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20/12/2008
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Cimento invernale 2009
Caro Amico Rossoblù,
domenica 11 gennaio 2009 sei invitato al XIX Cimento Rossoblu,presso
i bagni Vittoria di Rapallo
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9 apertura iscrizioni
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11 bagno in mare |
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20/12/2008
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Il
Direttivo del Genoa Club Rapallo 1968 augura un Buon Natale e felice
anno nuovo a tutti i Soci, Simpatizzanti e Amici |
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22/12/2008
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Chievo-GENOA 0-1
VERONA, 21 dicembre 2008 - Voleva la prima vittoria casalinga
dal 31 agosto, invece il Chievo si ritrova con la terza
sconfitta consecutiva che tiene la squadra di Di Carlo
all'ultimo posto in classifica. L'1-0 con cui il Genoa in piena
emergenza espugna il Bentegodi porta la firma di Ruben Olivera,
che a un minuto dal 90' spegne i sogni di gloria dei padroni di
casa proiettando gli ospiti a quota 29, un punto dal Napoli e
dal Milan (stasera impegnato a Udine). Il Chievo paga un attacco
asfittico, che in casa manca l'appuntamento con la rete da 439',
e recrimina anche contro la sfortuna, che ha fatto finire due
palloni sul palo anziché alle spalle di Rubinho.
TRAFFICO IN MEZZO -
Di Carlo e Gasperini scelgono entrambi un modulo con cinque
uomini a centrocampo e una sola punta. Il tecnico di casa lo fa
per scelta, piazzando Pellissier unica punta con Luciano e
Langella sulle corsie esterne. In mezzo al campo c'è Pinzi al
posto di Marcolini. L'allenatore rossoblu invece deve convivere
con l'emergenza che lo priva di buona parte della squadra
titolare (su tutti Milito) e lo costringe a rinunciare al suo
abituale 3-4-3: nel suo 4-2-3-1 Olivera è l'unica punta,
supportato da Vanden Borre, Jankovic e Modesto. Sugli esterni di
difesa ci sono Rossi e Criscito. In panchina tre elementi della
Primavera di Luca Chiappino.
AGGRESSIONE - Il
Chievo comincia pressando e schiacciando il Genoa nella propria
metà campo e sfiorando il gol già dopo 50", quando un colpo di
testa di Yepes sfila di poco sul fondo. Poi i padroni di casa
pressano i rossoblu, anche se Rubinho non deve superarsi per
mantenere la porta inviolata. Il Genoa dà segni di vita al
quarto d'ora, con una bella punizione di Olivera che finisce
sull'esterno della rete, poi è ancora il Chievo a sfiorare il
vantaggio in due occasioni con i suoi esterni, Luciano e
Langella.
CRESCITA - Dopo la
mezz'ora la gara cambia volto, con gli ospiti che prendono in
mano la partita sfiorando il gol prima con una botta a giro dal
limite di Olivera e poi con un colpo di testa da due passi di
Vanden Borre che finisce sul fondo. Il Chievo sembra accusare l'uno-due
rossoblu, ma dopo qualche minuto si riprende e chiude il tempo
in attacco.
LEGNI - I padroni di
casa ricominciano imprecando contro la sorte, quando al primo
minuto della ripresa un'inzuccata di Pellissier finisce sul
palo. Il Chievo controlla la partita, col Genoa che, complici le
troppe assenze, sembra accontentarsi del pareggio, anche
considerando che Gasperini rinforza la difesa inserendo
Papastathopoulos. Di Carlo invece a metà ripresa si rende conto
che Pellissier davanti è troppo isolato e spedisce Esposito a
fargli compagnia. L'ex Cagliari e Roma si fa notare due minuti
dopo il suo ingresso in campo, colpendo il secondo legno della
giornata per i gialloblu.
BEFFA - Di Carlo le
prova tutte per cercare la vittoria casalinga che al Chievo
sfugge dalla prima giornata, e inserisce Bogdani al posto di
Moro per dare più peso al suo attacco. Ma all'89' per i padroni
di casa si consuma la beffa: Olivera tiene palla in area e poi
trafigge Sorrentino firmando la sua prima rete stagionale. Il
Chievo ha subito almeno una rete in tutte le otto partite al
Bentegodi giocate quest'anno. Questa di Olivera vale la 12ª
sconfitta stagionale.
TABELLINO
CHIEVO (4-5-1): Sorrentino; Moro (40′ st Bogdani),
Mandelli, Yepes, Mantovani (19′ st Scardina); Luciano, Pinzi,
Italiano (25′ st Esposito), Bentivoglio,
Langella; Pellissier. In panchina: Squizzi, Frey, D’Anna, Marcolini.
Allenatore: Di Carlo.
GENOA (4-3-3): Rubinho; Biava, Bocchetti,
Criscito; Rossi, Thiago Motta, Juric, Modesto (15′ st
Papastathopoulos); Jankovic (38′ st El Shaarawy), Olivera, Vanden
Borre (41′ st Brivio). In panchina: Scarpi, Signorini, Cofie,
Lavarevic. Allenatore: Gasperini.
ARBITRO: Celi di Campobasso.
RETE: 44′ st Olivera.
NOTE: pomeriggio soleggiato ma freddo,
spettatori 5.000 circa. Ammoniti: Langella, Jankovic, Moro,
Italiano, Biava, Pinzi, Bentivoglio. Angoli: 8-3 per il Chievo.
Recupero: 1′; 6
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15/12/2008

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GENOA-Atalanta 1-1
Genova - Aggrappàti a Beppe
Sculli. Nella domenica in cui Diego Milito, limitato dai
problemi muscolari, non riesce a incidere, a tre minuti dal
novantesimo spunta la testa dell’attaccante calabrese e il Genoa
può così superare senza troppi danni una partita che doveva
essere un trampolino di lancio e che si stava, invece,
trasformando in un doloroso stop. Il merito del gol, certo, che
proietta Sculli nei quartieri alti della classifica cannonieri,
ma anche una prestazione di grande intensità e generosità.Per
una volta, poi, i ruoli si sono invertiti ed è stato l’esterno
cresciuto nella Juve a servire al Principe un pallone
precisissimo, terminato poi sul palo. «Siamo partiti bene, c’è
stata l’occasionissima di Diego - racconta Sculli - poi il loro
gol ci ha un po’ spiazzato. Ci siamo buttati in avanti, abbiamo
creato tante occasioni e alla fine per fortuna è arrivato il
pareggio. Credo che dobbiamo essere contenti di questo
risultato. Diego oggi (ieri per chi legge, ndr) non avrebbe
neanche dovuto giocare: bisogna dargli atto che è rimasto in
campo fino alla fine, non era facile. Bisogna dire anche che il
terreno di gioco, che è in brutte condizioni, ci penalizza
pesantemente: facciamo fatica a giocare palla a terra. È stata
una grande battaglia: anche l’anno scorso l’Atalanta, pur
perdendo, ci aveva messo in difficoltà. Una chiamata in
Nazionale? Chiunque ci spera: devo continuare a giocare così e a
fare tanti altri gol, poi si vedrà. Il Genoa punta in alto, la
classifica è buona e finora abbiamo dimostrato di potercela
giocare con tutte le squadre».Più critico Matteo Ferrari, che
proprio ieri ha festeggiato la 300esima presenza ufficiale da
professionista (esordì proprio in maglia rossoblù il 30 novembre
1997, in un Genoa-Monza 5-1 di serie B). «Non dobbiamo
nasconderci - dice l’ex difensore della Roma - con l’Atalanta
abbiamo buttato via due punti. Hanno portato via un pareggio
facendo solo un tiro in porta. Certamente siamo stati molto
confusionari e poco incisivi in avanti. Il campo, poi, ci ha
penalizzato tantissimo: nel secondo tempo, però, li abbiamo
“ammazzati”. Con il Bologna avevo detto che meritavamo di
perdere, stavolta, invece, una vittoria sarebbe stata giusta.
Poi, certo, alla fine si poteva anche tornare a casa a mani
vuote, visto che siamo riusciti ad agguantare il pari solo alla
fine. L’Atalanta punta molto sul fuorigioco, lo so bene perché
ho avuto Del Neri come allenatore: questo tipo di tattica è
un’arma a doppio taglio, perché i rischi possono essere tanti.
Stavolta però il taglio è stato unico: il gol annullato a
Milito, infatti, era regolare». Il pari con i bergamaschi
ridimensiona le ambizioni del Genoa? «Non dobbiamo stare a
guardare squadre come Napoli o Juventus, dobbiamo pensare a noi:
stiamo facendo un grande campionato. La nostra forza, poi, sono
i tifosi: ha ragione Milito, è bello vedere lo stadio pieno. Le
300 presenze? Sono un bel traguardo, tra l’altro ho solo 29 anni
e mi sento bene fisicamente per cui spero di giocare ancora a
lungo».Nella prossima trasferta a Verona con il Chievo, oltre a
squalificati e infortunati, mancherà anche lo stesso Ferrari,
che approfitterà della sosta per sottoporsi a un operazione per
un ernia addominale. Tornerà a disposizione tra circa un mese,
probabilmente per l’ultima partita (a Lecce) del girone
d’andata.Di punto guadagnato parla, invece, l’atalantino
Ferreira Pinto. «È stata una partita difficile - spiega
l’esterno - abbiamo tenuto bene il campo. Il fallo di Rivalta su
Palladino? Non credo l’abbia fatto apposta».
TABELLINO
Genoa-Atalanta 1-1
17' pt Floccari (A), 42' st Sculli (G)
Genoa: Rubinho;
Papastathopoulos (1' st Vanden Borre), Ferrari, Bocchetti; M.
Rossi (16' st Jankovic), Milanetto, Thiago Motta, Criscito;
Palladino (28' st Potenza), Milito, Sculli. All. Gasperini
Atalanta:
Coppola; Garics, Talamonti, Manfredini, Bellini; Ferreira Pinto,
Guarente (21' st Rivalta), Padoin, Valdes (9' st De Ascentis);
C. Doni (28' st Pellegrino); Floccari. All. Del Neri
Arbitro:
Giannoccaro di Lecce
Ammoniti: Valdes,
Ferreira Pinto, Sculli.
Espulsi: al 12'
st Bellini (A) per doppia ammonizione, al 18' st Milanetto (G)
per comportamento scorretto, al 25' st Rivalta (A) per gioco
scorretto.
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07/12/2008

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Sampdoria-GENOA 0-1
Ci sono voluti 7 anni, ma i tifosi
del Genoa ritrovano la vittoria nel Derby contro la Samp. Il merito
è del solito Diego Milito, il Principe non
delude le attese e segna un gol dei suoi capace di regalare al
Grifone una vittoria sofferta in una partita tesa e nervosa come
solo un Derby può essere.I ragazzi di Gasperini
giocano bene, confermando le buone cose fatte fino ad ora in questo
campionato, la Samp lotta e può recriminare per una decisione
dell’assistente di Farina che annulla un gol valido a Fornaroli per
un fuorigioco che non c’è. La partita, dicevamo, è nervosa.
Farina, fiscale come di consueto, fa ampio uso
del cartellino giallo per tenere a bada i nervi dei giocatori, alla
fine gli ammoniti saranno 11 con 58 falli commessi. Una specie di
record. Il gioco è naturalmente spezzettato oltre l’inverosimile, ma
nonostante questo è il Genoa a far circolare meglio il pallone, il
protagonista è Milito, bomber di grande fama, ma anche giocatore
tecnico in grado di conquistare punizioni pericolose, saltare
l’avversario diretto e provare il tiro da ogni posizione appena la
porta di Castellazzi entra nel suo
mirino.Cassano regala qualche lampo isolato al pubblico, ma non è in
grado di pungere, al contrario del vero protagonista della gara.
Il Principe trova il gol vittoria al quinto
della ripresa, un colpo di testa che si fa ad infilare
all’angolino.La risposta della Samp è affidata ai puri nervi e una
serie infinita di cross poco pericolosi che si infrangono sulla ben
organizzata difesa rossoblù. Le occasioni più ghiotte arrivano e
sono due gol annullati su segnalazione del guardalinee. Sul primo,
messo a segno da Campagnaro, la decisione
dell’arbitro sembra corretta, errata come quella che ferma
l’esultanza del giovane Fornaroli al 37esimo
della ripresa.La gara finisce così senza altri sussulti, 0 a 1 e
tifosi di casa delusi, per il Grifone è festa.
