supportata da Mauri, trova sempre spazio tra le maglie rossoblu e tiene alta la squadra. Nonostante l’inferiorità numerica finale, il Genoa si ritrova improvvisamente di nuovo in undici contro undici. In una delle concitate azioni nel finale è infatti Morganti a stoppare il rilancio di Biava e servire Palacio per il quasi goal del 2-2. Ovviamente involontario, chissà cosa sarebbe successo se Sculli avesse segnato… Nel Genoa si salvano un tosto Papastathopoulos e un poco preciso ma vivace Palacio. Male il resto della difesa, Palladino irritante, Mesto spaesato. Negli ospiti grandissima prestazione di Andrè Dias, Floccari si conferma bomber di razza anche a Marassi. Muslera riscatta la poca reattività sul goal di Palacio con due ottime parate, Zarate trova pochi spunti nella mezzoretta scarsa concessagli da Reja. IL TABELLINO GENOA-LAZIO 1-2 MARCATORI: 8’ Palacio (G), 25’ Dias (L), 32’ Floccari (L) GENOA (3-4-3): Scarpi 5; Papastathopoulos 6, Moretti 5.5 (26’ Mesto 4.5), Bocchetti 4.5; Tomovic 5 (51’ Fatic 6), Juric 6, Milanetto 5.5, Criscito 5.5; Palladino 4 (61’ Sculli 6), Acquafresca 5, Palacio 6.5. A disposizione: Amelia, Zapater, Gucher, Boakye. All. Gasperini 5 LAZIO (3-5-2): Muslera 6.5; Biava 6.5, Dias 7.5, Radu 7; Lichtsteiner 6, Brocchi 6.5, Baronio 6.5, Mauri 6.5, Del Nero 6.5 (91’ Siviglia s.v.); Rocchi 6 (65’ Zarate 5.5), Floccari 7 (75’ Cruz s.v.). A disposizione: Berni, Diakitè, Scaloni, Hitzlsperger. All. Reja 7 ARBITRO: Morganti 7 AMMONITI: Bocchetti, Palacio (G); Lichtsteiner, Del Nero, Radu, Zarate (L) ESPULSI: Bocchetti (G); Reja (L)

 

 

PARMA-GENOA 2-3

Vince il Genoa una partita tiratissima, nella quale i grifoni si erano fatti male da soli. Emiliani sconfitti con onore, e sorpassati in classifica. Guidolin è costretto ad aguzzare l'ingegno, per costruire un Parma competitivo anche questa domenica: la sua soluzione è quella di scegliere un 4-5-1, con Crespo unica punta, e due ali molto diverse come Lanzafame (a destra) e Antonelli (sulla sinistra). Gasperini non è tormentato dai medesimi problemi, e può perciò ricorrere al solito 3-4-3, scegliendo in attacco il trio Palacio-Acquafresca-Palladino. Un grandissimo equilibrio caratterizza la maggior parte della prima fase. Le due squadre, simili per ambizioni, sono separate tuttavia da uno iato incolmabile, per quel che riguarda il modulo di gioco: nel Genoa si cerca di fare “la partita di rugby”, salendo in blocco, e provando a sviluppare il gioco soprattutto attraverso i cambi di fronte. Al contrario, la strategia del Parma è più pragmatica, le azioni si sviluppano con scambi veloci e per vie centrali, sfruttando soprattutto la grandissima intelligenza tattica di Crespo. Inizialmente, la tattica vincente sembra quella del Parma, mentre i grifoni stentano, forse pretendendo un po' troppo; poi però, tutto comincia a funzionare nella squadra di Gasperini, ed il “cervello” Milanetto inizia a mandare gli input giusti a Tomovic, Palladino e Palacio. Quest'ultimo in particolare raggiunge il gol al 33esimo, sfruttando lo spazio creatosi dall'infiltrazione di Palladino nella retroguardia emiliana, e superando Mirante mediante un bel destro a giro da fuori. Così, si inaugura un quarto d'ora tutto a favore dei grifoni, sempre in attacco, sempre pericolosi, e questo nonostante il buon lavoro della difesa gialloblu. La prima frazione di gioco si chiude perciò con il Parma in svantaggio, benchè gli emiliani abbiano giocato la loro gara, come dimostrano le due ottime occasioni a firma Galloppa (suo il colpo di testa che, al minuto 17, costringe Scarpi al miracolo) e Zaccardo (che al 29esimo si trasforma il centravanti, e tra lo stop di schiena ed il palleggio salta due uomini, concludendo di poco sopra la traversa). Il secondo tempo è una girandola di emozioni incredibili, dove il risultato viene stravolto continuamente, prima di assestarsi sul definito 3 a 2; ed il merito è tutto di Guidolin, capace di infondere la giusta fiducia nei suoi. Meno rilevante, invece, il fatto che il Parma, al rientro, sia schierato con un 4-4-2, dove Bojinov e Crespo sono le due punte. Il raddoppio del Genoa, firmato da Palacio, arriva già al 51', e nasce dal contropiede conseguente al tiro (da posizione ravvicinata) di Bojinov; qui è Palladino a fare tutto il lavoro, mentre Palacio si accontenta di ribadire in rete una conclusione orgogliosamente respinta da Mirante. Al minuto 59, però, ecco che cominciano i 5 minuti di follia dei rossoblu: Scarpi commette un leggero errore, non uscendo in seguito alla punizione di Jimenez, e così Zaccardo di testa manda il pallone in rete, senza venir ostacolato dall'estremo difensore. Al 63', ad insaccare il pallone nella porta difesa da Scarpi è addirittura un compagno di reparto del portiere, (Bocchetti) resosi autore di un clamoroso autogol. La dinamica è la seguente: Bojinov riceve un pallone, tira bene, ma Scarpi devia, e Bocchetti spazza in porta anziché in corner. L'ennesimo ribaltone è però nell'aria, e avviene subito dopo la rete: Guidolin, nel difendere la validità del gol dei suoi (su cui pesa il fatto che Lanzafame, a terra, chiedesse che il gioco fosse fermato), afferra per un braccio l'arbitro, il quale manda il coach in tribuna. A quel punto, il vantaggio tattico del Genoa è notevole, benchè non si traduca in una netta superiorità sul campo; tuttavia, Gasperini azzecca la mossa decisiva, mandando in campo Fatic al 72'. L'ala, infatti, supera Mirante già al 73', con un potente sinistro sul primo palo, che non lascia scampo al portiere gialloblu. Nei minuti seguenti si continua a giocare ad alto ritmo, le occasioni da gol fioccano, ad Acquafresca viene addirittura annullato un gol (per fuorigioco dubbio di Sculli); ormai però il più è fatto, e lentamente le energie abbandonano i giocatori emiliani, finchè il fischio finale non sancisce la vittoria della squadra ligure. Tomovic e Milanetto: uno corre, l'altro ragiona e fa viaggiare la palla, l'effetto è il caos nella retroguardia gialloblu. Palacio. Apre le danze con un gol fantastico, e raddoppia facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Se il suo difetto è il poco feeling con il gol, beh, questa volta non ci si può proprio lamentare. In una partita dove, nonostante i 5 gol segnati, anche i portieri figurano tra i migliori della gara...è possibile che nessuno abbia mancato di dare il proprio contributo. Un po' in ombra, ma solo se confrontato ai compagni di reparto, il centravanti Robert Acquafresca. Nel Parma impressionano in particolare Mirante, il solito Crespo e Lanzafame. IL TABELLINO PARMA-GENOA 2-3 MARCATORI: 33' Palacio (G), 51' Palacio (G), 59' Zaccardo (P), 63' aut. Bocchetti (P), 73' Fatic (G) PARMA (4-3-1-2): Mirante 6.5; Zaccardo 6.5, Paci 5.5, Dellafiore 6, Lucarelli 5.5; Lanzafame 6.5 (86' Dzemaili s.v.), Jimenez 6, Galloppa 6.5, Lunardini 6 (45' Bojinov 6), Antonelli 6.5 (80' Pasi s.v); Crespo 6.5. A disposizione: Pavarini, Gigli, Castellini, Baccolo. All. Guidolin 6 GENOA (3-4-3): Scarpi 7; Papasthatopoulos 6, Dainelli 6, Bocchetti 5.5; Mesto 6 (72' Fatic 6), Milanetto 7, Zapater 6, Tomovic 7; Palacio 7 (86' Lazarevi s.v.), Acquafresca 6, Palladino 6.5 (56' Sculli 6.5). A Disposizione: Amelia, Terigi, Gucher, Boakye. All. Gasperini 6.5 ARBITRO: Banti 6.5 AMMONITI: Lucarelli (P) ESPULSO: Guidolin (P)

 

 

sampdoria-GENOA 1-0

Il centoduesimo derby della Lanterna vede prevalere la tattica e la tensione su bel gioco e spettacolo. Sampdoria e Genoa danno vita ad una gara estremamente equilibrata, con poche occasioni da gol. La vittoria sorride però ai doriani grazie all’opportunismo di Fantantonio Cassano, che con un colpo di testa dà alla propria squadra la trentacinquesima vittoria nella sfida stracittadina e le consente di raggiungere il Palermo al quarto posto in classifica con 54 punti, mantenendo inalterate le speranze di qualificazione alla prossima Champions League. Il Genoa, decimo, si giocherà nelle ultime cinque gare le sue possibilità di qualificazione in Europa League. Delneri e Gasperini mandano in campo le due squadre con i loro classici moduli. Samp schierata “all’italiana” dal tecnico friulano con il 4-4-2, con Semioli e Guberti a presidiare le fasce a centrocampo e Cassano e Pazzini in avanti. Genoa con il 3-4-3. Fra i rossoblù Scarpi è preferito tra i pali ad Amelia e il tridente offensivo è composto da Palacio, Sculli e Palladino. Gasperini recupera all’ultimo anche Robert Acquafresca e Dario Dainelli, che vanno a sedersi in panchina. La gara inizia alle 21, con un quarto d’ora di ritardo, perché le squadre raggiungono all’ultimo lo stadio Ferraris a causa del traffico del capoluogo ligure. C’è subito molto nervosismo fra i 22 in campo, con gioco spezzettato a causa dei numerosi falli. La Sampdoria si rende pericolosa in due occasioni, prima con un colpo di testa di Gastaldello su angolo di Ziegler, finito alto sopra la traversa, poi con un tiro al volo di Guberti da fuori area deviato in corner da Scarpi. Il Genoa risponde con un diagonale di Mesto, servito da Papastathopoulos, che finisce di poco a lato della porta difesa da Storari. A questo punto entra in partita Antonio Cassano. Il barese, qualche minuto prima falciato da Mesto, porta in vantaggio i blucerchiati al 23’. Su punizione dalla destra di Palombo, Lucchini fa la torre per il fuoriclasse di Bari vecchia, che, partito in sospetto fuorigioco, di testa anticipa il suo marcatore Moretti e mette dentro battendo Scarp i. Dopo il gol Fantantonio subisce un altro duro intervento da Papastathopoulos e si rende nuovamente pericoloso al 32’, quando, lanciato a rete da Poli, è anticipato da Scarpi in uscita. Il Genoa non riesce mai a penetrare nell’area blucerchiata. Gli unici pericoli per la Sampdoria arrivano da una punizione a giro di Palacio che finisce alta sopra la traversa e da un tiro dalla distanza di Mesto, con Storari che devia in angolo con la punta delle dita. Al 44’ Sculli mette dentro al volo, ma Tagliavento aveva già fischiato il fuorigioco dell’attaccante rossoblù. Le due squadre vanno così a riposo sull’1-0 per la Sampdoria. Nella ripresa Cassano entra in campo zoppicante dopo le botte ricevute nel primo tempo, ma prova a stringere i denti. Al 51’ palla-gol per Sculli su errore nel controllo di Ziegler, ma l’attaccante genoano non inquadra lo specchio della porta. Poi inizia la girandola dei cambi. Gasperini prova a dare maggior peso al suo attacco e manda in campo Acquafresca per un evanescente Palladino. Risponde Delneri, che sostituisce Guberti con un altro esterno, Mannini. Al 58’ Cassano non c’è la fa più, e il tecnico friulano mette in campo la punta serba Scepovic. Per Fantantonio c’è la standing ovation dei tifosi doriani. Passa un minuto e arriva anche il secondo cambio genoano. Gasperini toglie Moretti e manda in campo Zapater per dare più consistenza al centrocampo, con il capitano Marco Rossi arretrato sulla linea dei difensori. Al 64’ il terzo cambio dei blucerchiati: fuori l’esausto Poli per l’argentino Tissone. Per il Genoa entra anche Dainelli, schierato per l’occasione centravanti aggiunto, al posto del capitano Marco Rossi. Proprio il difensore sfiora il gol con un colpo di testa all’89’. Nonostante le mosse tattiche dei due tecnici, la partita scivola via senza altre emozioni. Finisce allora 1-0 per la Sampdoria, con la rete decisiva di Antonio Cassano nel primo tempo. L’attacco genoano è troppo evanescente e non riesce a pungere la solida difesa doriana schierata da Delneri. Cassano è invece molto opportunista, e riesce a trasformare in goal l’unica occasione pericolosa che gli capita nel corso della partita. Con questa vittoria la Sampdoria spezza il filotto di tre successi consecutivi ottenuti dal Genoa nel derby. Nella Sampdoria spicca la concretezza di Antonio Cassano, abile ad anticipare Moretti e a segnare di testa il gol partita. Nel Genoa brutte prove degli esterni offensivi Palacio e Palladino, che quasi mai riescono a impensierire la difesa blucerchiata. IL TABELLINO sampdoria-GENOA 1-0 MARCATORI: 23’ Cassano sampdoria (4-4-2): Storari 6; Zauri 6, Gastaldello 6,5, Lucchini 6,5, Ziegler 6; Semioli 6, Palombo 6,5, Poli 6,5 (64’ Tissone), Guberti 6,5 (54’ Mannini 6); A. Cassano 7 (58’ Scepovic 6), Pazzini 6. A disposizione: Guardalben, D. Franceschini, Rossi, Padalino. All. Del Neri 6,5 GENOA (3-4-3): Scarpi 6; Papastathopoulos 5,5, Moretti 5 (59’ Zapater 5,5), Bocchetti 6; Mesto 6, Marco Rossi 6 (86’ Dainelli 6), Milanetto 5, Criscito 6,5; Palacio 5, Sculli 5,5, Palladino 5 (52’ Acquafresca 5,5). A disposizione: Amelia, Tomovic, Lazarevic, A. Esposito. All. Gasperini 5,5 ARBITRO: Tagliavento 6,5 AMMONITI: Sculli, Mesto, Papastathopoulos, Palladino, Marco Rossi, Criscito (G), Gastaldello e Mannini (S).

 

 

GENOA-LIVORNO 1-1

Fra l'emergenza condita da tensioni pre-derby e la disperazione da ultima spiaggia vince solo il rimpianto. 1-1 il risultato finale con un punticino a testa che non serve a raggiungere nessuno dei rispettivi obiettivi. Le reti maturano nella ripresa: Boakye in apertura, Tavano in chiusura. Gara che finisce tra i fischi della maggioranza dello stadio e i cori di stima da parte dei tifosi della Nord. Consueto 3-4-3 per Gasperini che, con un'infermeria affollatissima, lancia in difesa Fatic tenendo in panchina Bocchetti, sistema Rossi interno mediano accanto a Milanetto mentre Suazo, unica punta centrale disponibile, viene schierato con Palladino e Palacio a supporto. 3-4-2-1 per il Livorno di Cosmi che recupera in extremis Rivas e Diniz piazzati in difesa insieme a Knezevic; in mezzo, con il confermatissimo Mozart, Prutsch viene preferito a Bergvold, davanti Pieri e Tavano giocano alle spalle di Lucarelli. Rubinho si presenta per la prima volta da avversario nello stadio che l'ha lanciato nel calcio italiano. Al 9' Suazo e Palacio si smarriscono nei sedici metri. Nella circostanza l'honduregno si infortuna e viene sostituito dal diciassettenne Boakye. Il Livorno prova a sorprendere Amelia con una punizione di Rivas fuori misura. La gara si trascina fra molte imprecisioni. Padroni di casa più volenterosi ma in difficoltà a sviluppare il proprio gioco, ospiti che evidenziano i soliti problemi di manovra rifugiandosi spesso nel compito di ricacciare indietro gli avversari. Al 44' Boakye, destro a fil di palo, crea l'occasione più pericolosa dei rossoblù. Ripresa senza novità fra i 22 ma con un'inversione di posizione tra Rossi e Fatic nello schieramento genoano. Dentro Bergvold per Prutsch. Al 50' Mesto crossa in area dalla destra dove l'esordiente Boakye controlla e batte al volo Rubinho siglando l'1-0. Con il vantaggio acquisito Gasperini rinforza il centrocampo inserendo Zapater per Palacio. Proprio Bergvold, al 56', non riesce ad approfittare di un incredibile regalo della difesa genoana consentendo ad Amelia di allontanare. Cosmi richiama il fantasma di Lucarelli per inserire Danilevicius. Si vede Tavano al 65', conclusione alta. Al 68' un suo corner insidioso dalla sinistra costringe Amelia a salvarsi non senza difficoltà. Ora il Livorno gioca prettamente in attacco con il Genoa ad agire di rimessa. Altro cambio fra gli ospiti: Bellucci per Moro. Al 75' Mozart offre un rasoterra debole, seguito da una rovesciata fuori misura di dell'ex-doriano. Il Genoa è in evidente crisi d'ossigeno e, all'88', il Livorno agguanta il pari con un tocco da pochi passi di Tavano su assist di Danilevicius. In pieno recupero Amelia rinvia addosso a Pieri con la palla che esce, l'ultima chance è per Palladino che spreca tra le braccia di Rubinho. Il Livorno ha il merito di non mollare riuscendo ad approfittare del calo di energie e di idee del Genoa. Centrocampo che, dopo lo svantaggio, diventa padrone del campo. Ricezione, controllo e tiro preciso con lacrime di gioia a incorniciare l'azione: si presenta così Richmond Boakye. Boakye esordisce con una rete preziosissima e con una prova molto positiva. Esce accompagnato da una standing ovation. Dall'altra parte Tavano gira al Grifone lo schiaffo ricevuto in settimana da un ultrà: suo il goal del pari. Pericolosi eccessi di confidenza per Knezevic. Lucarelli anticipa la scampagnata fuori porta passeggiando sul prato del Ferraris per meno di un'ora. Poi va a riposarsi in panchina. TABELLINO GENOA-LIVORNO 1-1 MARCATORI: 50' Boakye (G), 88' Tavano (L) GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Papastathopoulos 6, Moretti 6.5, Fatic 5.5; Mesto 6, Rossi 6.5, Milanetto 6.5, Criscito 6.5; Palacio 6 (55' Zapater 6), Suazo s.v. (11' Boakye 7.5, 81' Lazarevic s.v.), Palladino 6. A disposizione: Scarpi, Bocchetti, Terigi, El Shaarawy. All. Gasperini 5.5 LIVORNO (3-4-2-1): Rubinho 6; Rivas 6.5, Diniz 6, Knezevic 5.5; Raimondi 6.5, Moro 6 (70' Bellucci s.v.), Mozart 6.5, Pieri 6.5; Prutsch 6 (49' Bergvold 6), Tavano 7; Lucarelli 5 (58' Danilevicius 6.5). A disposizione: De Lucia, Galante, Marchini, Pulzetti. All. Cosmi 6.5 ARBITRO: Trefoloni 6 AMMONITI: Boakye, Amelia, Criscito (G); Bellucci, Mozart, Bellucci (L)

 

 

SIENA-GENOA 2-2

Siena e Genoa non vanno oltre lo 0-0 e ottengono il famoso punto punto a testa che non serve a nessuno. Il primo tempo è divertente a tratti, il secondo è da crepacuore: le squadre avrebbero potuto segnare, ma un po’ di precisione e due gran prestazioni dei portieri fermano le squadre sul pareggio. Nonostante una bella partita le squadre escono tra i fischi: il Genoa continua a non vincere il trasferta, il Siena per salvarsi ha bisogno di un mezzo miracolo. Ma la speranza, si sa, è l'ultima a morire. Il Siena ha trovato una sua identità tattica che Malesani non vuole intaccare: sempre 4-1-4-1, c’è Tziolis nel ruolo di Ekdal e Reginaldo più Ghezzal sulle fasce, a sostegno di Big Mac. Gasperini sceglie un tridente veloce con Suazo punta centrale e Sculli-Palacio ai lati. Nei primi 10’ le squadre si studiano, ma il Genoa sembra avere le idee più chiare e prende controllo del possesso palla. La prima occasione è per i rossoblù, con Marco Rossi che costringe Curci a una super parata. Fino al 25’ i ritmi sono bassi, le squadre non si pungono e il Siena pare piuttosto intimorito ma non concede grandi chance. Appena si sbilancia, però, rischia: Palacio sbaglia un passaggio facile facile per Sculli tutto solo, niente di fatto. Il Genoa cresce. Alla mezzora Criscito è protagonista di uno slalom speciale nell’area senese ma il suo destro diretto in porta deve fare i conti con un Curci prodigioso. Il Siena dopo lo spavento si sveglia e negli ultimi 5 minuti fa venire i brividi a Gasperini: Ghezzal prende la traversa di testa e poi segna, ma è in fuorigioco. A fine primo tempo è 0-0. La seconda frazione parte con un vortice di emozioni e per una ventina di minuti è spettacolo puro. Gasp fa 3 cambi: fuori Palacio, Suazo e uno Kharja, tutti insufficienti, e punta su Mesto, Palladino e Zapater, sperando in una scossa. L’inizio del Siena infatti è pazzesco: Amelia deve opporsi prima a Tziolis –destro violento- e poi a Ghezzal, che dopo poco si divora due reti in serie. E la splendida rovesciata con cui segna a gioco fermo non vale. Manca ancora mezzora. Il Genoa si risveglia sull’onda dei cambi, e due volte Marco Rossi sfiora il goal. Poi 10’ di tranquillità prima del rush finale: Palladino in acrobazia costringe Curci a una bella parata d’istinto, prima che Ghezzal manchi ancora un controllo che poteva trasformare in qualcosa di più. Alla fine la stanchezza prevale, anche se corrono tutti fino al 94'. Le due squadre se la giocano, soprattutto nel secondo tempo, a viso aperto: le sostituzioni di Gasperini danno al Genoa il ritmo forsennato del Siena, che nel secondo tempo ci prova in tutti i modi. I rossoblù in quanto a pericolosità non sono da meno, anche se spesso non tirano quando dovrebbero. Ma la differenza da un possibile 3-3 la fanno i portieri. La parata di Curci sulla sforbiciata di Palladino al 78’ è la giocata da incorniciare di questa partita: “Aladino” fa una magia, sbucando dietro a un difensore e coordinandosi come alla playstation, ma l’ex portiere della Roma non ci sta e si oppone alla grande. Come nel primo tempo su Criscito. Ghezzal sbaglia l’impossibile, Maccarone in mezzo all’attacco non riesce a creare pericoli. Tziolis è un pilastro in mezzo al campo. Nel Genoa male il tridente titolare, Palladino ha una marcia in più. Menzione anche per Marco Rossi, pericoloso e grintoso come il migliore dei capitani. IL TABELLINO SIENA-GENOA 0-0 SIENA (4-1-4-1): Curci 7.5; Rosi 5.5, Cribari 6.5, Pratali 6.5, Del Grosso 5.5; Tziolis 6.5; Reginaldo 5 (90’ Calaiò s.v.), Jarolim 5.5 (71’ Larrondo s.v.), Vergassola 6, Ghezzal 5; Maccarone 5. A disposizione: Pegolo, Odibe, Fini, Malagò. All. Malesani 6 GENOA (3-4-3): Amelia 7; Papastathopoulos 6, Bocchetti 6, Moretti 6; M. Rossi 7, Kharja 5 (54' Zapater 6), Juric 6.5, Criscito 6; Palacio 5 (52’ Mesto 5.5), Suazo 5 (46’ Palladino 6.5), Sculli 5. A disposizione: Scarpi, Fatic, Lazarevic, Boakye. All. Gasperini 6 ARBITRO: Orsato AMMONITI: Juric, Suazo, Sculli, Mesto (G)