TABELLINO
Sampdoria-GENOA 0-1 (pt.
0-0)
50’ Milito
SAMPDORIA
(3-5-2): Castellazzi – Campagnaro (80’ Fornaroli), Gastaldello,
Accardi – Padalino (85’ Stankevicius), Delvecchio, Sammarco,
Franceschini, Pieri – Cassano, Bellucci. In panchina: 83 Mirante, 14
Bottinelli, 6 Lucchini, 23 Stankevicius, 3 Ziegler, 88 Dessena.
Allenatore: Mazzarri.
GENOA (4-3-3):
Rubinho – Bocchetti, Biava, Ferrari, Criscito – M.Rossi (86’
Papastathopoulos), Juric, Milanetto – Thiago, Sculli (60’ Vanden
Borre), Milito (75’ Palladino). In panchina: 73 Scarpi, 23 Modesto,
17 Jankovic, 11 Olivera. Allenatore: Gasperini.
ARBITRO: Farina
NOTE: Ammoniti,
nella Sampdoria: Campagnaro, Padalino, Delvecchio, Franceschini,
Cassano, nel Genoa: Rubinho, Biava, Milanetto, Thiago, Sculli.
Recupero: 2’ e 5’.
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01/12/2008

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GENOA-Bologna 1-1
Il Genoa, alla ricerca del
settimo successo consecutivo in casa, affronta il Bologna che, sotto
la guida di Mihajlovic, ha inanellato una serie di tre 1-1, scenario
suggestivo del match è il Ferraris che, per la sua architettura così
old british, sotto la pioggia battente, regala u'atmosfera molto
calda.
Gasperini schiera il suo tridente d'oro Sculli - Palladino - Milito,
a centrocampo rientra Milanetto, nella difesa a tre, squalificato
Criscito, tocca a Bocchetti.
Mihajlovic insiste su Di Vaio unica punta, sostenuto da Valiani e a
sorpresa Adailton, sostanza a centrocampo assicurata dal solito
Mudingayi, libertà di offendere è lasciata a Marchini.
Sarà per il freddo e la pioggia battente ma le squadre fin dal
calcio d'inizio si affrontano a viso aperto, gli attacchi possono
offendere con poca opposizione grazie alle squadre lunghissime.
Il primo tempo è un susseguirsi di attacchi belli a vedersi ma poco
efficaci dei grifoni che arrivano dalle parti di Antonioli in modo
pericoloso appena un paio di volte, lunghissima invece la teoria di
occasioni dei felsinei: Marchini da fuori area con Rubinho che si
allunga e devia in corner in tuffo, Adailton ancora da fuori
colpisce in pieno volto il portiere brasiliano dopo un rimbalzo
velenoso, poi è Di Vaio che in mezza girata da due passi spara alle
stelle, infine è ancora Mingazzini che da due metri, da solo, di
testa mette incredibilmente a lato.
La ripresa vede in campo Gasbarroni al posto di Palladino e la
partita cambia, per dieci minuti si vede solo il Genoa che prende
d'infilata l'area ospita e va vicina al gol due volte con lo stesso
fantasista Genoano, prima e' Antonioli a respingere di pugno, poi il
tiro a giro dal limite dell'aria si spegne a lato, ma puntale arriva
il vantaggio, incursione in area di Gasbarroni, cross al centro e
Sculli, lasciato incredibilmente solo, non ha difficoltà ad
insaccare di testa per l' 1-0 genoano.
Il Bologna accusa il colpo, ma pian piano rialza la testa, al 16°
Mingazzini per Di Vaio, che solo a centroarea sfiora appena, passano
due minuti Adailton riceve palla sulla sinistra, si avvicina
all'area e mette un cross tagliato su cui si avventa Di Vaio che di
testa insacca il pareggio, ottavo gol per lui.
Le squadre non si accontentano e continuano come due pugili a centro
ring a darsi delle gran mazzate, dopo un'occasionissima per Coelho
che, controlla palla a centro area ed esplode una bordata su cui
Rubinho si supera, il finale vede mischie spaventose in area
bolognese, ma sono gli ultimi due minuti del recupero a regalare le
ultime due grandi emozioni: prima é Di Vaio che, ricevuta palla
sulla fascia, supera Ferrari, entra in area e scarica una bordata
che Rubinho devia contro il palo; sulla ripartenza palla lunga per
Milito che, con la difesa felsinea sbilanciata, controlla e si
invola solo verso la porta, bravissimo Antonioli a salvare in uscita
bassa.
Finisce 1-1 punteggio che premia eccessivamente un Genoa lezioso,
presuntuoso e narciso che gioca bene una decina di minuti non di
più, sembra quasi un piccolo Milan che si ammira nello specchio per
vedere quanto è bravo.
TABELLINO
Genoa-Bologna 1-1
9' st Sculli, 17' st Di Vaio
Genoa: Rubinho
- Sokratis, Ferrari, Bocchetti - Rossi (23' st Potenza), Milanetto
(34' st Olivera), Juric, Van Den Borre, Sculli - Milito, Palladino
(1' st Gasbarroni).
All. Gasperini
Bologna:
Antonioli - Zenoni, Terzi, Moras, Lanna - Marchini (13' st Coelho),
Mingazzini, Mudingayi, Valiani (42' st Amoroso) - Adailton (34' st
Cesar) - Di Vaio.
All. Mihajlovic
Arbitro:
Velotto di Grosseto
Ammoniti:
Terzi, Vanden Borre
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23/11/2008
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Lazio-GENOA 1-1
Roma - Lazio Genoa 1 a 1 .Fa tutto il
Genoa, nel bene e nel male, con la collaborazione del secondo
assistente De Santis per il gol annullato ingiustamente: la
pubblicità della Regola 11, il fuorigioco; per il rigore sbagliato
da Milito, e l’ erroraccio di Rubinho che si fa scappare alle sue
spalle un tiro dai 30metri.
Gasperini contro la Lazio ha sofferto per 15’ di minuti .Ultimamente
il tecnico rossoblu cura molto di più la fase difensiva specialmente
ad inizio gare , dando l’impressione di studiare e far sfogare
l’avversario; ma quando trova incisività ed equilibrio nella sua
squadra, comanda il gioco.
La Lazio di Delio Rossi ha cercato di spaventare il Genoa con il suo
arsenale d’attacco, ma senza un gioco, i suoi solisti si sono
infranti contro il muro della difesa del Genoa schierata a quattro
giocatori ed ha trovato la porta solo su mischie in area rossoblu.
Quando il Grifo ha trovato i suoi tempi a centrocampo con Vanden
Borre, un cavallone che migliora di gara in gara, sotto la regia di
Thiago e l’onnipresenza di Juric non c’è stata più partita per i
laziali.
Non mi stancherò mai di dirlo la miglior medicina per il Genoa è
fare il proprio gioco.
Gasperini ha preparato bene la gara con Sculli a non far partire
Liechesteiner e Palladino- Kolarov. A Sculli il gioco è riuscito
bene in fase difensiva e offensiva , mentre Palladino in quella
posizione fa molta fatica, e perde molte delle sue qualità in fase
offensiva.
Ai gol annullati ai rigori sbagliati bisogna aggiungere che il Genoa
al 12’ minuto del secondo tempo aveva perso,quasi in contemporanea,
per incidenti Sculli e Juric, cardini del gioco del tecnico di
Grugliasco.
Gasperini a quel punto ha cambiato il modulo tattico con la difesa a
quattro,nella Lazio giocavano in attacco( Zarate, Rocchi, Simone
Inzaghi e Foggia) , con i due mediani(VDB e THIAGO) davanti alla
difesa e Gasbarroni al posto di Juric in posizione centrale tra le
righe della difesa e del centrocampo laziale: mossa vincente, che
portava al gol Milito, ma dimostrava anche che il Genoa è una
squadra solida che riesce a domare gli avversari con
l’organizzazione del suo gioco e la partecipazione di tutti.
Veramente peccato che tutto sia stato rovinato dall’errore di
Rubinho che in precedenza aveva salvato due volte il risultato con
due ottimi interventi su Rocchi e Foggia.
21 punti in classifica dopo 13 giornate sono un buon bottino per il
Genoa e Gasperini, considerato che il Vecchio Balordo ha affrontato
tutte le squadre che militano nella parte sinistra della classifica,
più Cagliari e Siena e Palermo. Questo non vuol dire che il
Campionato adesso andrà in discesa perché dovranno affrontare le
squadre della parte destra della classifica, ogni partita in questo
campionato sarà difficile . I risultati ottenuti stanno dimostrando
e fanno sperare che il Genoa possa continuare a crescere sotto il
profilo tecnico e tattico e quando finalizzerà tutto il lavoro anche
fuori dal Ferraris in termine di risultati, potrebbe arrivare al
definitivo salto di qualità non lasciando più punti in trasferta
come e successo contro l’Udinese e la Lazio.
Per fare tutto ciò il Genoa ha bisogno della collaborazione di tutti
che possono criticare ma non fare processi: il primo è a Rubinho per
il gol incassato sotto il Cupolone.
Contro il Bologna Thiago Motta e Criscito squalificati, Gasperini
cambierà i giocatori ma non cambierà il modulo, anzi il modo di
giocare.
Per il Vecchio Balordo sembra un’ anno positivo in molte circostanze
: fuori Thiago dentro Milanetto che dovrebbe rientrare contro il
Felsinei dal lungo infortunio, per Criscito non ci sono problemi, la
difesa rossoblu è bene attrezzata.
TABELLINO
Lazio (4-3-3): Carrizo 5,5; Lichtsteiner 5,5, Cribari 6,5, Rozehnal
6, Kolarov 6,5; Meghni 6,5 (28' st S.Inzaghi sv), Dabo 6,5, Brocchi
6,5; Foggia 6,5, Pandev 5 (1' st Rocchi 6,5), Zarate 6. A disp.
Muslera, De Silvestri, Diakite, Manfredini, Mauri. All. D. Rossi
Genoa (4-3-3): Rubinho 4,5; Papastathopoulos 6,5, Ferrari 6, Biava
6,5, Criscito 6; Vanden Borre 6,5, Thiago Motta 6,5, Juric 6 (22' st
Gasbarroni 6); Sculli 5,5 (11' st Mesto 6,5), Milito 7, Palladino
6,5 (39' st Potenza sv). A disp. Scarpi, Bocchetti, Rossi, Olivera.
All. Gasperini
Arbitro: Mazzoleni
Marcatori: 24' st Milito (G), 35' st Dabo (L)
Ammoniti: Criscito (G), Rozenhal (L), Thiago Motta (G),
Papastathopoulos (G)
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13/11/2008

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Juventus-GENOA 4-1
Torino -All’Olimpico di Torino si
gioca di giovedì perché lo stadio sabato ospiterà Italia-Argentina
di rugby. Si affrontano le due squadre più in forma del campionato,
che rispettando le migliori aspettative danno vita a una splendida
partita, con un Genoa aggressivo ma troppo allegro in difesa e una
Juventus pragmatica e compatta. “Man of the match” il ceco Grygera,
autore di un gol e un assist come l’anno scorso. È ufficiale: il
terzino, quando vede rossoblu, diventa incontenibile; i bianconeri,
fino a Domenica, sono primi in classifica.
In campo – Ranieri conferma gli undici che hanno vinto le ultime sei
partite: ancora niente Camoranesi, al suo posto sempre Marchionni. A
Tiago, dopo le ultime buone prestazioni, vanno ancora le chiavi del
centrocampo. Nel Genoa, disposto da Gasperini col solito 3-4-3, ci
sono parecchi ex: Criscito e Gasbarroni in campo, Sculli invece va
in panchina. Al centro dell’attacco il Principe (dei cannonieri)
Milito.
Si gioca – La Juve, come ci ha abituato da qualche settimana, parte
a razzo: sugli sviluppi di una rimessa laterale Grygera si inserisce
da destra e di punta supera Rubinho. I Grifoni iniziano a fare la
partita e sfiorano il pareggio con Ferrari su calcio d’angolo, fuori
di poco. Poi si affidano a Milito e ai suoi scambi con Palladino: il
Principe al 18’ si beve tutta la difesa bianconera ma chiude troppo
il tiro di destro. Nel momento migliore del Genoa, però, la Juve
raddoppia di testa con Amauri, servito da Grygera. Milito ancora
sugli scudi: prima fa gol ma è in fuorigioco (che non c’è), poi
manca il tocco sotto porta dopo una papera di Manninger. La Juve
sfiora il 3-0: Del Piero smarca Molinaro solo davanti alla porta, ma
il tiro è salvato da Criscito.
Nel secondo tempo c’è Sculli al posto di Gasbarroni, e la sua
velocità dà dei bei grattacapi ai bianconeri: a sfiorare il gol è
Palladino. Amauri si rende pericoloso due volte, prima con un cross
rasoterra che attraversa lo specchio della porta, poi di testa, ma
Rubinho blocca bene. Il Genoa ci crede ancora, Sculli da destra
batte sull’esterno della rete. A dieci minuti dal termine Amauri
serve indietro per Del Piero che prova a piazzare nell’angolino
basso, ma Rubinho c’arriva. Amauri lascia il campo a Iaquinta, che
lanciato a occhi chiusi da Del Piero infila il 3-0. C’è tempo anche
per il rigore trasformato da Milito su mano di Legrottaglie, e per
il 4-1 con l’autogol di Sokratis.
La chiave – L’atteggiamento della Juve è quello delle grandi
squadre: sa soffrire di fronte al Genoa, squadra bella da vedere e
difficile da battere, però riesce a sfruttare le prime due occasioni
per insaccare, e il 2-0 dopo nemmeno mezzora taglia un po’ le gambe
di Grifoni. Il primo e il terzo gol della Signora sono aiutati da
qualche disattenzione di troppo dei difensori, per non parlare del
quarto, regalato da Sokratis.
La chicca – Il secondo gol della Juve è una prelibatezza: Amauri
riceve palla fuori area, vede Grygera salire sulla destra e lo
serve. Poi si lancia a tutta birra in mezzo all’area, e va a
prendersi il cross del compagno svettando su Biava. Visione di
gioco, potenza, tecnica: Amauri è un goleador di razza, con un
pedigree lungo un chilometro.
Top&Flop – Amauri e Grygera migliori in campo, mentre Del Piero pur
non segnando disputa una grande partita, come Chiellini. Molinaro
discreto in avanti, in copertura fa un po’ troppa fatica. Milito
migliore dei suoi, bene anche Juric, bocciati invece Ferrari per le
distrazioni e Sokratis per l’autogol.
TABELLINO
JUVENTUS-GENOA 4-1
MARCATORI: 6’ Grygera (J), 26’ Amauri (J), 85’ Iaquinta (J),
89’ rig. Milito (G), 92’ aut. Sokratis (G).
JUVENTUS (4-4-2): Manninger 6; Grygera 7, Legrottaglie 6,5,
Chiellini 7, Molinaro 5,5; Marchionni 6 (69’ Camoranesi
6,5), Sissoko 6, Tiago 6, Nedved 6,5; Amauri 7,5 (84’
Iaquinta 6,5) , Del Piero 7 (85’ Giovinco s.v.). All:
Ranieri 6,5
GENOA (3-4-3): Rubinho 5,5; Biava 6 (80’ Papasthatopulos 5),
Ferrari 5, Criscito 6; Potenza 5 (54’ Bocchetti 6), Motta 6,
Juric 6,5, Rossi 6; Gasbarroni 5 (45’ Sculli 6,5), Milito 7,
Palladino 6. All: Gasperini 6
ARBITRO: Rocchi 6
AMMONITI: Motta (G)
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10/11/2008

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GENOA-Reggina
Il Genoa di Gasperini continua la
marcia trionfale tra le mura amiche, la Reggina è stata regolata
nella ripresa con un perentorio 4-0 che non lascia spazio ad
ulteriori discussioni. I rossoblu quest’anno hanno un’arma micidiale
che risponde al nome di Diego Milito. L’attaccante argentino ha
messo a segno oggi una tripletta e in più ha confezionato l’assist
per Sculli, con 9 marcature è lui il principe dei cannonieri di
Serie A, il suo soprannome non è dunque casuale (Fotogallery).
Torna in campo dal primo minuto Palladino dopo due settimane di stop
e insieme a Sculli e Milito completa il tridente. Il centrocampo
solido e muscolare può contare su Thiago Motta, Mesto, Juric e Marco
Rossi, mentre in difesa c’è da registrare la presenza di Bocchetti
ai danni di Criscito che si è invece accomodato in tribuna. Orlandi
decide di puntare sulla prudenza optando per un granitico 4-4-1-1
con Corradi unica punta e Brienza a supporto qualche metro più
indietro.
Nella prima fase della partita il Genoa fa molto possesso palla ma
non riesce a pungere, merito anche di una Reggina attenta e puntuale
sulle chiusure. Sculli e Palladino macinano chilometri sulle fasce
ma è Brienza ad andare più vicino al gol con un pericoloso tiro da
fuori che costringe Rubinho all’intervento. I rossoblu rispondono
con Palladino che scarica un poderoso destro che si infrange sulla
traversa, ma gli amaranto giocano bene e sembrano riuscire a
controllare la partita. Le sorti dell’incontro però cambiano sul
finale del primo tempo quando Costa, per un fallo su Biava, finisce
in anticipo sotto la doccia per doppia ammonizione.
Con la prospettiva di un tempo intero in superiorità numerica
Gasperini decide di osare sostituendo Mesto con Gasbarroni. La sua
scelta porta subito dei frutti perché è proprio il nuovo entrato a
guadagnarsi il calcio di rigore, trasformato da Milito, con cui il
Genoa si porta in vantaggio. I calabresi, con un uomo in meno e con
la necessità di spingersi in avanti, lasciano molto spazio ai
contropiedi liguri ed è normale che le occasioni da gol fiocchino. A
un quarto d’ora dalla fine arriva il raddoppio, è sempre il principe
Milito a battere Campagnolo, questa volta di testa.
Sempre lui, praticamente indiavolato, si invola sulla destra e mette
un pallone d’oro al centro che trova Sculli pronto a insaccare. Al
90° c’è anche tempo per la tripletta che arriva grazie alla
prontezza e alla rapacità dell’argentino, abile ad avventarsi su una
palla vagante in area. Queste quattro reti lanciano il Genoa nelle
posizioni alte della classifica, 20 punti come la Fiorentina e a
sole quattro lunghezze dalla capolista Inter. Per la Reggina invece
è notte fonda, ultima in classifica e ancora a secco di punti
lontano dal Granillo.
TABELLINO
GENOA-REGGINA 4-0 (0-0)
MARCATORI: Milito al 9′ s.t. (rig), 29′ s.t. e 45′ s.t., Sculli al
36′ s.t.
GENOA: Rubinho; Biava, Ferrari, Bocchetti (dal 21′ s.t. Vanden
Borre); Mesto (dal 4′ s.t. Gasbarroni), Thiago Motta, Juric, Rossi;
Palladino (dal 37′ s.t. Olivera), Milito, Sculli. All: Gasperini.
REGGINA: Campagnolo; Cirillo, Santos, Valdez, Costa; Cozza (dal 14′
s.t. Barillà), Barreto, Carmona, Vigiani (dal 37′ s.t. Ceravolo); ,
Brienza; Corradi (dal 23′ s.t. Rakic). All: Orlandi
ARBITRO: Pierpaoli di Firenze
NOTE: spettatori 25.000 circa. Espulso al 46′pt Costa (R) per doppia
ammonizione. Ammoniti: Bocchetti (G), Juric (G) e Biava (G) per
gioco scorretto; Campagnolo (R) per comportamento non regolamentare.
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05/11/2008
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Cimento invernale 2009
Caro Amico Rossoblù, abbiamo
fissato la data della XVIIII° edizione del cimento invernale.
Si svolgerà domenica 11
gennaio 2009 presso i bagni Vittoria di Rapallo.
Vieni a trovarci nei prossimo
giorni per vedere Il programma completo della manifestazione; oppure
scrivi una e-mail nella pagine dei contatti.
FORZA GENOA!!!
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03/11/2008

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Udinese-GENOA
Udine -Udinese e Genoa danno vita
al Friuli ad una gara spettacolare e ben giocata, con un
atteggiamento offensivo da parte di entrambe anche se con filosofie
differenti, ed alla fine il pareggio è giusto, anche se è più frutto
degli eventi che dell’andamento della gara.
In campo – Marino deve fare di necessità virtù, e così vanno in
panca sia Quagliarella che Di Natale, mentre a centrocampo, visto il
perdurare delle indisponibilità di Tissone ed Obodo, giocano sempre
gli stessi tre. Gasperini deve rinunciare a Sokratis che si fa male
nel riscaldamento. Al suo posto Potenza. Rispetto alle attese fuori
anche Mesto e Sculli, al loro posto Vanden Borre e Jankovic.
Si gioca – Alla prima occasione l’Udinese fa centro. E’ il 3’ quando
Criscito atterra ingenuamente in area Floro Flores su un lancio
dalle retrovie, Tagliavento concede il rigore che D’Agostino
trasforma. A questo punto i friulani credono di poter gestire come
contro il Catania, ma non hanno fatto i conti con un Genoa che
attacca a pieno organico e non fa ragionare i portatori di palla
friulani, così da recuperare subito il possesso del pallone ed
imbastire diverse occasioni da gol, che però vanno a sbattere contro
un grandissimo Handanovic che nega il gol con tre grandi interventi
a Milito e Motta.
Nella ripresa affiora un po’ di stanchezza da entrambe le parti, il
Genoa non riesce ad essere più continua come nella prima frazione,
l’Udinese riesce a controllare meglio e tenta anche qualcosa in
avanti, con Inler che sfiora il palo. A rompere la situazione di
stallo è un altro episodio. Al 18’ Lukovic è in anticipo su Vanden
Borre che però gli sfila davanti e va a terra. L’impressione è di un
contrasto normalissimo, ma Tagliavento decide per il rigore che
riequilibra la gara, trasformato molto bene da Milito. Tre minuti
dopo Domizzi esce palla al piede e viene steso, per Tagliavento è
tutto regolare e sul lancio in avanti c’è la stupenda sponda di
Milito per il gran tiro al volo di Sculli, che porta addirittura in
vantaggio i suoi.
A questo punto l’Udinese si butta rabbiosamente in avanti e trova il
pari al 33’. Pepe crossa in mezzo da destra per Quagliarella che
incrocia il destro battendo Rubino. Un minuto dopo Milito per poco
non trova il nuovo vantaggio, negatogli ancora da Handanovic, mentre
al 40’ l’Udinese ha l’occasionissima per la vittoria. Di Natale
spara da una decina di metri, Rubino respinge corto e Lukovic più di
un paio di metri con tutta la porta davanti sfiora soltanto il palo
di testa. Finisce 2-2 al termine di una gara in cui entrambe le
squadre possono legittimamente avere rimpianti, ma il pareggio è
sostanzialmente giusto.
La chiave – Gasperini ha schierato una squadra aggressiva e
dinamica, in grado di pressare molto alti i centrocampisti
dell’Udinese e stroncarne le ripartente sul nascere. Ha rischiato
qualcosa perché ha comunque concesso molto spazio nella propria metà
campo, ma è riuscito a mantenere costantemente l’iniziativa
rischiando molto poco.
La chicca – Le parati di Handanovic sul colpo di testa di Thiago
Motta e sulla punizione di Milito sono davvero da urlo, due gesti
tecnico ed atletici fantastici che salvano il provvisorio vantaggio
dei nel momento di maggior sofferenza. Il portierone prende due gol,
ma uno su rigore, ed uno su una prodezza davvero eccezionale di
Sculli.
Top&Flop - Handanovic è strepitoso, tra i cinque avanti friulani il
migliore è Quagliarella. Nel Genoa, Motta e Milito confermano la
loro fama, delude Criscito.
TABELLINO
UDINESE-GENOA 2-2
MARCATORI: 4' D'Agostino (U) su rigore, 64' Milito (G) su rigore,
67' Sculli (G), 78' Quagliarella (U)
UDINESE (4-3-3): Handanovic 8, Ferronetti 6.5, Coda 6, Domizzi 6.5,
Lukovic 6, Inler 6, D'Agostino 6,5, Isla 6, Pepe 6, Floro Flores 6
(59' Quagliarella 6,5), Sanchez 6 (70' Di Natale 6). Allenatore:
Marino 6.