 

 

GENOA-PALERMO 2-2

Un rigore trasformato da Kharja al 97' salva il Genoa da una sconfitta ingiusta per l'impegno profuso ma quasi pronta per essere scritta negli almanacchi. 2-2 il risultato finale di una gara vibrante, decisa dalle reti di Hernandez (34'), Bocchetti (75') e Pastore (78'). Siciliani che chiudono in nove uomini per l'espulsione di Kjaer e l'infortunio di Balzaretti quando Delio Rossi aveva già effettuato tutti i cambi a sua disposizione. Entrambe le compagini si affrontano in piena emergenza infortunati. Gasperini è fedele al 3-4-3 proponendo Tomovic sulla linea arretrata con il recuperato Rossi in panchina per ogni evenienza. In mediana Milanetto regista con Zapater al fianco. Davanti tridente con Palacio e Palladino a supporto di Sculli. Delio Rossi propone un 4-3-1-2 con Goian a far diga dietro insieme a Kjaer mentre Bovo dà forfait durante il riscaldamento. Nel reparto centrale Bertolo viene preferito a Blasi. In attacco, con Pastore dietro le due punte, davanti la coppia uruguaiana Cavani-Hernandez e Miccoli accomodato in panca. Si lotta su ogni pallone, anche con interventi sopra le righe. Nei primi 8' Valeri sventola il giallo al diffidato Milanetto e a Kjaer. Il Genoa costruisce occasioni importanti ma poi si smarrisce al momento di concretizzarle. Se l'incornata a fil di palo di Bocchetti dopo 10' può annoverarsi tra i casi fortunati, non altrettanto può sostenersi per il tiro a lato di Palladino al 18' e i due di Sculli a metà tempo. I rosanero sono sornioni e si rendono pericolosi per la prima volta al 27' quando Amelia rinvia maldestramente su Pastore, tiro di prima intenzione su cui il portiere mette una pezza. Nulla invece può al 34' quando, insieme a Criscito e Tomovic, è protagonista di un altro pasticciaccio difensivo con Hernandez che sguscia fra tutti come un'anguilla per poi depositare in rete un delizioso rasoterra. Milanetto prova a riacciuffare il pari ma conclude troppo centralmente. Sono così gli ospiti, al 40' ad andare vicinissimi al raddoppio con Cavani lesto a prendere in velocità la retroguardia di casa, Amelia gli sbatte la porta in faccia. In avvio di ripresa il Genoa attacca a testa bassa ma senza lucidità. Palladino, al 50' cerca fortuna invano dai sedici metri. Altri cinque minuti e Gasperini cambia: fuori Mesto e Zapater per Rossi e Suazo a formare un 4-2-4. Al 65' Cassani ha sul destro il match-ball trovando solo l'esterno della rete. Dentro anche Kharja per l'acciaccato Tomovic. Al 67' Sculli non trova la deviazione vincente da due passi. Delio Rossi risponde inserendo uno scalpitante Miccoli per Hernandez. Al 75' il Genoa pareggia: corner dalla destra di Palacio e incornata di Bocchetti nell'angolino sinistro che rende vano il tuffo di Sirigu. Neppure il tempo di riorganizzare l'assalto finale che, tre minuti più tardi, Pastore riporta avanti gli ospiti con un destro sottomisura. Gli ospiti sembrano poter controllare ma all'88' Kjaer viene espulso per doppio giallo. Pochi attimi e una punizione di Milanetto viene alzata oltre la traversa da un prodigio di Sirigu. La sfortuna ora sembra accanirsi sul Palermo che, in fase di recupero resta in 9 dopo che Balzaretti è costretto ad uscire per infortunio. E, come nei più perfetti dei thriller, l'ultimo secondo offre il colpo di scena: Sirigu atterra Criscito penetrato in area e dal dischetto Kharja sigilla il 2-2 con una botta centrale. Il Genoa si perde in ostinati ricami attorno all'area avversaria neutralizzati dall'accorta tattica ospite che schiera sempre almeno 7 ordinatissime pedine dietro la linea della palla per poi lanciare come fionde i i tre elementi più offensivi. Il goal di Abel Hernandez, giocatore seguito a lungo da Preziosi, è bellissimo per tecnica e ostinazione. E' anche un po' merito dell'uruguaiano se nella circostanza i difensori genoani perdono l'orientamento facendo una figura non proprio eccelsa. Davanti il trio Pastore-Cavani-Hernandez, fa letteralmente ammattire una retroguardia genoana che fatica dannatamente a prendere le giuste misure. Sculli è l'anima di una squadra a cui cuore e impegno non difettano di certo, Kharja il cecchino dai nervi saldissimi. IL TABELLINO GENOA-PALERMO 2-2 MARCATORI: 34' Hernandez (P), 75' Bocchetti (G), 78' Pastore (P), 95' rig. Kharja (G) GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Tomovic 6 (66' Kharja 6.5), Bocchetti 7, Moretti 6; Mesto 6 (55' Rossi 6), Milanetto 6.5, Zapater 6 (55' Suazo 6), Criscito 7; Palacio 7, Sculli 7, Palladino 6.5. A disposizione: Scarpi, Fatic, Aleksic, Lazarevic. All. Gasperini 6.5 PALERMO(4-3-1-2): Sirigu 6; Cassani 6, Kjaer 6.5, Goian 6.5, Balzaretti 6.5; Migliaccio 7, Nocerino 6.5 (86' Blasi s.v.), Bertolo 6.5 (82' Tedesco s.v.); Pastore 7.5; Cavani 7, Hernandez 7.5 (68' Miccoli s.v.). A disposizione: Benussi, Celutska, Bovo, Morganella. All. Rossi 6.5 ARBITRO: Valeri 6 AMMONITI: Milanetto, Bocchetti (G); Cavani, Balzaretti (P) ESPULSI: Kjaer (P)

 

24/03/2010

 

Fiorentina-GENOA 3-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=mg-1-KGT2lM

Al Franchi va di scena il primo anticipo della 29’ gara di Campionato. Un vero e proprio scontro diretto per l’accesso alla prossima Europa League. La gara (sulla carta) promette spettacolo, ma in realtà a dare spettacolo saranno solamente i viola che liquideranno il Genoa con un secco 3-0. Adesso la squadra di Prandelli incalza ad un solo punto di distanza dal Genoa.
Prandelli recupera Natali e schiera Comotto e Pasqual sulle fasce con Gobbi avanzato a centrocampo. In attacco confermato il tridente Jovetic-Gilardino-Santana. Per il Genoa classico 3-4-3 con Suazo (acciaccato) in panchina. Dainelli non recupera ed assiste alla gara dalla tribuna evitando così di affrontare la sua ex squadra.
Pronti via, Fiorentina subito all’attacco. Bastano 4’ ai viola per andare in vantaggio con Santana che raccoglie un assist di Gobbi e di tacco mette in rete. Al 9’ Jovetic prova dalla distanza un tiro che lambisce la traversa. Quattro minuti più tardi è sempre la Fiorentina a costruire un’occasione da goal con Montolivo che dribbla due giocatori e lancia Gobbi, quest’ultimo però crossa male al centro. Al 20’ i viola reclamano un calcio di rigore con Jovetic protagonista, l’arbitro però fischia fallo contro il montenegrino. Genoa che stenta a reagire con i viola che cercano di gestire il possesso palla. Jovetic è scatenato ed al 33’ prova nuovamente l’azione personale ma trova la respinta di Amelia che para in due tempi. Un minuto dopo ci prova anche Montolivo ma il suo tiro è alto. Sul finale di primo tempo il Genoa sembra svegliarsi ma è sempre la Fiorentina a fare possesso palla nei dintorni della porta difesa da Amelia. Al 43’ bel triangolo Pasqual-Montolivo con il terzino viola che da due passi calcia fuori. Il primo tempo si conclude senza recupero con i padroni di casa in vantaggio per 1-0.
Nella ripresa Prandelli manda in campo Donadel al posto di Zanetti che ancora non è al 100%. I viola si rendono subito pericolosi con un cross di Gilardino che Gobbi non riesce a sfruttare seppur da ottima posizione. Il Genoa inizia a fare capolino nell’area viola ma senza mettere troppo in difficoltà Natali & Company. Al 61’ Palladino si beve Donadel e calcia da fuori sfiorando la rete. Un minuto più tardi la Fiorentina ci prova con Gobbi che un po’ egoisticamente calcia a rete con Gilardino al suo fianco tutto solo, Amelia salva in corner. Prandelli si copre inserendo De Silvestri al posto di Santana. Il Genoa prova a spingere ma la Fiorentina colpisce in contropiede, Jovetic lanciato a rete viene steso da Amelia, l’arbitro questa volta assegna calcio di rigore per i viola. Gilardino dal dischetto non sbaglia e partita sul due a zero. Il Genoa è stordito ed all’85 Papastathopulos regala palla al neo entrato Babacar che di piatto realizza il suo primo goal in serie A e chiude definitivamente il conto. Finisce 3-0 per la Fiorentina, risultato pienamente meritato dai viola.
La splendida forma della Fiorentina abbinata ad una giornata no della squadra di Gasperini la dicono lunga sul risultato. Gli ospiti non inquadrano mai lo specchio della porta e forse pagano anche l’assenza di Acquafresca in attacco. I viola invece giocano e danno spettacolo, meritando a pieno il secco 3-0 con cui si conclude la gara.
Due chicche all’interno della gara. La principale riguarda il siparietto tra Jovetic e Gila per chi batterà il calcio di rigore, dalla panchina Mister Prandelli indica chiaramente il montenegrino ma il bomber viola non ne vuole sapere e calcia lui trasformando. Jovetic lo abbraccerà comunque subito dopo il goal. La seconda riguarda un simpatico striscione apparso in curva: “18-3-10, complimenti… Avete preso un bel Full-Ham d’assi”. Il riferimento è chiaro verso i rivali bianconeri.
Montolivo gladiatore a centrocampo, Jovetic fa impazzire la difesa ospite. Nel Genoa male Papastathopolus e tutto il reparto offensivo. Vita davvero facile per Natali e Kroldrup. Babacar entra e segna il suo primo goal in serie A.



IL TABELLINO

FIORENTINA-GENOA 3-0

MARCATORI: 5’ Santana, 72’ Gilardino, 85’ Babacar

FIORENTINA (4-3-3): Frey 6; Comotto 6, Kroldrup 7, Natali 6, Pasqual 6; Zanetti 6 (45’ Donadel 6), Montolivo 7.5, Gobbi 7; Jovetic 7, Gilardino 7 (79’ Babacar 7), Santana 7.5 (63’ De Silvestri 6.5). A disposizione: Avramov, Ljajic, Bolatti, Kerrison. All. Prandelli 7

GENOA (3-4-3): Amelia 6; Papastathopulos 4.5, Moretti 5, Bocchetti 5; Mesto 5.5 (57’ Suazo 5.5), Milanetto 5 (54’ Juric 5), Zapater 5.5, Criscito 5.5; Palacio 5, Palladino 6 (75’ Tomovic s.v.), Sculli 5.5. A disposizione: Scarpi, Kharja, Fatic, Lazarevic. All. Gasperini 5

ARBITRO: Russo 6

AMMONITI: Santana, Pasqual (F); Juric, Papastathopulos (G)
 

 

14/03/2010

 

GENOA-Cagliari 5-3

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=VK1Nv3zTyOM

Finisce 5-3 lo spareggio dei sogni europei rossoblù tra Genoa e Cagliari. I padroni di casa mettono le basi per il pokerissimo con un primo tempo devastante: 4 reti di Zapater, Palacio, Sculli e Rossi e 3 legni colpiti da Sculli, Bocchetti e l'immancabile Rossi. A mitigare il passivo ospite hanno pensato Dessena e Conti. Nella ripresa Matri e Milanetto sigillano il risultato al termine di una gara bellissima.
In campo – 3-4-3 per Gasperini che, nell'immediata vigilia, perde per infortunio anche Suazo. Linea difensiva con Bocchetti centrale; centrocampo con Rossi e Criscito a spingere sugli esterni con il compito di rientrare e Milanetto in regia; davanti Sculli supportato da Palacio e Palladino. Assenze importanti anche per Allegri che schiera un 4-3-1-2. In difesa recupera Ariaudo piazzato a fare coppia centrale con Astori; in mediana Dessena e Biondini si sistemano alle spalle di Cossu che fa da cerniera con gli attaccanti Larrivey e Matri.
Genoa determinatissimo sin dall'avvio. All'8' solo il palo alla sua destra salva Marchetti da una girata rasoterra di Sculli all'altezza dei sedici metri. Al quarto d'ora un altro legno, stavolta la traversa, nega ai padroni di casa il vantaggio su missile di Bocchetti suggerito da una punizione accarezzata da Zapater. A sorpresa è invece il Cagliari a passare. Lo fa al primo tentativo: Baracani di Firenze non si avvede dell'uscita dal campo di un pallone che Matri, dalla sinistra, mette in mezzo per Dessena lesto a correggere in rete. La gara si innervosisce e ne fanno le spese il diffidato Rossi, Conti e Cossu che rimediano il giallo nel giro di pochi minuti. Al 31' Palacio può colpire centralmente ma il suo debole tocco è preda del portiere. Al 33' Rossi scheggia il terzo palo di giornata ma poco dopo Astori, già ammonito, atterra Palacio all'altezza del dischetto. E' un rigore che Zapater trasforma centralmente: 1-1. Il Genoa prosegue a manovrare in maniera efficace e compie il sorpasso al 39' con Palacio che, sulla linea bianca, finalizza un ottimo lavoro di Palladino. Ma i Grifoni non hanno neppure il tempo di gioire perché gli ospiti confezionano il 2-2 pochi secondi dopo grazie a una botta centrale di Conti. Non trascorrono neppure due giri di lancetta che il Genoa si riporta avanti con un colpo di testa di Sculli che elude l'intervento di Marchetti e marca il 3-2. Prima dell'intervallo c'è anche tempo per assistere al poker di Rossi autore di una girata pregevole.
La ripresa comincia con Barone al posto dell'incerto Ariaudo. Ma è il Genoa, al 54' a sfiorare ancora una volta il gol con Palladino con ravvicinata deviazione di testa. Sul rovesciamento di fronte Bocchetti è ingenuo a spingere Cossu in area. L'arbitro decreta la massima punizione che Matri realizza spiazzando Amelia sulla sua sinistra. Al 56' Sculli sembra poter colpire in maniera letale, Marchetti respinge sulla linea. Gasperini cambia Moretti con Mesto al 57'. Il festival del gol regala emozioni al 59' quando Palacio serve una palla d'oro a Milanetto che, per la quinta volta, buca il portiere con un destro secco. Il Genoa ora inserisce un guerriero puro, Juric, al posto del positivo Zapater. Allegri cerca energie nuove e al 67' sostituisce Larrivey con Jeda. Non ci sono pause. Trascorrono un paio di minuti e Sculli incorna sotto la traversa, Marchetti stavolta è strepitoso. All'82' Barone, di testa, impegna Amelia. Sempre il portiere genoano è chiamato all'intervento all'88' su rovesciata di Conti e in pieno recupero su stilettata di Barone.
Spingere forsennatamente con il tridente offensivo sorretto da una linea mediana dedicata a tenere più in alto possibile il baricentro. Così il Genoa trasforma l'area del Cagliari in un set per la riedizione dell'assalto a Fort Apache.
Palladino conquista palla all'altezza del vertice destro dell'area piccola avversaria, gioca a fare Houdini con un Marzoratti in preda a totale confusione, per poi servire Palacio dall'altra parte. L'argentino controlla per poi infilare di tacco il 3-2.
Sulla fascia Palladino e Palacio sembrano scugnizzi in sella a motorini truccati. Ideale supporto per uno Sculli che, appena oltrepassa la metà campo sarda, ringhia come il più feroce dei mastini. Ottimi anche Milanetto e il solito incontenibile Marco Rossi. Dall'altra parte Cossu è una spina che punge quasi ogni volta che la palla arriva dalle sue parti. Bene anche Matri che però ha il difetto di ostinarsi a cercare troppo l'uno-contro-uno invece che smistare la palla a compagni più liberi. Negativa invece la prestazione della difesa isolana nel suo complesso: concedere agli avversari 3 pali e 4 goal in 45' non è certo indice di saldezza.



IL TABELLINO
 


GENOA-CAGLIARI 5-3

MARCATORI: 16' Dessena (C), 35' rig. Zapater (G), 39' Palacio (G), 41' Conti (C), 42' Sculli (G), 45' Rossi (G), 55' rig. Matri (C), 59' Milanetto (G)

GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Papastathopoulos 7, Bocchetti 6.5, Moretti 6 (57' Mesto 6.5); Rossi 7.5, Milanetto 7, Zapater 7 (61' Juric 6.5), Criscito 6.5; Palacio 8, Sculli 7, Palladino 7.5 (77' Kharja s.v.). A disposizione: Scarpi, Tomovic, Aleksic, Lazarevic. All. Gasperini 7

CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 5; Marzoratti 5, Ariaudo 5.5 (46' Barone 6.5), Astori 5.5, Agostini 6; Dessena 7, Conti 6.5, Biondini 6; Cossu 6.5; Larrivey 6.5 (67' Jeda s.v.), Matri 6.5 (78' Nenè s.v.). A disposizione: Lupatelli, Di Laura, Nainggolan, Ragatzu. All. Allegri 6.5

ARBITRO: Baracani 6

AMMONITI: Rossi, Bocchetti, Papastathopoulos (G); Conti, Cossu, Astori (C)

 

 

 

 

 

 

07/03/2010

 

Inter-GENOA 0-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=df3nN9V0ecw

Niente allungo in classifica, quarto pareggio nelle ultime cinque gare in campionato (recupero col Parma compreso), terzo 0-0 nell'ultimo mese. L'Inter non trova la fuga, resta a +4 sul Milan, il Genoa la ferma in un pareggio senza gol e la squadra di Mourinho non può avere nemmeno troppi rimpianti. Per oltre 70' infatti Balotelli e compagni giocano al piccolo trotto, senza riuscire mai a creare superiorità in attacco o a fare paura ad Amelia. La scossa arriva nel finale, in cui i rossoblù arretrano e l'Inter sale di intensità. Manca però la stoccata vincente, anche per la buona prestazione difensiva della squadra di Gasperini.Due gli uomini della settimana: il primo è Milito, che gioca per la prima volta contro la squadra che lo ha lanciato. Il Principe ha poche palle giocabili, ne doma alcune a centrocampo, provando a far partire la squadra, mentre è costantemente anticipato nell'area di rigore. Non trova il gol, e questa è già una notizia. L'altro uomo sotto i riflettori era Balotelli, nella settimana delle pressioni su Lippi per una sua convocazione al Mondiale. Mario fa poco per supportare la sua candidatura: salta poco l'uomo, cade molto (spesso a sproposito), è protagonista di alcuni siparietti in cui mostra il solito malumore, ostentato con camminate in mezzo al campo. Nel complesso, una gara sotto i suoi livelli, pare anche per qualche linea di febbre. Mourinho, che sconta la seconda giornata di squalifica nello skybox di Moratti e poi dal più vicino terrazzino delal tribuna vip, sceglie, forzato dalle assenze di Motta e cambiasso e dall'arretramento di Zanetti, di continuare col 4-2-31: nonostante l'assetto offensivo, i nerazzurri faticano ad aggredire l'avversario e produrre gioco. Balotelli partendo dal 1' non ha l'impatto di quando entra a gara in corsa, Pandev, preferito ad Eto'o, incappa in una delle sue peggiori "recite" da quando è approdato a Milano. Stankovic e Muntari (che uscirà infuriato dando una manata a un uomo dello staff) frangono i flutti, ma non riescono a indirizzare la barca interista: così in tuto il primo tempo Amelia dorme sogni abbastanza tranquilli, chiamato in causa soloda un tiro da lontano di Stankovic. La sveglia arriva nell'ultimo quarto d'ora, quando Zanetti torna a centrocampo, quando Quaresma dà soluzioni a sinistra, quando Maicon in inizia a salire con continuità e quando in generale tutta la squadra aumenta l'intensità del gioco. Il 3-4-3 di Gasperini è più coperto di quanto non dicano i numeri: squadra corta ed attenta, con ripartenze affidate solo a lanci per Suazo. Il genoa tiene il pallino del gioco più degli avversari, ma raramente riesce a completare l'ultimo passaggio. Nei primi 45' solo Mesto con un tiro da fuori impegna Julio Cesar, mentre Bocchetti mette la museruola a Milito, e Rossi e Criscito sono abili a rientrare e a coprire. I cambi (Jankovic entra ed esce presto per infortunio) non cambiano la squadra, che continua a giocare una intelligente gara tattica, anche se nell'ultimo quarto d'ora arretra troppo. Davanti non convinvcono Mesto e Sculli, che dovrebbero garantire qualche discesa sulle fasce e qualche pericolo per la difesa nerazzurra. Ok, la squadra non gioca il solito calcio, ma il pareggio di San Siro è meglio del 5-0 dell'andata. O no?