GENOA (4-3-3): Rubinho 6, Potenza 6, Ferrari 6,5, Criscito 5,5 (59'
Rossi 6), Bocchetti 6, Vanden Borre 7, Motta 7, Juric 6,5, Jankovic
5,5 (60' Sculli 7), Milito 7, Gasbarroni 7 (71' Biava 6).
Allenatore: Gasperini 6,5
ARBITRO: Tagliavento di Terni 5
AMMONITI: Criscito (G), Potenza (G), Ferronetti (U), D'Agostino (U)
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30/10/2008
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GENOA-Cagliari
Vist'un Principe. Se la vist cus'è?
Un Principe. Ci si affida a Enzo Jannacci, con il quale Rossi e
compagni possono dire che
sempre
allegri bisogna stare, anche dopo "la partita della conferma"
con il Cagliari vinta 2-1, virgolettato di Gian Piero Gasperini. Il
giochetto con il nome del tecnico dei sardi, Massimiliano Allegri
che felice non è, risulta facile. La Nord urla forte "noi abbiamo un
Principe". Non un re o un imperatore, ma la canzone va bene lo
stesso, perché Diego Milito, anche se meno incisivo che in altre
giornate, sta là in mezzo all'attacco e smista le offensive
rossoblù. E poi, non un vescovo né un cardinale, ma un Papa sì.
Minuto 25', come con il Napoli Sokratis Papastathopoulos si ricorda
dei due anni giocati da punta nelle giovanili in Grecia e timbra.
Approfittando dell'abbondante acqua fresca, senza maiuscola, perché
il centravanti italo-polacco del Cagliari non c'entra (dà fastidio,
ma alla fin fine non punge). In avvio piove a secchiate sul Ferraris.
Il terreno però tiene, agibile quanto basta per giocare, scivoloso
quanto basta per ingannare tutta la difesa cagliaritana (e forse
anche il guardalinee Di Fiore, che non vede il fuorigioco), rea di
un paio di lisci, al 25' del primo tempo: Mesto crossa e Sokratis
segna. Dai, dai cunta su, canta Jannacci. Più allegri, poiché il
raddoppio è targato Thiago Motta al 10' della ripresa, scivolata con
colpo sotto. Bianco accorcia le distanze, però non fa piangere, che
il piangere fa male al Principe. Il Grifone soffre ma vince. E può
ridere grosso insieme alla sua classifica. Partita difficile, il
Cagliari difende con linee di retroguardia e centrocampo molto
ravvicinate, difficili da perforare soprattutto con un fondo che non
facilita controllo di palla e dosaggio del passaggio per chi,
prevalentemente, deve fare la manovra. Nel Genoa nessun riposo in
vista dell'Udinese. Ci sono gli stakanovisti Biava e Criscito,
Thiago Motta che è lo Stakanov dell'ultima ora pure, e non manca
capitan Rossi, pur acciaccato, che va sulla sinistra della mediana.
Gasperini preferisce ancora una volta la difesa a quattro che gli ha
dato soddisfazioni con Siena e Inter, anche se i sardi vanno avanti
più che altro per vie centrali. Come il Grifone, che cerca di
entrare con l'uno-due ravvicinato: al 3' è Gasbarroni-Milito, il
sinistro dell'esterno vanga il campo pesante; al 9' è Milito-Sculli,
al calabrese manca l'ultimo tocco. In mezzo, minuto 5, l'argentino
ranca via palla a Lopez, ma non controlla l'acqua-planing, occasione
persa.Quarto d'ora di Genoa frenetico, quindi il Cagliari esce dal
guscio e si fa vedere, tra il 15' e il 19': prima un destro potente
di Agostini, poi angolo di Lazzarri molto liftato, Rubinho è
scavalcato ma Biava salva. Passata la bufera, come è passato il
temporale, il Grifone torna a spingere. Da applausi la manovra
corale del 20': Sculli da destra crossa radente per Gasbarroni che
blocca opportunamente la caviglia e colpisce di sinistro, però
indirizza a lato. Stessa caviglia ferma, posizione soltanto un po'
più defilata, quando Sokratis infila Marchetti per il vantaggio.Gli
uomini di Gasperini vanno anche vicini al raddoppio, con le
conclusioni dalla distanza di Criscito e Sculli, su cui Marchetti
piazza i pugni a respingere. Però Marassi si scalda soprattutto in
altro modo: al 29' Milito rimedia l'ennesima capocciata alla nuca da
Lopez e tra i due si accende un battibecco che diventa mischione
collettivo, Valeri (spesso confuso) ammonisce i due che hanno
cominciato, anche se il Principe poco ha fatto. Si riparte e Conti,
altra testa incandescente, piazza una gomitata a Thiago Motta, solo
giallo.Il Cagliari è insidioso negli spazi, allora il tecnico di
Grugliasco cambia le carte: Mesto alto nel tridente e Sculli in
mediana. A inizio ripresa la trasformazione è più radicale: fuori
Gasbarroni per Vanden Borre, il belga fa la mezzala sinistra, Mesto
ala destra e Sculli il tuttofare esterno d'attacco sulla mancina.
Genoa più quadrato. Sculli sfiora il gol con destro fulmineo, Thiago
Motta lo trova con potenza abbinata a classe. In più, il Grifone
bagnato è anche fortunato al 12' st: la punizione di Conti si stampa
sul palo interno. Partita chiusa? E' il Genoa, la sofferenza non può
mancare: così al 20' la difesa si dimentica di Bianco che da due
passi, su calcio piazzato di Conti, realizza il 2-1. Sofferenza è,
fino alla fine, con il Cagliari che spinge e il Grifun che resiste.
Poi Milito-Principe diventa meglio che re o imperatore - fugge e
costringe Fini al fallo: secondo giallo, espulso. Girandola di cambi
e tanta confusione. Il Cagliari in inferiorità non molla, Rubinho
sbaglia il rinvio e Conti spreca la palla del pareggio al 46' st,
Mesto e Thiago Motta sprecano i due contropiedi per la terza rete.
Il Genoa vince e, verso Udine, allegro continua a stare.
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27/10/2008
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Inter-GENOA 0-0
MIlano - L’Inter
perde il primato solitario in classifica bloccato in casa da un
ottimo Genoa, adesso i nerazzurri condividono la vetta con le
rivelazioni Napoli e Udinese vittoriose contro le romane. Per José
Mourinho si tratta di un passo falso da analizzare con attenzione
soprattutto per la difficoltà manifestata dai suo ragazzi nel creare
occasioni da gol. Complimenti invece a Gian Piero Gasperini che ha
saputo mettere in campo una squadra ordinata e senza nessun timore
reverenziale che ha rischiato di vincere la partita nonostante
l’inferiorità numerica nell’ultima mezz’ora della ripresa (Fotogallery
- Video).Il tecnico portoghese, che si presenta per l’occasione con
un nuovo look decide di puntare ancora su quel Quaresma che tanto ha
desiderato al fianco di Ibrahimovic e Adriano. Le mansioni difensive
sono affidate invece al quartetto composto da Maicon, Cordoba,
Burdisso e Chivu, a completare l’undici il centrocampo con Zanetti,
Stankovic e Muntari. Gasperini si affida invece al suo collaudato
3-4-3 con il trio di difesa formato da Papastathopoulos, Biava e
Ferrari, linea di centrocampo con Mesto, Motta, Juric e l’avanzato
Criscito e trio d’attacco con il principe Milito affiancato da due
corridori come Sculli e Marco Rossi.
TABELLINO
Inter-Genoa 0-0
Inter (4-3-3): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Burdisso, Chivu;
Zanetti, Stankovic, Muntari (9'st Cruz); Quaresma (1'st Obinna),
Ibrahimovic, Adriano (1'st Balotelli). Allenatore: Mourinho.
Genoa (3-4-3): Rubinho; Papastathopoulos, Biava, Ferrari; Mesto,
Motta, Juric, Criscito; Sculli (18'st Vanden Borre), Milito (33'st
Jankovic), Rossi (38'st Bocchetti). Allenatore: Gasperini.
Arbitro: Orsato di Schio
Ammoniti: Ferrari, Criscito, Muntari, Maicon,Ibrahimovic, T.Motta,
Burdisso. Rosso per Juric per doppia ammonizione
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23/10/2008
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Cimento invernale 2009
Tutto pronto per la XVIIII°
edizione del cimento invernale rossoblù; manca solo la data.In
ballottaggio domenica 11 gennaio 2009 o domenica 18 gennaio
2009.Vi ricordiamo che la manifestazione che si terrà sarà cosi
organizzata;un bagno in mare di qualche minuto effettuato da tanti
ardimentosi che desiderano dimostrare la loro forza di volontà con
una nuotata fuori stagione e seguirà un rinfresco con foccaccia e
bevande.
Più avanti potrete,
naturalmente, leggere il programma della manifestazione e la data
definitiva.
FORZA GENOA!!!
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20/10/2008

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GENOA-Siena 1-0
GENOVA - Si gioca al Marassi? No
problem. E' questo il motto del Genoa di Gasperini che vince per la
quarta volta consecutiva fra le mura amiche. La vittima di questo
turno è il Siena di Giampaolo, che pero' avrebbe meritato qualcosa
in piu' in virtu' della buona prestazione sfoggiata allo stadio
genovese
PRIMO TEMPO -
Un Palladino in gran spolvero e Milito che non appare risentire
delle fatiche con la Nazionale.
Sono loro due ad accendere i rossoblu', che si muovono con
sincronismi praticamente perfetti. Sculli impegna subito Curci,
mentre al 20' arriva il vantaggio ligure dopo che lo stesso Curci si
e' salvato su gran destro di Palladino: dal corner Biava stacca piu'
in alto di tutti e segna, con il portiere ex Roma che questa volta
non e' impeccabile. Il Siena soffre, Milito si muove da Principe in
due occasioni e per Ficagna-Portanova son dolori. Qualche pecca nel
meccanismo genoano si vede nei minuti finali, con Maccarone e Frick
pericolosi dalle parti di Rubinho.
SECONDO TEMPO -
Giampaolo arretra Kharja e inserisce Ghezzal e Calaio': Siena a
trazione anteriore e Genoa che annaspa un po'. Al 28' i toscani
colpiscono un palo clamoroso con Galloppa (sfiora Rubinho) poi il
Genoa riesce a controllare la gara sfiorando anche il raddoppio. Il
Siena va ko ma con l'onore delle armi. Anche perche' da queste parti
erano gia' cadute Milan, Roma e Napoli.
Genoa-Siena 1-0 (primo tempo
1-0)
Marcatori: 20' Biava (G)
GENOA (3-4-3): Rubinho 6.5; Biava 7, Ferrari 6.5, Bocchetti 6.5;
Mesto 5.5 (53' Gasbarroni 5.5), Milanetto sv (17' Motta 6), Juric
6.5, Criscito 6; Sculli 6, Milito 6.5, Palladino 7 (68' Roman 6.5).
A disp: Scarpi, Brivio, Jankovic, D'Alessandro. All. Gasperini 7
SIENA (4-3-1-2): Curci 5.5; Rossettini 5.5, Portanova 5.5, Ficagna
5.5 (80' Rossi sv), Del Grosso 5.5; Galloppa 5.5, Coppola 5.5 (55'
Ghezzal 5.5), Vergassola 6; Kharja 6; Maccarone 5, Frick 5 (60'
Calaiò 5.5). A disp: Manitta, Del Prete, Packer, Jarolim. All.
Giampaolo 6
ARBITRO: Ayroldi di Molfetta 6
AMMONITI: Rossettini (S), Palladino (G), Galloppa (S).
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05/10/2008

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GENOA-Napoli
GENOVA - Il Grifone mutante va in
paradiso. E non lo fa comportandosi pacificamente (due espulsi, al
di là del fatto che l'arbitro Dondarini ne abbia combinate di cotte
e di crude, in ogni direzione), né pianificando con cinismo l'ascesa
(manca un cervello a metà campo, causa le assenze contemporanee di
Milanetto, Paro, Thiago Motta). Lo fa prendendo un "pattone" a
freddo, reagendo rabbiosamente, aggredendo ferocemente, esaltandosi
nella lotta, aggrappandosi con le unghie al vantaggio conquistato.