 

TABELINO

INTER (4-2-3-1) Julio Cesar 6.5; Maicon 6, Lucio 6.5, Samuel 6, Zanetti 5.5; Stankovic 5.5 (dal 30’ s.t. Quaresma sv), Muntari 5 (dal 13’ s.t. Cordoba 5.5); Balotelli 5, Sneijder 6, Pandev 5.5 (dal 13’ s.t. Eto’o 6); Milito 6 (Toldo, Materazzi, Mariga, Arnautovic ). All. Mourinho
GENOA (5-4-1) Amelia 6; Rossi 6.5, Papastathopoulos 6, Bocchetti 7.5, Moretti 6.5, Criscito 6; Mesto 6, Zapater 5.5, Milanetto 6, Sculli 5 (dal 17’ s.t. Palacio 5.5); Suazo 5 (dall’8’ s.t. Jankovic sv, dal 23’ Palladino 6). (Scarpi, Tomovic, Juric, Kharja). All. Gasperini.

ARBITRO: Banti di Livorno.
NOTE: ammoniti Samuel e Balotelli per proteste, Criscito per gioco scorretto. Tiri in porta 3-3. Tiri fuori 8-2. Angoli 3-2. In fuorigioco 3-1. Recuperi 3’ pt, 4’ st.

 

 

 

 

 

28/02/2010

 

GENOA-Bologna 3-4

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=Woik-cTKdLs

Il Bologna vince 4-3 a Genova contro i rossoblù di Gasperini al termine di una gara spettacolare e rocambolesca. Partenza sprint per il Genoa: All'8' conclusione ravvicinata di Dainelli respinta sulla linea da Viviano. Sulla palla arrivava Suazo che con un tocco vincente sbloccava il punteggio. Nonostante la forte pioggia il gioco era molto veloce e piacevole. All'11' il pareggio degli emiliani con la conclusione ravvicinata di Buscè che non dava scampo a Viviano. Al 19' il raddoppio del Genoa: fuga sulla destra di Palacio e assist per l'accorrente Sculli, bravo ad anticipare un difensore avversario ed a beffare Viviano.
Al 28' nuovo pareggio del Bologna: errore di Dainelli e fuga di Adailton verso il portiere emiliano. Il brasiliano (ex di turno) a tu per tu con Viviano non falliva il 2-2. Al 34' scambio veloce Suazo-Sculli sulla sinistra e cross al centro per Palacio che da buona posizione alzava sopra la traversa. Al 37' nuovo vantaggio per la squadra di Gasperini: incursione centrale di Suazo che davanti a Viviano spediva la palla in fondo al sacco. Nella ripresa, al 6', Suazo dal limite dell'area tardava a concludere consentendo il recupero di Dainelli. All'8' Genoa vicino al quarto gol: Zapater calciava a girare dalla distanza con palla che centrava la traversa. La pioggia non concedeva tregua ma il gioco in campo era sempre spettacolare. Al 12' il Bologna siglava la terza rete: Adailton riceveva palla dentro l'area emiliana e firmava la doppietta.
Al 13' Palacio calciava alto da buona posizone e un minuto dopo colpo di testa di Sculli deviato da Guana sul palo. Al 21' splendido sinistro di Zalayeta alto sopra la traversa. Al 32' contropiede Bologna con Zalayeta che calciava a botta sicura ma trovava la respinta di Amelia. Sulla palla arrivava Adailton che subiva fallo sulla linea che delimita l'area. L'arbitro Damato concedeva il penalty agli emiliani e dal dischetto Adailton non falliva il tris. Tre punti preziosi per la squadra di Colomba, vittoria importante in chiave-salvezza; passo falso per il Genoa che rallenta la corsa verso l'Europa.

 

TABELLINO

Genoa-Bologna 3-4
8' e 38' Suazo (G), 11'    Busce (B), 18' Sculli (G), 28', 56' e 79' rig. Adailton (G)

Genoa: Amelia; Papastathopolos, Dainelli (34' st Jankovic), Moretti; Mesto, Rossi, Zapater (30' st Bocchetti), Criscito (26' st Milanetto); Palacio, Suazo, Sculli. All: Damato

Bologna: Viviano; Zenoni, Portanova, Moras, Lanna; Buscè, Mudingayi, Guana, Mingazzini (31' st Casarini); Adailton (39' st Gimenez); Zalayeta (35' st Succi). All: Colomba

Arbitro: Damato.

Ammoniti: Zapater (G), Lanna (B).

 

 

 

 

 

 

20/02/2010

GENOA-Udinese 3-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=6Q0mj2JIP2g

Il Genoa di Gasperini riscatta la sconfitta sul campo della Juventus battendo senza faticare troppo l’Udinese di De Biasi. E’ Acquafresca il protagonista assoluto della gara con un gol per tempo e tanto movimento per scardinare la difesa bianconera.
Alla mezzora il vantaggio: Sculli, ottima la sua prova, ceve in area spalle alla porta e si gira bene, Handanovic fa il miracolo ma sulla ribattuta arriva Acquafresca che mette dentro il suo primo gol in questo campionato con la maglia del Grifone. L’Udinese dopo un buon avvio accusa il colpo e va vicino al raddoppio con una fucilata di Zapater dalla distanza, ma il risultato non cambia.
Nella ripresa è ancora l’ex bomber del Cagliari ad esser protagonista, al 53′ su calcio d’angolo conquista il calcio di rigore e lo trasforma per il doppio vantaggio. Appena tre minuti dopo si chiude la partita con l’Udinese che perde Zapata, espulso dal fiscale Rosetti per proteste.
Arriva il sigillo di Palacio a suggellare il ritorno al quarto posto della squadra di Gasperini, ancora cross di Sculli e l’argentino in tuffo di testa archivia il match.
 


TABELLINO


GENOA – UDINESE: 3-0 30° Acquafresca, 7° Acquafresca (R), 18° s.t. Palacio
Genoa (3-4-3): 32 Amelia, 15 Papastathopoulos, 3 Dainelli, 24 Moretti (16° s.t. Bocchetti), 20 Mesto, 7 Rossi, 21 Zapater, 4 Criscito, 8 Palacio (26° s.t. Jankovic), 9 Acquafresca (28° s.t. Suazo), 14 Sculli. (73 Scarpi, 26 Bocchetti, 40 Tomovic, 22 Gucher, 13 Fatic, 17 Jankovic, 19 Suazo). All. Gasperini.
Udinese (4-4-2): 22 Handanovic, 4 Cuadrado, 13 Coda, 2 Zapata, 24 Lukovic, 7, 11 Sanchez (20° s.t. Ferronetti), 88 Inler (23° s.t. Lodi), 20 Asamoah, 26 Pasquale (1° s.t. Pepe), 83 Floro Flores, 10 Di Natale. (6 Belardi, 32 Ferronetti, 7 Pepe, 19 Badu, 84 Lodi, 14 Sammarco, 27 Geijo). All. De Biasi.

Arbitro: Rosetti Ammoniti: 25° M. Rossi, 38° Pasquale, 4° s.t. Papastathopoulos, 7° s.t. Coda Espulsi:11°s.t.Zapata

 

 

 

 

 

 

14/02/2010

Juventus-GENOA 3-2

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=iHkigl-kAjs

Il finale è incandescente, non per gli incidenti (sfiorati e temuti dopo la battaglia a colpi di petardi tra le opposte tifoserie: poco importa chi ha iniziato, il pericolo creato è stato enorme, adesso il rischio è quello di un giro di vite sulle trasferte dei tifosi di Gednoa e Juve, oltre a quelli di Napoli, Udinese, Lazio dopo gli incidenti della settimana. Poco importa perché è “curioso” che si parli di controlli e tornelli, vengano sequestrati i contenitori di estathe mentre poi dentro lo stadio, in alcuni stadi, sembra di essere a una festa di Capodanno.
Il finale è incandescente per le polemiche. Gasperini parla di una furbata di Del Piero che si offende (ma nel tunnel si era scusato con i rossoblù) , sull’azione incui ha cercato il rigore, ottenuto, con un fallo che, discutibile, è stato commesso comunque fuori area. Zaccheroni di fronte alle immagini ammette: ilrigore non c’era, ma in campo è difficile giudicare. Mazzoleni ride mentre fischia e Sokratis si dispera. Aveva già annullato qualche gol a Milito (rossoblù) per fuorigioco, ne aveva cancellato uno alla Samp conil Parma. Malafede? No, ma un errore, certo e clamoroso. ma commesso con aria irridente ed è quello che ha esplodere la polemica e i cattivi pensieri dei tifosi. Qualcuno prima della partita suggeriva che più di Del Piero era da “marcare” l’arbitro. E qualche altra stanza del potere del calcio. Visto che c’è anche la Lazio che rischia grosso in coda e qualche anno fa venne inventato lo spalmadebiti per salvarla.
Peccato perché una gara che avrebbe visto il Genoa recriminare qualcosa anche con il 2-2 (la Juve tiri diretti in porta ne ha fatti pochini, le conclusioni sono arrivate da calci piazzati) poteva chiudersi senza strascichi. E il solito striscione polemico dei tifosi beffati: Vecchia Signora, soliti furti

 

TABELLINO

JUVENTUS-GENOA 3-2

MARCATORI: Rossi (G) AL 16′, Amauri (J) al 42′ p.t.; Del Piero (J) al 16′ e 33′ su rigore, Rossi (G) al 18′ s.t.

JUVENTUS (3-4-1-2): Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres, Sissoko, Candreva (21′ s.t. Marchisio), De Ceglie; Diego (35′ s.t. Salihamidzic); Del Piero, Amauri (47′ s.t. Giovinco). (Manninger, Grygera, Grosso, Paolucci). All. Zaccheroni.

GENOA (4-4-2): Amelia; Papastathopoulos, Dainelli, Bocchetti, Criscito (44′ s.t. Aleksic); Mesto, Rossi, Zapater, Sculli; Acquafresca (1′ s.t. Fatic), Suazo (22′ s.t. El Sharaawi). (Scarpi, Polenta, Gucher, Milanetto). All. Gasperini.

ARBITRO: Mazzoleni.

NOTE: spettatori 20.000 circa. Ammoniti: Bocchetti, Rossi, Candreva, Acquafresca, Amauri, Zebina, Mesto, Papastathopoulos, Salihamidzic. Recupero: 2′ p.t., 3′ s.t..
 

 

 

 

 

 

07/02/2010

 

GENOA-Chievo 1-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=PrnDXclDSXE&feature=related

GENOVA - Di buono ci sono i tre punti, per il Genoa. E anche un'indicazione di lavoro per Gasperini: bisogna prepararsi meglio ad avversari tatticamente vicini alla perfezione come il Chievo, che fino al gol-prodezza di Marco Rossi ha fatto vedere i sorci verdi a tutta la squadra: sia in difesa, con le ripartenze veloci dei vari Luciano e Pellissier; sia in fase di costruzione e finalizzazione, con un pressing asfissiante in ogni zona del campo. Si parte secondo copione: il Genoa che fa la partita, il Chievo rintanato in attesa di ripartire negli spazi inevitabilmente lasciati liberi dai rossoblù. Così è vero che dopo una decina di minuti matura l'occasione di Acquafresca sull'asse Palacio-Sculli (Sorrentino battuto, salva Mandelli); ma è altrettanto vero che il Chievo in contropiede fa la fotocopia e mette Luciano nelle condizioni di tentare il diagonale da destra a tu per tu con Amelia, il quale gli chiude lo specchio e respinge. E poi è ancora Luciano a smarcare Pellissier, nuovo tiro e nuova respinta di Amelia. Così gli ospiti iniziano a guadagnare campo e a pressare più alto, creando evidenti difficoltà al Genoa in fase di costruzione del gioco. E mai rinunciando alla propria specialità, cioè le ripartenze veloci. Grande equilibrio, insomma, e un po' di nervosismo nel finale di tempo, quando iniziano a fioccare i cartellini nonostante l'arbitraggio all'inglese di Ciampi, complice la caduta in area di Palacio (rigore negato per i rossoblù, simulazione per gli ospiti).
Si riparte e il copione resta lo stesso: Genoa in attacco (subito un'occasione per Dainelli su corner: testa troppo centrale), Chievo bene organizzato in difesa e che ogni tanto riparte con qualche brivido per i rossoblù. Luciano è una spina nel fianco per la difesa genoana, l'apprensione arriva periodicamente e la partita sembra avviata sullo 0-0. Serve un episodio, oppure una prodezza. Ed è la seconda, ad arrivare, quando Rossi riceve in area sulla destra, si gira e mette in rete sul secondo palo un splendido diagonale. A quel punto le strategie del Chievo saltano, e si rivede il Genoa debordante di inizio stagione: sono gli ospiti a lasciare spazi aperti, e i genoani a sfruttarli. Una situazione che culmina nel gran tiro di Milanetto dalla distanza che colpisce in pieno la traversa e dunque non chiude la partita. Il campanello d'allarme per il Chievo funziona, perché grazie anche ai cambi qualche pericolo alla porta genoana torna ad arrivare, soprattutto con Pellissier. Ma nonostante 5 minuti di recupero i rossoblù riescono a portare ai casa i tre punti.

 

TABELLINO

 

GENOA-CHIEVO 1-0

GENOA
(3-4-3): Amelia; Sokratis, Dainelli, Moretti; Mesto, Milanetto, Juric (15' st Fatic), Rossi; Palacio (21' st Bocchetti 6), Acquafresca 6,5, Sculli 6 (30' st Palladino sv). (Scarpi, Suazo, Zapater, Tomovic). All.: Gasperini.

CHIEVO (4-3-2-1): Sorrentino; Sardo, Mandelli, Jepes, Mantovani; Luciano, Rigoni (26' st Bentivoglio), Marcolini (33' st Ariatti), Pinzi, Bodgani (23' st Abbruscato), Pellissier. (Squizzi, 2 Morero, 21 Frey, 83 De Paula). All.: Di Carlo.

ARBITRO: Ciampi di Roma.

MARCATORE: 18' st Rossi

AMMONITIi: Yepes (C), Sorrentino (C), Palacio(G),  Moretti (G), Luciano (C), Marcolini (C).

 

 

 

 

 

 

 

30/01/2010

 

Napoli-GENOA 0-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=kDKPQ2RHiVw

 

Una traversa clamorosa, un rigore reclamato e una partita molto grintosa non sono bastate al Napoli per conquistare altri tre punti preziosi nella sua rincorsa, per ora comunque felice, alla zona Champions League. Un Genoa più attento in difesa rispetto al solito, sacrificando qualcosa come spinta in avanti, è riuscito a chiudere indenne e portare a casa un punto prezioso. Ora gli uomini di Mazzarri hanno agganciato la Roma al terzo posto (38 punti contro i 40 del Milan appena sopra) ma con una gara in più. Il Genoa invece è salito a 32 lunghezze, una in meno della Juventus (che domani sfida la Lazio).Il Napoli si è presentato nella formazione attesa, con Denis al posto dell'infortunato Lavezzi (che ha rinnovato il contratto fino al 2015). Nel Genoa il greco Papastathopoulos va in campo al posto di Juric. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, ricco soprattutto di contrasti duri a centrocampo su un terreno allentato dalla pioggia di ieri e reso peggiore da un fitto acquazzone nei primi 20 minuti. Però le squadre hanno lottato senza risparmiarsi, non riuscendo però a produrre grosse occasioni. L'emozione più grande è arrivata al 44' grazie a una percussione di Cannavaro che, chiuso un triangolo, ha sprato un destro violento dal limite contro la traversa. La ripresa è molto più vivace. Subito due occasioni per il Napoli (che perde Maggio infortunato, sostituito da Zuniga): una con Denis (para Amelia) e una con Hamsik (palo sfiorato). Poi Gasperini effettua un doppio cambio facendo entare Acquafresca e Sculli per Suazo e Palacio. Mazzarri risponde con Dossena per Grava.E l'equilibrio sembra ricomposto. Finchè al 19' c'è un episodio discusso: Hamsik crossa da sinistra e Dainelli tocca con una mano. Grandi proteste ma Morganti fa proseguire. La parte finale della gara è confusa: gli azzurri ci provano di più, il Genoa tenta qualche affondo velenoso.

 

TABELLINO

Napoli-Genoa 0-0
 

NAPOLI (3-4-3): 26 De Sanctis; 14 Campagnaro, 28 Cannavaro, 2 Grava (16’s.t. A. Dossena); 11 Maggio (5’s.t. Zuniga), 23 Gargano, 21 Cigarini, 6 Aronica; 17 Hamsik, 19 Denis (36’s.t. Bogliacino), 27 Quagliarella. (A disposizione: 1 Iezzo, 77 Rinaudo, 33 Rullo, 91 Insigne). All. Mazzarri

GENOA (3-4-3): 32 Amelia; 25 Biava, 3 Dainelli, 24 Moretti; 7 Rossi, 77 Milanetto, 15 Papastathopoulos, 4 Criscito; 20 Mesto (21’s.t. Juric), 19 Suazo (12’s.t. Acquafresca), 8 Palacio (12’s.t. Sculli). (A disposizione: 73 Scarpi, 40 Tomovic, 26 Bocchetti,  21 Zapater, 10 Palladino). All. Gasperini

ARBITRO: Emidio Morganti di Ascoli Piceno (Niccolai-Papi. IV uomo: Giannoccaro)

Ammoniti: Aronica (Nap), Quagliarella (Nap), Suazo (Gen), Acquafresca (Gen), P.Cannavaro (Nap), A. Dossena (Nap), Criscito (Gen)

 

 

 

 

 

24/01/2010

 

GENOA-Atalanta 2-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=rBTqukw0V2k

 

GENOVA - Gasperini schiera Crespo e Palacio dal primo minuto, un po’ a sorpresa. Sono proprio i due argentini a segnare le reti che permettono al Grifone di vincere una bella partita, senza un attimo di tregua. Nel primo tempo Genoa superiore tatticamente e più aggressivo. Nella seconda frazione Grifoni attenti in difesa non sbagliano e fermano tutti gli assalti dell’Atalanta. Migliori in campo proprio i due marcatori, Palacio e Crespo. Anche Mesto e il solito, infaticabile, Rossi, autori di un’ottima prova. Gasperini schiera i più in forma, e dimostra che il suo “patentino” ha ancora una volta ragione.
Crespo al 90’, uomo partita Sky: « Avevo voglia di dimostrare la mia allegria, sono contento. Questa è una vittoria importante, ma di Europa non voglio ancora parlare: il nostro obiettivo è stare nella parte sinistra della classifica. L’arrivo di Acquafresca? Io continuo a fare il mio, indipendentemente da chi resta e chi va».



TABELLINO

Genoa-Atalanta 2-0
Reti: 18’ Palacio, 42’ pt Crespo
Genoa (3-4-3): Amelia, Biava, Dainelli, Moretti, Rossi, Milanetto (25’ st Juric), Zapater, Criscito, Mesto, Crespo (25’ st Suazo), Palacio (32’ st Sculli).
In panchina: Scarpi, Tomovic, Fatic, Polenta. All. Gasperini
Atalanta (4-4-1-1): Coppola, Capelli (8’ st Valdes), Talamonti, Manfredini, Bellini, Ferreira Pinto, Guarente, Zanetti (8’ st Chevanton), Padoin, Doni, Tiribocchi (19’ st Acquafresca).
In panchina: Consigli, Garics, Peluso, Ceravolo. All. Mutti
Arbitro: Giannoccaro di Lecce
Note: ammoniti Doni per proteste, Moretti, Chevanton per comportamento non regolamentare, Guarente, Dainelli, Biava per gioco scorretto; recupero 0’ e 4’; paganti 1.586 (incasso 42.435 euro) abbonati 24.289 (quota gara 324.353 euro); corner 5-1 per l’Atalanta.

 

 

 

 

 

20/01/2010

 

GENOA-Bari 1-1

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=HYAZ8x8hEaM

 

GENOVA - Barreto fulmina Amelia al 3’ del pt, ma il gol è viziato da un fallo di mano (con le conseguenti vibranti proteste prima della squadra, poi di Preziosi). Nella ripresa il Genoa pareggia con la punizione di Milanetto deviata da Almiron. Buona partita da parte delle due difese, ma il Grifone non ritrova il suo gioco spumeggiante.I Galletti baresi segnano subito, poi subiscono il lungo assedio rossblù che perdono nel finale Dainelli e Sculli. Milanetto super su punizione, deviata, agguanta il pari e Gillet gli nega poi un altro gol. Gasperini: «Soddisfatto anche se non siamo ancora tornati ai nostri livelli».Infermeria: Dainelli lombalgia «che lo affliggeva già a Firenze» dice Gasperini nel dopo partita, Sculli un risentimento muscolare. Grave l’infortunio del barese Parisi: rotto il crociato secondo la prima valutazione dei medici.

 

 

TABELLINO

Genoa (3-4-3): Amelia, Sokratis (45’ pt Crespo), Dainelli (17’ st Biava), Bocchetti, Rossi, Milanetto, Juric, Criscito, Mesto, Suazo, Sculli (28’ st Moretti). In panchina: Scarpi, Biava, Moretti, Zapater, Tomovic, Crespo, Ragusa. AlL. Gasperini

Bari (4-4-2): Gillet, Belmonte, A. Masiello, Bonucci, Parisi (13’ pt S. Masiello), Alvarez (15’ st Kamata), Gazzi, Almiron, Koman, Meggiorini (26’ st Castillo), Barreto. In panchina: Padelli, Diamoutene, S. Masiello, Donati, Allegretti, Kamata, Castillo. All. Ventura

Arbitro: Saccani di Mantova

Ammoniti: Gazzi, Belmonte, Barreto, Masiello, Bonucci (Bari)

Sculli, Dainelli, Rossi, Bocchetti (Genoa)

 

 

 

 

 

17/01/2010

 

 

Roma-GENOA  3-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=Neut-SQPjoM

 

Pesante sconfitta per il Genoa contro la Roma: 3-0 in una partita senza storia. I giallorossi vanno in vantaggio al 17’ del pt con un gol di Perrotta. Al 26’ Sculli rimane a terra dopo un contrasto con Juan. Esce zoppicando dal campo, poi sembra riprendersi, ma Gasperini è costretto all prima sostituzione. Al 30’ entra Fatic. Al 33’ Luca Toni sbaglia il gol del raddoppio. Al 39’ grande parata di Amelia sempre su tiro di Luca Toni al centro della porta. Ma al 45’ Toni non sbaglia e segna la rete del raddoppio.Il Genoa va negli spogliatoi sotto di due reti. Formazioni invariate all’inizio della ripresa con un Genoa che sembra più deciso. Al 10’ il Genoa spreca un’occasione con Fatic che tira male. Al 14’ è ancora una volta la Roma a concludere sempre con Toni: 3-0. Trentacinquesimo gol subito dal Genoa in campionato. Per i rossoblù un paio di occasioni con Crespo entrato al 19’ del st al posto di Suazo. Vince la rassegnazione. Finale 3-0 per la Roma e grandi applausi per Luca Toni

TABELLINO

ROMA (4-2-3-1) J. Sergio, Cassetti, Burdisso, Juan, Riise,; Brighi, Pizarro; Taddei, Perrotta, Vucinic (Menez 44’st); Toni (Baptista 44’ st). A disp.: Lobont, Motta, Menez, De Rossi, Cerci, Menz, Baptista. Allenatore: Ranieri.

GENOA (4-3-3) Amelia; Biava, Dainelli, Bocchetti, Criscito; Rossi, Milanetto, Juric; Mesto (tomovic 26’ st), Suazo (Crespo 19’ st), Sculli (Fatic 30’ pt). A disp.: Scarpi, Moretti, Sokratis, Modesto,Tomovic, Fatic, Zapater, Crespo. Allenatore: Gasperini.

ARBITRO: Andrea Romeo di Verona (Ayroldi, Ghianda; IV Uomo Rizzoli)

 

 

 

 

 

 

13/01/2010

Coppa Italia

 

GENOA-Catania 1-2

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=h4ZRh7OtnI8

Gianvito Plasmati è quasi ufficialmente sul mercato, per questa sessione invernale. Il centravanti dovrebbe scendere di categoria, dopo aver trovato poco spazio al Catania. Ma il suo regalo di commiato sono i quarti di Coppa Italia, e la sfida contro la Roma. Decide lui, infatti, nel giro di tre minuti, l'ottavo di finale contro il Genoa. In sette minuti la partita è praticamente chiusa: due volte servito in area, prima da Ledesma, poi da Mascara, batte Scarpi prima di sinistro e poi di destro, al 4' e al 7'. Tanti saluti a un Genoa piuttosto spento (si accende solo quando crede di aver subito un torto), che non ripete contro i siciliani la vittoria 2-0 di domenica in campionato. Non basta il gol di Marco Rossi a inizio ripresa, perché subito dopo aver riaperto la partita, il Genoa la richiude, facendosi cacciare due uomini in un minuto.
Il gol del 2-1 arriva al 13' della ripresa, quando Suazo difende palla e appoggia per l'accorrente Rossi: il tiro è una bomba che finisce in rete. Tutto riaperto? Macché, perché sull'azione successiva Papastathopoulos, in tackle ferma la palla con la mano. Secondo giallo e enormi proteste da tutti i rossoblù: eccede Marco Rossi, cacciato a sua volta. In nove il gol di svantaggio è ostacolo insormontabile, col Catania che fa possesso palla. Ma soprattutto la partita diventa una "crisi di nervi" con proteste continue e il pubblico del Ferraris che si accalca tutto in tribuna, sopra al tunnel che porta agli spogliatoi. Aspettano l'arbitro, in molti sulla balaustra, e arrivano oggetti in campo. Non succederà nulla di grave, ma il Genoa è fuori.
La coppa Italia, si sa, in questa fase è teatro di esperimenti e turnover: Gasperini prova un 4-4-2 che dovrebbe dare più sicurezze difensive: in realtà in mezzo è tutto un buco, in cui va a nozze Plasmati. Il doppio vantaggio quasi immediato costringe a qualche cambio in corsa in chiave offensiva, con Fatic che si allarga nel tridente offensivo e Modesto che avanza spesso sulla linea dei centrocampisti. Il ritorno "all'ovile" del 3-4-3 diventa ufficiale nel secondo tempo, quando Suazo rileva il difensore Esposito, riproponendo il tridente puro. La cosa serve funzionare, ma solo fino a quando la squadra di Gasperini non resta in nove. Poi solo nel recupero, con Crespo, si va vicino al pari. A proposito di esperimenti, Mihajlovic si sbilancia decisamente, con Plasmati centravanti, Mascara e Morimoto ai suoi lati, e Ricchiuti ad innescarli. Il Catania sfrutta così le debolezze difensive del Genoa (con Ricchiuti bravo a sdoppiarsi), ma è difficile dire se si potrà ripetere questo assetto. La gara infatti viene messa due volte in discesa, prima dal doppio vantaggio immediato, poi dai due uomini in più, appena il Genoa accorcia. La colpa del Catania è non chiudere la partita, con Morimoto, Plasmati e Mascara che in tre contro uno si passano la palla a ripetizione aspettando troppo a tirare. Se lo rifanno contro la Roma ai quarti, Mihajlovic se li mangia.

 

TABELLINO

Genoa-Catania 1-2 (4', 7' Plasmati, 58' Rossi)

Genoa: Scarpi, Esposito (46' Suazo), Sokratis, Tomovic, Fatic (62' Fatic), Modesto, Zapater (54' Milanetto), Juric, Mesto, Sculli, Crespo
A disposizione: Amelia, Criscito, Bocchetti, Moretti, Milanetto, Rossi, Suazo

Catania: Campagnolo, Augustyn, Bellusci, Terlizzi (46' Spolli), Capuano, Moretti (62' Carboni) , Izco, Ledesma, Ricchiuti, Plasmati, Mascara
A disposizione: Andujar, Alvarez, Potenza, Silvestri, Biagianti, Llama, Moretti, Morimoto, Martinez

Note: Espulso al 59' Papastathopoulos (G) per somma di ammonizioni. Espulso Rossi (G) al 60' per proteste.

Arbitro: Velotto di Grosseto

 

 

 

 

 

10/01/2010

 

GENOA-Catania 2-0

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=ZrqkEym1j-E

 

 

Una rete per tempo di Mesto e Sculli consentono al Genoa di battere per 2-0 un buon Catania. Il successo pieno gli mancava dallo scorso 28 novembre quando trionfò nel derby con la Sampdoria. Etnei in inferiorità numerica dal 28' per l'espulsione di Bellusci. Gara agonisticamente intensa con l'inerzia a favore dei padroni di casa soprattutto nella ripresa quando la squadra di casa ritrova concentrazione e intensità di manovra.
Assente per squalifica Rossi, il 3-4-3 di Gasperini ritrova Sokratis e Bocchetti in difesa con Biava in mezzo. Centrocampo senza sorprese nel quale a Milanetto e Juric si aggiungono gli esterni Mesto e Criscito, nel reparto offensivo c'è il debutto al Ferraris di Suazo supportato sulle fasce da Palacio e Sculli. Il dirimpettaio Mihajlovic propone lo stesso undici vincente contro il Bologna ad eccezione di Spolli fermato dal giudice sportivo. Al suo posto, nel 4-3-3, c'è Bellusci. Davanti Mascara viene preferito a Morimoto, in panchina insieme all'altro elemento in ballottaggio, Ledesma.
Dopo 10 secondi Llama prova a sorprendere Amelia con una palombella in area che sorvola la traversa. In questa fase, complici gli ultimi risultati, l''approccio mentale al match è diametralmente opposto: padroni di casa contratti e ospiti più sciolti. Ma la svolta è imprevedibile: al 28' Suazo salta Bellusci che, già ammonito al 9', non può fare a meno di atterrarlo. Immediata la mossa di Mihajlovic: dentro Mascara per Terlizzi. Quasi altrettanto immediata è però la graffiata del Grifo. E' il 36' quando Criscito dalla sinistra crossa sul secondo palo per la testa di Mesto che rende vano il tuffo di Andujar. Prima dello scadere Palacio viene sostituito da Zapater.
Ripresa senza ulteriori novità negli schieramenti. Il Genoa appare intenzionato a mettere in ghiaccio il risultato imbastendo in maniera costante azioni attorno ai sedici metri etnei. Ma è in contropiede, al 54', che ipotrebbero raddoppiare: Suazo serve il liberissimo Milanetto che, invece di concludere, mette in mezzo per Sculli anticipato. Poco dopo il calabrese arriva in ritardo alla deviazione vincente a porta vuota su tiro di Bocchetti. Quando poi nell'azione successiva calcia è Andujar a respingere. Al 60' Mihailovic prova ad allentare la pressione inserendo Plasmati per Biagianti. Al 72' Sculli viene atterrato appena dentro l'area da Alvarez, Rosetti concede solo una punizione sulla linea bianca. Al 69' un destro dalla distanza di Zapater sfiora il montante destro. E' il preludio al 2-0 siglato di testa dallo scatenato Sculli su traversone dalla destra di Mesto. Al 73' una girata di Suazo è disinnescata da Andujar. Il Genoa ora gioca sul velluto. Si vedono in campo anche Morimoto, Crespo e Tomovic al posto di Llama, Mesto e Suazo. Prima del triplice fischio Mihajlovic viene espulso per proteste. In pieno recupero Terlizzi salva sulla linea un tiro di Sculli.
Chiusure difensive puntuali, pressing alto e ripartenze ficcanti. I compiti che Sinisa dà ai suoi vengono svolti con meticolosità. E per il Genoa è notte fonda per quasi mezz'ora. Poi Bellusci, già ammonito, atterra Suazo che gli sfugge come un'anguilla. Espulsione sacrosanta e Catania travolto dalla voglia di vittoria del Genoa.
I ripetuti dribbling di Suazo fra i difensori ospiti sono da strabuzzarsi gli occhi.
Suazo si presenta con personalità e con le caratteristiche che ne hanno fatto un campione: tecnica sopraffina e rapidità di movimenti. Gli manca solo il gol, più per eccesso di altruismo che per demeriti. Mesto goleador e assistman in occasione del raddoppio messo a segno da Sculli. Due gemme in una gara giocata in costante movimento. Martinez è volenteroso ma quello che costruisce lo sperpera al momento di trasformarlo in oro sonante. Bellusci, lasciare la propria squadra in inferiorità numerica dopo neppure mezz'ora di gioco è peccato gravissimo.

 

TABELLINO

GENOA-CATANIA 2-0

MARCATORI: 36' Mesto, 71' Sculli

GENOA (3-4-3): Amelia 6; Sokratis 6.5, Biava 6, Bocchetti 6; Mesto 7 (77' Crespo sv), Milanetto 7, Juric 7, Criscito 7; Palacio 6 (43' Zapater 6.5), Suazo 7.5 (83' Tomovic s.v.), Sculli 7. A disposizione: Scarpi, Esposito, Moretti, Modesto. All. Gasperini 7

CATANIA (4-3-3): Andujar 6; Alvarez 6, Silvestre 5.5, Bellusci 5, Capuano 5.5; Carboni 6, Biagianti 6 (60' Plasmati 6), Llama 6.5 (75' Morimoto sv); Izco 6, Martinez 6.5, Mascara 6.5 (31' Terlizzi 6). A disposizione: Campagnolo, Potenza, Ledesma, Moretti. All. Mihajlovic 6.5

ARBITRO: Rosetti 6

AMMONITI: Sculli, Milanetto, Criscito, Suazo (G); Carboni (C)

ESPULSI: Bellusci (C), Mihajlovic (C)

 

 

 

06/01/2010

 

Milan-GENOA 5-2

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=E8Z7saF6T1M

 

Milan superstar nella prima gara del suo 2010. I rossoneri "regolano" il Genoa a San Siro con un netto 5-2 nel posticipo della diciottesima giornata confermando di avere quanto meno i mezzi per insidiare in classifica lo strapotere della capolista Inter.Ma tutto ciò è stato possibile al Diavolo rossonero perché il Genoa e Gasperini si sono vestiti da Befana, brutti nell’aspetto e bravi nel portare doni ai rossoneri.
Partita subito in salita  per il Grifo, ma Amelia  al rientro di esaltava parando un rigore a Ronaldinho.
Il Genoa prendeva le contromisure ai rossoneri, li faceva soffrire sulle corsie laterali  e trovava  il gol del vantaggio  con Sculli.
Non male l’approccio per Gaspe  contro un Milan inedito e  ridisegnato da Leonardo con l’arrivo di Beckam  alla sua corte.
Probabilmente anche nel Genoa 2010 il “fato” voleva   metterci lo zampino, e l’uscita di Moretti al 35’del primo tempo  ha contribuito al patatrac rossoblu.
Gasperini in conferenza stampa ha detto che il Grifo aveva troppe difficoltà dietro con il solo Biava come difensore puro.
Su questa considerazione del tecnico rossoblu non mi trovo d’accordo.
Nella panchina rossoblu vi erano Tomovic ed Esposito ed  aver rivoluzionato il suo gioco con l’accentramento di Criscito nel ruolo di difensore centrale  mi ha lasciato perplesso.
Gasperini non si fidava  di Tomovic e di Esposito, ma doveva farli giocare per dare seguito al tema  della sua  conferenza stampa finale,   e se i due avessero nuovamente fallito, le parole del Gaspe avrebbero avuto un significato, un senso : “utile incassare il risultato di 5 a 2 , aiutando a recuperare la propria dimensione”.
Senza l’utilizzo di Tomovic ed Esposito rimangono dubbi !
Già in partenza la mossa di Rossi in marcatura alla “Gentile modello mundial 1982”  su Rona, lasciava perplessi,avendo i due difensori in panchina.
Rossi bravissimo ad annullare Ronaldinho, ma la sua spinta a centrocampo e le sue folate e sovrapposizioni sulle corsie laterali e le sue diagonali a sventare minacce per la difesa   sono mancate.
Altro errore tattico dopo l’uscita di Moretti, l’entrata di Modesto sulla corsia di sinistra che oltre ad andare  raddoppiare la giornata no di Mesto sulla destra, permetteva  la  conquista delle corsie laterali al Milan con Abate e Antonini, nati esterni di centrocampo, e trasformati terzini dal bravo Leonardo.
Per tanti il Genoa sta soffrendo la capacità di tenere certi ritmi con il suo centrocampo datato con Milanetto e Juric, ma la partita di S.Siro non ha detto questo: Milanetto ha giostrato alla pari con Pirlo, e Juric si è annullato con Gattuso.
La debolezza nel centrocampo rossoblu era Mesto, uno che corsa né ha da vendere, che ha perso sistematicamente Ambrosini  propiziatore di  2 rigori a favore del Diavolo rossonero.
Ed anche su questa marcatura Mesto /Ambrosini , nasce spontanea un’altra domanda: perché utilizzare Mesto centrocampista con Zapater in panchina ?
Bisognava abiurare il 3 4 3 ? Qualche volta può anche servire !
Adesso è importante per ripartire per tutto il Genoa e non solo Gasperini e la squadra.
I difetti del Grifo a S.Siro sono emersi, non per il risultato, bugiardo per alcuni episodi arbitrali, ma che non  cambiano  la sostanza della realtà, perché  la spina dorsale del Vecchio Balordo doveva, essere raddrizzata già prima delle festività Natalizie, adesso deve e dovrà essere rimpolpata subito con nuovi innesti.
La difesa rossoblu è imbarazzante contro qualsiasi avversario e dovrà essere la priorità di mercato di Preziosi che oggi rientrerà da Dubai.
Chiunque viene chiamato  a fare il centrale difensivo dei calciatori a disposizione  del tecnico rossoblu,   buca la partita: Moretti lo abbiamo visto, Biava da centrale è la reclam, non per colpa sua,  del rigore quando viene puntato,e a  Criscito,non piace più il ruolo.
Nella lista  dei difensori  mancano gli assenti di S.Siro ma  Bocchetti, deve ritrovare subito la “cazzimma” e Sokratis, neanche nominato dal Gaspe tra gli assenti della  contesa alla Scala del calcio.
Adesso non c’è più tempo il Grifo ha bisogno di rinforzi indipendentemente dalla telenovela Menegazzo.
Il Genoa ha bisogno de due elementi  mancanti: un difensore ed centrocampista di qualità, non per fare voli pindarici in classifica ma per stazionare nella parte destra della classifica.
Dimenticavo Suazo al suo esordio in rossoblu.
Mai servito l’honduregno  dai compagni per sfruttarne le sue caratteristiche, per far gol ha fatto tutto da solo, rubando un pallone a Nesta ,involandosi verso Dida e punendolo con un  bel tiro.
Il gol di Suazo un’altra foto di Milan Genoa: Vecchio Balordo si poteva dare e fare  di più.
Oggi dovrebbe essere la giornata della risposta su Menegazzo, ma potrebbe essere la Befana per la difesa rossoblu.

 

TABELLINO

MILAN - GENOA 5-2 (2-1)

RETI: 25' Sculli(G), 31' rig. Ronaldinho, 38' Thiago Silva, 48' e 61' Borriello, 74' rig. Huntelaar, 79' Suazo(G)

MILAN: Dida, Nesta, Thiago Silva, Abate, Ambrosini, Beckham (76' Jankulovski), Gattuso, Antonini, Pirlo (65' Flamini), Ronaldinho, Borriello (67' Huntelaar). A disp.: Storari, Kaladze, Favalli, Inzaghi. All.: Leonardo

GENOA: Amelia, Mesto (62' Zapater), Biava, Criscito, Moretti (31' Modesto), Juric, Rossi, Milanetto, Sculli, Suazo (82' Crespo), Palacio. A disp.: Scarpi, Esposito, Fatic, Tomovic. All.: Gasperini

ARBITRO: Orsato di Schio

NOTE: al 13' Amelia neutralizza un calcio di rigore a Ronaldinho. Ammoniti Ambrosini(M) Amelia, Juric, Rossi(G)

 

 

 

 

 

20/12/2009

 

GENOA-Bari

RINVIATA

Genoa-Bari rinviata a data da destinarsi. Lo ha ufficializzato la Lega calcio dopo il parere negativo della Questura di Genova. La Lega ha 'preso atto del perdurare dell'eccezionale ondata di maltempo che ha colpito Genova' sulla base di quanto fatto sapere in merito all''l'assenza delle condizioni minime di sicurezza per l'agibilita' degli impianti'. E' la quarta partita della 17/a giornata di serie A che salta dopo Bologna-Atalanta, Fiorentina-Milan e Udinese-Cagliari.

 

 

 

 

 

17/12/2009

 

GENOA-Valencia 1-2

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=tg8cyInj1kI&feature=related

 

GENOVA, 17 dicembre 2009 - Il Genoa esce dall'Europa League. A testa alta, ma non basta. Con una sconfitta, 1-2, maturata al 95', contro un buon Valencia: il danno era stato fatto prima, la prestazione di stasera era l'ultima occasione, ma non era mica facile da cogliere. Soprattutto perché i rossoblù hanno regalato un tempo e un gol di vantaggio a Villa e compagni, che nei primi 45' hanno giocato con autorità, trovando la rete con Bruno. Poi nella ripresa la squadra di Gasperini ha alzato il ritmo e il baricentro, trovando il pari con Crespo e mantenendo la gara in bilico fino alla fine. Gli spagnoli però hanno tenuto, respingendo gli attacchi continui ma non sempre lucidi del Grifone, e legittimando il risultato, che li promuove ai sedicesimi di coppa, con un rigore calciato a lato da Villa. Che nel recupero ha regalato addirittura il successo agli spagnoli.
Nel primo tempo meglio il Valencia. Che parte forte, nonostante agli spagnoli basti un pari per andare avanti, e sulla carta Villa, unica punta, dovrebbe soffrire di solitudine lì davanti. E invece basta e avanza per far girare la testa alla difesa rossoblù, pericoloso due volte, in area e dalla distanza. Il Genoa fatica a prendere le misure agli ospiti: la gara è fisica, più che geometrica, e i rossoblù faticano ad allargare il gioco, come loro consuetudine. E l'assenza di Milanetto, annunciato in formazione e costretto invece al forfeit dopo il riscaldamento, priva la squadra di Gasperini di un playmaker di personalità. Palladino esce prima della mezz'ora per un fastidio al ginocchio sinistro. Al suo posto Sculli. Ma è ancora il Valencia a farsi pericoloso, il "cavallone" Joaquin di esterno destro mette a lato solo davanti a Scarpi. Nel finale di tempo, però, il Genoa cresce, e si rende pericoloso con un pallonetto di Crespo, fuori. Ma nel momento migliore dei rossoblù, il Valencia passa in vantaggio. Con un colpo di testa vincente di Bruno, il terzino sinistro, che corregge una punizione scodellata a centroarea, sorprendendo Scarpi, fuori posizione. Al'intervallo Valencia avanti, e Genoa costretto alla vittoria per proseguire il cammino in Europa: il Lilla sta vincendo.
Il Genoa rientra in campo con un'altro volto. Più convinto, quasi rabbioso. E cambia marcia, facendo a volte confusione, ma mettendo alle corde la compassata difesa spagnola. Che al 6' si perde Crespo e viene subito punita. Arriva infatti il pari di Valdanito, che se ne va sul filo del fuorigioco e trafigge Moya sotto le gambe, dopo un bel controllo acrobatico. L'argentino festeggia con gol la 400ª partita per squadre italiane. Il Genoa ora insiste. Attacca a folate, mette in fila angoli uno dietro l'altro. E ogni mischia è un brivido, grazie al supporto vocale del Ferraris, che diventa una bolgia. Ma non sfonda.
Prima manca un rigore, causato da Bocchetti: spinta su Joaquin. L'attaccante calcia a lato. Ma poi non può che scartare il regalo natalizio di Scarpi, che trasforma un rinvio in un assist, al 5' di recupero. L'attaccante delle Furie Rosse segna il 2-1 finale per i suoi, che conquistano così anche il primo posto nel girone B di Europa League. Che boccia il Genoa.

 

TABELLINO

Genoa-Valencia 1-2
45' pt Bruno Saltor; 6' st Crespo, 49' st Villa

Genoa (3-4-3): Scarpi, Biava, Moretti, Bocchetti, Rossi, Zapater (37' st Floccari), Juric, Criscito, Palacio, Crespo, Palladino (29' pt Sculli). All.: Gasperini.

Valencia (4-4-1-1): Moya, Miguel, Navarro, Alexis, Bruno Saltor, Joaquin (47' st Alba), Albelda, Marchena (32' pt Maduro), Mata (33' st Pablo Hernandez), Banega, Villa. All.: Emery.