Il Genoa, nella tana del Ferraris, abbatte un'altra big: dopo Milan
e Roma, cade il Napoli. Finisce 3-2: Lavezzi, Sokratis, Palladino,
Milito, Denis. E i marcatori vanno messi così, in rapida
successione, perché il primo gol arriva che sono passati 25 secondi
e da quell'attimo tutta la gara diviene un irrefrenabile rincorrersi
di emozioni. Come da parole di Enrico Preziosi, due su tutte:
"adrenalina" e "cardiopalma". Se non fosse già abbinato alla sua
figura mitologica, per il Grifone di ieri andrebbe inventata
un'altra immagine. Si può dire, un camaleonte con grandi attributi.
"Squadra con spirito, aggressività, intensità e qualità", dice chi
l'ha plasmata più volte nel corso della gara, Gian Piero Gasperini.
Una squadra che, Zelig del calcio, a Marassi sa prendere le fattezze
dell'avversario. Il Napoli, si ripete, è da considerarsi tra le
grandi? Preziosi a fine partita, mentre lo stadio è ancora
infiammato: "Resta la sensazione che questo Genoa sia una grande
squadra".
La banda Zelig ha come simbolo un giocatore Zelig, Beppe Sculli.
"Lui ha fatto di tutto", spiega il tecnico di Grugliasco. Comincia
da attaccante esterno di destra, ma, come Palladino a sinistra,
assume presto una posizione molto centrale, da trequartista dietro a
Milito; spesso, poi, va a fare le veci del regista avanzato, visto
che un regista vero nell'undici genoano non c'è; quindi, quando
Rossi viene espulso al 10' della ripresa, si trasforma pure in
mediano. E non mediano semplice, bensì controllore del crack
napoletano Hamsik.
Quella di Rossi schierato nel mezzo del centrocampo è la novità di
Gasperini al fischio d'inizio. Le assenze sono particolarmente
pesanti là dove si ragiona e si dirige il traffico pallonaro. E
allora l'allenatore crea un Genoa da corsa e battaglia. Chi corre di
più nel calcio? Gli uomini di fascia. Bene. All'inizio la mediana
rossoblù è tutta composta da esterni o ex esterni: Mesto a destra e
Modesto a sinistra, Juric a fare il regista, Rossi a fare, come
detto, il mediano-marcatore. Idea vincente, quella di francobollare
Hamsik. Anche se l'inizio direbbe diversamente: pasticciaccio brutto
nel fraseggio sulla trequarti, Biava e Criscito si scontrano mentre
Lavezzi svicola via, tutto a mancina, e col sinistro fredda Rubinho.
"Quel gol ci ha messo nelle peggiori condizioni - ha detto al
termine Gasperini - contro una squadra velocissima, ma abbiamo una
buona marcia e sappiamo aggredire». L'aggressione comincia, in
principio soffrendo ancora la mancanza di un coordinatore della
manovra. Sintonia Preziosi-Gasperini. Il primo: «Milanetto è
importante per le geometrie, ma il gruppo è la nostra forza". Il
secondo: "Senza regista, ma con coralità del gioco". I rossoblù
premono, qualcosa concedono e Rubinho al 24' p.t. piazza il primo
miracolo, replicherà sempre sul Tanque al 48' della ripresa,
sigillando i tre punti. Il Genoa pareggia pure, Milito che batte
Gianello, ma il guardalinee Giachero alza la bandierina e ferma
tutti, tranne lo speaker. Sembrava regolare la posizione del
Principe (il Napoli, invece, protesta per un mani di Criscito in
area e anche qui, spintarella di Lavezzi a parte, sembrava rigore) e
sembrava un gol convalidato con la festa al megafono che non
s'arresta. Ma si rimane sull'1-0, fino al 44' del primo tempo,
quando è Sokratis a sembrare Milito: usa il corpo per ruotare su
Santacroce, lo fa secco sullo scatto e infila il pari con diagonale
sinistro. Genoa Zelig, può un difensore non fare l'attaccante?
Si torna al tuttofare, Sculli, che si riveste da ala a inizio
ripresa per lanciare profondo Milito, danza da derviscio che attira
gli avversari e li stordisce, prima dell'appoggio delicato per il
piattone vincente di Raffaele Palladino: 2-1. Però, sulla strada per
il paradiso, il Genoa non sa star tranquillo. Appena messo il muso
avanti, si complica le cose: Lavezzi fugge rapido e Rossi lo stende,
per Dondarini è rosso, anche se ultimo uomo non è poiché a lato
Biava sta tagliando la strada. Tant'è, spogliatoi. Nasce lo Sculli
mediano e Juric si ricorda il passato da esterno sinistro, dribbling
e cross per Milito che tentazioni da Zelig non ne ha, è sempre lui e
segna ancora. "Milito è un valore aggiunto, lo vede anche un cieco.
Abbiamo un grande giocatore", sorride Gasperini.
Finita? Macché. Altra complicazione, due minuti dopo Denis fa
sbandare Biava e riaccorcia, sennò non c'è gusto. E allora
cardiopalma e adrenalina, spirito e cuore, fino al termine. Fino a
che Sculli cade a terra sfinito, Criscito salva di testa su
Montervino, Sokratis accoppa Lavezzi e becca il secondo giallo,
rossoblù in nove, Bocchetti salva in extremis su chiunque, Rubinho
vola e artiglia il colpo di testa di Denis. E scrive "fine" sulla
partita. Il Grifone mutante può godersi un po' di paradiso.
TABELLINO
GENOA (3-4-3) - Rubinho;
Papasthatopoulos, Biava, Criscito; Mesto, Rossi, Juric, Modesto (dal
34' Bocchetti); Sculli (dall'80' Vanden Borre), Milito, Palladino
(dal 77' Jankovic). Allenatore: Gian Piero Gasperini.
NAPOLI (3-5-2) - Gianello;
Santacorce (dal 46' Contini), Rianudo, Aronica; Maggio, Pazienza,
Gargano, Hamsik, Mannini (67' Pià); Denis, Lavezzi. Allenatore:
Edoardo Reja.
Arbitro: Paolo Dondarini di
Finale Emilia.
Marcature: 1' Lavezzi/N, 44'
Papastathopoulos/G, 52' Palladino/G, 73' Milito/G, 75' Denis/N.
Ammonizioni: 41' Sculli/G, 41'
Santacroce/N, 76' Hamsik/N, 82' Papastathopoulos/G.
Espulsioni: 55' Rossi/G, 90'
Papasthatopoulos/G.
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03/10/2008
Coppa Italia |
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GENOA-Ravenna
GENOVA - Bellezza e rischi della
Milito-dipendenza. Il Genoa acciuffa al 96’ il pass per gli ottavi
di Coppa Italia, dove sfiderà l’Inter di José Mourinho, ma fatica
dannatamente per battere 2-1 il Ravenna. E si ritrova soltanto dopo
l’ingresso in campo del Principe di Bernal, il quale in mezz’ora o
poco più segna due reti e va vicino al gol altre quattro volte. «Un
Milito stratosferico – dice Enrico Preziosi – serviva lui per
evitare quella che poteva diventare una brutta figura». E Gian Piero
Gasperini: «È di un’altra categoria, ha vinto la partita
praticamente da solo, avrà fatto dieci tiri». Devastante il Grifone
con il
puntero argentino, bruttissimo quello della prima ora di
gioco.Spento in avanti e molto macchinoso a centrocampo:
«Tecnicamente non è stata una gran partita in mezzo, non solo
eravamo lenti, abbiamo fatto poco gioco», conferma il tecnico.
Mediana a corto di uomini, alternative che non hanno convinto. E
dietro, oltre alla disattenzione per il gol-brivido di Pettinari, si
perde una pedina importante per la sfida di domenica con il Napoli:
Matteo Ferrari rischia di non esserci per un affaticamento
muscolare. «Perciò ho provato Biava centrale». Emergenza totale e
correttivi difficili da trovare, oltre al timore di dipendere
troppo, in zona gol, dal Principe: i rischi della Milito-dipendenza,
appunto. Per consolarsi, la crescita di Sokratis (gol subìto a
parte) e Palladino (assist vincente e buon impatto sulla gara:
«Bravo, per mentalità è nella squadra», dice Gasperini). E la
certezza di avere anche al Genoa uno Special One: la bellezza
della Milito-dipendenza. In tema d’acciacchi, in tribuna c’è
Preziosi accanto a Ivan Juric e Omar Milanetto. A inizio gara, al
primo riserva un “cinque”, al secondo una stretta al braccio.
Attenzioni per i due uomini di centrocampo che dovranno superare
ogni guaio fisico - Milanetto è a rischio, ma dovrebbe recuperare
per domenica - e garantire qualità e quantità in mediana. In attesa
dell’inserimento di Thiago Motta, un po’ più a rilento del previsto.
Mentre per Matteo Paro l’intera stagione è a rischio (tanto per
gradire, sfortunato anche Andrea Ranocchia, in prestito al Bari, che
è stato operato al menisco e ne avrà per un mese). La sfida con il
Ravenna, poi, ha detto che Vanden Borre deve ancora crescere,
Domingo è per ora impacciato, Brivio un po’ timido. Le alternative
nel centrocampo incerottato, alla prova del campo, consegnano a
Gasperini preoccupazioni. E nella gerarchia sale Roman, buon secondo
tempo.Nella mediana ravennate, invece, discreta prova di un figlio
d’arte: Roberto Bettega è a Marassi per seguire Alessandro,
cresciuto nella Juve, che sfoggia una fluente chioma alla Nedved. E,
già che ci siamo, il numero 10 Zecchin, esterno sinistro d’attacco,
ha fattezze da Giovinco invecchiato. Similitudini finite lì. Bravo a
crearsi le occasioni, poi spreca: lanciato in solitaria al 10’,
salta Scarpi in uscita ma poi s’impappina e spara alto in direzione
Nord.Nel Genoa c’è invece Jankovic che deve fare Jankovic, provando
che la sua classe è già inserita nei meccanismi tattici di Gasperini.
Parte bene, all’8’ del primo tempo va via di potenza sulla fascia e
in corsa dimostra che pure il sinistro è delicato: cross di giro con
doppia capocciata di Sculli e doppia parata di Rossi. Poi, però, il
serbo si perde. Va rivisto, come altri giocatori schierati ieri, in
contesto più felice. La prima metà se ne va via senza altre
emozioni, al piccolo trotto. Olivera non trova mai lo spunto
vincente - al 9’ s.t. sbaglierà da solo davanti a Rossi - e le
offensive sbattono contro il muro centrale avversario. Gasperini
cambia le carte a inizio ripresa: Roman per Brivio e si passa al
4-3-3, con Bocchetti che si allarga a sinistra e Mesto che arretra
nella linea di difesa; in più, inversione tra Sculli e Jankovic.
Poco dopo, però, il Ravenna va in vantaggio: decisivo il tocco sotto
misura di Pettinari al 13’, complice un’incertezza da dividere tra
Sokratis, Biava e Scarpi. Allora il tecnico manda in campo Milito al
posto del serbo, poi anche Palladino per Vanden Borre (quattro
punte, ma Sculli arretra). I due cambi vincenti di Gasperini: «Sono
stati portati per questo».L’argentino ci prova tre volte, un tiro
finisce fuori di poco, sull’altro si distende Rossi, sul terzo il
portiere alza in corner. Ma al 36’ il Principe trova il varco giusto
e di destro gira in porta l’1-1. Dopo il buio, è lui ad accendere la
luce rossoblù. Prova con un destro potente dal limite a evitare i
supplementari, ci riesce al sesto di recupero, quando, su recupero
di Roman e assist di Palladino, infila implacabilmente Rossi. Serata
raddrizzata, della Milito-dipendenza stavolta vince la bellezza.
TABELLINO
GENOA (3-4-3): Scarpi; Sokratis,
Biava, Bocchetti; Mesto, Domingo, Vanden Borre (24' st Palladino),
Brivio (1' st Roman); Sculli, Olivera, Jankovic (13' st Milito).
RAVENNA: (4-3-3): Rossi G.M.,
Ferrario, (17' st Pivotto), Ungaro, Ciuffetelli, Sabato, Calzi,
Rossetti (16' st Trotta), Bettega, Cavagna, Zecchin (6' s.t.
Saponara), Pettinari.