Arbitro: Kelly (Irlanda)

Note: al 40' Villa calcia fuori un rigore

Ammoniti: Banega, Juric, Bruno, Sculli, Bocchetti, Albelba, Moya

 

 

 

 

13/12/2009

Lazio-GENOA 1-0

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=aKzdW5x0Z5c



Roma - Enrico Preziosi, in tribuna, più d'una volta ha storto il naso per quel che stava succedendo in campo e poi, al 28' della ripresa, ha lasciato l'Olimpico. Da poco l'arbitro Celi aveva ignorato il tocco di mano di Kolarov su colpo di testa di Biava e decretato l'espulsione di Bocchetti. Due degli episodi, tra i tanti di ieri, che hanno fatto infuriare Gian Piero Gasperini. Nel finale, ancata di Del Nero a Palacio che fuggiva via a destra e cenno di proseguire da parte del direttore di gara di Campobasso.
Il tecnico rossoblù al culmine della rabbia, si va a sedere in panchina dove arriva il quarto uomo Pinzani a redarguirlo. Poi, nel dopopartita, l'accusa dell'allenatore: «Gol evitabile, siamo stati fragili nell'occasione. Ma ancora una volta abbiamo dovuto giocare in inferiorità e per me l'espulsione non c'era. Mentre c'era il rigore sul colpo di testa di Biava: una parata, un colpo di pallavolo. Troppi gialli ingiustificati, come quelli a Biava e Criscito. Insomma, tanti episodi, che nelle ultime due giornate hanno rallentato la nostra corsa. C'è stata non applicazione del regolamento». Quindi l'affondo: «Più che un arbitraggio è stata una direzione... E quando è così diventa difficile recuperare le partite».
Il Genoa è andato vicino alla rimonta con il palo colpito da Juric, però nel complesso non è riuscito a creare molti pericoli a Muslera, contro una Lazio ridotta ai minimi termini soprattutto a centrocampo. «Il Genoa altre volte ha giocato meglio? Può anche essere condivisibile, ma oggi (ieri, ndr) non meritava di perdere. Già col Parma c'erano un gol regolare e un rigore che non ci è stato assegnato». Rete annullata a Milanetto e colpo di mano di Lucarelli su cross di Tomovic. Il tecnico prosegue: «Con la Lazio la partita è stata direzionata in occasione di ammonizioni, espulsione e rigore non dato. Con questi carichi da novanta diventa difficile fare risultato».
Alla fine, più che sul penalty negato per tocco di mano di Kolarov in area, Gasperini si concentra su altre situazioni: «Non sono d'accordo sulle troppe polemiche per un rigore o per un fuorigioco di pochi centimetri, bisogna guardare di più alla globalità della gestione della gara. E la gestione dei cartellini è stata sbagliata, episodi troppo pesanti, che mi sembrano evidenti e che evidenzio». A sostegno della sua tesi l'allenatore cita alcuni momenti chiave: «Emblematica la simulazione di Rocchi, già ammonito, nel finale, che non è stata sanzionata. Invece Biava è entrato sul pallone e ha preso il giallo, un'ammonizione che prepara per, che dà un indirizzo. Per me Bocchetti non era da rosso diretto, magari da ammonizione. Ma in trasferta ci succede spesso così, troppe volte finiamo in inferiorità numerica, ormai non so neanche più quante».
Inoltre l'allenatore del Genoa sottolinea come le decisioni di Celi abbiano poi influito, insieme all'infortunio di Milanetto, sulle sostituzioni: «Perché non hanno giocato Floccari o Crespo? Senza l'infortunio di Milanetto e l'espulsione di Bocchetti avrei messo uno dei due o magari entrambi. Invece siamo rimasti in dieci e nel finale addirittura in nove, si è infortunato anche Sokratis». Va detto che il Grifone ci ha messo del suo, con molti sbagli, imprecisioni, carenze di lucidità. «Ci siamo complicati la vita con il gol subito, evitabile, nato da un nostro errore. Ma poi potevamo raddrizzarla, invece...». Gasperini torna a Celi, a ciò che definisce «una direzione» (con un senso favorito) anziché «un arbitraggio». E auspica un trattamento diverso in Europa League, giovedì, nella partitissima con il Valencia: «In Europa forse avremo qualche attenzione in più».

 

TABELLINO

Rete: 40' Kolarov.

Lazio: Muslera; Siviglia, Stendardo, Radu; Lichtsteiner (85' Scaloni), Brocchi (18' Del Nero), Firmani, Kolarov; Meghni; Zarate, Rocchi. (Berni, Diakite, Eliseu, Foggia, Makinwa). All.: Ballardini.

Genoa: Scarpi; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Juric, Milanetto (33' Zapater), Criscito; Mesto (46' Palacio), Sculli, Palladino (65' Papastathopoulos). (Amelia, Fatic, Floccari, Crespo). All.: Gasperini.

Arbitro: Celi di Campobasso
Ammoniti: Siviglia, Zarate, Rocchi (L), Juric, Milanetto, Criscito, Biava, Moretti (G).
Espulso: 66' Bocchetti (G).

 

 

 

 

06/12/2009

 

GENOA-Parma 2-2

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=wYd5FVbI5Aw


Uno spot per il giuoco del calcio, partita giocata a ritmo indiavolato.
Bravi Gasperini e Gudolin a sistemare tatticamente le proprie squadre, ma sentire in Tribuna stampa, che il Parma ha buone  possibilità per stazionare  in Zona Champions, fino alla fine del campionato , è  una bestemmia.
Il Genoa contro il Parma è piaciuto di più , anche se non ha raggiunto la quarta posizione in classifica e non ha superato la Samp in graduatoria. Questi obiettivi rossoblu alla 15ma giornata di Campionato, lasciavano e lasciano  il tempo che trovano.
I conti Bisogna farli nelle ultime tre giornate di campionato.
Il Genoa pur giocando l’E.L. è sembrato più in forma  dei ducali.
A tratti il grifo  ha dominato il giuoco e  le corsie laterali e alla fine  può recriminare di aversi trovato di fronte un Super Mirante che ha permesso al Parma di fare la sua partita all’antica: giocare in contropiede.
Il Genoa  ai punti avrebbe sicuramente meritato di vincere : 4 palle gol nitide sono state sprecate dagli avanti rossoblu, un rigore di Lucarelli  per fallo di mano non concesso e il terzo gol annullato dall’assistente  Carrer  sono a testimoniarlo.
Il Parma oltre i due gol ha sbagliato un gol fatto con Antonelli.
Le differenze tra il Genoa e il Parma sono che  i giocatori del Genoa  conoscono le tecniche del giuoco collettivo del pressing offensivo e applicano  anche e bene i raddoppi, le diagonali (non solo difensive) basta vedere  il movimento  della squadra rossoblu.
Il Parma di Guidolin invece  conosce bene il pressing, corre tanto, ma utilizza sempre 9 giocatori dietro la linea del pallone ma sfrutta solamente il contropiede,   e quando è in fase offensiva rimane sempre coperta con 4 giocatori in difesa.Tutto ciò non vuol dire giocare bene al calcio , anche se la classifica  attualmente dà  ragione agli emiliani. 
Il Genoa ha provato a fare la partita ma è stato fregato dalla voglia del gol di Palladino che si è divorato nel primo tempo due rigori in movimento, non utilizzando una delle sue caratteristiche  principali l’assist per  due compagni meglio piazzati,  e dagli errori  della sua difesa,  mal piazzata nei centrali  difensivi sui contropiedi che hanno portato al gol i ducali.
Questi  due ulteriori  gol incassati dal Genoa probabilmente faranno ragionare la Dirigenza e l’allenatore  sulla prossima campagna acquisti invernale del Grifone, dove andare a cercare rinforzi.
Il terzo tempo al Ferraris non c’è stato:  in  tribuna d’onore una lite tra Preziosi e Ghirardi(Presidente del Parma), con Preziosi che ha minacciato il collega di prenderlo a calci nel sedere  per una vecchia lite di calciomercato. Oggetto della discussione il cartellino di Troest.
La  lite continuata fuori dagli spogliatoi tra Panucci e Preziosi.
Parole grosse e scene da Bar, da mercato,  con  Panucci sicuramente non un signore  per le parole dette  al Joker .
Avviso  a qualche cronista di Sky, troppo bombarolo e  troppo portato a fare scoop: pregasi lasciare in pace il Genoa, Preziosi e Gasperini.Inventarsi una discussione sul contratto del tecnico rossoblu questa mattina nel ritiro rossoblu è stata una  “bufala”  smentita  dagli interessati e da altri testimoni . 

 

TABELLINO

Genoa:Scarpi, Rossi (c), Moretti, Bocchetti, Mesto, Milanetto, Juric, Criscito, Sculli, Palacio, Palladino. A disposizione: Amelia, Tomovic, Fatic, Modesto, Zapater, Crespo, Floccari
Allenatore: Gasperini

ParmaMirante, Zaccardo, Panucci, Lucarelli, Paci, Antonelli, Morrone(c), Dzemaili, Galloppa, Lanzafame, Biabiany. A disposizione: Pavarini, Castellini, Dellafiore, Zenoni, Budel, Lunardini, Amoruso
Allenatore: Guidolin

Arbitro e assistenti: Brighi; Carrer e Passeri. Gallione quarto uomo.

 

 

 

 

 

02/12/2009

Europa League

Slavia Praga-GENOA 0-0

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=okGOowgqazs

 

PRAGA - il Genoa soffre, ma a Praga conquista un punto importante. Finisce 0-0 la sfida in casa dello Slavia, per i cechi un risultato che significa eliminazione con un turno d'anticipo, per i rossoblu' un pareggio che lascia aperto ogni discorso qualificazione. Il Grifone si giochera' tutto negli ultimi 90 minuti casalinghi contro il Valencia che oggi ha battuto 3-1 il Lilla scavalcando i francesi e portandosi al primo posto. Spagnoli a quota 9, Genoa e transalpini a 7, in tre in corsa per i due posti che valgono i sedicesimi di Europa League. Gasperini voleva la vittoria e per questo resta fedele al 3-4-3, ma questa volta sceglie un tridente "pesante" con Floccari e Crespo insieme dal primo minuto e Mesto, sulla destra, a dare una mano ai due centravanti. Per lo Slavia 4-4-2 e assoluta necessita' di vincere per continuare a sperare nella qualificazione. Partono bene i cechi che al 4' con Vlcek vanno vicini al vantaggio, ma la deviazione in acrobazia dell'attaccante e' respinta sulla linea da Papastathopoulos. La replica rossoblu' e' immediata: al 5' punizione di Zapater, al 6' tiro-cross di Mesto, in entrambe le occasioni e' bravo Romanovs. Partita equilibrata, al 25' gran numero di Crespo, controllo e dribbling di destro e conclusione di sinistro deviata in angolo dal portiere. Al 29' annullato, per un millmetrico off-side, il gol di Vlcek. Al 44' Scarpi e' bravissimo sul sinistro di Hlousek, poi, sulla respinta, lo grazia Vlcek. Nella ripresa, al 7', Gasperini inserisce Sculli e Criscito per Juric e Crespo, ma e' lo Slavia Praga a giocare meglio e a rendersi pericoloso: al 12' Grajciar prende la traversa su punizione, poi e' Scarpi a salvare il Grifone: al 19' respinge il destro al volo di Vlcek, al 27' il sinistro ravvicinato di Kores. Il Genoa soffre, al 92' annullato un gol ai cechi per una carica su Scarpi. Finisce 0-0, Slavia Praga eliminato, i rossoblu' si giocheranno tutto negli ultimi 90' con il Valencia.

TABELLINO

 

Slavia Praga (4-4-2): Romanovs, Krajcik, Celutska, Suchy, Hubacek, Grajciar, Belaid (26' st Kores), Ragued, Trubila (35' st Mares), Hlousek, Vlcek (43' st Naumov). All.: Jarolim

Genoa (3-4-3): Scarpi, Sokratis, Biava, Bocchetti, Tomovic, Zapater, Juric (7' st Criscito), Modesto, Mesto (32' st Palladino), Crespo (7' st Sculli), Floccari. All.: Gasperini

Arbitro: Kircher (Germania)

Ammoniti: Palladino

 

 

 

 

28/11/2009

GENOA-Sampdoria 3-0

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=1-0kSw3ojEY&feature=related

GENOVA - Il verdetto della stracittadina genovese regala ai colori rossoblu un successo tanto netto quanto meritato. Non voglio togliere al Genoa i propri meriti, ma la prestazione della Sampdoria ha perfino sminuito lo straordinario successo rossoblu. Credo che il Genoa abbia di fatto giocato contro nessuno. Non me ne vogliano i sostenitori blucerchiati, ma il Genoa ha vinto senza di fatto avere di fronte alcun avversario. La Sampdoria non è esistita, non è mai entrata in campo, non ha mai costituito una benché minima preoccupazione agli avversari. Oltre ai 3 gol segnati il Genoa ha colpito un palo, una traversa, Sculli si è mangiato un gol davanti al portiere, Castellazzi ha negato 2 occasioni da rete. Ai punti poteva finire 7-0, forse anche 8-0.
È questa l'unica nota positiva della Sampdoria, che deve ringraziare la dea bendata per non aver concluso la partita con un passivo tennistico. Mi aspettavo un bel derby, in grado di regalare spettacolo all'Italia del pallone. Lo spettacolo è stato deludente, per colpa soprattutto di una Sampdoria stralunata e assente. Il Genoa, alla fin fine, non è che abbia fatto una prova di grande spettacolo, ma il netto e meritato successo affonda le radici nei demeriti della peggior Sampdoria degli ultimi anni. Troppo brutta per essere vera.
Amelia, portiere rossoblu, è stato inoperoso. Il grifone avrebbe potuto sostituire il proprio portiere con uno qualsiasi degli spettatori presenti al Ferraris: l'esito del match non sarebbe cambiato. La Sampdoria deve piangere sulle proprie colpe. A mia memoria personale, non ricordo circostanza nella quale il buon Beppe Marotta non sia sceso in sala stampa al triplice fischio finale. Il Direttore Generale blucerchiato è sempre stato presente nella buona e nella cattiva sorte. Dopo il rovescio patito dalla Samp, neppure Marotta ha saputo trovare la forza di dire qualcosa ai microfoni. Questo la dice lunga sugli umori dello spogliatoio. Antonio Cassano, ancora una volta, ha mostrato i propri limiti caratteriali. Prima del fischio d'avvio eccolo provare a scherzare con un Beppe Sculli troppo concentro per degnarlo di attenzione. Poi per quasi un tempo eccolo a suscitare le ire di uno stadio intero, con prolungati quanto fastidiosi piagnistei.
Mentre i giocatori blucerchiati sprecavano energie lamentando chissà quale diritto, i giocatori rossoblu moltiplicavano i loro sforzi tattici e agonistici per scardinare l'inesistente retroguardia blucerchiata anche in inferiorità numerica. Luigi Del Neri ci ha messo del suo in questa disfatta storica. In primis scegliendo una formazione incomprensibile. La scelta di dare spazio a Marco Rossi e a Cacciatore sfugge ad ogni più logica ragione. I due giovanissimi difensori non hanno certo l'esperienza per poter giocare sfide di questo tipo. Accetto personalmente la strategia societaria di voler valorizzare i propri giovani, ma non condivido la scelta di mandare al macello i vitellini blucerchiati. Cacciatore e Marco Rossi, peraltro espulsi dal campo, sono usciti ridicolizzati dalla sfida contro il Genoa. Questo non significa valorizzarli e farli crescere. Quanto di buono avevano fatto sin qui, è stato vanificato da una prova disastrosa e raccapricciante.
Il Genoa di Gasperini non ha soltanto stravinto il derby, ma ha messo a nudo i limiti tecnici e caratteriali di una squadra - la Sampdoria - che non ha dimostrato di meritare il quarto posto in classifica. Qualunque cosa si possa pensare, Antonio Cassano ha dimostrato ancora una volta di non essere in grado di essere incisivo e determinante nelle partite che contano. Spenta la luce di Cassano, ecco sparire dal campo quegli elementi che sin qui avevano fatto benissimo. Mannini non ha visto palla, Pazzini non ha toccato boccia, Palombo è stato disastroso.
Per non parlare di uno Ziegler sciagurato che ha causato 2 calci di rigore, ha rischiato una clamorosa autorete, e ha rischiato addirittura l'espulsione. Del Neri, oltre alla formazione scellerata che ha messo in campo, ha anche sbagliato i tempi dei possibili accorgimenti tattici. Sul punteggio di 1-0 e con l'inferiorità numerica del Genoa a seguito dell'espulsione di Biava, la Sampdoria aveva l'obbligo di premere sull'acceleratore cambiando qualcosa.
Mi aspettavo l'inserimento di Accardi e Tissone sull' 1-0 per il Genoa, invece la doppia sostituzione è avvenuta sul passivo di 2-0. Tanti, troppo errori da parte di una Sampdoria che è stata improponibile e impresentabile.Tra gli spunti della stracittadina non va dimenticato il gesto brutto di un Palladino che esulta sotto la gradinata sud. Comprendo l'entusiasmo del giocatore, comprendo lo sfogo di un uomo beccato dalla tifoseria avversa. Ma non posso condividere il gesto di un professionista che doveva limitare la sua esultanza spostandosi di 20 metri. Raffaele Palladino è ragazzo di spessore e di garbatezza assoluta. Gli sarebbe bastato scusarsi a fine gara e chiudere la vicenda. Giustificarsi o cadere dalle nuvole non ha fatto altro che alimentare e condire le polemiche del dopo-partita. Anche la reazione di Palombo è stata a mio avviso esagerata, ma condivido le sue parole al triplice fischio, quando ha riflettuto che certi atteggiamenti possono causare incidenti tra i tifosi. Chiudo con una riflessione sull'arbitro Rosetti, per la designazione del quale c'erano state tante perplessità. Rosetti mi è piaciuto molto: ha avuto coraggio di assegnare 2 rigori (peraltro sacrosanti) e ha applicato il regolamento in occasione delle espulsioni di Biava, Rossi e Cacciatore. Poi ha usato il metodo del "buon padre di famiglia" , quando in un finale burrascoso e squallido ha saputo sedare i bollenti spiriti.
Il derby va in archivio. Ora tocca ai commenti del giorno dopo, con i tifosi genoani legittimati a sfottere i cugini blucerchiati, battuti per 3 volte consecutivi e annientati davanti ad una squadra che si è dimostrata nettamente superiore.

 

TABELLINO

Genoa (3-4-3): Amelia, Biava, Moretti, Bocchetti, Rossi I, Juric, Milanetto, Criscito, Palacio (Sokratis 44’ pt), Sculli (Floccari 25’ st), Palladino ( Crespo 35’ st) . A disposizione: Scarpi, Sokratis, Tomovic, Modesto, Zapater, Floccari, Crespo. Allenatore: Gasperini.

Sampdoria (4-4-2): Castellazzi, Cacciatore, Gastaldello, Rossi II, Ziegler, Padalino (Tissone 9’ st), Poli (Accardi 13’ st), Palombo, Mannini (Pozzi 9’ st), Cassano, Pazzini. A disposizione: Fiorillo, Lucchini, Accardi, Stankevicius, Tissone, Bellucci, Pozzi. Allenatore: Del Neri

Arbitro: Rosetti di Torino.

Reti: 10' Milanetto (r), 53' Rossi, 75' Palladino (r)

Espulsi Biava del Genoa al 44'pt e Rossi della Samp al 21'st per doppia ammonizione. Al 43'st espulsione diretta per Cacciatore

 

 

 

 

 

 

22/11/2009

Livorno-GENOA 2-1

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=EY3swX0ttKQ

 

Una partita nata male e finita peggio. Gasperini rimane come sempre lucido. Cambi e scelte tattiche e qualche preoccupazione perché, dice, siamo rabberciati. E sul derby non alza i toni, stesso stile dello scorso anno.
Gasperini cerca di mitigare e di nascondere la sua delusione per una partita persa e per due punti gettati al vento quando il pari era o appriva consolidato.
Non parla dei singoli, giudica in modo non del tutto negativo la prestazione del Genoa ma si dice un po’ preoccupato per la situazione infortuni che rende il Genoa “rabberciato”.
Una prestazione opaca, condita da una sconfitta arrivata in pieno recupero. Non è stato un bel ritorno al campionato per il Genoa di Gasperini, che torna con zero punti dalla trasferta di Livorno dove era andato sotto di un gol ma aveva avuto la forza di rimontare salvo poi arrendersi davanti alla rete di Pulzetti. «Nel secondo tempo abbiamo raddrizzato l’incontro e creato i presupposti per vincere - racconta il tecnico genoano Gasperini -, poi è arrivata la beffa finale». Gasperini, pur ammettendo che il suo Genoa «ha faticato a trovare i giusti equilibri nella prima parte di gara», sottolinea che col passare dei minuti i suoi «sono cresciuti diventando anche padroni del campo». A chi gli chiede della sua scelta iniziale di schierare Palacio al posto di Sculli, il tecnico risponde: «Abbiamo tanti giocatori che possono fare tutti bene. Il derby? Adesso vedremo, recupereremo Milanetto e forse Juric, speriamo Mesto. Sarà una gara a parte e ci penseremo subito, sarà un’occasione di riscatto dopo l’amarezza di oggi».

 

TABELLINO

Livorno (3-5-1-1): De Lucia; Diniz, Knezevic, Miglionico (Galante 31’ pt, Perticone 41’ st); Filippini, Moro, Mozart (Vitale 26’ st), Bergdov, Pulzetti, Candreva; Lucarelli.
A disposizione: Benussi, Galante, Perticone, Vitale, Marchini, Danilevicius, Cellerino.
Allenatore: Cosmi.

Genoa (3-4-3):Amelia, Biava, Moretti, Bocchetti, Rossi, Zapater, Modesto (Sculli 27’ pt), Criscito, Palacio (Palladino 6’ st), Crespo (Floccari 23’ st), Mesto.
A disposizione: .Scarpi, Tomovic, Terigi, Fatic, Sculli, Floccari, Palladino
Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Rizzoli di Bologna

Ammoniti: Criscito (G), Galante (L), Mesto (G), Lucarelli (L)

 

 

 

 

 

18/11/2009

Elezione nuovo consiglio direttivo

In seguito alle elezioni, in data 12/11/2009, è stato eletto il nuovo consiglio direttivo.

Tutte le nuove cariche sociali nella sezione "organigramma".

 

FORZA GENOA!!!

 

 

 

 

16/11/2009

CIAO "BOLLA"!

Il Genoa Club Rapallo, il consiglio direttivo e tutti i soci salutano con affetto il socio e caro amico Bolla.

 

 

 

 

 

08/11/2009

 

GENOA-Siena 4-2

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=A9bcsWI0_KA

GENOVA – Il Genoa ha battuto il Siena col risultato di 4-2 nella 12esima giornata di Serie A. Match entusiasmante, coi rossoblu avanti per 3-0 nel primo tempo. Avvio di gara spettacolare della squadra di Gasperini, caratterizzato dalla doppietta di Crespo e il gol di Palladino. Sembra fatta ed invece il Siena torna in partita grazie alle reti di Paolucci e Maccarone nella ripresa. Una reazione d’orgoglio dei toscani che però non basta, anche perchè nel finale Floccari chiude i conti e cala il poker. Il Grifone vola così a quota 20 punti, ad una sola lunghezza dalla zona Champions. I toscani invece affondano sempre più in coda alla classifica con solo 6 punti raccolti in 12 giornate.Vantaggio del Genoa al 3′ minuto! Azione corale rossoblu, colpo di testa di Palacio sul palo, arriva Crespo ed è 1-0! L’argentino si dimostra ancora una volta decisivo. Ottimo avvio del Grifone, mentre per i toscani la gara è già in salitaAl quarto d’ora arriva il raddoppio rossoblu. Azione quasi fotocopia di quella precedente, Palacio tira, respinge corto Curci e Crespo insacca in tap-in! 2-0 e doppietta del ‘Valdanito’Al 35′ è già tris Genoa! Ancora Palacio ad ispirare il gol, passaggio filtrante per Palladino che trafigge Curci. C’è solo una squadra in campo, Siena annichilito. Nel finale di primo tempo Vergassola segna ma il suo gol viene annullato in netto fuorigioco.In avvio di ripresa i giocatori del Siena non ci stanno e la mettono sul piano fisico-psicologico. Ficagna e Marracone si fanno ammonire tra falli e proteste, ma serve solo a legittimare il largo vantaggio genoano. La squadra di Gasperini amministra il vantaggio con tranquillità, dall’altra parte tentativi vani di Vergassola e Maccarone.
A dieci minuti dal termine il Siena accorcia le distanze con Paolucci, che era entrato poco prima per Codrea. Bel diagonale dell’attaccante bianconero, sul quale ha qualche responsabilità Scarpi. Sembra solo il gol della bandiera e invece un minuto dopo Maccarone firma il 3-2: gran destro al volo e partita clamorosamente riaperta. Ora il Genoa ha paura.Finale entusiasmante del match col Siena che le tenta tutte per pareggiare. E’ il Genoa però a trovare la via del gol: Milanetto serve Floccari  e l’attaccante trafigge Curci per il 4-2 che chiude definitivamente ogni discorso.

 

TABELLINO

Genoa (4-3-3): Scarpi 5; Rossi 5,5, Moretti 5,5, Esposito 5,5, Criscito 6; Mesto 6,5 , Milanetto 6,5 , Modesto 6 ; Palacio 7,5  (Floccari dal 33' st 6,5 ), Crespo 7,5  (Sculli dal 17' st 6 ), Palladino 7 (Papastathopoulos dal 4' st 5,5 ). A disposizione: Russo, Bocchetti, Tomovic, Zapater. All. Gasperini
Siena (4-3-3): Curci 5,5 ; Rosi 5,5, Ficagna 5 , Brandao 5,5 , Del Grosso 5 ; Vergassola 6, Codrea 5 (Paolucci dal 27' st 6,5 ) , Ekdal 6 (Fini dal 12' st 6) ; Jajalo 5 (Reginaldo dal 1' st 5,5 ), Maccarone 6,5 , Ghezzal 5. A disposizione: Pegolo, Terzi, Rossi, Jarolim. All. Baroni
ARBITRO: Baracani
MARCATORI:
Crespo 2' pt  e al 17' pt (G) Palladino 34' pt (G) Paolucci 34' st (S) Maccarone al 36' st (S) Floccari 45' st (G)
AMMONITI: Ficagna (S) Maccarone (S) Scarpi (G) Papastathopulos (G) Rossi (G) Milanetto (G) Rosi (S) Del Grosso (S)
 

 

 

 

 

 

 

05/11/2009

Europa League

GENOA-Lille 3-2

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=-tYmSXnC99k

GENOVA - Roba da coronarie a pezzi. Palacio e Crespo accompagnano il Genoa verso il trionfo. Ma il Lilla, più esperto e fortunato, riesce a cogliere il pari negli ultimi minuti grazie a Frau e Gervinho, con le complicità di Scarpi ,che non trattiene, e Tomovic. Ma quando tutto sembra perduto, Sculli raccoglie al 92' l'assist di uno splendido Palladino e batte Landreau per il 3-2 finale. Tre punti fondamentali per restare in corsa in Europa: ora i rossoblù con 6 punti inseguono in compagnia del Valencia proprio il Lilla che guida con 7.
L'imprevedibile Gasperini non è mai banale. Il tecnico applica il turnover, anche se si affida al 4-3-3. Le varianti? Tocca a Tomovic, mentre Papastathopoulos si accomoda in panchina; alla sinistra di Moretti gioca Modesto, con licenza di avanzare a centrocampo in fase offensiva al fianco di Zapater e Rossi. Nel tridente Sculli cede invece il posto a Palacio. Il Lilla è quello vista nella gara d'andata; la stessa squadra molto tecnica e forte fisicamente che ha rifilato un umiliante 3-0 ai rossoblù. Non a caso, nonostante la pioggia fitta e un terreno di gioco ai minimi termini, i francesi alzano subito la voce schiacciando il Genoa nella sua trequarti.
Soffre la squadra di Gasperini, anche se ha il pregio di non perdere la testa. Vittek e Aubameyang sono pericoli costanti, ma funzionano anche i raddoppi di marcatura. Lavoro duro per la difesa e inevitabile l'arretramento di Modesto sulla fascia sinistra. Ma il Genoa è imprevedibile e al 14' coglie il vantaggio. Il contropiede è improvviso, come il lancio calibrato di Zapater per Palacio. L'argentino riceve poco dentro l'area e di esterno destro batte Landreau che devia appena. Il gol è la linea di confine, perché il Genoa da quel momento controlla il gioco e sfiora a ripetizione il raddoppio con i suoi argentini. Grande il lavoro del tridente, in cui Palacio da una parte e Palladino dall'altra, trovano spazi utili per fornire cross invitanti per Crespo. Straordinaria come sempre l'opera di interdizione di Marco Rossi che festeggia la partita numero 200 in rossoblù, ma le stellette se le merita anche Zapater, spagnolo dall'assist facile con una grande visione di gioco.Gasperini mantiene uomini e assetto anche alla partenza della ripresa, rassicurato dalla condizione dei suoi. Il Genoa è abile a far girare la palla e a contenere il Lilla che in verità fa meno paura e fatica a contenere il contropiede rossoblù. L'assedio a dire il vero è costante e al 13' produce il raddoppio di Crespo, al termine di un'incredibile batti e ribatti nell'area piccola dei francesi. Garcia non digerisce l'uno-due e inserisce Cabaye e Gervinho per Aubameyang e Balmont, ma è il Genoa a mancare il 3-0 con una volée di Palacio che da posizione defilata sfiora il palo opposto. A minare il cammino dei liguri in una partita ormai in discesa, ci pensa al 31' Scarpi quando non trattiene un facile tocco ravvicinato di Frau. Gasperini corre subito ai ripari: dentro Papastathopoulos, Sculli e Figueroa per Modesto, Crespo e Palacio. Ma il Lilla, più esperto in Europa, coglie lo spazio giusto, quello lasciato libero dalla difesa di casa. Dove è appostato Gervinho che infila, complice una deviazione di Tomovic. Marassi a pezzi, ma il Genoa ha un grande cuore e Palladino, con l'ultimo straccio di energia regala a Sculli la palla del trionfo. Marassi resuscita: il Genoa non molla.

 

TABEELINO

Genoa (3-4-3): Scarpi; Biava, Moretti, Bocchetti; Tomovic, Zapater, Rossi, Modesto (79’ Sokratis); Palacio (83’ Figueroa), Crespo (81’ Sculli), Palladino. A disposizione: Russo, Esposito, Sokratis, Milanetto, Mesto, Sculli, Figueroa. All. Gasperini

Lille (4-2-3-1): Landreau, Vandam, Rami, Beria, Emerson; Dumont, Balmont (62’ Cabaye); Aubameyang (62’ Gervinho), Toure (73’ Frau), Obraniak; Vittek. A disposizione : Butelle, Souare, Souquet, Salibur, Gervinho, Cabaye, Frau. All. Garcia

Arbitro: Nijhuis (Olanda)

Ammoniti: Moretti (G), Zapater (G), Vandam(L) Sculli (G)

 

 

 

 

01/11/2009

 

Palermo-GENOA 0-0

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=lG8hv8A9SQc

Partita a scacchi; non potrebbe essere diversamente quando si fronteggiano squadre offensive come Palermo e Genoa. Un mix di qualità e forza fisica, ritmo rutilante e sacrificio. Walter Zenga, dopo i numeri di San Siro, torna al 3-4-1-2; mette Migliaccio in difesa e lancia in mezzo Nocerino, mentre Pastore controlla Cavani e Miccoli. Gasperini muta squadra col passare dei minuti e manifesta una certa prudenza, dopo la valanga di gol subita nelle ultime uscite, anche perché i rossoblù con 20 gol subiti sono la difesa più battuta del campionato. Parte con il 3-4-3, ma poi passa al 4-3-3, con libertà di spingere a Papastathopoulos, protetto da Biava. Non c'è Zapater, mentre nel tridente Palladino gioca a destra.I rosanero lasciano il segno nella prima parte del primo tempo. Miccoli è in serata di grazia. Da suoi piedi partono le migliori iniziative e la grande occasione del 15', interrotta dalla prodigiosa uscita di Scapri che impedisce al leccese di aggirarlo e mettere in rete. E ha ragione al 40' quando protesta con Brighi per un fallo subito in area, trasformato dall'arbitro in una punizione dal limite. Pastore detta i tempi, ma finisce spesso per schiacciare i piedi a Cassani. Il Genoa vince il lungo assedio intorno alla mezzora e si affida ai piedi buoni di Palladino, Mesto e Rossi che salgono in cattedra mettendo in affanno i rosanero; soprattutto al 44', quando Sirigu, mette in mostra una straordinaria abilità, respingendo i rasoterra potenti di Palladino e Rossi.
Un primo tempo equilibrato e spettacolare lascia spazio a una ripresa accorta e prudente, dove il Palermo sembra accusare un po' di stanchezza. Il Genoa bada a rallentare il ritmo e a ripartite sfruttando le fasce. Ma non basta. Gasperini rivolta l'attacco inserendo Sculli e Crespo e per Palladino e Floccari. Zenga non ci sta e rischia passando al 4-3-3. La mossa? Fuori Pastore, dentro Hernandez. All'under 20 dell'Urugauy Zenga chiede penetrazione e guizzo, ma a mancare è la spinta dei compagni in debito di ossigeno. Il Genoa risponde col possesso palla e cross dalle fasce, ma senza mai dare l'impressione di poter passare. Il Palermo invece si rivede a sprazzi. Zenga aggiunge la dinamite di Budan per Cavani, fischiato dal Barbera, ma è Simplico a scaldare le mani di Scarpi dal limite.
Nel Genoa Gasperini ha aggiunto anche Palacio (fuori Mesto), che ha il pregio di regalare ordine e una buona dose di cross dalla destra. L'ultimo quarto d'ora è a ruota libera. Hernendez con una rovesciata ad effetto sfiora il primo palo, ma con Scarpi piazzato, mentre il Genoa risponde con un rasoterra angolato di Crespo deviato da Sirigu. Squadre lunghe insomma, dove le occasioni fioccano fra difese esauste. Inevitabile, alla fine, lo 0-0. Quasi un non.sense per Zenga dopo lo spettacolo di San Siro, più positivo per Gasperini che finalmente non subisce gol.

 

TABELLINO

PALERMO (4-3-1-2) - Sirigu; Cassani, Kjaer, Migliaccio, Bovo; Nocerino, Simplicio, Bresciano; Pastore (dal 17’ s.t. Hernandez); Cavani (dal 33’ s.t. Budan), Miccoli.
In panchina - Rubinho, Goian, Melinte, Blasi, Bertolo.
Allenatore - Zenga.

GENOA (4-3-3) - Scarpi; Papastathopoulos, Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto, Modesto; Palladino (dal 13’ s.t. Sculli), Floccari (dal 13’ s.t. Crespo), Mesto (dal 30’ s.t. Palacio).
In panchina - Russo, Esposito, Tomovic, Zapater.
Allenatore - Gasperini.

ARBITRO - Brighi.

NOTE - Ammoniti Biava, Mesto, Papastathopoulos, Miccoli. Angoli 6-7. Recuperi: p.t. 0'; s.t. 5'. Spettatori 26mila circa.

 

 

 

 

 

28/10/2009

 

GENOA-Fiorentina 2-1

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=f_yqoSqOezU

GENOVA - Dopo il 3-3 dello scorso anno, Genoa e Fiorentina si ritrovano di fronte per una sfida importante in ottica Champions League. Momento delicato per entrambe le formazioni che vengono da due sconfitte. La Fiorentina gioca più da squadra ma alla fine la spunterà il Genoa grazie alla rete del solito Mesto.
Classico 3-4-3 per il Genoa di Gasperini che schiera Crespo al centro dell’attacco al posto di Floccari. La Fiorentina risponde con il tridente Jovetic.Gilardino-Mutu schierato per la prima volta in stagione dal primo minuto. A centrocampo rifiata Zanetti per fare spazio a Donadel.
Le due squadre si studiano nella fase iniziale senza però rendersi molto pericolose. Il primo brivido arriva per la Fiorentina al sesto con un colpo di testa di Sculli che termina fuori di poco. Al 13’ Gilardino reclama per un presunto fallo di Bocchetti ai suoi danni in piena area di rigore. Passano due minuti e Montolivo conclude da buona posizione al termine di una splendida azione, Amelia però ribatte il tiro. Al 28’ Crespo scatta sul filo del fuorigioco e mette in mezzo un pallone interessante senza che nessuno però riesca nella deviazione vincente. La partita non decolla per quanto riguarda lo spettacolo, intanto al 34’ ci prova anche Sculli con un sinistro che lambisce il palo alla sinistra di Frey. Al 39’ Genoa ancora pericoloso sugli sviluppi di un calcio di punizione che smarca Palladino in area, destro del rossoblu ribattuto con i piedi da Frey. La squadra di Gasperini ci crede ed al 43’ riesce a passare con Palladino che sfrutta l’assist di Sculli ed insacca di tacco. Genoa in vantaggio e primo tempo che si chiude sul risultato di 1-0 per i padroni di casa.
Nella ripresa le due squadre si presentano con i medesimi 11 ed il Genoa gestisce la gara con lungo possesso di palla. Al 54’ Prandelli manda in campo l’acciaccato Marchionni per Jovetic. Al 60’ grandissimo tiro di Montolivo che si stampa in pieno sulla traversa ad Amelia battuto. L’azione continua con Montolivo che crossa al centro per Gamberini che di testa prende il palo. Viola sfortunati che non si danno per vinti ed al 62’ trovano il pareggio con una discesa di Pasqual sulla sinistra che poi libera Marchionni al tiro, conclusione che batte Amelia e che riporta in equilibrio la gara. La Fiorentina si rintana nella propria metà campo ed il Genoa riesce a tornare in vantaggio al 73’ con il neo-entrato Mesto che di destro trafigge Frey. I viola reagiscono e con Dainelli vanno vicino al pareggio ma Amelia si supera deviando il colpo di testa del difensore viola. Montolivo è il migliore dei viola ed all’80’ ci prova nuovamente dalla distanza trovando ancora l’attenta deviazione di Amelia. Prandelli intanto manda in campo pure Nacho Castillo (all’esordio stagionale in maglia viola) al posto di Pasqual. L’argentino si rende subito insidioso con un bel colpo di testa che termina alto di poco. I viola ci credono nel finale e con Mutu vanno nuovamente vicino al pari ma il tiro del rumeno finisce a lato. La partita termina dopo 4 minuti di recupero con il Genoa che torna alla vittoria su di una Fiorentina che esce a testa alta.
Due pali e due super-parate di Amelia fanno la differenza a favore di un Genoa comunque rivitalizzato dopo le tre sconfitte consecutive. La Fiorentina a tratti sembra più squadra, ma non riesce ad essere incisiva.
Il gol di Palladino vale il prezzo del biglietto, si presenta solo davanti a Frey e si prende la responsabilità di batterlo di tacco. Un gesto da campione.




IL TABELLINO

GENOA-FIORENTINA 2-1

MARCATORI: 42’ Palaldino (G), 62’ Marchionni (F), 72’ Mesto (G)

GENOA (3-4-3): Amelia 7; Sokratis 6, Biava 6, Bocchetti 5; M. Rossi 6.5, Zapater 5.5, Milanetto 5.5, Modesto 6 (79’ Esposito s.v.); Palladino 7 (67’ Mesto 7), Crespo 5, Sculli 6 (71’ Palacio 6.5). A disposizione: Russo, Tomovic, Raggio Garibaldi, Floccari. All. Gasperini/Bruno Caneo in panchina 6.5

FIORENTINA (4-2-3-1): 1 Frey 6; Comotto 6, Gamberini 5.5, Dainelli 5.5, Pasqual 5.5 (82’ Castillo s.v.); Montolivo 7.5, Donadel 5.5 (60’ Zanetti 5.5); Jovetic 5 (54’ Marchionni 6.5), Mutu 5, Vargas 6; Gilardino 5.5. A disposizione: Avramov, Kroldrup, De Silvestri, Gobbi. All. Prandelli 6

ARBITRO: Saccani 5.5

AMMONITI: Biava (G), Jovetic (F), Bocchetti (G)

 

 

 

 

 

25/10/2009

 

 

Cagliari-GENOA 3-2

Highlights:http://www.youtube.com/watch?v=-cFbIvmgzRM

Una sconfitta arrivata nel finale dopo aver condotto a lungo la partita. Due dei tre gol degli avversari viziati da gravi errori dell’arbitro Gava, che in qualche modo ha influito anche sulla terza rete perché a quel punto il Genoa era in dieci per l’espulsione di Moretti. Difficile incassare un risultato del genere, oltretutto in un momento in cui tutto gira storto. La fortuna ha girato dalla parte del Genoa solo per 45 minuti, i primi, quando una deviazione di Dessena su tiro di Mesto ha dato il vantaggio ai rossoblù e l’incrocio dei pali ha salvato Amelia da una punizione di impressionante potenza di Conti. Di contro, l’infortunio di Juric, che avrebbe fatto comodo nel marasma finale.Ma nella ripresa tutto o quasi è andato storto. Prima il gol di Biondini, viziato da un fuorigioco iniziale di Agostini e forse anche da quello dello stesso autore della rete, primo ad avventarsi sul tiro di Dessena respinto dal palo. Nel mezzo il raddoppio di Floccari, bravo a punire un errore di Lopez in disimpegno, su azione travolgente di Palladino. Ma poi è arrivato il pareggio, grazie a un rigore concesso per un fallo di mano di Biava su tiro di Cossu. Il replay non solo non cancella tutti i dubbi sul fatto che la deviazione sia avvenuta con il braccio, tenuto aperto dal giocatore che era in coordinazione precaria, ma conferma che da quella distanza e con quella velocità di palla, propendere per la volontarietà era davvero difficile. Invece l’arbitro ha fischiato, Moretti ha protestato e - poiché già ammonito - è stato espulso. Squadra in dieci, arrabbiata e poco lucida e Cagliari che ci crede: così è arrivato il gol-beffa di Lazzari e con lui una sconfitta immeritata e che non ci voleva.

 

TABELLINO

Cagliari (4-3-1-2): Marchetti, Canini, Lopez, Astori, Agostini, Dessena, Conti, Biondini, Cossu, Matri, Nenè. (Lupatelli,Brkljaca, Barone, Parola, Lazzari, Matri, Larrivey). All. Allegri.

Genoa (4-3-3): Amelia, Biava, Moretti, Bocchetti, Sokratis, Milanetto, Juric, Rossi, Mesto, Floccari, Palladino. (Russo, Esposito, Modesto, Zapater, Crespo, Palacio, Sculli). All. Gasperini.