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29/09/2008
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Fiorentina-GENOA 1-0
FIRENZE - Sostenuti
dall’urlo di passione di almeno 2000 tifosi, i rossoblù scendono in
campo al Franchi con importanti novità di formazione. Gasperini
regala un po’ di riposo ai bomber Milito e Sculli oltre che a Biava,
Modesto e Juric e manda in campo dal primo minuto Olivera al centro
dell’attacco. Esordio stagionale per Sokratis e Bocchetti. Prandelli
conferma Gilardino in avanti e schiera Jorgensen nel ruolo di
terzino destro.
Il ritmo è subito discreto ed al 3’ Mutu fa correre
il primo brivido alla difesa genoana, incornando a lato sugli
sviluppi di un calcio dalla bandierina. I viola provano a prendere
in mano le redini dell’incontro, i genoani rispondono con ordine,
con quattro difensori in linea e con Mesto-Rossi-Milanetto-Vanden
Borre-Palladino pronti ad innescare il “ Po llo“. Proprio
Papastathopoulos e Bocchetti partono subito decisi e non sembrano
patire la minima emozione. Al decimo batte il primo “colpo” anche il
Genoa, con Mesto che recupera palla sulla destra, punta Gobbi e
mette al centro: Frey fa buona guardia e blocca. Gli spazi sono
strettissimi, entrambe le squadre provano a togliere respiro
all’avversario. Al 10’ scambio Gilardino-Gobbi: il cross di
quest’ultimo viene bloccato bene da Rubinho in uscita. Al 18’ c’è un
batti e ribatti al limite dell’area rossoblù, con Montolivo che fa
partire una bomba da oltre 20 metri. Ancora Rubinho si oppone e
blocca in due tempi. Fa girare palla la Fiorentina , i Grifoni si
chiudono pronti a ribaltare l’azione. Palladino giostra davanti a
Bocchetti in fase di non possesso palla per poi sganciarsi in avanti
appena trova spazio. Sulla fascia opposta Marco Rossi prova a
riproporre con Mesto la “catena” che lo scorso campionato lo vedeva
impegnato al fianco di Konko. I viola appoggiano spesso l’azione su
Gilardino, il quale tenta di far valere i centimetri in più rispetto
a Criscito. I centrali rossoblù fanno però buona guardia. Al 40’
Gasperini è costretto a rinunciare a Milanetto, alle prese con
qualche problemino fisico, e manda dentro Juric accentrando
leggermente Vanden Borre. Proprio quest’ultimo gioca un ottimo primo
tempo, risultando puntuale in chiusura e preciso nel rilancio.
L’internazionale Rosetti concede un minuto di recupero ed il primo
tempo si chiude a reti inviolate e con il Genoa che riesce a
limitare al massimo la pericolosità delle bocche da fuoco di
Prandelli.
La ripresa inizia senza
variazioni nei ventidue che hanno terminato la prima frazione. Già
al 6’, però, Gasperini gioca la carta Milito al posto di Mesto. Il
Principe tocca la prima palla dopo nemmeno sessanta secondi e serve
di tacco Olivera. Il diagonale di quest’ultimo impegna Frey. All’8’
palla in corridoio di Rossi ancora per Diego, che entra in area e
spara a botta sicura: ancora Frey compie un miracolo e devia in
corner. Genoa vicinissimo al vantaggio. Sul ribaltamento di fronte
Gilardino si fa spazio in area ma la difesa genoana libera. Al 10’
Donadel spara dal vertice destro dell’area rossoblù: Rubinho si
allunga e devia in angolo. La partita ora è più veloce e divertente.
Pericolo per il Genoa al 14’, ma ancora Gilardino non trova lo
spazio per tirare in porta. Terzo cambio per il Grifone al 15’:
Gasperini toglie Vanden Borre e manda in campo Modesto. Quest’ultimo
non fa nemmeno in tempo a piazzarsi che la Fiorentina rompe gli
equilibri: il solito Gilardino addomestica una palla alta, dopo un
fuorigioco non rilevato (succede) e dal vertice sinistro dell’area
piccola scarica in diagonale sul palo opposto. La prodezza
dell’attaccante vale il vantaggio dei viola. Il Genoa però prova
subito a reagire e allora Prandelli cambia: dentro Pazzini e Santana
e fuori Semioli e lo stesso “Gila”. Palladino semina il panico sulla
sinistra e dopo un paio di dribbling mette al centro dell’area: la
difesa fiorentina libera con affanno. Bocchetti ha i crampi ed è
costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Il Genoa rimane in
dieci per alcuni minuti ed inevitabilmente soffre. Al 30’ Mutu si
libera al limite ma spara alto. Al 35’ ancora Palladino entra in
area sulla destra e mette al centro un pallone pericolosissimo, ma i
viola si salvano nuovamente. Due minuti dopo Pazzini spara un
rasoterra dal limite: Rubinho blocca. Prandelli dà spazio anche a
Osvaldo e richiama in panchina Mutu. I Grifoni ci provano ma la
stanchezza dei tanti impegni ravvicinati si fa sentire. Modesto, uno
dei più freschi, spinge come un pazzo sulla sinistra e mette nel
mezzo palloni velenosi su cui, però, i compagni non arrivano. Con la
forza dei nervi i rossoblù si buttano in avanti ed al 2’ minuto di
recupero Olivera viene anticipato di un soffio da Frey. La sfortuna
sembra avere un conto in sospeso con il “ Pollo”, ad un soffio dal
pareggio anche nel finale a Palermo. Sul ribaltamento Osvaldo spara
dal limite ma Rubinho salva in angolo. Non c’è però più tempo.
Rosetti fischia la fine: Fiorentina batte Genoa 1-0.
TABELLINO
FIORENTINA: Frey; Jorgensen, Kroldrup, Dainelli, Gobbi;
Donadel, Felipe, Montolivo; Semioli (20‘st Santana), Gilardino (20’
st Pazzini), Mutu (37’ st Osvaldo). (A disposizione: Storari,
Gamberini, Zauri, Kuzmanovic). All. Prandelli.
GENOA: Rubinho; Sokratis, Ferrari, Criscito,
Bocchetti; Rossi, Vanden Borre (15’ st Modesto), Milanetto (40‘ pt
Juric), Mesto (6‘ st Milito); Olivera, Palladino. (A disposizione:
Scarpi, Biava, Sculli, Jankovic,). All. Gasperini.
ARBITRO: sig. Rosetti di Torino.
ASSISTENTI: sigg. Rossomando e D’Agostini.
QUARTO UFFICIALE: sig. Dondarini.
AMMONITI: Donadel, Milanetto, Bocchetti, Gilardino, Dainelli,
Sokratis, Montolivo, Olivera, Osvaldo.
RECUPERO; p.t.: 1‘; s.t. 4‘.
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25/09/2008
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GENOA-Roma 3-1
Genova - La Roma incappa nella sua
seconda sconfitta di questo campionato, merito di un Genoa che si
dimostra capace di ammazzare le grandi fra le mura amiche. Il
risultato però è severo nei confronti della squadra di Spalletti che
ha tenuto bene il campo fino a venti minuti dalla fine, poi una
serie di episodi tra cui un gol annullato a Panucci e l’espulsione
di De Rossi hanno fatto calare l’oscurità e il grifone è stato bravo
ad approfittarne per arrotondare il risultato (Fotogallery - Video).
Per Spalletti la sfortuna sembra non finire mai, l’infermeria non
accenna a svuotarsi. Ancora una volta ha dovuto rinunciare a Mexes
schierando al centro Loria e Panucci. Simone Perrotta in campo dal
primo minuto è stata l’unica nota positiva, ancora fuori Totti,
Pizarro, Juan e Cassetti. Gasperini ha recuperato Gasbarroni e si è
affidato al solito, incontenibile, principe Diego Milito che ha
avuto un ritorno in Serie A devastante.
TABELLINO
GENOA-ROMA 3-1 (primo tempo
1-1)
MARCATORI: 4’ Sculli (G),
27’ De Rossi (R), 61’ Milito (G), 87’ Milito (G).
GENOA (3-4-3): Rubinho 6.5;
Biava 6.5, Ferrari 6, Criscito 6.5; Rossi 7, Milanetto 7, Juric 6,
Modesto 6 (dal 77’ Mesto sv); Sculli 7 (dal 58’ Olivera 6.5), Milito
8, Gasbarroni 7 (dal 56’ Palladino 6.5). (Scarpi, Sokrtis, Bocchetti,
Vanden Borre). All. Gasperini 7.
ROMA (4-1-4-1): Doni 5;
Cicinho 6, Loria 5.5, Panucci 6.5, Riise 5; De Rossi 5; Brighi 6.5,
Taddei 6 (dal 75’ Okaka sv), Perrotta 6 (dal 77’ Aquilani sv), Menez
6.5 (dall’84’ Montella sv); Vucinic 6.5. (Artur, Mexes, Virga,
Tonetto). All. Spalletti 6.
ARBITRO: Brighi di Cesena 6.
ESPULSO: 67’ De Rossi (R)
per doppia ammonizione.
AMMONITI: Perrotta (R), Menez (R), Criscito (G), Cicinho (R), Juric
(G), Olivera (G), Aquilani (R) per gioco scorretto; Loria (R) per
proteste.
RECUPERI: 0′ p.t.; 4′ s.t.
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21/09/2008
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Tutto pronto per la festa!
Caro amico Rossoblù, è' giunta
l'ora di festeggiare il nostro 40° Compleanno.
Per l'occasione organizziamo una
grande festa martedì 14 ottobre 2008.
Il programma della giornata sarà
il seguente:
Ore 18.00 partita amichevole
presso il campo Macera tra le Vecchie Glorie Rossoblù e Borgo
Rapallo (seguirà rinfresco);
Ore 21.00 cena riservata
ai soci presso il ristorante "U Giancu" - Via S. Massimo; ospiti
della serata le Vecchie Glorie Rossoblù e una rappresentanza della
prima squadra e della società.
Per informazioni e prenotazioni,
rivolgersi alla sede del Club, Via Tassara 2 - c.o. Bar Passatempo.
I posti sono limitati quindi
affrettatevi!!!
FORZA GENOA!
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20/09/2008
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Palermo-GENOA 2-1
PALERMO -
Rimandato.Il Grifone torna dalla Sicilia con una sconfitta amara
(2-1) e parecchi spunti su cui riflettere: errori di pura tecnica,
incapacità a ripartire con ritmo e soprattutto una reazione che si
vede solo a tratti. A ingigantire la delusione ci sono ancora negli
occhi di tutti i 90 minuti con il Milan che avevano messo sul chi va
là la banda Ballardini e forse illuso qualcuno di aver trovato
rapidamente il Genoa dei miracoliI rossoblù incassano la seconda
battuta a vuoto fuori casa, non convincono («Non sono deluso né
arrabbiato. Abbiamo bisogno di lavorare» ammette Gasperini), ma per
processi e drammi è forse meglio soprassedere. Resta il fatto che
alla Favorita il Genoa si rivela molto meno efficace di quanto
temuto dagli avversari, mentre il Palermo è tutt'altro che una
squadra arrendevole e pur senza creare particolari apprensioni
offensive (il primo tiro in porta coincide con il vantaggio di
Cavani dopo ben 38 minuti) si rivela tignosa, vogliosa e più
coraggiosa del Genoa. Una squadra, insomma, rispetto al Milan.
Artigli e becco rossoblù brillano come gli ottoni appena lucidati di
una gloriosa imbarcazione d'altomare, ma al primo colpo di vento
Gasperini si accorge che le vele non sono così resistenti e molte di
loro sono rimaste arrotolate all'albero. Così, pur senza imbarcare
troppa acqua, il veliero genoano non riesce a sfruttare al meglio le
opportunità che regala l'avversario. Il risultato è di una
formazione incapace di ripetere la stessa prestazione a distanza di
sette giorni nonostante l'assenza, che non è poco, del solo
Gasbarroni. «Sarebbe sbagliato considerarci Gasbarroni-dipendenti,
ma è altrettanto vero che globalmente non abbiamo ripetuto la gara
di domenica scorsa sotto il profilo tecnico. Non ho visto il miglior
Genoa. Siamo stati più individualisti che corali». È l'orchestra
rossoblu che stecca la prova, mentre il Principe Milito, nonostante
una giornata non esaltante e resa difficile da una marcatura quasi
perfetta di Bovo e Carrozzieri, regala alla platea quel guizzo al
novantesimo che regala pathos al recupero e lascia spazio al
rammarico per l'incredibile occasione sciupata da Olivera a tempo
scaduto e che poteva valere il 2-2. «Siamo stati fortunati, ma il
pari sarebbe stato ingiusto» ammette l'ex di turno Cesare BovoLa
prima frazione di gioco è l'immagine dell'equilibro e della grande
attenzione tattica delle due formazioni. Sornione e più pericoloso
il Grifo (parata di Amelia su Biava al 23' e traversa di Milito al
33'), arrembanti i padroni di casa senza però essere in grado di far
male all'avversario. Balzaretti e Bresciano provano a sfondare sulla
fascia sinistra, cozzando comunque contro la guardia attenta del
trio Sculli-Mesto-Biava in ordine spaziale di marcatura. E bloccata
quella corsia il Palermo sembra perso in un mare di problemi. In
quella fase, purtroppo, il Grifo non riesce a capitalizzare le
ripartenze. Troppi passaggi sbagliati, voglia di uscire palla al
piede piuttosto che in maniera corale e così l'atteggiamento
tentacolare studiato da Gasperini (allargamento degli esterni, con i
due attaccanti d'ala a stringersi al centro) non riesce a stritolare
il Palermo e al contrario crea varchi pericolosi. Proprio in una di
queste ripartenze sbagliate (palla persa da Palladino a centrocampo)
nasce l'azione del gol rosanero (38'): un mix di errori. Simplicio
prende palla alla trequarti, Criscito esce su di lui dimenticandosi
di Cavani, Modesto resta a galleggiare tra le linee e Cavani fa
secco Rubinho. Nella ripresa ti aspetti una reazione e invece il
possesso palla è solo velleitario. Gasperini prova a dare la scossa
lasciando negli spogliatoi Palladino (per Olivera) e se non è una
bocciatura, quella dell'ex juventino, poco ci manca. Raffaele
stilisticamente fa vedere anche buone cose, ma continua a non
soddisfare il Gasp nel ruolo fondamentale di propulsore di gioco nel
momento in cui si trova a difendere (sulla propria trequarti) e deve
trasformare il recupero palla in un fendente letale per
l'avversario. Bello, ma poco concreto e utile: è la foto attuale
dello scugnizzo napoletano. Il Grifo cambia ancora volto (al 9')
quando Jankovic rileva Ferrari e l'assetto si trasforma in un 4-4-2.
Il gol dell'ex Bovo sembra chiudere però la sfida dopo 13'. Liverani
tocca una punizione al centro per il difensore che da posizione
centrale lascia partire una legnata dai 25-30 metri che centra la
porta di Rubinho. Emozioni finite? Assolutamente no. Tre minuti e
Rubinho ipnotizza Cavani respingendo di piede il destro
dell'uruguagio a colpo sicuro. Gasperini si affida anche a Vanden
Borre e il belga conferma di essere utile a questo Grifone. Quando
tutto sembra finito il Principe riapre le danze e manda in
fibrillazione una Favorita che gusta già il sapore della vittoria. E
il destraccio in curva di Olivera da una decina di metri ha il
sapore di un cannolo appena sfornato per i ventimila del Barbera.Il
Genoa deve invece rapidamente scordare questa gara: con la Roma
bisogna cambiare atteggiamento.
TABELLINO
PALERMO: Amelia; Cassani, Carrozzieri, Bovo,
Balzaretti; Nocerino, Liverani (75' Guana), Bresciano; Simplicio;
Cavani (90' Migliaccio), Succi (67' Lanzafame). (Ujkani, Capuano,
Dellafiore, Mchedlidze). Allenatore: Ballardini
GENOA: Rubinho; Biava, Ferrari (55' Jankovic),
Criscito; Mesto, Milanetto, Juric, Modesto; Sculli (67' Vanden
Borre), Milito, Palladino (46' Olivera). (Scarpi, Rossi, Sokratis,
Bocchetti). Allenatore: Gasperini.
Arbitro: Gava di Conegliano. Spettatori: 20.101
Ammoniti: Ferrari, Olivera, Carrozzieri, Mesto. Angoli 4-4.
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14/09/2008

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GENOA-Milan 2-0
GENOVA - Il Genoa insorge
contro il potere dei Palloni d'oro e con una partita da
incorniciare affonda il Milan. A Marassi finisce 2-0. Sculli nel
primo tempo, Milito su rigore nel recupero. La riscossa?
Rimandata. Questa è crisi, inutile nascondersi dietro a piccole
frasi e scuse tattiche. Tutto rimandato, gol di Ronaldinho e
Sheva compresi. La storia ci racconta che quella lucina lì in
fondo alla classifica è il Milan: a zero punti, come il
Cagliari. E i rossoblù? Nella magia del Luigi Ferraris dettano
legge gettando i rossoneri nel panico.
PALLONI D'ORO E TRIDENTI -
Adriano Galliani di licenziamenti non ne vuol sentire parlare.
Via la spada di Damocle sulla testa di Carlo Ancelotti che può
stare tranquillo. Convinto, tra l'altro, che dai suoi ragazzi
avrebbe avuto la giusta reazione. Ma andiamo per gradi. La
riscossa parte dalla difesa dove il tecnico si affida
all'esperienza di Zambrotta, Bonera, Maldini e Favalli. In
attacco, invece, è festa e nella sagra del Pallone d'oro ecco
allineati Kakà, Ronaldinho e Shevchenko. Umilmente Gasperini si
affida al suo inossidabile 3-4-3. Tutto confermato e poi quel
tridente con Milito tra Sculli e Gasbarroni.
SCULLI NON PERDONA - Pronti via
e Ronaldinho prova a spaventare Marassi. Ma è un lampo. Il Genoa
parte prudente, ma piano piano, caricato dal deliriro dei tifosi
lancia la sfida e mette in crisi il Milan. La difesa rossoneri
ribatte colpo su colpo, pagando in prima persona la mancanza di
un filtro decisivo a centrocampo dove Flamini è il vero totem.
In ripartenza, poi, tutto diventa prevedibile. Ronaldinho è giù
e Sheva, costante punto di riferimento, è assediato dalla doppia
marcatura. Kakà cerca il guizzo partendo da lontano, ma si
scontra con il muro ligure e quando riesce ad aprire una breccia
getta al vento con la lingua a penzoloni. Insomma, poco o
niente. Mentre il Genoa sale di tono e al 30' passa. Che giocata
Milito. Il Principe beffa tutti, Maldini compreso che si fa
gabbare in area dall'argentino: rocco perfetto per Sculli che
trova la luce alla destra di Abbiati. Ancelotti decide di
rivoluzione l'assetto difensivo: bastano tre uomini, così
Zambrotta ha la licenza di avanzare a centrocampo. Milito
intanto sfiora il raddoppio con un diagonale maligno, in un
gioco di squadra dove lo smagliante Gasbarroni fa davvero la
differenza.
CROLLO - Servirebbe un colpo di
frusta. Ancelotti medita negli spogliatoi e dopo il riposo gioca
due carte. Fuori Ronaldinho e Sheva, dentro Seedorf e l'ex
Borriello. Teoria che fatica a decollare, perché il Genoa
esibisce carattere e gioco e un'organizzazione difensiva di rara
efficacia. Come Ferrari, implacabile nella marcatura su
Borriello che ci prova come ai vecchi tempi in rossoblù.
Gasperini, che in teoria dovrebbe corprirsi, cambia Mesto con
Marco Rossi: più spinta insomma; come dire, ragazzi chiudete la
partita. E Sculli potrebbe farlo. Innescato dall'intelligenza di
Gasbarroni, il calabrese irrompe in area ma deve fare i conti
con un super Abbiati. Nel dietrofront Borriello ha la palla del
pari sul piede, ma Rubinho dice no. Ma è Genoa; è frenesia pura.
Gasbarroni si diverte, supera Abbiati e mette in mezzo a porta
vuota. Zambrotta salva. Sfilacciato e impotente il Milan cerca
di rianimarsi con Pato che Ancelotti inserisce al posto di
Flamini. Il "papero" ci prova subito di testa;: fuori di poco.
Pato sfiora ancora e poi anche Ambrosini. Ma non ce n'è. Non c'è
più il Milan. Lo capisce a denti stretti Carlo Ancelotti. In
piedi e smarrito. Incapace di scuotere un gruppo senza anima e
identità. Fino al rigore segnato da Milito al 46'. Lo schiaffone
finale nell'ennesimo pomeriggio di un giorno da cani.
TABELLINO
GENOA (3-4-3) - Rubinho; Biava,
Ferrari, Criscito; Mesto (dal 52' Rossi), Milanetto, Juric (66'
Vanden Borre), Modesto; Sculli, Milito, Gasbarroni (dall'85'
Palladino). Allenatore: G. Gasperini.
MILAN (4-3-2-1) - Abbiati;
Zambrotta, Bonera, Maldini, Favalli; Flamini (dal 69' Pato), Pirlo,
Ambrosini; Kakà, Ronaldinho; Shevchenko (dal 46' Borriello).
Allenatore: C. Ancelotti.
Arbitro: Gianluca Rocchi di
Firenze.
Marcature: 30' Sculli/G, 91' Rig.
Milito/G.
Ammonizioni: 11' Favalli/M, 17'
Juric/G, 41' Sculli/G, 54' Zambrotta/M, 58' Kakà/M, 67' Ambrosini/M.
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31/08/2008
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Catania-GENOA 1-0
CATANIA - Poche emozioni e tanta
noia tra Catania e Genoa, ma alla fine i siciliani sorridono
ugualmente e portano a casa tre punti all'esordio. Al Massimino le
due squadre non divertono e appaiono stanche, ancora lontane dalla
migliore condizione. I rossoblù, però, hanno un Mascara in più, che
con un guizzo in area ligure nel secondo tempo regala la vittoria e
il sorriso a Walter Zenga.
In avvio Catania con un 4-3-3 offensivo nei numeri ma anche
nell'interpretazione: dietro a Dica, Mascara e Paolucci, infatti,
opera un esterno votato all'attacco come Martinez. Tre punte anche
per Gasperini che ripropone Olivera nel ruolo di centravanti,
supportato da Sculli e Gasbarroni. Parte bene la squadra di casa.
Dopo cinque minuti Dica impegna Rubinho, mentre Paolucci e Mascara
dialogano bene e la retroguardia del grifone soffre le accelerazioni
dei due. All'11' rete annullata ai siciliani: Silvestri, che salta
più alto di tutti e mette in rete di testa, ma il gomito è troppo
largo e per Girardi si tratta di fallo su Rubinho. Il gioco si
sviluppa per lo più nella metacampo genoana, con Martinez che prova
a mettersi in evidenza un paio di volte. Di veri e propri pericoli,
però, Rubinho non ne corre.
Poche emozioni in campo, con un troppo severo Girardi a spezzettare
il gioco delle due squadre. Nel finale di tempo la squadra di
Gasperini si affaccia in avanti con Sculli e Gasbarroni ma alla fine
dei primi 45 minuti il borsino delle emozioni riporta comunque un
pesante segno meno. Chi spera in qualche cambio viene smentito da
Zenga e Gasperini, che nella ripresa ripropongono gli stessi
protagonisti di uno scialbo primo tempo. Al 10' pasticcio di
Silvestre, Olivera ci prova da lontano e Bizzarri ci mette una
pezza. Sei minuti dopo il gol di Mascara che libera l'entusiasmo del
Massimino: bella azione di Martinez che mette in mezzo, Rubinho
respinge proprio sui piedi del piccolo attaccante siciliano che non
ha alcun problema a mettere in rete.
Il Genoa capisce che deve costruire qualcosa in più, ma il neo
entrato Di Gennaro non sembra ispiratissimo mentre Olivera continua
a non approfittare delle occasioni che la difesa etnea concede. Al
36' si vede Paolucci ma il suo diagonale è ben controllato da
Rubinho. Nel finale succede ben poco e il risultato non cambia,
neanche nei cinque minuti di recupero.
TABELLINO
CATANIA (4-3-3): Bizzarri;
Silvestri, Stovini, Silvestre, Alvarez; Biagianti, Ledesma, Martinez
(40' st Antenucci); Dica (15' st Tedesco), Paolucci, Mascara (44' st
Terlizzi).