Arbitro: Gava di Conegliano Veneto

 

 

 

 

 

 

22/10/2009

Europa League

 

 

Lille-GENOA 3-0

Il Genoa parte bene, ma non riesce a concludere. Il Lille all’inizio tentenna, ma poi il suo attacco si fa pericoloso a più riprese con Aubameyang e Obraniak che al 38’ segna il gol dell’1-0. Al 44’ Criscito esce per dolori alla coscia infortunata. Al 46’ Palacio tenta la conclusione che potrebbe portare al pareggio ma la palla è fuori. Nel secondo tempo non c’è storia. Il Lille è padrone del campo e il Genoa non riesce mai veramente a rendersi pericoloso. Segnano prima Vittek, tra i migliori in campo, e poi il giovanissimo Hazard autore di un’azione solitaria per tutto il campo. Al 35’ fallo fischiato in area a Palacio, ma per i rossoblù doveva essere rigore


TABELLINO

Lille (4-3-3): Butelle, Vandam, Rami, Chedjou, Emerson; Mavuba; Aubameyang, Balmont, Obraniak (Hazard 28 st), Cabaye (Beria 36’ st); Vittek. In panchina: Landreau, Beria, Dumont, Gervinho, Souquet, Hazard, Frau. All. Garcia

Genoa (3-4-3): Amelia, Esposito (Palladino 1’ st), Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto, Juric, Criscito (Sculli 44’ pt); Palacio (Figueroa 17’ st), Floccari, Mesto. In panchina: Scarpi, Tomovic, Sokratis, Zapater, Figueroa, Palladino, Sculli. All. Gasperini

 

 

 

 

 

 

17/10/2009

 

 

GENOA-Inter 0-5

Highlights: http://www.youtube.com/watch?v=WDsPPYivnRE

Cambiasso che in girata segna grazie a una deviazione di Modesto. Al 12’ Balotelli fa una entrata molto dura su Moretti e viene ammonito tra le proteste dei genoani che chiedono l’espulsione. L’Inter preme e costruisce due occasioni nitide per il raddoppio che Stankovic sbaglia.
Il Genoa sbanda. La difesa fatica a tenere gli avversari che fanno girare la testa a Moretti e Biava, il centrocampo non filtra. Davanti, Palladino cerca dribbling impossibili e Floccari non ha spazi. Quando i rossoblù iniziano a trovare un pò di organizzazione arriva il 2-0: Zanetti ruba palla a un ingenuo Zapater e serve Balotelli che tutto solo incrocia nell’angolo lontano. Nel recupero l’incredibile gol di Stankovic. Mentre si va al riposo Scarpi dalla panchina trov ail modo di colpire Maicon e si becca il rosso.
Nel secondo tempo, Gasperini mette Crespo e Palacio ma la gara non cambia più. Il Genoa in campo non c’è e l’Inter controlla senza affanni. Su contropiede è letale e segna altri due gol con Vieira e Maicon (in sospetto fuorigioco). La disfatta del Genoa è totale e le menti più agili ricordano un lontano 0-5 contro l’Udinese di Zico alla prima di campionato.
Per Mourinho segnali importanti da Balotelli e soprattutto da Sneijder, imprendibile inventore di gioco.Senza l’attacco titolare e senza Thiago Motta, l’Inter sfodera una gara travolgente e grazie a uno Sneijder superlativo e a un Balotelli micidiale rifila cinque gol al temuto Genoa nel suo Ferraris. I nerazzurri conquistano senza fatica 3 punti d’oro nel giorno del pari tra Juventus e Fiorentina e allungano per il momento sulla Sampdoria che oggi pomeriggio va a casa della Lazio.
La vittoria dell’Inter è netta contro un avversario di cui Mourinho non si fidava e che in casa aveva fatto tremare la Juventus. Il trionfo interista è impreziosito dalla perla di Stankovic che chiude i giochi nel recupero del primo tempo segnando da circa 50 metri con un esterno destro il 3-0: merito del rinvio sbagliato di Amelia che mette la palla sui piedi dell’avversario lasciando la porta sguarnita.
Il 5-0, che dà grande morale ai nerazzurri in vista della sfida di Champions’ di martedì con la Dinamo Kiev, è figlia di una prestazione notevole, per ritmo, precisione e organizzazione, ma è anche merito della serata da cancellare dei rossoblù; gli uomini di Gasperini riescono a regalare il primo vantaggio con una autorete di Modesto su girata di Cambiasso, e preparano poi per gli avversari (errori di Zapater e Amelia) le altre due occasioni che demoliscono sogni di rimonta e speranze di acciuffare la capolista, ora distante sei punti.
Il Genoa aveva fatto un pensierino alla vittoria prima della gara. Sia perché in trasferta l’Inter non aveva ancora brillato, vedi Cagliari (vittoria di Milito) e Genova (sconfitta con la Sampdoria), sia perché la vittoria a Bologna aveva mostrato una squadra brillante nonostante fatica e infortuni. Proprio gli infortuni (ultimo Karjha) hanno mostrato che le seconde linee non sono state all’altezza dei titolari.
Gasperini aveva fatto una scelta prudente mettendo un quarto difensore, Sokratis a centrocampo, ma non è servito. Mourinho, anche lui alle prese con assenze importanti come Milito e Etòo, mette Balotelli unica punta e dietro a lui Sneijder e Stankovic. Prima della gara i capitani Milanetto e Zanetti lanciano la campagna mondiale contro la povertà.
Il Genoa illude con una partenza veloce e una occasione per Floccari, che arriva in ritardo di un niente davanti a Julio Cesar. Sul primo ribaltamento di fronte arriva invece subito il gol del vantaggio interista. Balotelli conquista una punizione, Maicon fa sponda a Cambiasso che in girata segna grazie a una deviazione di Modesto. Al 12’ Balotelli fa una entrata molto dura su Moretti e viene ammonito tra le proteste dei genoani che chiedono l’espulsione. L’Inter preme e costruisce due occasioni nitide per il raddoppio che Stankovic sbaglia.
Il Genoa sbanda. La difesa fatica a tenere gli avversari che fanno girare la testa a Moretti e Biava, il centrocampo non filtra. Davanti, Palladino cerca dribbling impossibili e Floccari non ha spazi. Quando i rossoblù iniziano a trovare un pò di organizzazione arriva il 2-0: Zanetti ruba palla a un ingenuo Zapater e serve Balotelli che tutto solo incrocia nell’angolo lontano. Nel recupero l’incredibile gol di Stankovic. Mentre si va al riposo Scarpi dalla panchina trov ail modo di colpire Maicon e si becca il rosso.
Nel secondo tempo, Gasperini mette Crespo e Palacio ma la gara non cambia più. Il Genoa in campo non c’è e l’Inter controlla senza affanni. Su contropiede è letale e segna altri due gol con Vieira e Maicon (in sospetto fuorigioco). La disfatta del Genoa è totale e le menti più agili ricordano un lontano 0-5 contro l’Udinese di Zico alla prima di campionato.
Per Mourinho segnali importanti da Balotelli e soprattutto da Sneijder, imprendibile inventore di gioco.

 

TABELLINO

GENOA (3-4-3): Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Papastathopoulos (69' Tomovic), Zapater, Milanetto, Modesto; Sculli (62' Palacio), Floccari (62' Crespo), Palladino (a disp. Scarpi, Rossi, Esposito, Raggio Garibaldi). All. Gian Piero Gasperini
INTER (4-3-2-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel (77' Cordoba), Chivu; Zanetti, Cambiasso (46' Vieira), Muntari; Sneijder (73' Mancini) Stankovic; Balotelli (a disp. Toldo, Santon, Suazo, Arnautovic). All. José Mourinho.
Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno
Ammoniti: 12' Balotell, 23' Modesto, 24' Samuel, 46' Muntari, 72' Milanetto

 

 

 

 

 

09/10/2009

Assemblea dei soci

Giovedi 12 novembre, si terrà presso il club l'assemblea straordinaria dei soci con all'ordine del giorno le elezioni del consiglio direttivo.

Accorrete numerosi!

 

 

 

 

 

04/10/2009

 

 

Bologna-GENOA 1-3

Doveva essere la festa del Bologna per i cento anni della società e invece alla fine è il Genoa a sorridere. La squadra di Gasperini passa al Dall’Ara per 3-1, lasciando i padroni di casa a sei punti.
Parte forte il Bologna (in campo con una maglia che riprende la prima casacca indossata nel lontano 1909 con tanto di bottoncini, colletto da camicia e taschino) che schiera la coppia d’attacco Di Vaio-Zalayeta. L’ex attaccante di Juventus e Napoli dimostra aggressività fin dai primi minuti mettendo in difficoltà la retroguardia ligure.
Nel Genoa c’è il tridente Sculli-Floccari-Palladino, che alla prima occasione incide sul match: è il 10’ quando Floccari viene lanciato in area, intervento scomposto di Portanova e rigore per gli ospiti tra le proteste del pubblico del Dall’Ara. Sul dischetto va Kharja che non sbaglia. Il gol rimette in carreggiata il Genoa che alza il baricentro e si rende pericoloso dalle parti di Viviano.
Il Bologna cerca di riorganizzarsi, ma al 35’ Sculli piazza il colpo del 2-0. Bella azione di Palladino, sul cui tiro interviene Sculli lasciato solo dalla colpevole difesa bolognese. Al rientro Zalayeta, in mischia, calcia a botta sicura, ma centrale e così Amelia nega il gol al Bologna. Al 7’ Gervasoni si dimostra troppo severo ammonendo per la seconda volta Mesto per un tocco di mano, così il Genoa resta in dieci.
Il neo entrato Osvaldo si fa vedere in un paio di occasioni ma è Di Vaio che al 18’ fa sperare i suoi: l’attaccante, lanciato in profondità, supera con un tocco sotto Amelia ma il pallone si stampa incredibilmente sul palo. Sulla ribattuta Osvaldo calcia alto tra la disperazione dei trentamila del Dall’Ara. Papadopulo si sbraccia in panchina ma i suoi ragazzi, nonostante un ripresa tutta pressing, riescono a segnare solo su calcio di rigore al 40’ con Di Vaio. Il penalty è concesso da Gervasoni per un fallo di Tomovic su Tedesco. Il Bologna a questo punto ci crede, ma al 45’ ci pensa Zapater, in contropiede, a mettere una pietra tombale sulla partita.

TABELLINO

Bologna (4-4-2): Viviano, Raggi, Portanova, Britos, Lanna, Vigiani (Osvaldo 10’ st), Mingazzini (Valiani 25’ st), Guana (Mudingayi 30’ st), Tedesco, Di Vaio, Zalayeta. In panchina: Colombo, Zenoni, Moras, Mudingayi, Valiani, Adailton, Osvaldo. All. Papadopulo

Genoa (3-4-3): Amelia, Esposito, Moretti, Bocchetti, Mesto, Kharja, Milanetto, Modesto, Sculli (Tomovic 25’ st), Floccari (Zapater al 17’ st), Palladino (Palacio 5’ st). In panchina: Scarpi, Tomovic, Grea, Zapater, Palacio, Crespo, Figueroa. All. Gasperini

Arbitro: Gervasoni di Mantova

Gol: Kharja (G) al 10’ su rigore, 35’ Sculli (G), Di Vaio 40’ st (B), Zapater 45’ (G)

Ammoniti: Lanna (B), Tedesco (B), Mesto (G), Guana (B)

Espulso: Mesto (G)

 

 

 

 

 

01/10/2009

Europa League

 

 

Valencia-GENOA 3-2


Un Genoa meno brillante del solito non riesce nell'impresa di espugnare il Mestalla e deve inchinarsi al Valencia. Villa e compagni portano infatti a casa una vittoria fondamentale per il discorso qualificazione. Per i rossoblù il rammarico di aver fatto a meno di qualche uomo importante e la consapevolezza che è durissima portare avanti due competizioni importanti come campionato e Europa League.
Emery a sorpresa rinuncia a David Villa e si affida in avanti a Nikola Zigic con David Silva e Mata pronti all'inserimento sia dalle fasce che per vie centrali. A centrocampo le chiavi del gioco sono affidate all'argentino Banega. Nel Genoa a differenza di quanto prospettato all'inizio fuori Crespo e dentro Floccari con Tomovic e Modesto ad agire sulle fasce mentre Palladino e Mesto operano ai lati dell'unica punta.
Pronti via ed è subito Valencia. La formazione entra meglio in campo, il Genoa sembra impaurito e Mata al 4' da ottima posizione a tu per tu con Amelia mette clamorosamente al lato. La pressione della squadra di Emery si fa sempre più pesante e nel giro di 5' tra l'11' ed il 16' è Silva a redensi pericoloso in due occasioni, nella seconda in particolare il centrocampista spagnolo sfiora la rete con una bella conclusione da fuori sulla quale Amelia resta immobile. Il Genoa fa grande fatica ad imporsi ma al 42' quando ormai il primo tempo sembra destinato a concludersi in parità una zampata di Floccari regala un vantaggio che arriva un po' a sorpresa. L'attaccante ex Atalanta è bravissimo in spaccata a trovare la rete sul filo del fuorigioco.
Nella ripresa è subito super-Valencia. La squadra iberica impone ritmi e gioco e al 51' Silva servito da Banega mette alle spalle di Amelia. 1' dopo ancora Banega è bravissimo ma la sua conclusione finisce di poco alta sulla traversa. Al 55' la rete di Zigic: il lungo attaccante serbo approfitta di un grande assist di Mata e tutto solo realizza il 2-1. E' un momento terribile per il Genoa che sembra vicino a capitolare, ma al 63' Papastathopoulos s'invola verso l'area avversaria e viene abbattuto da Mathieu, rigore indiscutibile. Dal dischetto Kharja sigla la rete del 2-2. Quando la gara sembra entrata in una fase di stanca ecco il guizzo di David Villa che si procura un calcio di rigore e lo realizza con freddezza. E' la rete che piega le gambe al Genoa e che decide l'incontro. Finisce 3-2 con il Valencia che nel finale sciupa diverse occasioni per il 4-2.
Entra David Villa e il Valencia mette il turbo. L'attaccante spagnolo è di un'altra categoria e si vede. Si procura il rigore, lo realizza e tenta almeno altre tre sortite. Che giocatore!
La rete di Floccari è figlia di una giocata da grande attaccante. L'ex atalantino si era visto poco nel primo tempo ma alla prima palla buona in spaccata ha siglato la rete dell'1-0. Rapace.
Villa e Silva si dimostrano giocatori sopra la media. Nel Valencia bene Banega e sempre insidioso Mata ma la difesa è da brividi. Il Genoa è lontano parente di quello che siamo abituati a vedere. Male Palladino che ha l'attenuante del rientro dopo tanto tempo, Mesto e Modesto questa volta non cambiano marcia.



IL TABELLINO

VALENCIA-GENOA 3-2

MARCATORI: 42' Floccari (G), 51' Silva (V), 54' Zigic (S), 63' rig. Kharja (G), 81' rig. Villa (V)

Valencia (4-2-3-1): César 6; Miguel 6,5, David Navarro 5,5, Dealbert 5, Mathieu 5; Pablo 6 (78' Joaquin 6), Albelda 5,5 (78' Maduro s.v.), Banega 6,5, Mata 6,5; Silva 7, Zigic 6,5 (64' Villa 7,5). A disposizione: Moya, Bruno, Miku, Michel Allenatore Emery 7

Genoa CFC (3-4-3): Amelia 6; Papastathopoulos 6 (74' Milanetto s.v.), Moretti 5,5, Bocchetti 5,5, Tomovic 5 (57' Sculli 6); Zapater 5, Kharja 6, Modesto 5,5 (58' Esposito 5), Mesto 6; Floccari 6,5, Palladino 5. A disposizione: Scarpi, Palacio. Allenatore: Gasperini 5,5

ARBITRO: Cakir 7

AMMONITI: Moretti (G), Mesto (G), Esposito (G), Banega (V)

 

 

 

 

 

27/09/2009

Udinese-GENOA 2-0

Una sconfitta che brucia per il Genoa, che subisce gol quando la partita sembrava avviata verso il pareggio, con un’azione molto bella del tandem Sanchez-Di Natale, aiutato da un’ingenuità di Mesto e Moretti che si sono fatti infilare da Di Natale in fase di impostazione, trenta metri prima. Fino a quel momento, pur senza brillare come in altre occasioni, erano stati i rossoblù a fare qualcosa in più per vincere l’incontro, anche se le occasioni da rete non sono state molte. C’è anche da dire che sullo 0-0 su un cross di Mesto, Domizzi ha colpito la palla con la mano dentro l’area, ma l’arbitro e soprattutto il suo collaboratore di destra hanno giudicato appena fuori l’intervento .Gasperini non cerca scuse.
«Abbiamo fatto una buona partita, almeno fino all’1-0. Avevamo anche da recriminare, il risultato poteva essere a nostro favore. C’è stata un po’ di fatica nel finale, ma prima potevamo segnare, a lunghi tratti abbiamo fatto un’ottima partita, non siamo stati precisi nel concretizzare». Così Gianpiero Gasperini dopo la sconfitta del Genoa a Udine. «Lo stadio di Marassi, l’ambiente, è motivante per noi ma anche gli avversari - sottolinea il tecnico parlando delle difficoltà dei rossoblù in trasferta -. Giocare la domenica dopo il giovedì sera, dopo partite molto intense e importanti, fa sì che non sempre riusciamo ad avere la stessa intensità. Abbiamo fatto indubbiamente bene, seppure con qualche fatica. Con più lucidità avremmo potuto andare in vantaggio. Non è facile interpretare bene la gara a Udine. Giocare domenica dopo il giovedì non è facile, e non è facile fare turn over. Dipende anche dall’intensità delle gare che si giocano. La gara con la Juve ci ha lasciato qualche strascico, non era facile recuperare, ma globalmente anche a Udine abbiamo fatto bene. In trasferta è un momento un pò così, ma la classifica è buona - conclude Gasperini -, ho l’impressione che questi impegni ravvicinati dobbiamo gestirli bene, dobbiamo pensare partita per partita».

 

TABELLINO

UDINESE (4-4-2): Handanovic, Basta, Coda, Domizzi, Lukovic, Sanchez, Inler, D'Agostino, Pepe (46' st Sammarco), Floro Flores (43' st Corradi), Di Natale (38' st Lodi) (6 Belardi, 19 Felipe, 2 Zapata, 26 Pasquale). All: Marino

GENOA(3-4-3): Amelia, Biava (38' pt Esposito), Moretti, Bocchetti, Mesto, Zapater, Milanetto, Criscito (34' pt Modesto), Palacio (17' st Palladino), Crespo, Sculli (73 Scarpi, 15 Sokratis, 5 Kharja, 30 Figueroa). All: Gasperini

Arbitro: Trefoloni di Siena

Marcatori: 36' st Di Natale, 43' st Pepe

Ammoniti: Pepe e Mesto per gioco falloso, Domizzi e Floro Flores per proteste.

 

 

 

 

 

 

24/09/2009

 

GENOA-Juventus 2-2

GENOVA - Finisce 2-2 il posticipo del giovedì tra Genoa e Juventus dopo una gara spettacolare. I padroni casa di tornano a fare una bella figura dopo la deludente sconfitta contro il Chievo di domenica scorsa e i bianconeri pareggiano per la prima volta in questo campionato dopo quattro vittorie consecutive. Ferrara come previsto sceglie di lasciare in panchina Giovinco e opta per Mauro Camoranesi nel ruolo di trequartista. Anche se l’italo-argentino occupa la posizione in campo tra le due linee, spesse volte scende a coprire anche sulla fascia destra da ala pura. Gasperini per l’inizio preferisce un Floccari, autore di una prova opaca, a Crespo che entrato nella ripresa si dimostrerà decisivo per i rossoblu.
Dopo i primissimi minuti nei quali le squadre si studiano, i bianconeri trovano il gol del vantaggio al sesto grazie al solito Vincenzo Iaquinta. Il gol è frutto di un’azione corale degli ospiti; Marchisio defilato sulla sinistra mette al centro un cross radente per Camoranesi che fa velo e favorisce l’intervento di Iaquinta accorrente alle sue spalle. Il calabrese non ci pensa su due volte e da fuori area incrocia di destro sul secondo palo dove Amelia non può arrivare. Il Genoa non crolla psicologicamente e si rende pericoloso poco dopo con Mesto servito splendidamente da Milanetto, ma la sua conclusione viene ribattuta in scivolata da Grygera.
La Juventus è pericolosa su calcio da fermo e il brasiliano Amauri per due volte ha sulla testa la palla del 2-0 che in entrambe le occasioni spreca malamente. Al 31′ arriva il pareggio dei grifoni grazie ad un gran gol di testa di Mesto che, da centravanti puro, si inserisce in area anticipando i difensori bianconeri e incrocia sul primo palo lasciando Buffon fuori causa. A fine primo tempo i bianconeri hanno una grande occasioni sul vertice destro dell’area di rigore con Marchisio che si libera in area e avrebbe lo spazio per calciare a rete, ma scivola nel momento decisivo favorendo il lesto recupero di Bocchetti e Zapater.
Nella ripresa Gasperini capisce che qualcosa in avanti non va e manda in campo Hernan Crespo al posto di Floccari. Partono meglio i grifoni, ma la grande occasione capita ancora sui piedi di Iaquinta; l’attaccante bianconero parte sul limite del fuorigioco, si ritrova da solo in area di fronte ad Amelia, e dopo aver stoppato la palla temporeggia troppo e spreca la grande occasione da gol. Gasperini inserisce Papastathopoulos per dare maggiore fisicità alla difesa mandandolo in campo al posto di Modesto. Al 28′ minuto c’è l’episodio incriminato della partita; Grosso batte una punizione sul vertice sinistro dell’area di rigore e pesca al centro Iaquinta che di testa batte Amelia. Il guardalinee sbandiera e l’arbitro annulla, ma la posizione dello juventino era regolare.
Passano appena due minuti dal gol annullato a Iaquinta ed Hernan Crespo tira fuori dal cilindro un grandissimo gol che porta in vantaggio i grifoni. Mesto vola sulla destra, mette al centro un cross perfetto e l’attaccante argentino da vero fuoriclasse dell’area di rigore, spinge in rete sul primo palo anticipando Legrottaglie e Buffon. A questo punto Ferrara manda in campo prima Giovinco al posto di Marchisio, uscito per problemi fisici, e David Trezeguet al posto di Amauri autore di una prova mediocre. Al 39′ minuto Chiellini in sforbiciata mette ancora il pallone in rete, ma la terna arbitrale, questa volta giustamente, annulla il gol ai bianconeri per fuorigioco.
Dopo pochi minuti arriva il gol del 2-2 per la Juventus a firma del neo entrato Trezeguet su calcio piazzato, il francese da attaccante di scorta mette a segno la seconda marcatura stagionale. Grosso batte un altro ottimo calcio di punizione dalla trequarti e il francese sfrutta una torre di Chiellini per schiacciare da pochi centimetri il pallone in porta. La Juventus avrebbe un’altra occasione sempre su calcio piazzato a tempo scaduto ma Grosso questa volta sceglie di non crossare in mezzo e di appoggiare il pallone a Poulsen che sciupa l’ultima occasione utile. Il Genoa gioca una partita maschia e porta a casa un punto meritato, mentre i bianconeri, anche se con l’amaro in bocca, possono sorridere per un punto importante conquistato su un campo molto difficile.

 

 

 

TABELLINO

Marcatori: 6′ pt Iaquinta, 31′ pt Mesto, 29′ st Crespo, 41′ Trezeguet

GENOA (3-4-3): Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Zapater, Milanetto (22′ st Kharja), Modesto (17′ st Papastathopoulos); Sculli, Floccari (1′ st Crespo), Mesto. Allenatore: Gasperini.

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Camoranesi, Felipe Melo, Marchisio (32′ st Giovinco), Poulsen; Amauri (37′ st Trezeguet), Iaquinta. Allenatore: Ferrara.

Arbitro: Saccani di Mantova.

Ammoniti: Bocchetti, Melo, Rossi

 

 

 

 

 

 

 

20/09/2009

Chievo-GENOA 3-1

Verona - Spettacolo allo Stadio Bentegodi tra Chievo e Genoa con la formazione gialloblu che strapazza i liguri, stanchi dall’impegno di Europa League contro lo Slavia Praga, e vince la sua seconda partita stagionale. Gasperini opta per il turnover lasciando a riposo Moretti, Zapater e Rossi sostituiti da Tomovic, Kharja e Fatic, mentre il suo collega Di Carlo dispone delle formazione titolare anche grazie al recupero dell’ultima ora di Sergio Pellissier. La partita incomincia subito in salita per i rossoblu quando Bogdani cade in area per una presunta spinta di Biava; l’arbitro Rocchi fischia il rigore e ammonisce il difensore genoano.
Sul dischetto va il centrocampista Michele Marcolini che spiazza il portiere avversario e porta in vantaggio la sua squadra. Dopo appena due minuti arriva il raddoppio dei clivensi grazie a Bogdani che realizza sotto misura un traversone basso di Luciano. Al 22′ minuto ci sono grosse proteste dei rossoblu che chiedono un calcio di rigore per fallo di mano di Morero che con un braccio devia un tiro di Bocchetti da fuori area, l’arbitro Rocchi lascia proseguire. All’inizio della ripresa Gasperini prova a correre ai ripari inserendo Sculli per Fatic e Rossi per Tomovic.
Al 3′ minuto grande occasione ancora per i padroni di casa grazie ad una combinazione tra Pinzi e Pellissier; l’attaccante lancia in area per il laterale ex Udinese che viene anticipato da Amelia che non trattiene in pallone e favorisce Rigoni fermato da un provvidenziale rientro di Bocchetti che spazza via il pallone. Al 10′ si rivede il Genoa in avanti con una conclusione di Sculli bloccata centralmente da Sorrentino. Al 11′ terzo ed ultimo cambio ancora per i rossoblu con inseriscono anche Raffaele Palladino al posto di Palacio per tentare di cambiare volto alla partita.
Il Genoa non sembra comunque avere la forza di cambiare marcia, e ci riesce solo grazie ad un provvidenziale errore di Yepes che colpisce la palla di mano in area e fa assegnare un calcio di rigore agli ospiti: Floccari realizza e accorcia le distanze. Al 29′ minuto grossa occasione per il Genoa con una conclusione ancora una volta di Bocchetti deviata in angolo con la coscia da Pinzi. Dopo appena tre minuti, dal possibile gol del pareggio si passa a quello del k.o. finale per i ragazzi di Gasperini che subiscono il terzo gol della giornata ad opera di Sergio Pellissier che sfrutta lo splendido ponte aereo di Granoche e sotto misura di testa mette in rete.
A questo punto sembra davvero finita anche se il Genoa avrebbe l’occasione di accorciare nuovamente le distanze ancora su rigore, il terzo della giornata, ma Floccari questa volta si lascia ipnotizzare da Sorrentino e sciupa l’occasione. La partita finisce 3-1 e il Chievo si mette in tasca tre punti meritati.


TABELLINO


MARCATORI: 5′pt Marcolini (rig), 7′pt Bogdani; 20’st Floccari (rig); 31’st Pellissier

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 7; Frey 6.5, Morero 6, Yepes 7, Mantovani 6.5; Luciano 6, Rigoni 6.5, Marcolini 6.5(25’st Bentivoglio 6); Pinzi 6.5; Bogdani 6.5 (18’st Granoche 6), Pellissier 6.5 (34’st Ariatti 6). In panchina: Squizzi, Mandelli, Sardo, Abbruscato. All.: Di Carlo

GENOA (3-4-3): Amelia 6.5; Papastathopoulos 5.5, Biava 5.5, Bocchetti 6; Tomovic 5 (1’st Rossi 6), Milanetto 5.5, Kharja 5, Fatic 5 (1’st Sculli 6); Mesto 6, Floccari 6, Palacio 5.5 (11’st Palladino 6). (Scarpi, Esposito, Modesto, Crespo). All.: Gasperini

ARBITRO: Rocchi di Firenze

NOTE: Ammoniti: Biava, Tomovic, Kharja, Pinzi, Yepes. Al 47’st Sorrentino para un rigore a Floccari. Angoli: 8-2 per il Genoa. Recuperi: 2′; 4′.
 

 

 

 

 

 

 

17/09/2009

Europa League

GENOA-Slavia Praga 2-0

GENOVA - Partenza senza esitazioni del Genoa nella prima partita della fase a gironi dell’Europa League. Gasperini mette dentro Palacio per Mesto, Tomovic al posto di Sokratis. Dentro Criscito e Rossi sulle ali, Zapater e Kharja a centro campo con Crespo punta. Il risultato finale dà ragione al lavoro rossoblù: vittoria e testa del girone.
Cinque minuti e proprio Zapater ricorda al mondo di essere l’uomo delle punizioni. Tira una bomba da fuori area, leggermente sulla sinistra. Traiettoria potente e a girare per l’esplosione del Ferraris (20 mila persone sugli spalti). È uno straordinario bis al gol segnato contro la Roma e i compagni lo abbracciano dimostrandogli un’enorme gratitudine.
Gasperini non si rasserena e continua a dare disposizione ai rossoblù. Anche perché i cechi dello Slavia Praga ci sono, impegnano un paio di volte Amelia (sempre pronto) e sfruttano gli errori dei padroni di casa. Nel momento di maggiore sofferenza, prima ci prova Crespo, poi conclude Sculli al volo dall’area piccola su traversone di Palacio (39’ pt). È la miglior combinazione che potesse capitare ai Grifoni: gol a inizio e a fine primo tempo.Si va alla ripresa. Il Genoa parte bene e cerca subito di chiudere la partita. Crespo sfiora l’aggancio, al decimo, su suggerimento di Palacio. Sugli sviluppi, corner di Moretti verso Zapater: traversa del difensore. Ma lo Slavia non molla e prova più volte ad accorciare le distanze: a dire il vero, la difesa rossoblù non soffre più di tanto e Amelia respinge con sicurezza su due corner.Gasperini manda dentro Figueroa per Crespo, Milanetto per Karhja e Mesto per Zapater. Si va verso il finale con lo Slavia che cerca nel finale il gol, salva Amelia in uscitaTre di recupero e Sculli crea una occasionissima sull’azione Milanetto Sculli Palacio con palla in corner.Alla vittoria si unisce la buona notizia del pari tra le rivali del Valencia (prossima avversaria in Spagnia) e Lille: 1-1TABELLINO

 

TABELLINO

MARCATORI: 4' Zapater (G), 32' Sculli (G).

GENOA: Amelia; Tomovic, Moretti, Bocchetti; Rossi, Kharja (dal 36′ s. t. Milanetto sv), Zapater (dal 38′ s. t. Mesto), Criscito; Sculli, Crespo (dal 37′ s. t. Figueroa), Palacio. All.: Gasperini.
SLAVIA PRAGA: Vaniak; Krajcik, Suchy, Vomacka, Celustka; Vasiljevic (dal 34′ s. t. Graicjar), Ragued, Janda, Belaid (dal 26′ s. t. Volesak), Hlousek; Senkerik (dal 1′ s. t. Naumov). All.: Jarolim.
ARBITRO: Moreira de Sousa (Portogallo).
Ammoniti: nessuno

 

 

 

13/09/2009

 

GENOA-Napoli 4-1

GENOVA - Giornata decisamente da dimenticare per gli arbitri della serie A. Dopo l’incomprensibile decisione di Gervasoni che di fatto ha impedito alla Lazio di realizzare un goal validissimo contro la Juventus, nel posticipo del sabato, tocca a Tagliavento combinarne di tutti i colori. L’arbitro di Terni scontenta sia Genoa che Napoli, macchiando una partita giocata a viso aperto dalle due formazioni. Ad uscirne largamente vittorioso è il Genoa di Gasperini, ormai una realtà consolidata del nostro campionato. Da rivedere il Napoli di Donadoni che, pur non meritando l’ampio passivo, ha mostrato limiti di personalità nei momenti cruciali dell’incontro.
Nella prima mezz’ora di gioco ci provano ambedue le squadre in tre o quattro occasioni a sbloccare il risultato. Dopo quasi 30 minuti arriva il primo rosso della partita: Criscito viene ammonito per fallo su Quagliarella, manda a quel paese l’arbitro da molti metri di distanza, ma Tagliavento è inflessibile. Rosso e Genoa in dieci. Ci mette poco il Napoli a passare in vantaggio grazie al solito Hamsik che realizza un gran goal su assist di Quagliarella. Ma il Genoa trova subito il pari con Floccari su rigore (molto generoso) fischiato per presunto fallo di Campagnaro su Sculli. L’argentino viene anche espulso per doppia ammonizioni, decisione che ristabilisce la parità numerica.All’inizio del secondo tempo Gasperini fa entrare Palacio al posto di Sculli. Contini viene graziato da Tagliavento che gli risparmia il secondo giallo, pochi minuti dopo Mesto trova un eurogoal da lunga distanza. Donadoni prova a mescolare le carte e fa uscire Pià e Cigarini per Lavezzi e Gargano. In casa rossoblu Crespo subentra Floccari ed è proprio il bomber argentino a siglare il 3-1 colpendo il pallone con un preciso interno destro che finisce dritto all’angolino superando De Sanctis. Nei secondi finali Aronica commette fallo da rigore su Palacio e Kharja trasforma per il definitivo 4-1. Tagliavento mette la ciliegina sulla torta alla partita non concedendo nemmeno un minuto di recupero.


TABELLINO


MARCATORI: Hamsik (N) al 42’ p.t., Floccari (G) su rigore al 51’ p.t., Mesto (G) al 10’ , Kharja (G) al 41’ s.t.

GENOA (3-4-3): Amelia; Biava, Moretti, Papastathopoulos; Rossi, Milanetto (dal 32’ s.t. Kharja), Zapater, Criscito; Mesto, Floccari (dal 13’ s.t. Crespo), Sculli (dal 1’ s.t. Palacio). (Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic.). ALLENATORE: Gasperini

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Contini; Maggio, Pazienza, Cigarini (dal 13’ s.t. Gargano), Hamsik, Aronica; Quagliarella, Pià (dal 13’ s.t. Lavezzi).(Iezzo, Grava, Rinaudo, Bogliacino, Hoffer). ALLENATORE: Donadoni

ARBITRO: Tagliavento di Terni

NOTE - Spettatori paganti 7.945, incasso di 196.007 euro. Ammoniti Contini, Cannavaro, Maggio per gioco scorretto. Espulsi Criscito (rosso diretto) al 28’ p.t. per proteste, Campagnaro al 50’ p.t. per doppia ammonizione, sempre per gioco scorretto, Aronica al 41’ s.t. (rosso diretto) per fallo in chiara occasione da gol. Angoli 4-4. Recuperi: 7’ p.t., 0’ s.t.

 

 

 

 

 

08/09/2009

GENOA - Slavia Praga

Presso il club è aperta la raccolta degli abbonamenti per la prelazione di coppa e per i biglietti di domenica sera per la partita Genoa-Napoli.. Prezzi del miniabbonamenti sul sito della società: www.genoacfc.it

Gli abbonamenti saranno riconsegnati da venerdì 11/08 orario 18-20

Forza Genoa

30/08/2009

Atalanta-GENOA 0-1

Bergamo - Un gol di Moretti a fine primo tempo decide a favore del Genoa la sfida dell'"Atleti Azzurri d'Italia" contro l'Atalanta. Vittoria di misura per il Grifone, che resta con Lazio, Juve e Samp nel gruppetto di testa a punteggio pieno mentre i nerazzurri sono ancora alla ricerca dei primi punti stagionali. Gregucci si affida a Barreto e Guarente in mezzo al campo, Padoin e Valdes larghi e Doni a supporto di Acquafresca, Gasperini risponde con il tridente formato da Palacio, Figueroa e Mesto, con Rossi e Fatic sulle fasce e Zapater e Milanetto centrali. Il Genoa parte bene, controllando la gara senza grossi patemi, ma col passare dei minuti i nerazzurri crescono anche se poi il primo pericolo, al 24', arriva per Consigli, con una carambola su Figueroa che quasi beffa il portiere. La risposta atalantina e' in una bella girata al 41' di Acquafresca che costringe Amelia alla parata in due tempi ma quattro minuti dopo arriva il vantaggio rossoblu' con Moretti, che su calcio d'angolo trova l'incornata vincente. Nella ripresa, dopo pochi minuti, Gasperini inserisce Sculli per Figueroa ma al 9' e' l'Atalanta ad andare vicina al pari, con Guarente che spara alto da ottima posizione. Il Genoa regge, al 19' tocca a Sculli andare vicinissimo al 2-0 ma sul cross di Mesto l'attaccante calabrese manca di un soffio la deviazione vincente. Gregucci butta dentro anche Tiribocchi per Valdes, il Genoa risponde con Papasthatopoulos per Palacio ma la spinta dei nerazzurri va piano piano perdendo d'intensita' e per i rossoblu' e' facile controllare la gara con Fatic che alla mezz'ora sfiora ancora il gol direttamente su punizione. Nel finale comincia anche ad affiorare la stanchezza, Rossi fallisce l'ennesima occasione ma poco importa, per l'undici di Gasperini arriva la seconda vittoria.

TABELLINO

ATALANTA: Consigli, Garics, Talamonti, Manfredini, Bellini, Padoin, Barreto, Guarente (30′ st Caserta), Valdes (14′ st Tiribocchi), Doni, Acquafresca. Al.: Gregucci

GENOA: Amelia, Tomovic, Moretti, Criscito, Rossi, Zapater (19′ st Biava, Milanetto, Fatic, Mesto, Figueroa (7′ st Sculli), Palacio (27′ st Papasthopoulos). All.: Gasperini

Arbitro: Saccani di Mantova
Marcatori: 5′ pt
Moretti.
Ammoniti: Barreto, Tomovic, Mesto; Doni, Manfredini

 

27/08/2009

Europa League

 

 

Odense-GENOA 1-1

Odense -Al Genoa basta un 1-1 conquistato sul campo dell'Odense per superare il quarto turno preliminare di Europa League e accedere alla fase a giorni. Gli uomini di Gasperini possono brindare al ritorno del Grifone in Europa dopo 17 anni in virtu' del 3-1 con cui avevano vinto la gara d'andata. Gasperini al via del match deve rinunciare a Crespo, out per un problema ai flessori, al suo posto Figueroa. In un avvio che vede il forfait anche di Juric dopo un quarto d'ora (fuori dopo uno scontro di gioco, al suo posto Milanetto) Djemba Djemba impensierisce il Genoa ma poi e' Figueroa che si libera al limite e calcia con l'esterno sinistro con palla al lato. Col passare dei minuti i padroni di casa avanzano e si rendono insidiosi soprattutto nelle ripartenze. Al 20' ci prova Ruud, con la palla deviata in corner da Criscito. Al 37' pero' il Genoa torna a impensierire il portiere avversario con Omar Milanetto che colpisce il palo.
  In pieno recupero arriva il gol del vantaggio dei danesi: calcio d'angolo per i padroni di casa, in area salta anche Figueroa che dopo una deviazione di Andreasen devia involontariamente il pallone nella propria porta. Nella ripresa il Genoa scende in campo piu' tonico: Figueroa, lanciato in contropiede, viene anticipato di un soffio da Carrol e all'8' arriva il pareggio dei liguri: Criscito riceve palla sulla sinistra, entra in area e scaglia un sinistro imparabile per il portiere dell'Odense. Al 21' Demba Nyren si libera bene al limite dell'area ma il suo tiro ha potenza senza precisione. La risposta degli uomini di Gasperini arriva con Mesto che alla mezz'ora si vede deviare in angolo una conclusione giunta al termine di un'azione di contropiede. Nel finale del match c'e' spazio soltanto per un colpo di testa di Sculli finito fuori.

 

TABELLINO

ODENSE (4-4-2): 30 Carroll 2 Ruud 3 Håland 4 (81' 14 Hansen)  Andreasen 5 Christensen 11 Absalonsen 15 C. Sørensen 17 Caca 19 Djemba-Djemba 21 Gislason 22 Demba-Nyrén (76' 6 Helveg)  (a disp.: 1 Lindegaard 8 Hansen 10 Runström 13 Nielsen 25 Feldballe). All. Lars Olsen

GENOA (3-4-3): 32 Amelia; 4 Criscito 25 Biava 15 Papastathopoulos; 7 Rossi 30 Zapater 28 Juric (14' 77 Milanetto) 24 Moretti; 14 Sculli 30 Figueroa (83' 5Kharja) 20 Mesto (78' 8 Palacio) (a disp. 73 Scarpi 16 Esposito 23 Modesto 40 Tomovic). All. Gasperini


Arbitro: Kuipers (Olanda)
Marcatori: 45' Figueroa aut. (O)., 53' Criscito (G).
Ammoniti: 11' Djemba Djemba (O), 39' Caca' (O), 45' Biava (G), 77' Papastathopoulos (G)

 

23/08/2009

 

GENOA-Roma 3-2

 

Genova - La prima di campionato mette di fronte il Genoa, squadra rivelazione della scorsa stagione, e la Roma, formazione alla ricerca di riscatto dopo la mancata qualificazione in Champions League. L’incontro del Marassi regala spettacolo e non deve ingannare il primo tempo senza reti, la partita è frizzante e la ripresa lo prova ampiamente. Nella seconda frazione i gol sono ben 5, i rossoblu ne fanno uno di più dei giallorossi e confermano il loro valore nonostante le partenze importanti di Milito e Tiago Motta.
Fin dal primo minuto è la squadra di casa a prendere in mano il pallino del gioco, i ragazzi di Gasperini mettono in mostra una grande condizione e il gioco è quello solito di marca genoana. La Roma si difende come può, ottimo l’esordio da romanista di Burdisso, e riesce a ribattere rendendosi pericolosa. Gli uomini di Spalletti potrebbero anche andare a riposo in vantaggio se solo capitan Totti, a tu per tu con Amelia, non sprecasse una clamorosa palla gol. Il limite principale degli ospiti risiede nella manovra che risulta spesso troppo macchinosa.
Il Genoa si presenta in campo con Criscito e Palacio al posto di Mesto e Modesto. E’ proprio il difensore napoletano a siglare la rete del vantaggio traendo il massimo profitto dal primo pallone che tocca. La Roma non si deprime e trova il pareggio dopo soli cinque minuti, l’autore è il brasiliano Taddei, svelta ribattuta di testa. Il gol non sembra piegare le gambe ai grifoni che continuano ad attaccare con convinzione grazie soprattutto ad un gioco sulle fasce molto efficace. A passare però è ancora la Roma con Francesco Totti, il capitano si inventa un esterno per correggere un tiro di Guberti destinato a finire sul fondo, Amelia è sorpreso e non può evitare al pallone di entrare in rete.
I padroni di casa però non ci stanno a lasciare l’intera posta in palio agli avversari e reagiscono con decisione. Il pareggio porta la firma del nuovo acquisto Zapater, splendido il suo calcio di punizione dal limite. Il gol da tre punti lo segna invece il centrale Biava lesto quanto basta a sfruttare una ribattuta di Arthur su tiro al volo di Sculli. Spalletti prova a cambiare le sorti dell’incontro inserendo Brighi, Riise e Cerci, ma la sua squadra non sembra riuscire a trovare le idee giuste, così il Genoa può concludere senza affanni la partita e conquistare i primi tre punti di questa nuova stagione.
Troppo poco quello che ha messo in mostra la Roma, la squadra di Spalletti dovrà lavorare ancora molto per riuscire a raggiungere un livello consono alle aspettative di una piazza sempre molto esigente. D’altra parte Gasperini può dormire sonni tranquilli, la sua creatura non ha perso le ottime doti messe in mostra l’anno scorso, le partenze eccellenti che hanno contraddistinto il mercato genoano non sembrano aver cambiato la sostanza della squadra. I tifosi rossoblu possono sognare, l’anno appena iniziato può regalargli ancora nuove gioie.
 

 

TABELLINO

GENOA-ROMA 3-2 (0-0)

MARCATORI: Criscito (G) al 4′ s.t., Taddei (R) al 9′ s.t., Totti (R) al 19′ s.t., Zapater (G) al 24′ s.t., Biava (G) al 38′ s.t.

GENOA: Amelia; Papastathopoulos, Biava, Moretti; Rossi, Zapater, Juric, Modesto (1’st Palacio); Mesto (1’st Criscito), Crespo (25’st Figueroa), Sculli. All.: Gasperini.

ROMA: Artur; Motta, Burdisso, Andreolli (31’st Riise), Cassetti; De Rossi, Pizarro; Guberti (30’st Cerci), Menez, Taddei (25’st Brighi); Totti. All.: Spalletti.

ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno.

NOTE: spettatori 40.000 circa. Ammoniti: Modesto, Zapater, Moretti, Andreolli, Biava, Cassetti, Palacio.

 

 

20/08/2009

Europa League

 

GENOA-Odense 3-1

Genova - Dopo diciassette anni il Genoa torna a respirare aria d'Europa. L'ultima volta di fronte c'era l' Ajax; tutt'altra musica stavolta, si ricomincia dal basso: c'è da superare  l'Odense, rognosa compagine danese che qualche anno fa conobbe il suo momento di gloria quando eliminò il Real Madrid dalla Coppa Uefa.
Gasperini presenta il solito 3-4-3; Crespo non è pronto e al centro del tridente c'è Figueroa, con Palacio e Sculli ai lati.
Solo nove minuti e Marassi può esplodere. Daniele Moretti si presenta alla platea rossoblù con un'incursione in area che costringe il difensore Sorensen all'autorete. Lungi dall'abbatersi, idanesi si riversano in avanti e la difesa di casa sembra scricchiolare. Nessun pericolo reale comunque fino all'intervallo. Le ansie spariscono in avvio di: dopo 3 minuti Figueroa svetta in area e devia in fondo al sacco una punizione di Juric. E poco dopo l'argentino fa il bis: in mischia, Biava calcia a rete, il portiere Carroll respinge quando il pallone forse ha già varcato la linea ma ci pensa Figueroa a levare ogni dubbio. Sul 3-0 il Ferraris è tutto un coro e il Grifone si siede un po', tanto che becca il gol di Gislason, che riapre parzialmente il discorso-qualificazione. Anche qui attribuzione incerta: forse l'ultimo tocco è di Mesto.
Finisce 3-1; in Danimarca non sarà facile. Ma questo Genoa può andare avanti, e parecchio. Bentornato, Grifone.

 

TABELLINO

Reti: 9′ Moretti, 46′ e 56′ Figueroa, 58′ Gislason (O)


Genoa: Amelia, Criscito, Mesto, Moretti, Biava, Bocchetti (74′ Papastathopoulos), Juric, Figueroa (84′ Kharja), Milanetto (66′ Zapater), Palacio, Sculli.


OB Odense: Carroll, Ruud, Håland, Andreasen, Christensen, Helveg (65′ Utaka), Absalonsen, Sørensen, Djemba-Djemba, Gislason, Demba-Nyré (77′ Caca).


Ammoniti: Helveg, Biava, Bocchetti, Christensen, Sørensen, Utaka, Djemba-Djemba.

 

 

11/08/2009

Inizio prevendita

Oggi parte la prevendita per i biglietti per GENOA-Roma e GENOA-Odense.

Orari presso il Club.

FORZA GENOA!!!

22/07/2009

Campagna Abbonamenti

Dopo un po' di vacanza, riapre anche il nostro sito internet, per la nuova stagione.

Da oggi aperta la campagna abbonamenti, per ora solo gradinata nord. Passate in sede per gli orari, per le prenotazioni e per la nuova tessera del club.

FORZA GENOA!!!