In panchina: Kosicky, Sardo, Sabato, Morimoto.
Allenatore: Zenga.
GENOA (4-3-3): Rubinho; Biava, Ferrari, Criscito, Rossi; Vanden
Borre (31' st Mesto), Juric, Modesto; Sculli (21' st Di Gennaro),
Olivera, Gasbarroni (15'
st Palladino).
In panchina: Scarpi, Bocchetti, Papastathopoulos, Figueroa.
Allenatore: Gasperini.
ARBITRO: Girardi di San Dona' di Piave 6.
RETE: 16' st Mascara.
NOTE: giornata calda, terreno di gioco in sufficienti condizioni.
Circa trentamila gli spettatori. Ammoniti: Biava, Rossi, Olivera,
Silvestre, Stovini, Mascara e Tedesco. Angoli: 8-3 per il Genoa.
Recuperi: pt 2'; st 5'.
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09/06/2008
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Campagna Abbonamenti
Dopo un po' di vacanza, riapre
anche il nostro sito internet, per la nuova stagione.
Da oggi aperta la campagna
abbonamenti, per ora solo gradinata nord. Passate in sede per gli
orari, per le prenotazioni e per la nuova tessera del club. Quest'anno,
per i 40 anni del club, ti aspetta un bellissimo omaggio!
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18/05/2008
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Atalanta-GENOA 2-0
ATALANTA: Coppola, Rivalta, Capelli,
Pellegrino (1’st Fissore), Manfredini, Ferreira Pinto, De Ascentis,
Guarente (30’st Tissone), Padoin, Doni (c) (35’st Marconi), Floccari.
A disposizione: Colombi, Belleri, Radovanovic, Muslimovic. All. Del
Neri.
GENOA: Scarpi (c), Lucarelli, De Rosa, Santos, Konko (23’st Fabiano),
Milanetto, Juric, Danilo, Leon (14’st Di Vaio), Borriello, Wilson (25’st
Ghinassi). A disposizione: Lanza, Torres, Ledesma, Figueroa. All.
Gasperini.
ARBITRO: sig. Tommasi.
ASSISTENTI: sigg Bernardoni e Barbirati.
QUARTO UFFICIALE: sig. Gava.
RETE: 32’pt Floccari, 47’st Marconi.
NOTE: presenti circa 12mila spettatori (500 genoani). Espulso al 21’st
Danilo e al 33’st Milanetto per doppia ammonizione. Ammoniti
Pellegrino, Rivalta, Borriello, Padoin, Lucarelli. |
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11/05/2008
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GENOA-Lazio 0-2
GENOA: Rubinho (1’st Scarpi), Konko,
Bovo, Lucarelli, Rossi (c), Milanetto, Juric, Fabiano (1’st Borriello),
Sculli (23’st Wilson), Figueroa, Danilo. A disposizione: De Rosa,
Ghinassi, Santos, Leon. All. Gasperini.
LAZIO: Ballotta, De Silvestri, Rozehnal, Artipoli (21’st Cribari),
Zauri (c), Ledesma, Behrami (26’st Dabo), Mutarelli, Mauri, Pandev
(35’st Bianchi), Rocchi. A disposizione: Muslera, Kolarov, Mudingayi,
Manfredini. All. Rossi.
ARBITRO. Sig. Pierpaoli di Firenze.
ASSISTENTI: sigg. Musolino e Costa.
QURTO UFFICIALE: sig. Lops.
RETI: 32’pt Pandev, 47’pt Rocchi.
NOTE: 3.402 paganti, incasso di 38.691 euro; abbonati 21.675, quota
gara di 274,249 euro. Ammoniti Pandev, De Silvestri, Bovo, Zauri. |
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04/05/2008
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Parma-GENOA 1-0
PARMA-GENOA 1-0
PARMA (4-4-2): Pavarini 6,5; Coly 6 Falcone 6 (26' st Antonelli 6) M.
Rossi 6 Castellini 6; Dessena 5,5 Morrone 6,5 Parravicini 6 (50' st
Anelli sv) Mariga 6,5; Reginaldo 6,5 (38' st Lorenzini sv) C.
Lucarelli 7. A disp: Bucci, Moretti, Martinez, Prijovic. All: Cuper
6,5. Falli commessi: 19 Fuorigioco fatti: 3
GENOA (3-4-3): Rubinho 6; Konko 6 Bovo 5,5 Criscito 5,5; M. Rossi 6
(22' st Figueroa 6) Milanetto 5,5 (35' st Vanden Borre sv) Juric 6
Danilo 6; Sculli 6,5 Borriello 5,5 Leon 5,5 (29' st Wilson sv). A disp:
Scarpi, A. Lucarelli, De Rosa, Santos. All: Gasperini 6. Falli
commessi: 22 Fuorigioco fatti: 7
ARBITRO: Trefoloni di Siena 6,5 Guardalinee: Rossomando e Strocchia
Quarto uomo: Brighi
MARCATORE: 13' st C. Lucarelli
AMMONITI: Milanetto (G), Konko (G), Bovo (G), Criscito (G) per gioco
scorretto.
NOTE: Esordio in serie A per Wilson (G, classe ‘85), Lorenzini (P,
classe ‘89) e Anelli (P, classe ‘89). Spettatori paganti 6.307 per un
incasso di 68.185,00 euri; abbonati 11.386 per una quota di 116.659,20
euri. Angoli: 9-3 per il Parma. Recupero: 1’ pt, 5’ st |
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27/04/2008
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GENOA-Empoli 0-1
TABELLINO:
GENOA-EMPOLI 0-1 (0-1)
MARCATORE: 15’ pt Abate
GENOA (3-4-3): Rubinho; Konko, A. Lucarelli (24’ st Vanden Borre),
Criscito; M. Rossi, Milanetto, Juric (30’ st Di Vaio), Fabiano; Sculli,
Borriello, Leon (36’ pt Figueroa). (Scarpi, Santos, Danilo, Wilson).
All. Gasperini.
EMPOLI (4-4-2): Balli; Buscè, Marzoratti, Piccolo, Tosto; Abate (13’
st Marianini), Moro, Budel (36’ st Vanigli), Antonini; Vannucchi,
Giovinco. (Bassi, Pratali, Adani, Giacomazzi, Volpato). All. Cagni.
ARBITRO: Gava di Conegliano.
NOTE: pomeriggio primaverile, terreno in buone condizioni. Espulso al
43’ st Di Vaio (G) per proteste. Ammoniti Vannucchi (E), Fabiano (G),
Moro (E), Abate (E), Figueroa (G), M. Rossi (G). Recupero 1’ pt, 2’ st.
Spettatori 24.000 circa. |
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20/04/2008
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Siena-GENOA 0-1
TABELLINO
SIENA-GENOA 0-1
MARCATORI: 24' Konko
SIENA (4-3-1-2): Manninger 6; Rossettini 6 (74' Jarolim sv), Ficagna
6,5, Loria 6,5, Rossi 6; Codrea 6, Coppola 6, Vergassola 5,5 (60' De
Ceglie 6); Forestieri 5,5 (46' Alberto 6); Riganò 6, Maccarone 5. A
disposizione: Eleftheropoulos, Galloppa, Kharja, Porta. All. Beretta
5,5
GENOA (3-4-3): Rubinho 7; Bovo 6, De Rosa 5, Criscito 6; Rossi 6,
Konko 7 , Juric 6,5, Danilo 6; Sculli 6 (75' Raggio Garibaldi sv),
Borriello 6 (85' Di Vaio sv), Leon 6 (66' Vanden Borre 6). A
disposizione: Scarpi, Ghinassi, Wilson, Figueroa. All.Gasperini 6,5
ARBITRO: Marelli di Como 6
AMMONITI: Rossettini (S), Bovo e Juric (G)
ESPULSO: De Rosa (G) al 35' |
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13/04/2008
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GENOA-Torino 3-0
TABELLINO:
GENOA-TORINO 3-0 (Primo tempo 0-0)
MARCATORI: 51’ Di Vaio, 61’ Borriello, 68’ Sculli.
GENOA (3-4-3): Rubinho 6, Bovo 7, Lucarelli 6, Criscito 6.5, Rossi 7
(dall’82’ Raggio Garibaldi sv), Milanetto 7, Konko 6.5, Fabiano 6 (dal
46’ Di Vaio 7.5), Sculli 7, Borriello 8 (dal 77’ Figueroa sv), Leon
6.5. (Scarpi, De Rosa, Vanden Borre, Wilson). All. Caneo 7.
TORINO (4-4-2): Fontana 5.5, Motta 5 (dal 61’ Rosina 6.5), Di Loreto
5, Dellafiore 6, Lanna 5.5 (dall’88’ Rubin sv), Diana 5.5, Grella 6,
Corini 6.5, Lazetic 5, Recoba 5 (dal 46’ Ventola 6), Di Michele 5. (Ferrauto,
Asamoah, Barone, Bjelanovic). All. Novellino 4.5.
ARBITRO: Orsato di Schio 5.5.
AMMONITI: Lucarelli, Recoba, Motta, Leon, Lanna, Milanetto, Di
Michele.
RECUPERI: 1’e 2’. |
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05/04/2008
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Roma-GENOA 3-2
IL TABELLINO
ROMA-GENOA 3–2
MARCATORI: 14’ Taddei (R), 17’ Vucinic (R), 59’ M.Rossi (G), 60’ Leon
(G), 80’ De Rossi su calcio di rigore (R)
ROMA (4-2-3-1): Doni 6; Cicinho 6, Panucci 6,5, Mexes 6,5, Cassetti 6;
De Rossi 7, Perrotta 5; Taddei 7 (83’Juan s.v.), Giuly 5 (61’Mancini
5,5), Tonetto 6 (65’Brighi 6); Vucinic 6,5. All.Spalletti 6,5
GENOA (3-4-3): Rubinho 5; Lucarelli 5,5, Bovo 5, Criscito 6,5; Rossi
6,5, Konko 5,5 (65’Vanden Borre 6), Juric 6,5, Fabiano 6; Sculli 5,5
(84’Figueroa s.v.), Borriello 5,5, Danilo 5 (31’Leon 6,5).
All.Gasperini 6,5
ARBITRO: Banti (Livorno) 6,5
AMMONITI: Bovo (G), Leon (G), Fabiano (G), De Rossi (R), Mancini (R)
ESPULSO: al 92’ l’allenatore del Genoa Gasperini per proteste. |
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30/03/2008
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GENOA-Reggina 2-0
TABELLINO:
GENOA-REGGINA 2-0 (Primo tempo 0-0)
MARCATORI: 59’ Borriello, 92’ Rossi.
GENOA: Rubinho 7, Konko 7, Bovo 6.5, Lucarelli 6, Rossi 7.5, Milanetto
6.5, Juric 7, Fabiano 6.5, Sculli 6 (dal 55’ Leon 6), Borriello 8 (dal
76’ Masiero sv), Di Vaio 6.5 (dal 73’ Figueroa 6). (Scarpi, Santos, De
Rosa, Vanden Borre). All. Gasperini 7.
REGGINA: Campagnolo 6, Lanzaro 6, Valdez 5.5, Cirillo 5, Aronica 6.5,
Barreto 6, Cascione 6 (dal 76’ Stuani sv), Tognozzi 6 (dal 63’
Hallfredsson 6), Makinwa 6.5 (dal 63’ Joelson 6), Brienza 7, Amoruso
6.5. (Novakovic, Costa, Missiroli, Cozza). All. Orlandi 6.
ARBITRO: Gervasoni di Mantova 5.5.
AMMONITI: Aronica, Milanetto, Amoruso, Tognozzi.
RECUPERI: 1’ e 3’.
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22/03/2008
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Palermo-GENOA 2-3
PALERMO (3-5-2) - Fontana; Zaccardo,
Biava, Rinaudo; Balzaretti, Guana, Migliaccio (dal 54' Tedesco),
Bresciano, Simplicio; Cavani (dal 26' Jankovic), Amauri.
Allenatore: Francesco Guidolin.
GENOA (3-4-3) - Scarpi; Konko,
Santos, Lucarelli; Rossi, Milanetto, Juric, Fabiano; Leon (dal 54' De
Rosa), Figueroa, Sculli (dal 73' Danilo).
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